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I (veri) nemici dell’Europa

I candidati che proclamano la necessità di avere “più Europa” si guardano bene dal ricordare e da difendere i principi sui quali il Vecchio Continente si fonda. A partire dal rispetto dei diritti umani. Farlo creerebbe loro qualche problema con regimi sanguinari e repressivi (vedi Iran) con cui sostengono la necessità di dialogare...

62C04564-FD34-4579-BC25-01D499FE4F05Pubblichiamo un estratto dell’intervento che l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata ha tenuto lunedì 29 gennaio al convegno organizzato alla Camera dei deputati dall’associazione Fare Futuro.


Una politica estera e di sicurezza che intenda affermare nel Mediterraneo e in Medio oriente “più Europa” , ma che voglia farlo in chiave esclusivamente affaristica e rinunciataria della propria identità, porta dritto allo smarrimento dell’Europa, non a un’Europa che si rafforza. Sembra assurdo che ciò avvenga proprio sulle sponde del Mediterraneo che hanno visto nascere il pensiero, la cultura, l’identità dei popoli europei. Ma questa è la sensazione che danno le Istituzioni dell’Unione, i Governi italiani e i candidati alle imminenti elezioni politiche che proclamano la necessità di avere “più Europa” sulla scena mondiale ma si guardano bene dal ricordare i principi sui quali l’Europa si fonda. Essi sorvolano su questi principi in reverente ossequio alle “sensibilità “ di regimi che non hanno alcuna parvenza di democrazia, mentre sono in atto da parte di quei regimi repressioni violente del dissenso politico, incarcerazioni arbitrarie e esecuzioni. Il silenzio dell’Europa e lo smarrimento dei suoi valori, come in altre terribili stagioni della nostra storia, è un potente stimolo per regimi sanguinari e corrotti . Ignorando la centralità dello Stato di Diritto nella politica estera e di Sicurezza l’Italia e le Istituzioni comunitarie stanno facendo perdere all’Europa la sua vera anima: quella dei principi fondanti dei Trattati Europei, obbligatori per tutti gli Europei‎. Credo non dobbiamo stancarci di dirlo in questa stagione elettorale.

Uno dei più grandi giuristi contemporanei è stato il professor Cherif Bassiouni. Tra gli internazionalisti degli ultimi decenni ha decisamente influito sulla tutela avanzata dei diritti umani attraverso i meccanismi della giustizia transizionale delle Nazioni Unite, fortemente sostenuti dall’Italia. Bassiouni, ci ha lasciato il 25 settembre scorso. Aveva accettato con entusiasmo di presiedere il Consiglio Scientifico del “Comitato Globale per lo Stato di Diritto-Marco Pannella”. Il suo ultimo libro – The “Chronic of the Egyptian Revolution”, è una descrizione documentatissima di quanto avvenuto nel Mediterraneo a partire dalla rivoluzione egiziana e dalle Primavere Arabe del 2011, sino alla immane tragedia della distruzione della Siria e del suo popolo. “Chronic of the Egyptian Revolution”, si conclude con la citazione di Charles Dickens da “A Tale of Two Cities”. Uno spunto letterario, si potrà dire, ma rilevante in un dibattito sul rapporto tra Europa e Mediterraneo. Nella contrapposizione Dickenseniana tra città della luce e città delle tenebre si possono anche oggi intravvedere le scelte per una nuova politica estera dell’Italia e dell’Europa nel Grande Mediterraneo.

Ci vuole una nuova politica estera non soltanto perché l’emarginazione dell’Europa e dell’Occidente dalla gestione politica, diplomatica e militare delle crisi durante gli ultimi sette anni- pesa negativamente sulla sicurezza dell’Europa, sulla coesione e stabilità sociale dei nostri Paesi, su nostri diretti interessi nazionali .L’emarginazione europea e soprattutto dell’Italia – Londra e Parigi hanno per parte loro dato prova di capacità di intervento ben diverse dalle nostre- e la rinuncia supina all’affermazione dell’identità europea e dell’interesse nazionale fanno si che nel Mediterraneo, ormai, l’Europa stia perdendo la sua anima nel senso letterale del termine. Infatti:

– la politica estera e di sicurezza dell’UE sta affrontando in modo insufficiente e parziale la questione delle migrazioni: ritenendole soltanto una questione umanitaria quando esse devono essere considerate un aspetto fondamentale per la nostra sicurezza dentro e fuori i confini dell’Europa. Lo documenta perfettamente il rapporto sul progetto di ricerca realizzato dal CeNASS lo scorso maggio, pubblicato a cura di Paolo Quercia ;

– resta ugualmente ambigua, debole, insoddisfacente la definizione di una strategia comune nei rapporti con la Russia – dopo l’annessione della Crimea – sulla riduzione e il controllo degli armamenti convenzionali, strategici e sub strategici nel continente europeo, in particolare le armi nucleari vietate dal Trattato INF del 1987;

– rimane altrettanto incomprensibile quale linea l’Unione, e l’Italia in particolare , intendano seguire su Siria, Iraq, Yemen tutte tessere del puzzle Iraniano – oltre che su Libia e Sahel ;

– mentre tutto questo è sotto i nostri occhi, abbiamo completamente e vistosamente rinunciato nell’affermazione di principi sui quali si basa prima di ogni di altra cosa la costruzione dell’Unità europea, la sua integrazione politica ed economica, e la sua identità culturale.

L’Europa perde la sua anima nel Mediterraneo quando l’Alto Rappresentante Federica Mogherini evitare sistematicamente di porre su qualsiasi tavolo dei negoziati con l’Iran, il rispetto delle libertà politiche, economiche e sociali della popolazione iraniana. Personalità del nostro Governo e di altri paesi europei fanno la stessa cosa. Non ci si vergogna di ignorare gli ottomila e più manifestanti arrestati negli ultimi giorni dello scorso anno, e quelli uccisi a decine durante le dimostrazioni, eliminati in carcere e impiccati perché si battono contro la corruzione e la repressione di un’intero popolo.

Ci sono chiare domande da porci. Non è fatto un obbligo dai Trattati a ciascuno Stato Membro dell’Unione Europea e a tutte le istituzioni comunitarie di porre al centro dei rapporti dell’Unione con tutti gli altri Stati il rispetto dei Diritti umani e dello Stato di Diritto? Non è quest’ obbligo sancito dai Trattati e da una miriade di decisioni dei Consigli europei, delle linee guida e di piani d’azione, come quelli sulla libertà di religione e di pensiero (FORB)? E non sono questi obblighi sottoscritti, conclamati, propagandati dal nostro Governo ma allo stesso tempo completamente ignorati nei fatti? Il Ministro dell’Economia Padoan ha celebrato nella sala Ciampi del suo Dicastero con il suo collega iraniano la concessione di linee di credito miliardarie, finanziate direttamente o indirettamente dal contribuente e dal risparmiatore italiano, proprio mentre il sangue scorreva nelle strade di decine di città iraniane. Si tratta delle linee di credito che saranno gestite da Invitalia, ai sensi dell’ultima Legge di Bilancio. Da essa il Governo ha voluto persino escludere emendamenti che erano stati saggiamente proposti per ribadire gli impegni derivanti dalle norme europee contro il riciclaggio con finalità terroristiche. Il segnale dato a Teheran dal Governo e dalla maggioranza che lo sostiene è quindi che l’Italia non sarà troppo “fiscale” sulla destinazione dei finanziamenti ad entità filo terroristiche – sanzionate dagli Usa e dall’Europa- o coinvolte nella gestione spesso disinvolta del sistema bancario iraniano.

L’Europa ha cancellato dal radar i diritti umani, la dignità dell’individuo, i diritti economici e sociali, la libertà religiosa, di credere e di non credere, il pluralismo politico. Siria, Iran, Egitto, Tunisia, Libia, sono le tappe dell’indifferenza europea e della nostra irrilevanza. Da sette anni gli orrori del genocidio siriano sono lo specchio che continuiamo a ignorare delle nostre incapacità.

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di on 2 febbraio 2018. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a I (veri) nemici dell’Europa

  1. Milton Rispondi

    2 febbraio 2018 at 17:33

    Ringrazio sentitamente l’Autore per questo scritto.
    Purtroppo i nanerottoli della nostra politica, a partire dai Ministri di questo governo, non hanno alcuna statura morale e civile. Figuriamoci quindi se si pongono problemi geopolitici, di Stato di Diritto, o di rispetto di Diritti Umani.

  2. aurelio Rispondi

    2 febbraio 2018 at 17:38

    Quante verità e pensare che per un tempo la Bonino è stata partecipata da un atto da quasi innamorato per il suo far politica certo indirizzato e/o mitigato da Pannella.Oggi sostiene che noi si abbia bisogno di oltre duecentomila “personaggi extra”l’anno.Da tempo è scomparso quel possibile innamoramento e forse turbative varie non rendono onore al suo passato e l’accoppiata con Mo0gherini sulla trattazione rapporti esteri ci fa vergogna
    Da paladini dei diritti a cosa?

