Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Un rilancio Intraprendente

Parliamo di noi oggi, è dovuto e fin obbligatorio, per un giornale che ha sempre fatto della singolarità e della soggettività del punto di vista il proprio valore, anche commerciale, forse l’unico, in mezzo al guado odierno dell’editora, tra vecchi modelli cartacei che sopravvivono stancamente a se stessi e nuovi modelli online che si portano bene ma a cui manca ancora la sola vera linfa delle idee, il business. Parliamo di noi, perché è un po’ che volevamo farlo, ma come spesso accade a queste latitudini (e come spesso L’Intraprendente ha provato a raccontare), le tecnicalità burocratiche prolungano a dismisura le aspettative.

Questa testata, i lettori attenti (cioè quasi tutti, e ci permettiamo di fare di questa attenzione selezionata un vanto, rispetto alle corazzate online e offline della quantità) lo avevano capito da un pezzo, navigava da circa un anno in un limbo. Non ideale (la bussola è e sarà sempre quella: meno Leviatano, meno apparato, meno tasse, più Ronnie e più Maggie ed ebbene sì più Trump, a maggior ragione visto le alternative politicamente corrette), bensì procedurale. Il formato quotidiano de L’Intraprendente non esiste più, oggi siamo pienamente in grado di dirvi cosa siamo e cosa saremo: noi stessi, fino in fondo. Ovvero: una rivista online (ancora più) di approfondimento, un contenitore (ancora di più) per alimentare il dibattito politico, economico, culturale, un mezzo (ancora di più) per orientarsi nel ginepraio del catino nazionale (che rimane decisivo, finché drena l’80% della ricchezza prodotta dai soli che la sanno produrre, gli individui e le aziende intraprendenti) e degli scenari globali (senza cui il catino è acefalo, dal momento che impatta molto di più sulle nostre vite la guerra dei dazi tra Usa e Cina, iniziata tempo fa da Pechino checché ne dica il Giornalista Collettivo, che le moine dello scugnizzo Di Maio per arrivare dove mai avrebbe osato nemmeno sognare, a Palazzo Chigi). Recidiamo covintamente il cordone ombelicale con la cronaca e con la giornata, che in base al senno di poi è ciò che a volte ha annacquato la nostra visuale e che infine ha complicato oltremisura la nostra sostenibilità economica, e portiamo alle estreme conseguenze la nostra identità: lo sguardo, il punto di vista, il taglio sul mondo e sull’attualità. Che da sola, ne siamo definitivamente convinti, rimane stupida. “Non esistono fatti, ma solo interpretazioni”, strillava Nietzsche, e senza avventurarci in una presa di posizione metafisica che esula dalle nostre competenze, diciamo che le interpretazioni sono l’unica materia che colora i fatti di un qualche interesse. È il motivo per cui su L’Intraprendente riverniciato a rivista troverete solo questo: interpretazioni. Interpretazioni selezionate, interpretazioni qualitative, interpretazioni sviluppate fuori da qualunque dogmatica, fosse pure quella liberista (il liberismo per definizione è plurimo e continuamente aggiornabile, altrimenti si converte nel suo contrario, nell’ideologia). Ringrazio le firme prestigiose, di rilevanza nazionale e non solo, che mi hanno confermato la stima nel progetto, perché la nuova rivista Intraprendente è e sarà possibile solo grazie a loro: i fornitori di interpretazioni salienti. Troverete, e per la verità trovate già da un po’, solo i loro pezzi sul nostro sito, solo i punti di vista che ci servono per avanzare di qualche metro nella penetrazione della contemporaneità, sono già in troppi a brancolare nel buio della cronaca. Pochi aggiornamenti a settimana, quelli che meritano, quelli che meritano di essere letti e digeriti anche oltre l’isteria di un like, quelli che meritano di essere discussi e ovviamente anche di essere criticati, perché la tomba del pensiero è l’indifferenza, non il contraddittorio. Quello, lo cerchiamo ancora più di prima, perché questo ambiamo ad essere, un luogo online di elaborazione del dibattito, che non scade domani mattina, che ha tutte le sue appendici social indispensabili, ma a monte quella bussola che avete trovato il primo giorno nel nostro logo.

