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Lui è come loro

Matteo Renzi è diversamente uguale a Mario Monti ed Enrico Letta. Ha cambiato linguaggio, non la sostanza: tartassa e resta immobile. Ma di immobilismo gattopardiano il Paese sta morendo

imageNon è cambiato niente. Ci abbiamo quasi sperato, anzi un po’ forse ci avevamo sperato persino noi ma no, non è cambiato niente. Matteo Renzi è diversamente uguale a Mario Monti ed Enrico Letta. Il perché è nelle cose. Certo, ha svecchiato l’apparenza del doppiopetto da burocrate, ha ringiovanito il partito, ha insegnato alla stampa un gioco nuovo: tu insegui il presidente del Consiglio, il presidente del Consiglio fa cose e vede gente. Ma non riforma, affatto.

In pratica una tragedia. Qui abbiamo raccontato del maxi aumento di imposte bloccato in calcio d’angolo: a gennaio doveva cascarci in testa l’ennesima tegola ma il Toscanaccio annusando l’aria sente odore di elezioni, e opta per il non autogol. Il Governo tecnico riuscì nel miracolo di peggiorare la situazione economica italiana. Pensava ai conti, super Mario, e per risanarli s’è sentito legittimato ad entrare in imprese e con stile barbaro per portare via tutto. Una retata che ci è costata pezzi di futuro. È stata una mattanza, le conseguenze ancora dobbiamo vederle tutte, chiedete agli esodati.

L’altro non eletto, caratteristica ormai diffusa, ha proseguito sulla linea montiana, giocando prevalentemente sull’immobilismo: io sto fermo e speriamo che nessuno se ne accorga, ché alla peggio non combino un granché, meglio che far danni. E invece è stato il guaio definitivo, ché quel navigare su tasse e riformismo killerato faceva capolino dopo vent’anni di manette. Il piccolo Letta ha ricalcato gli usi. Allora si soffoca, ancora e ancora.

Da Firenze è arrivato l’altro, uno bravo, dai proclami giusti o apparentemente tali. Basta sindacati, rottamo, stravolgo, muovo. Il quaranta percento alle Europee l’ha incassato anche grazie a quel giochino strepitoso del «diamoci dei tempi». Le date, lui ti spiattellava le date in cui avrebbe fatto le cose e «se non ci riesco non è che vado a casa, lascio la politica». Non c’è riuscito, è ancora in politica e anche volendo riconoscergli che di fronte aveva un apparato mille volte più forte di quel che pensava la storia è sempre la stessa: cambiano gli attori, la velocità di movimenti, l’aria, il sapore e persino il profumo. Non cambia affatto e mai la sostanza: il Paese viene rapinato. Il Paese è vessato da una burocrazia che ti porta a urlare, dopo dieci anni di battaglie, «o mi danno quel permesso o a gennaio mi do fuoco». Verbo d’un quarantenne. Il Paese è ancora qui, agonizzante e sdegnato. E Matteo Renzi è la nuova pedina immobile che nulla muta e nulla muove. E questo è un dramma gattopardiano: tutto cambia perché nulla cambi. Immobili e senz’aria come prima, a registrare l’ennesimo bluff scoperto.

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di on 15 dicembre 2014. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

19 commenti a Lui è come loro

  1. Francesco_P Rispondi

    15 dicembre 2014 at 12:16

    Renzi è un gattopardo sovrappeso. Non vedo come definire altrimenti un uomo che parla di riforme senza voler cambiare l’Italia.
    Per cambiare l’Italia bisogna rinunciare ai partiti come sono oggi, rifare la Costituzione, abrogare decine di migliaia di leggi sostituendole con poche centinaia di testi unici moderni che lascino poco spazio a fantasiose interpretazioni da parte della Giustizia, cedere o privatizzare migliaia di società partecipate (“refugium peccatorum” di decine di migliaia di amici di partito trombati), licenziare decine di migliaia di dipendenti pubblici in eccesso…
    Invece le riforme istituzionali di Renzi si limitano al Senato eletto fra funzionari delle Regioni e alla non elettività delle Provincie, che restano in piedi come centri burocratici saldamente nelle mani del PD. La sua politica è quella di rafforzare il PD affermandosi come leader unico del partito egemone. Per questo cerca di sottrarre il partito ai vecchi burocrati meno efficienti, sebbene maestri nelle congiure di palazzo (vedi D’Alema e compagni).
    Il bluff è venuto alla luce, ma tutte le alternative oggi sul campo sono ancora peggio, come l’incubo di un governo fra Rosi Bindi, la Camusso, Vendola e i 5 stelle, al cui confronto il mostro di Frankenstein o Freddy Krueger non sono nessuno.
    Serve gente nuova e un movimento totalmente nuovo che non abbia alcun legame con gli attuali partiti.