  3. p. ammirati Rispondi

    3 febbraio 2018 at 20:02

    Magistrale ed inquietante

  4. ultima spiaggia Rispondi

    3 febbraio 2018 at 21:14

    Più Europa di che? Di poltrone? Di clandestini? Di politicamente corretto?
    Se oggi in Italia abbiamo settanta simboli di partiti e siamo divisi su tutto, di quale Europa Unita stiamo parlando? Di quella nata sulla misura delle zucchine?
    Anche l’Impero romano abbe la sua Europa; e sappiamo com’è andata quando abbassò le difese, aprendo le porte agli stranieri e ai mercenari.
    È esattamente l’errore che stiamo ripetendo oggi.

  5. maboba Rispondi

    5 febbraio 2018 at 17:07

    Questa UE e le classi dirigenti che si annidano nel suo caldo grembo burocratico, soprattutto le sinistre e soprattutto in Italia, mostrano grande sensibilità (perlomeno a parole) verso le masse di immigrati clandestini che si affacciano ai suoi confini e poi si dimenticano a corrente alternata di ciò che succede in paesi come l’Iran o la Turchia. Mi rendo conto che in politica estera si possa essere flessibili, ma ci sono dei limiti oltre i quali si rischia di perdere ogni decoro. Proprio verso l’Iran si sono raggiunte vette ignominiose, come quando arrivammo a coprire le famose statue per non urtare la suscettibilità degli ayatollah, quegli esseri gentili e sensibili che non si peritarono di mandare centiunaia di bambini a morire sulle mine per aprie la starda ai propri soldati: IL regime è sempre quello. Una cosa incredibile.
    In questi giorni c’è la visita di Erdogan e mi pare che non si discuta affatto del suo regime e anche delle parole aggressive verso la Grecia. Ormai abbiamo dimenticato chi siamo e perché l’Europa (la UE è altra cosa) è diventata il faro per tutto il mondo, pur con le sue ombre e misfatti.
    Temo però dia vere un pensiero diverso su Russia e CRimea. Annessione, se tale è stata, voluts dalla stargrande maggioranza della popolazione e a questo riguardo riporto quanto fu sostenuto per favorire la nascita del Kossovo:
    “Dichiariamo che non esiste nel Diritto Internazionale nessuna norma che vieti le dichiarazioni unilaterali d’indipendenza. Dichiariamo che quando esiste contraddizione tra la legalità costituzionale di uno Stato e la volontà democratica, prevale la seconda, e dichiariamo che in una società democratica, a differenza di una dittatura, non è la Legge a determinare la volontà dei cittadini ma è quest’ultima a creare e modificare quando necessario, la legalità vigente”.
    Kosovo, sentenza del 22 luglio del 2010 del Tribunale Internazionale di Giustizia dell’Aja.
    SE pensiamo che abbiamo fatto una guerra anche per creare una repubblica semi criminale come quella, coartando la volontà di una solida minoranza che aveva in quella regione la sua culla storica, non credo abbiamo alcun diritto di craere una crisi per un’annessione pacifica e democratica come quella della Crimea.

    • Milton Rispondi

      6 febbraio 2018 at 18:35

      Ringrazio per l’ottimo e condivisibile riferimento ai casi Kossovo e Crimea.

    • Padano Rispondi

      15 febbraio 2018 at 16:43

      Se vale per il Kosovo, deve valere anche per la Catalogna.

  6. adriano Rispondi

    7 febbraio 2018 at 12:42

    Una volta si diceva che c’è chi succhia la mucca dalla parte delle mammelle e chi dalle corna.I ragazzi che ridono,contenti,sono della prima fascia.I principi sono belli ma poi prevale quello consueto,pancia mia fatti capanna.Per il resto si vedrà.

  7. Luca Rispondi

    7 febbraio 2018 at 23:58

    Leggere Terzi è sempre istruttivo oltreche’ un piacere anche Se tanta conoscenza e capacità divulgativa ci da un senso di tristezza ed inutilità per quanto ci circonda e per quanto ci governa.

  8. step Rispondi

    11 febbraio 2018 at 14:51

    Quando ho letto per la prima volta di questo soggetto politico, “più Europa”, confesso che ho pensato/sperato si trattasse di uno scherzo, macabro ma pur sempre uno scherzo. Invece è tutto vero. Ora, mettetevi nei panni di chi è in miseria, mettetevi nei panni delle piccole partite IVA spazzate via dalla politica UE, mettetevi nei panni di chi ricorda che negli anni ’80 comprarsi una casa e metter su famiglia era una cosa normale, mentre ora è diventato un sogno impossibile. Poi va nell’urna e trova dei signori che reclamano “più Europa”… È dura mantenere la calma e non spaccare tutto il seggio elettorale!