Già, il primo giorno. Era il 18 febbraio 2013, un’era geopolitica fa, lo scontro elettorale era tra Bersani e Berlusconi, la nostra voglia di lasciare una traccia di racconto e d’opinione la medesima. M’incespica la penna, a ricordare chi c’era, a ricordare tutti quelli che in questi anni hanno trovato in loro stessi molto più del dovuto per far camminare l’avventura anomala de L’Intraprendente (non posso non citare Federica Dato, Gianluca Veneziani, Federica Venni e Mariella Baroli), nonostante gambe troppe giovani per non essere traballanti e qualche compagnia non all’altezza. Ma è passato, L’Intraprendente come quotidiano è cessato, viva L’Intraprendente come rivista di approfondimento. Vi aspetto qui, sui nostri social, nei commenti a rintuzzarci intelligentemente come avete fatto in tutti questi anni, e grazie, dannazione, infinitamente grazie.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 6 aprile 2018. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

10 commenti a Un rilancio Intraprendente

  1. aurelio Rispondi

    8 aprile 2018 at 20:18

    Continueremo a seguirvi anche con i tempi di un giornale di approfondimento.Siete bravi e scrivono menti davvero illuminate ed avanti.

  2. antonio rolando & c 1945!!!!! Racconigi CN Rispondi

    11 aprile 2018 at 17:58

    sempre con TE / con VOI !!!!! BRAVISSIMO / BRAVISSIMI !!!!!!!
    11-04-2018

  3. Dario Nordista Rispondi

    13 aprile 2018 at 17:45

    Una bella notizia, grazie dott. Sallusti!

  4. Emilia Rispondi

    16 aprile 2018 at 08:02

    Io ci sono.

  5. CLAUDIO ASCOLTI Rispondi

    16 aprile 2018 at 09:54

    Grato che siate tornati in grande forma! Nel contesto Italiano manca
    l’espressione culturale libera da politically correct, da ridondanze
    ideologiche, da plateali endorsement, da tendenziali pubblicità elettorali. Farà bene leggere, rileggere e meditare i pezzi che ci sono mancati e che torneranno, farà bene alle nostre menti nutrirsi di idee che non siano banali ed appartenenti alla bassa vulgata.
    Per un poco ci siamo sentiti anime sole, sfortunati bastian contrari, voci clamanti nel deserto. Abbiate il nostro fervido plauso con un solidale augurio di Buon Viaggio!

  6. Nicola Tarantini Rispondi

    17 aprile 2018 at 07:51

    Complimenti per la Sua scelta, dott. Sallusti. La seguirò e seguirò L’Intraprendente con molto più interesse

  7. Padano Rispondi

    17 aprile 2018 at 14:08

    Presente!

  8. Luca Rispondi

    23 aprile 2018 at 04:49

    È una buona formula mi sembrava un peccato far scomparire un bel pezzo di una grande firma senza poter dare il tempo ai tanti lettori di poterlo gustare grazie a tempi più lunghi di presenza.Un giornale di firme d’approfondimento va benissimo e grazie per esserci.

  9. aquilone Rispondi

    23 aprile 2018 at 18:40

    Anch’io mi unisco alla piccola ma sana compagnia

  10. Paola Rispondi

    1 maggio 2018 at 08:28

    Purtroppo solo stamane ho potuto leggere questo articolo e ho provato una grande felicità per la scelta che ha fatto, sarò più che mai lettrice di quanto verrá pubblicato e, nei miei limiti contribuirò a diffonderne la lettura .
    Attualmente avverto , non senza sofferenza , l’appiattimento del linguaggio che significa appiattimento del pensiero e della cultura in generale che ha giá invaso una grande parte delle persone , le quali poi ,anche in politica ,sanno solo leggere e ripetere “pettegolezzi” anziché ripensare ai temi fondanti di cultura , società e politica.
    Un grande grazie

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *