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Il suicidio dell’élite ci regala il governo Di Maio

Una classe dirigente che non aveva capito Brexit o Trump figuriamoci se poteva cogliere il cambio di umore in Italia. La cosa tragicomica è che qualcuno abbia pensato di vincere usando attrezzi masochisti: gli abbracci con Juncker, la resurrezione dello scudocrociato, e simili amenità. Ora urge serio cantiere liberal-conservatore

di maioUna classe dirigente che non aveva capito Brexit e Trump non poteva cogliere i sentimenti dell’Italia… Ora (nel caos parlamentare) pare realistico un primo tentativo Di Maio, che ha almeno tre opzioni. Altre ipotesi (centrodestra più “responsabili acquisiti” o grande coalizione extralarge) appaiono politicamente fragili. L’elezione dei presidenti delle Camere ci dirà tutto. Per il futuro del centrodestra, aprire un cantiere culturale liberale e conservatore. Ripartire dalle idee: il lavoro di New Direction Italia, di Atlantico, di mille altre realtà. Servirà tempo, fatica, una nuova semina su un terreno contaminato. Quarte gambe, servi sciocchi del Ppe, avanzi vetero-democristiani hanno due sole cose da fare: scusarsi e sparire.

La regola numero uno del manuale della politica è capire gli elettori, comprenderne le ragioni e i sentimenti, analizzarne – prim’ancora delle decisioni – le motivazioni che li conducono a una certa scelta elettorale. In tutto l’Occidente, da anni, il campo è dominato da due tipi di rabbia, diversi ma convergenti, regolarmente ignorati da élites presuntuose e autoreferenziali. La rabbia di chi vede declinare il proprio standard economico, e quella di chi – pur non avendo particolari problemi di lavoro – percepisce comunque un problema di sicurezza, in particolare legato all’immigrazione fuori controllo. Quanto più l’establishment nega questi sentimenti, tanto più cresce in un immenso ceto medio e medio basso una voglia di vendetta, che usa gli strumenti che trova…

In Italia non poteva essere diverso. Solo una classe dirigente incapace di capire Brexit e Trump, anzi pervicacemente impegnata a ridicolizzare quei fenomeni, poteva ignorarlo. Eppure è ciò che è successo a tutta l’Italia che conta: politici di palazzo, mainstream media, giornaloni. La cosa tragicomica è che qualcuno abbia pensato di contrastare quest’ondata usando attrezzi suicidi: il sostegno della Merkel e del Ppe, gli abbracci con Juncker, la resurrezione dello scudocrociato, e simili atti di autolesionismo.

Dove sta il dramma italiano, ahinoi? Nel fatto che altrove – piaccia o no – quella rabbia ha trovato uno sbocco positivo e costruttivo. Brexit è un progetto: meno tasse, meno regolazione, competizione globale. Trump è un progetto: a partire dalla sua riforma fiscale. Qui in Italia, invece, a partire dal trionfo grillino, gli elementi di demolizione dell’esistente sembrano prevalere su quelli (fragili e sbagliati: a partire dal reddito di cittadinanza) immaginati per la ricostruzione. E si afferma una linea statalista, purtroppo assai lontana dagli interessi dei tre nuclei vitali proprietà-risparmio- piccola impresa.

Veniamo agli scenari. I numeri sembrano consegnarci una matassa parlamentare difficile da sbrogliare. Nonostante l’affermazione numerica del centrodestra come prima coalizione, il trionfo politico grillino è tale da rendere inevitabile un primo tentativo di Di Maio, a cui è presumibile che il Capo dello stato si rivolgerà per provare a formare una maggioranza e un governo. E Di Maio ha almeno tre opzioni. La prima (più probabile dal punto di vista grillino) è un appello a tutti, recuperando voti da diverse direzioni. La seconda è che il M5S punti prevalentemente a sinistra, ovviamente una volta ottenuta la testa di Renzi. La terza è l’opzione dell’intesa piena dei Cinquestelle con Salvini, l’altro trionfatore del voto di ieri. Mi sembra francamente difficile – ora – ipotizzare altre soluzioni, che prescindano dalla centralità grillina. Sia un governo di centrodestra (più “responsabili” variamente acquisiti) sia una grande coalizione extralarge sarebbero politicamente fragili e di breve durata. In ogni caso, l’elezione dei presidenti delle Camere , e le maggioranze che si formeranno in quella occasione, ci diranno tutto.

Quanto al futuro del centrodestra, l’opa salviniana è nei fatti. Anche qui, più che demonizzare, occorre capire, e – se si hanno convinzioni – fare un altro lavoro, dopo che Salvini ha fatto in modo efficacissimo il suo. Bisogna aprire un cantiere liberale e conservatore, prima culturale e – solo poi – politico. E ripartire dalle idee: New Direction Italia (il think tank thatcheriano) e il piccolo vascello di Atlantico devono interagire con mille altre realtà. Esistono tante energie sane, intelligenti, libere, troppo a lungo ignorate e mortificate. Servirà tempo e fatica: una nuova semina su un terreno contaminato. Quanto alle quarte gambe, ai servi sciocchi del Ppe, agli avanzi vetero-democristiani, costoro hanno due sole cose da fare: scusarsi e sparire.