  2. Luca Beltrame Rispondi

    15 dicembre 2014 at 13:51

    Al di la’ del fatto che Renzi e’ abbastanza vuoto pneumatico, non sovviene che tutto questo succede perche’ il potere esecutivo non puo’ eseguire?

    Se vogliamo riforme liberali, dobbiamo avere uno Stato in grado di realizzarle (e quindi non solo peroccuparci della – terribile – pressione fiscale).

  3. adriano Rispondi

    15 dicembre 2014 at 13:55

    Soliti,inutili discorsi.Fino a quando gli italiani non cambiano modo di votare,quello che fanno i votati non cambierà.Non è vero che non ci sia stato qualcosa di nuovo.Alle ultime europee si poteva votare 5S e se la protesta invece di astenersi lo avesse fatto massicciamente il voto,che politicamente era irrilevante,avrebbe provocato almeno un pò di sconquasso.Cos’è uscito invece dal cilindro?Prima il sig. 40%,poi la sua conferma alle regionali con una astensione mai vista.Ovvio che confermare l’esistente convinca chi lo rappresenta di essere indispensabile e di poter fare quello che vuole.Prima o poi si presenterà un’altra occasione.La nuova novità sarà la lega nazionale.Già tutti i giorni è partito il fuoco amico di sbarramento.Meglio Tosi,perchè non Meloni,c’è anche Passera,Berlusconi è ancora lì.Se gli italiani volessero potrebbero afferrare l’occasione.Invece ,se posso permettermi una profezia,non lo faranno.E allora vuol dire che va bene così.

  4. Albert Nextein Rispondi

    15 dicembre 2014 at 14:42

    No, qualcosa ha fatto.
    Date un’occhiata ai reati penali che depenalizza e derubrica a controversie in sede civile.
    Quei reati fino a 5 anni di pena detentiva.
    Date un’occhiata, e vi accorgerete che qualcosa fa.
    In peggio.

  5. cenzino Rispondi

    15 dicembre 2014 at 14:44

    l’unico vero voto e’ il non voto , passatemi il paradosso;
    per non essere complici di questo sfacelo .
    votare 5s? non grazie, non credo nei partiti guidati da santoni con c.c. in Svizzera e con rappresentanti che credono nei microchip sottopelle e che stano alle ultime notizie, alcuni di loro , si stanno romanizzando alla grande.

    • Talita Rispondi

      15 dicembre 2014 at 15:48

      I paradossi sono assai divertenti, ma mi spieghi che cosa risolvi non votando?

      Ti ricordo che Renzi ha intonata peana di vittoria sul 30% (TRENTA PER CENTO) di votanti,
      Se fossero stati il 3%, non sarebbe cambiato assolutamente nulla, secondo me.
      Secondo te?

      • Talita Rispondi

        15 dicembre 2014 at 15:53

        Volevo dire che ha INTONATO peana di vittoria, e adesso aggiungo che gli fanno un baffo i minacciosi sondaggi sulle intenzioni di voto, che lo vedono in costante calo.

        Cosicché credo che gli attuali governanti (?) si augurino appunto l’aumento dell’astensione al voto, certi che un sufficiente numero di loro soldatini e beneficati vadano comunque alle urne.
        A loro basta un voto in più rispetto alla parte opposta, ed ecco perché Renzi si sta dando un gran daffare per cambiare l’Italicum in Renzukolum.

        • Spencer60 Rispondi

          15 dicembre 2014 at 18:06

          Non credo, il non voto sta diventando uno tzunami e travolgerà tutto.
          Renzi e tutti i politici hanno paura del non voto. Certo camuffano le loro dichiarazioni con soddisfazione sostenendo che la loro vittoria è data da una percentuale ma in realtà la percentuale è falsa devono dare il numero complessivo dei voti non la percentuale. Comunque dovunque sta salendo in modo significativo la % dei non votanti schifati dalla corruzione, dai vitalizi, dalle ruberie e dalle solite facce che girano continuamente come il gioco delle tre carte. Hanno con la proposta della legge elettorale blindato i nomi capilista ed allora cosa voti quelli che loro hanno scelto ????

