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Quelli che la domenica non si può

Arrogarsi il diritto di decidere sulla felicità altrui non è da Stato liberale, ma nemmeno da semplice democrazia di ordinanza: cosa ve ne frega di chi vuole tenere aperto, e di chi vuole andare al centro commerciale nel dì di festa? Follie iperstataliste. Per fortuna ci resta Amazon...

47889D9C-3B9D-4A72-A19F-D2314C73C403Il lunedì sarà consentito comprare solo alimentari, il martedì biancheria e benzina, e così via fino al sabato, riservato alle futilità tipo la decima borsa o il terzo profumo. C’è poco da scherzare, se uno Stato pietoso inizia a limitare lo shopping di domenica la direzione è quella. Non sappiamo se gli alti prelati del Vaticano, favorevoli alla chiusura domenicale, la domenica si arrangino con l’uovo al tegamino consentendo ai cuochi di godersi la famiglia, se no stendiamo un velo pietoso anche lì. Arrogarsi il diritto di decidere sulla presunta felicità altrui non è da Stato liberale, ma nemmeno da semplice democrazia di ordinanza. Stato che peraltro si arroga già il diritto di elargire fior di contributi pubblici al cinema italiano c.d. “di qualità”, sperperando in produzioni fallimentari, clientelari e deprimenti, sperando forse che la domenica le famiglie convoglino al cinema anziché al centro commerciale, rischiando di finire in terapia insieme a Margherita Buy. Altro che intrattenimento.

Peccato per loro e per fortuna per noi esiste Amazon, dove i calzini li compri non solo la domenica ma anche a Natale a mezzanotte. Già, dovremmo essere qui a disquisire sull’apertura notturna, piuttosto, la domenica pareva essere sdoganata da tempo. Magari è uno scrupolo di Giggino: col reddito di grattapanza vorrà essere sicuro che il denaro pubblico non venga scialacquato in frivolezze domenicali, un ricambio di camicia, un film “educativo” e via, la dignità umana è salva. Del resto, all’intrattenimento tragicomico ci pensa già lui quando colloca Matera nelle Puglie.

Scopriamo poi che lo shopping è più devastante del tradimento, delle violenze, delle liti sull’educazione dei figli e delle intromissioni della suocera. Insomma, lo shopping sfascerebbe le famiglie. Ma tranquilli, solo di domenica, è sufficiente andare al centro commerciale di sabato e il matrimonio è salvo! Vorremmo poi capire se esiste una deroga per i single o se in mancanza di coniuge e figli siano costretti a riunire i parenti fino al quinto grado per non sentire l’esigenza di comprarsi le mutande di domenica. E se non fosse in joint venture con Salvini, Di Maio potrebbe anche allargarsi nella correttezza sociale: niente shopping il sabato per rispetto agli ebrei, niente shopping il venerdì per integrare i musulmani, anzi chiusura totale di un mese per il ramadan e così via. Andremo tutti di contrabbando dai cinesi o legalmente da Jeff Bezos, che tra un po’ sarà in grado di comprarsi la Terra intera per rivenderla al miglior offerente extraterrestre. Che gli chiederà uno sconto quando scoprirà i film di Saviano e Ozpetek.

Ma poi, a voi del pic nic domenicale in famiglia, a voi della raccolta funghi, dei pranzi di 5 ore coi bambini che si rincorrono intorno al tavolo, delle passeggiate in spiaggia mano nella mano, della visita al museo o della scalata al monte Stella, a voi, cosa ve ne frega di chi va al centro commerciale? Io non sopporto i ciclisti e me li ritrovo ogni giorno a ogni curva, a voi invece basta non andare a fare shopping per non vedere i negozi e le famiglie allo sbando. E inoltre avete la garanzia che il vostro matrimonio durerà per sempre. Cosa volete di più?