Tratto da Atlantico Quotidiano

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di on 5 marzo 2018. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

17 commenti a Il suicidio dell’élite ci regala il governo Di Maio

  1. vittorio Rispondi

    5 marzo 2018 at 16:35

    il popolo ha deciso l’indirizzo strategico dell’azienda-italia. Speriamo che gli istituti di credito non chiedano il rientro dagli affidamenti….Nel qual caso subentrerà l’ennesimo amministratore straordinario…

  2. Lisa Rispondi

    5 marzo 2018 at 16:35

    Condivido pienamente, ma non credo che a Salvini convenga un’apertura verso i 5S dal momento che i suoi cavalli di battaglia sono l’immigrazione e la sicurezza, argomenti che sono agli antipodi dai 5S.

  3. Luca Rispondi

    6 marzo 2018 at 01:16

    A Mattarella non interessano ne il napoletano ne il milanese eppure qualche passaggio su loro deve farlo indossando la maschera.Chissa se il presidente non voglia dar privilegio alla lega ma a quella “vecchia” cui lo stesso Salvini ,pur nella sua invasiva intraprendenza da decisionismo turbo, farebbe fatica a dire di no pur dovendo si spostare di lato.

  4. Giovanni Rispondi

    6 marzo 2018 at 08:12

    Condivido tutto! È arrivata l’ ora che vecchie figure di baronetti, principini e dame incipriate si facciano da parte. La gente ha tracciato la strada da seguire e questa volta bisogna dargli ascolto.

  5. Emilia Rispondi

    6 marzo 2018 at 13:11

    Sinceramente non mi aspettavo che il Sud si autoflagellasse e non condivido nemmeno l’articolo di Vittorio Feltri che qualche giorno fa scrisse: al sud voteranno Grillo per il reddito di cittadinanza. Ma dopo un giorno di riflessione e dopo aver digerito la delusione del mancato raggiungimento della maggioranza assoluta da parte del cdx, sono convinta che la ragione del voto di massa a Di Maio può essere questa: signori, questa è l’ultima occasione che vi diamo per accorciarvi le maniche e mettere a posto questo paese. Il voto al sud si può leggere in tanti modi, tutti validi, ma non deve sfuggire quello che questa è stata la più grande rivoluzione democratica da 94 ad oggi: vado nell’urna e protesto, forte e chiaro. Perché se non fate questo la prossima volta non rispondo così. D’accordo con Capezzone su Salvini, e dico che finalmente abbiamo un leader del cdx che per la prima volta ha preso tanti voti al sud: seme piantato pianta futura. Berlusconi, a parte qualche gaffe, è riuscito a far emergere dal popolo moderato il futuro leader, Salvini, e per questo deve aiutarlo e lasciarlo lavorare.

  6. Pilgrim Rispondi

    6 marzo 2018 at 13:57

    Mettiamoci l’anima in pace. Ci sarà il grande inciucio (che poi tanto inciucio non è), fatto fuori Renzi il PD e Liberi Uguali (Boldrini e Grasso ancora in Parlamento) saranno ben lieti di mantenere ministeri/sottosegretariati e poltrone. Il programma iniziale dei Grillini, ormani normalizzati, verrà archiviato e L’Europa della Merkel e Junker continuerà a schiavizzare “dolcemente” gli Italiani. Un po’ quello che è successo con Syriza in Grecia. Mai dimenticare che siamo Italiani mica Inglesi o Americani, “non si può cavar sangue da una rapa”.

  7. geometra67 Rispondi

    6 marzo 2018 at 16:56

    La battaglia tra liberalismo e statalismo si è conclusa con un pareggio.Dobbiamo farci poche illusioni!L’apparato statalista-assistenziale di Mattarella,Bergoglio,Renzi e Boschi favoriranno i pentastellati.Forza Italia ormai è un partito che non potrà sopravvivere alla fine anagrafica di Berlusconi.Ma quanti errori in questa campagna elettorale!Gli umori degli italiani erano chiarissimi,eppure i colonnelli e i consiglieri di Berlusconi non hanno percepito nulla!Purtroppo verranno tempi duri anzi durissimi,la Grecia è sempre più vicina!

  8. orsonero Rispondi

    6 marzo 2018 at 17:13

    hanno votato due Italie.
    Un nord che guarda avanti,vuole meno
    tasse e piu’ sicurezza e vuole lavorare.
    E poi c’e’ un sud che guarda al
    posto statale( in pratica a una pensione)
    o a qualcosa che gli assomiglia ( reddito
    di cittadinanza,di inclusione ecc,)
    E’ questa la vera zavorra che ci
    tiene sott’acqua.