        • cenzino Rispondi

          15 dicembre 2014 at 18:20

          gentile Sig. Talita, nel mio modo di pensare , molto semplicemente , penso che se tutti ragionassimo come me e non come lei ( e ne rispetto le sue ragioni ) , nessuno voterebbe questi inadatti signori , e con zero voti , sarebbe la piu’ bella rivoluzione della storia dell’umanita’.
          se , invece , piu’ realisticamente si arrivasse ad un’affluenza del 3 % , s’avrebbe la stessa cosa capitata ai vari partitini che si sono squagliati nel ridicolo ;
          non mi sembra un brutto risultato.
          i miei rispetti.

          • Talita

            15 dicembre 2014 at 18:47

            Rispondo qui anche a Spencer60:
            le vostre obiezioni varrebbero se effettivamente si fosse certi dello zero per cento di votanti, eventualità di fronte alla quale forse – e dico forse – si dovrebbero prendere provvedimenti nuovi in alto loco.

            Ora, il mio 3% era ovviamente un’iperbole verso il basso, ma – fino a quando non ci sarà una legge che stabilirà il numero minimo di votanti per la validità di un’elezione politica – basterà 1 voto in più a questa o quella parte per conseguire la vittoria.
            Di Pirro, ma sempre vittoria.

            Poi Spencer dice che “Renzi e tutti i politici hanno paura del non voto”, ma non mi dice da che cosa deduce questo loro terrore.
            E non mi dice nemmeno quale riflesso potrebbe avere questa loro paura sul risultato di elezioni anemiche quanto si voglia, ma comunque sempre soggette a una legge elettorale, che NON tiene conto del numero di votanti ma solo del numero di voti.

            Questa è la realtà, nonostante i nostri pii desideri, che restano sempre desideri.

  6. Milton Rispondi

    15 dicembre 2014 at 18:44

    Cara Talita, credo di poterla definire liberale autentica, come modestamente mi ritengo anch’io.
    Cosa abbiamo ottenuto votando negli ultimi venti anni Forza Italia, Radicali, Lega, PDL, Fratelli d’Italia, o Scelta Civica ?
    Secondo me nulla, anzi peggio, abbiamo “SPUTTANATO” le nostre sacrosante idee affidandole ad approfittatori trasformisti senza ideali, salvo quello di difendere la poltrona.

    Meglio, molto meglio, una massiccia astensione che sicuramente non fa piacere ai politici tutti.
    E comunque almeno nessuno governa o fa finta opposizione su mio mandato.

    Ed in futuro, nemmeno troppo lontano, quando questo paese avrà il certificato del proprio fallimento come a suo tempo accadde ai paesi della ex-URSS, forse si cambierà strada.

    • Talita Rispondi

      15 dicembre 2014 at 20:54

      Caro Milton,
      non ho alcuna difficoltà a risponderti che finora non abbiamo ottenuto nulla, votando questo o quello.
      Però è anche vero che a sputtanarsi sono stati i governanti passati e presenti, non le nostre idee.

      Tu vedi qual è il trend inaugurato da Napolitano:
      le elezioni non servono, sono una perdita di tempo; i premier non devono essere eletti dal popolino, ma nominati dal gran kapo, a cui evidentemente nessuno ha detto che la nostra non è una repubblica presidenziale.
      Anzi non è nemmeno più una repubblica, ma un regno sinistro.
      Vedi anche come sarà conciato il Senato, invece di cancellarlo e basta.
      Dunque ricorriamo a un’ipotesi irrealistica:
      se effettivamente si registrasse lo zero per cento dei votanti, chi ci dice che Napolitano o il suo successore non decreterebbe che “beh, allora nomino io”?

      Quindi il punto non è il passato ma il futuro.
      E per me un altro punto irrinunciabile è ciò che ritengo da fare, perché il non fare mi sembra pessimo. Non sono per niente gandhiana, per cui non credo alla resistenza passiva. Credo invece all’impegno attivo, che deve essere anche individuale, altrimenti continueremo a frignare “Piove, Governo ladro!”.
      Dunque io andrò sempre a votare, esercitando un mio diritto-dovere: anche se dovrò votare non il migliore ma il meno peggio.

