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La nuova Italia di Mancini, come sta cambiando la nazionale

Giovani promesse, volti nuovi, gol. La rivoluzione del Mancio

talentiSi doveva essere in testa al girone. E l’Italia sta lì. Si dovevano vincere entrambe le prime due partite. E l’Italia l’ha fatto. Si doveva ritrovare convinzione e gol contro il Liechtenstein. E l’Italia ha segnato 6 reti, come non succedeva da oltre venti anni.

Non si tratta di risultati clamorosi, inaspettati o fantastici. Ma servivano e sono arrivati. L’Italia di Roberto Mancini è una squadra alla ricerca della normalità, della forma vera, di convinzioni in cui credere. L’ex tecnico dello Zenit sta lavorando proprio in questo senso: dare certezze, lavorare sulla psicologia dei giocatori e ovviamente anche sul campo.

L’ARMA DELLE CONVOCAZIONI

Lo sta facendo innanzitutto attraverso i convocati. Tanti esordienti, tanti volti nuovi sono arrivati in azzurro sotto la sua gestione. Tra questi Vincenzo Grifo, l’italo tedesco che sognava Baggio e si è ritrovato con la maglia numero 10 sulle spalle e Kevin Lasagna, che fino a qualche anno fa risiedeva nei bassifondi delle leghe italiane. Certo, non sono nomi altisonanti, non stiamo parlando di Del Piero, Totti, Pirlo, Maldini. Ma i tempi cambiano e serve stare all’erta, sempre pronti a dare una mano. Pensiamo a Pavoletti e Quagliarella, due giocatori che di certo non possono definirsi giovani, ma che hanno colmato la carenza di punte e di gol dando concretezza all’attacco azzurro. Tra gli altri habitué ce n’è uno in particolare che ha attirato su di sé gli occhi di mezza Europa: Cristiano Piccini, terzino destro ma anche sinistro in forza al Valencia, ormai stabile nelle rotazioni azzurre.

UNA NAZIONALE GIOVANE

La vera rivoluzione di Mancini ruota intorno a volti giovani. I due simboli di questa nuova gestione sono, ovviamente, Nicolò Zaniolo e Moise Kean. Il romanista è stato convocato con i grandi prima ancora di esordire in Serie A, per poi ritrovarsi appena una settimana dopo a scendere in campo al Santiago Bernabeu. Un centrocampista nuovo, moderno, mezzala o trequartista poco importa. Poi lo juventino, che ha stracciato record su record e ha sfoggiato tutto il suo repertorio fatto di gol, assist, velocità e dribbling. Ma con Mancini saranno fondamentali anche Politano e Spinazzola, classe 1993, Bernardeschi e Cragno, 1994, Sensi, 1995.

LE QUOTE DEL GIRONE J

“È stato importante vincere la Finlandia e poi con il Liechtenstein mettere apposto la differenza reti, non si sa mai”. Guarda già al futuro il mister Roberto Mancini, in particolare la Campionato Europeo 2020. La quota di vincente del Girone J vede l’Italia strafavorita a 1.25, secondo il quadro sulle scommesse sportive proposto dagli analisti di Leovegas. Anche in virtù del pareggio tra Bosnia e Grecia, le uniche vere pretendenti per i primi posti, piazzate rispettivamente a 4.25 e a 12.00. Ovviamente più defilate le altre con la Finlandia messa in lavagna a 101.00, l’Armenia addirittura 2501.00 e il Liechtenstein a 7001.00.

Un finale scontato, insomma, ma da conquistare sul campo, dove i primi risultati di Roberto Mancini si iniziano a vedere. E altri stanno di certo per arrivare, su questo ci possiamo scommettere.

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di on 11 aprile 2019. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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