    • Riccardo Pozzi Rispondi

      6 aprile 2018 at 07:37

      Semplice ed essenziale analisi che fotografa perfettamente la situazione. Un po’ troppo per questo giornale.

  9. step Rispondi

    7 marzo 2018 at 13:01

    Apprezzo Capezzone e condivido la sua analisi (è l’unico post-radicale non finito su posizioni euro-naziste). Ok su un soggetto lib-con. Ma bisogna tener conto dei limiti del liberalismo, che pretende sempre di sostituire il *concorrente* al *nemico*, oggi non siamo in una situazione normale, dove il liberalismo possa dispiegarsi tranquillamente. C’è una situazione disperata dal punto di vista dell’immigrazione, questo deve essere il primo punto. Da libertario dico a Capezzone: sì alla libera circolazione delle merci, no alla libera circolazione delle persone. Molti paradigmi del liberalismo e del libertarismo vanno rivisti, deve essere chiaro che i trasferimenti massicci di popoli rappresentano una violenza.

    • Padano Rispondi

      4 aprile 2018 at 09:43

      Il problema della sicurezza però è illusorio: i delitti sono al livello più basso da circa cinquant’anni a questa parte.

  10. ultima spiaggia Rispondi

    7 marzo 2018 at 21:13

    Alla nostra classe dirigente, di Trump, della brexit e degli italiani non gliene potrebbe fregar di meno. Sull’ingovernabilità, sull’instabilità, sulla divisione del popolo (divide et impera), i nostri politici hanno costruito il loro sistema di sopravvivenza (vedi Pierfurby, diventato leggenda). Con soglie di sbarramento risibili, i partiti nascono come funghi, sorgono le alleanze, e l’ingovernabilità è garantita. I nostri “eroi” entrano in politica da ragazzi e si dimettono quando crepano.
    Siamo la Repubblica delle banane, anzi delle poltrone. Le cose potranno cambiare solo se il popolo si unirà e si ribellerà.

  11. Riccardo Pozzi Rispondi

    8 marzo 2018 at 11:22

    Presto Di Maio batterà cassa e Salvini tirerà due moccoli e poi pagherà. Dove ho già visto questa scena geografica?

  12. Tom Rispondi

    10 marzo 2018 at 18:47

    Non ho votato perché sono nauseato a TUTTI gli uomini che fanno politica: promettono mari e monti per ottenere voti poi curano esclusivamente i loro interessi.
    Gli italiani devono imparare ad amare la loro libertà (individuale) e lottare duramente contro il canto delle sirene stataliste. La società è solo un insieme di individui, per fortuna, così diversi tra loro che il termine società perde significato.

  13. aurelio Rispondi

    12 marzo 2018 at 19:36

    Giù le maschere per entrambi.Hanno sparato forte ed hanno stravinto ma le chiacchiere restano chiacchiere e rischiano di sbattere forte tutti e due per arrivare a Mattarella che realizzerà quello che ha già in mente da sempre con uomini diversi e facendo dimenticare questo successo fondato su chiacchiere senza gambe…..gli spavaldi di ieri sono i preoccupati di oggi e domattina?

  14. opiterzo Rispondi

    15 marzo 2018 at 21:06

    Gent.mo Romolo, il reddito di cittadinanza non è una fake news, è un programma politico di un partito che illude, poi deluderà, ma non so come consolerà. La gente ci crede, perchè crede al suo voto ai fini della democrazia. La legittimazione popolare si basa sul voto, che viene chiesto su un programma. Se il programma è illussorio, allora non si dovrà proporlo. Nel caso, è irrangiungibile perchè non ci sono soldi. Qualche grillino li ha trovati, dove?. in una intervista ha detto che ogni italiano del sud ha ricevuto dallo Stato in meno dal Nord circa 4.500 E. al mese, per tanti anni, e tanti sudisti, il Nord, secondo lui, ha percepito 850 miliradi di €. in più. Adesso, secondo l”esperto grillino, il Nord deve restituire al Sud. Anche questa non è fake news, è la morte della politica. Grillo ha scritto i voti del nuovo PLM sulla sabbia, poi ci ha passato sopra con i piedi. Uno degli artisti della mia galleria, in una sua performance, scrisse sulla sabbia, 1972, “L”arte è morta, ed altre frasi, poi l”acqua la trascinò via, per dire la aleatorietà delle frasi, e la perennità della natura, che non avanza a salti (natura non fecit saltum) nicola cristofaro viagra

  15. ultima spiaggia Rispondi

    4 aprile 2018 at 00:03

    “Il suicidio dell’élite ci regala il governo Di Maio”
    Mi fermo al titolo, perché leggendo il resto dell’articolo mi vien da ridere.
    Come si fa a chiamare “ élite” o “classe dirigente” un esercito di culi incollati alle poltrone?

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