  7. ultima spiaggia Rispondi

    15 dicembre 2014 at 19:59

    Una massiccia astensione non potrà mai esserci, perché in Italia uno lavora e quattro “magnano”; e quelli che “magnano” vanno tutti a votare. Non sono mica stupidi.

  8. Talita Rispondi

    15 dicembre 2014 at 21:05

    Bellissimo il composit fotografico: artigli in primo piano.
    Mi fa pensare alle teste multiple dell’Idra di Lerna, solo che in questo caso sono teste di cavolo che sono ricresciute per tre volte: tagliata una, ne è spuntata un’altra, grazie alla saggezza infinita di re Giorgio.
    Quindi urge un altro Ercole.

    Poi, al fine di evitare il turpiloquio, mi limito a commentare solo una frase dell’articolo:
    “volendo riconoscergli che di fronte aveva un apparato mille volte più forte di quel che pensava”.
    Io non voglio riconoscerglielo.
    Per niente.
    Il signorino Renzi conosce benissimo l’apparato, a menadito.
    Sa benissimo come lui si è affermato in politica: inizialmente, per squallide questioni di segreteria piddina, e vorrei che allora si fosse parlato meglio e di più delle tessere false che sarebbero circolate, aumentate, lievitate.
    Sa benissimo come far fruttare le kadreghe acquisite, con riverbero immediato di vantaggi e benefici per sé e la sua cerkia, ché poi basta saper manovrare il (mal)funzionamento dell’apparato, e tutto risulta perfettamente regolare.

    Se inoltre è condito da bla-bla-bla, il Fonzie de noantri si sente il genio della lampada, ovvìa!
    Infatti, quando a giugno dell’anno scorso i suoi spin-doctor gli fecero dire che in politica «se hai avuto dei risultati, bene; se no fai spazio agli altri: l’Italia ha bisogno di occuparsi del futuro», intanto lui si occupò del SUO futuro:
    pescò spietatamente il pesciolino Nemo di Letta e se lo fece fritto, mentre scriveva #enricostaisereno.

    Quindi la perversa terna in foto per me rappresenta un parto trigemino del Quirinale, e i gemelli differiscono solamente in fatto di vestiario, perché solo uno preferisce il loden.
    Per il resto sono identici nella sostanza
    – il lessico, pur differendo nei vocaboli, è comunque truffaldino nonché narcotizzante –
    e sospetto che siano stati scelti proprio in base al loro fulgido passato:
    ● Mari-o-Monti (per lui pari sono) si porterà sempre in dote tutta una Commissione Santer.
    ● Enrico Letta, suo seguace in carrozzella, è stato nominato da Lusi come percettore di paghette.
    ● Matteo Renzi è addirittura un condannato in primo grado per danni erariali alla Provincia, poi c’è stata “Florence Multimedia”, poi c’è stata la bocciatura della sua gestione in Provincia da parte dell’ex Ministero delle Finanze, poi ci sono stati i guai per le aziende di famiglia:
    e insomma, è il tipino ideale per governare l’Italia.
    In fondo basta tassare.

    P.S.
    Poi oggi ha incontrato Prodi: ci manca solo lui al Quirinale, e poi davvero avremo fatto bingo.

  9. FEMINE Rispondi

    16 dicembre 2014 at 12:01

    Ecco, giustappunto cara Talita, il composit fotografico è tristemente eloquente. Ma non basta ancora…il quadretto è in via di completamento con le mani benedicenti del democristo per eccellenza Prodi in odor di santità quirinalizia.
    Al peggio non c’è mai fine. Sette anni in compagnia di un pentolone di fagioli borbottante è ciò che sembra riservarci il perfetto trombettiere sparaballe.
    Buona giornata…

  10. Milton Rispondi

    16 dicembre 2014 at 17:02

    Cara Talita,
    ho apprezzato la tua risposta al mio scritto, mi ricorda molto quanto anch’io pensavo fino a qualche anno fa. Infatti per molti anni mi sono impegnato in convegni, congressi, organizzando circoli, prendendomi anche responsabilità amministrative locali di non poco conto.