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di on 19 settembre 2018. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

5 commenti a Quelli che la domenica non si può

  1. Luca Rispondi

    19 settembre 2018 at 22:14

    Quest’impasto fotmidabile di non si sa cosa,di mente che non sa né mai ha praticato il lavoro,che non sa che il lavoro va cercato e “praticato”quando arriva in qualunque spazio temporale.Ma questi scienziati trovati con lanternino in ospedale di domenica non ci sono mai stati?Anche il prete ,quando Dio riposo’,lavora di domenica e non si lamenta più di tanto,e poi i vigili,chi li protegge da furti e schiaffoni,i cocomerai,i caffettisti,i brioscieri,i tassisti e tutti quelli che accompagnano le nostre vite nelle domeniche e sempre……ma tutti questi chi saranno mai e che avranno di diverso.Chiediamolo agli scienziati di cui sopra o a qualche sorridente sindacalista …..

  2. Emilia Rispondi

    26 settembre 2018 at 09:23

    Queste sono le trovate di Luigi Di Maio. Ma farei poco caso a queste sparate periodiche del capo dei grillini e mi concentrerei sull’altra sponda del governo, la Lega, la quale, pare, che anch’essa naviga a vista.
    L’Italia è un Paese in crisi, deindustrializzato, con una scuola ridicola che insegna cazzate, con ospedali dove i medici ti obbligano a farti visitare nel loro studio privato, con una pletora di fannulloni dell’impiego pubblico arricchiti di tutti i diritti possibili e immaginabili a spese dello stato, dove la burocrazia diventa sempre più saccente e minacciosa (ma lo sa chi sono io?), dove i prezzi al consumo variano da ora in ora, dove un euro vale appena uno schifoso caffè, dove tutti cercano di rubare, dove in ogni supermercato d’Italia trovi un negro che chiede soldi, dove i preti fanno soldi e violentano minori, dove tutto sembra irreale. Il PD è stato annullato e Forza Italia è scomparsa. Ci rimane Salvini. Che fa Salvini? Mai sentito parlare di Riforme organiche, di Presidenzialismo, di Riforma della giustizia, di Piano per il turismo e beni culturali, di Ricostruzione Totale del Paese, di un programma che guardi i prossimi 20 anni. ZERO. Qualcuno ha detto che rinasceremo. Dopo la morte?

  3. Igor Vaudano Rispondi

    27 settembre 2018 at 13:53

    Roba da Stato Etico.

  4. Lucia Rispondi

    8 ottobre 2018 at 14:39

    Ma che razza di articolo è? Solo perchè le sta sui maroni questo governo ,chi la autorizza a fare satira sul lavoro altrui,che deve essere sempre disponibile,giorno e notte,Natale,Pasqua,salvo le feste nazionali perchè “cosa ve ne frega”.Se una vuole tenere aperto,affari suoi.Lavora di più,guadagna di più e tutti siamo felici.Quindi uno potrà dire :chi se ne frega se vuoi trovare aperto qualcosa in agosto .Io chiudo quando voglio e tu prendi la macchina e va al centro commerciale se non c’è neanche una latteria per prendere un po’ di latte e due brioche o la farmacia più vicina,che hai trovato su internet,forse è a 5 km e hai la febbre.E il comune e l’Asl non venga a rompere le scatole con i turni per servire il quartiere!Così è il “mercato” bellezze!

  5. aurelio Rispondi

    11 ottobre 2018 at 18:12

    Fuori dalle sparate dello stuart napulitane oggi su Forbes con sorriso accattivante,penso che le congiunzioni astrali per capire se bene sia lavorare ogni giorno con opportuni riposi o altro servano a poco se non per stare su giornali.Il lavoro va abbracciato quando c’è o arriva e per le condizioni di questo paese dove al nord abbiamo, pur con crescenti difficoltà, lavoro e al centro sud diffuso welfare che in volgare si chiama assistenza di che parliamo,di quale scelta,e di quali ricchezze da attività lavorative?

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