    Altro che fare distinguo su quale Europa sia meglio, o accontentarsi di contare un po’ di più in certi luoghi (come se i non italiani facessero gli interessi degli italiani, beata ingenuità…). Qui se non riprendiamo la nostra sovranità ci sarà la guerra civile, poi non lamentiamoci degli episodi di violenza, e chi non parla chiaro contro l’Europa è complice morale della distruzione degli italiani.

  9. femine Rispondi

    14 febbraio 2018 at 12:00

    “Emma for president” era il libello pannelliano di alcuni anni fa. Per quel progetto (inconcludente e fallito) il “partito radicale” investì e dilapidò delle vere sostanze ( a suo tempo via, via create anche con i contributi delle costose iscrizioni di anni e anni versati in gran parte da poveri cristi illusi). Ora riappare la Bonino Emma bardata con i suoi turbanti ( ne deve avere un armadio pieno…)a raccontarci quanto è bella la sua Europa dove essa stessa aveva esercitato-nominata da un “innominabile” Berlusconi- la funzione governativa comunitaria ( interrotta anticipatamente perché quella commissione fu destituita per indegnità, se non ricordo male…)La gran donna ci avvisa pure della “necessità” d’importare umana carne fresca extraUE allo scopo di “avere risorse” lavoratrici negli anni futuri per rendere gli italici vecchioni mantenuti e felici.
    A braccetto con l’imparaticcia Mogherini e il codazzo dei residuati politicanti nostrani con la voglia mai doma di poltrone fanno proprio voglia di “non votarli”.

    • step Rispondi

      21 febbraio 2018 at 14:59

      La Bonino vuole cancellare gli italiani, non ci vuole molto a capirlo. Occorrerebbe un’anagrafe anti-radicali…

  10. Emilia Rispondi

    17 febbraio 2018 at 17:34

    Allora, penso che le elezioni italiane segneranno una svolta anche in chiave europea. Saranno spazzati via tutti i partiti al soldo di Soros e la piovra a 27 teste. Vincerà il cdx e dato che gli italiani si sono rotti i maroni spero che questa volta non facciano i furbi. Stop immigrazione. Flat Tax. Federalismo e presidenzialismo. Macro regioni e accorpamento di comuni. Riforma pa e giustizia. E se ci entra fuori dall”Europa. Chi voto io? Salvini naturalmente.

  11. corrado Rispondi

    25 febbraio 2018 at 11:56

    La ringrazio signor Ambasciatore per lo scritto.

    Più Europa, sono politici riciclati che passano dalla destra alla sinistra, personaggi incoerenti dove due pesi e due misure sono di casa e dove i principi fondanti, i diritti umani sono dimenticati.
    L’Europa non può avere rapporti di favore con stati come Iran, Siria… e con democratici della statura di Erdogan…dove la repressione è all’ordine del giorno.
    I signori di “più Europa” ignorano tutto meno che le poltrone in parlamento, ignorano i diritti umani e lo stato di diritto che sono un’utopia.
    Dobbiamo essere “fieri” della politica estera europea e italiana in particolare, per la pena che fanno oppure della misura delle zucchine…
    In Europa dovrebbe esserci un passaporto e una patente europea…

  12. spago Rispondi

    25 febbraio 2018 at 14:00

    Il solito discorso neocon di chi vorrebbe l’impero del bene, interventismo politico militare dovunque, a spese del contribuente europeo e americano, con ovvie ricadute in termini di terrorismo e flussi migratori. Tutto ciò contro cui Mises, Hayek, Rothbard, Ron Paul e l’intero mondo libertario si battono. Il problema dell’Europa è l’opposto: dovrebbe essere solo un’area di libero mercato, non un’istituzione politica. Non dovrebbe intervenire in medio oriente, non dovrebbe più far parte della Nato, non dovrebbe mettere sanzioni né all’Iran, nè alla Russia, non dovrebbe esportare nè la democrazia nè i diritti umani nè nessun’altra idea politica. La politica estera liberale è quella proposta dai padri costituenti americani: libero commercio con tutti, pace, nessuna alleanza e nessun interventismo. Globalizzazione economica e non politica. Il risultato delle guerre di Clinton, Bush, Obama e Trump è disastroso, all’estero come in patria, in termini di costi, di uccisioni, di distruzione economica, di ricadute terroristiche, etc…

  13. step Rispondi

    27 febbraio 2018 at 17:57

    Dovremmo denunciare chi invoca cessioni di sovranità o addirittura gli Stati Uniti d’Europa. Chi propugna la fine della Repubblica Italiana e la soppressione dei diritti costituzionali va penalmente perseguito. Mi riferisco naturalmente all’art. 1 e all’art. 139 della Costituzione (la sovranità appartiene al popolo, e definitività della forma repubblicana). Fermare i golpisti, ripristinare la legalità.

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