    Risultato: qualche piccola soddisfazione personale, nulla di cui vergognarmi, ma anche molte delusioni tra le quali la maggiore è la vastissima indifferenza della gente per la cosa pubblica.

    Vero che se nulla si fa nulla si ottiene. Ma non serve lottare contro i mulini a vento. Dopo tanti anni ho fatto mio il pensiero di Milton Friedman sull’Italia:
    “GLI EVASORI FISCALI SONO DEI PATRIOTI CHE SOTTRAGGONO RISORSE AL PUBBLICO SPRECO, PRESERVANDOLE PER UN FUTURO IMPIEGO FRUTTUOSO”

    Io faccio lo stesso con il mio certificato elettorale.

    P.S. rimango convinto che le ns. idee vengono sputtanate ogni volta che i vari politici di centrodestra si dichiarano liberali.

    • Talita Rispondi

      16 dicembre 2014 at 18:34

      Caro Milton,
      tu hai una parola preferita nel dizionario italiano?
      Io sì: è TENACIA.

      Deriva dal verbo latino ”tenere”, nell’accezione di “tenere fermo”. Infatti si parla anche di tenacità di un collante. E oggi la nostra nazione avrebbe davvero bisogno di un collante tenacissimo.
      E avrebbe anche bisogno di non essere trattata come un branco di stupidotti, che se ne fregano della cosa pubblica: invece è proprio quello che stanno facendo i media ammaestrati, raccontando un sacco di balle e soprattutto facendo passare una sola parte politica per delinquenti degenerati.

      Io ho un’abitudine: almeno una volta la settimana scrivo una mail ad amici, conoscenti e pure “nemici” (per così dire), esponendo il mio pensiero su questo o quell’avvenimento, e vedo che tutti sono interessati a dire la loro, a riflettere sul tema proposto e a non appassionarsi soltanto a chi vincerà l’ennesima idiotissima gara televisiva.
      Immagina tante mail così, che stimolino una determinata cerchia di persone ad attivarsi in qualche modo nel loro quartiere, Comune, Provincia… e a leggere gli avvenimenti anche tra le righe.
      Non tutti leggono i giornali, ma tutti leggono le mail.
      Una goccia nel mare? Può essere, ma in natura tante gocce costituiscono il ciclo dell’acqua.

      Poi, insomma, non tutti la pensiamo allo stesso modo: io non mi faccio sputtanare le mie idee da nessuno.
      Per esempio, Berlusconi – che io ho sempre votato in passato – ha tradito le mie idee, ma non è il centro del mio universo e quindi non può sputtanare niente di me.
      Anzi sono io che posso sputtanare il politico che mi tradisce: negandogli il mio voto.

  11. aldo finocchioli Rispondi

    18 dicembre 2014 at 12:05

    DAI…che dicono abbiamo preso il 40% di voti e governiamo,buffoni,il 40% l’avete preso con gli 80 euro e sono solo x l’europa ,ANDIAMO alle elezioni e vediamo se gli italiani vi danno ancora tutti quei voti….io dico di no xche’ avete rotto,e non avete fatto nulla x i poveri e per i giovani e x il lavoro,,,,,caro RENZI…CREDO CHE ANCHE TU ai FINITO….COME E’ FINITO berlusconi ANCHE SE CI RIPROVA…..SIETE C…O…T…T…I…

  12. Vera Rispondi

    19 dicembre 2014 at 00:24

    Essendo cresciuta all’estero posso affermare che gli italiani NON sono patrioti. Non glene frega niente che figura fanno nel mondo, cosa pensano di loro, come ridono di loro. Non si sanno vergognare di essere i più poveri e tartassati in Europa, di avere l’economia in frantumi, di avere tanti cittadini che se ne vanno dal paese all’estero… L’mportante per un italiano è avere da magnare. Finchè la maggioranza ha ancora da magnare, non cambierà niente. Solo quando i povei diventeranno maggioranza della popolazione… be’ allora ci sarà una rivoluzione armata. Forse. E forse cambierà qualcosa. Senza rivoluzioni non credo più che sia possibile cambiare, visto che il paese è pieno di pecore-comunisti che vanno a votare sempre, qualsiasi idiozia faccia il loro partito. Ed i non-comunisti non sempre vanno a votare, e con questo aiutano a vincere i comunisti.

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