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#JesuisCatherineDeneuve

In fondo al cupo tunnel del neopuritanesimo tardofemminista brilla la luce di "Bella di giorno", che firma uno straordinario contromanifesto sulla libertà di sedurre. Una straordinaria lezione alle suffragette reazionarie e sessuofobe in crociata contro il maschio

donneIn fondo al cupo tunnel del neo puritanesimo brilla la luce della Bella di giorno, la Catherine Deneuve che firma un contromanifesto su Le Monde insieme a un centinaio di artiste, scrittrici a accademiche francesi. C’è poco da aggiungere perché hanno già scritto tutto loro: “Lo stupro è un crimine, ma tentare di sedurre qualcuno, anche ostinatamente o in maniera maldestra, non lo è, come la galanteria non è un’aggressione machista”. L’attacco è diretto al movimento “MeeToo“, che denuncia (solo mediaticamente) il malcostume maschile di importunare le donne, con il fine, pensa un po’, di portarsele a letto, cosa mai successa nella storia biologica dell’umanità.

La stampa igienica del buoncostume non perde l’occasione per vendere una manciata di copie in più grazie al trend del momento, e il Time dedica la copertina alle donne dell’anno: cinque tristi femmine vestite a lutto per la morte delle buone maniere. Le neo illuministe affermano invece che la caccia agli streghi “serve in realtà gli interessi dei nemici della libertà sessuale, degli estremisti religiosi, dei peggiori reazionari e di quelli che credono che le donne siano esseri umani a parte, bambini con il volto adulto che pretendono di essere protette”. Come non dargli torto, volete la parità? E allora date uno spintone a chi vi allunga la mano lasciva sul ginocchio, mollategli anche un ceffone, tutelate come siete nessun tribunale vi condannerà per difesa non proporzionata all’offesa, ma soprattutto piantatela di piagnucolare per ogni attenzione non gradita, pena il marchio di sottospecie da tutelare, altro che uguaglianza!

Il vero problema è la fertilità del terreno su cui fioriscono le mimose femministe: se si arriva a cambiare il finale della Carmen (contro il femminicidio e col plauso del sindaco di Firenze Nardella), siamo alla censura della massima libertà di espressione, cioè l’arte. Per par condicio si esiga allora la modifica della Turandot, che fa decapitare tutti i suoi pretendenti che manco la sfiorano, così, per sfizio ludico e frustrazione personale. Abbiamo Oprah Winfrey, idealmente candidata alla Casa Bianca dalle fanatiche nerovestite alla cerimonia dei Golden Globe, perché sufficientemente donna, nera e femminista, manca solo che faccia outing e la poltrona è sua, secondario se di politica capisce una mazza. Ad attaccare la Deneuve c’è Segolène Royal, ex compagna di Hollande, da lui lanciata in politica e condannata per aver impiegato in campagna elettorale molte collaboratrici senza remunerarle. Per la serie: da me niente molestie, solo sfruttamento. Complimenti per la solidarietà femminile. Su Asia Argento non mi pronuncio perché si pronuncia da sé, dando della lobotomizzata alla grande Catherine.

Nei prossimi giorni ne sentiremo altre, la contraerea arriverà dai nostri intellò illuminati a notte, i vari Saviano, Boldrini, Erri De Luca, l’algido barbapapà Scalfari che rifiutò persino le avances di una frizzante Marina Ripa di Meana. Ha ragione Sgarbi quando afferma che le donne vanno corteggiate tutte quante (molestate, secondo certa sensibilità dilatata a uso detrattorio), in tal modo offri l’occasione su un piatto d’argento per assestarti un bel picche, più cavalleresco di così. Tra le righe storte delle vittime di Weinstein si legge anche certa cattiveria riguardo alla fisicità del poveraccio, se avesse le fattezze di un Federer o di un McConaughey la vorrei vedere una che strilla all’abuso, perché siamo sempre lì, la percezione di molestia presuppone l’assenza di reciprocità di attrazione. L’emancipazione però non vale se arriva dalla Ripa di Meana, donna libera, spregiudicata e coerente, infangata sul letto di morte perché osa ancora dire la sua, anche se a mezzo radio radicale, perché la vera femminista è operaia, possibilmente disoccupata, separata e con figli a carico. Al massimo scrittrice socialmente “impegnata”, ammorbante e col tappeto rosso da Fazio. La nobildonna privilegiata taccia per sempre, dimenticando che furono proprio le donne dell’alta borghesia a dare vita ai movimenti femministi, avendo più tempo, istruzione e possibilità di farsi ascoltare a differenza di chi doveva sbarcare il lunario e tacere per rango.

E oggi, invece di occuparsi della parità salariale e della vessazione delle donne di mezzo mondo, le attricette pseudo femministe si offendono perché oggetto di proposte indecenti, anticipando i tristi tempi in cui da vecchie non se le filerà più nemmeno la brutta copia di Alvaro Vitali. #JesuisCatherineDeneuve tutta la vita.

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di on 11 gennaio 2018. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a #JesuisCatherineDeneuve

  1. Luca Rispondi

    11 gennaio 2018 at 23:12

    Che quello della femminista stia diventando un mezzo mestiere,una mascherina da rappresentazione anche quando non richiesta.Brava e strabella la Deneuve anzi torno indietro prima che la femminista di prima mi attacchi per complimento aggressivo.

  2. aurelio Rispondi

    12 gennaio 2018 at 13:29

    Voci fuori dal coro danno senso di libertà e pensiero critico.Bene che accada una sorta di ribellione al privilegio del maschietto potente ma dare agio a forsennate campagne come se il mondo dei rapporti uomo-donna fosse quello e solo quello da ricchezza e pagine ai media ma forse si esagera.

  3. Marco Green Rispondi

    13 gennaio 2018 at 09:59

    Purtroppo la Deneuve conferma la regola che solo gli artisti di una certa età, appartenenti a una generazione non corrotta dal regime del politically correct, hanno il coraggio di dire la verità.

    Gli artisti (con o senza virgolette) che lavorano al giorno d’oggi, invece, sono come quell’esercito di galline che si sono presentate a comando (e sorridenti) in lutto totale alla cerimonia dei Golden Globe, ovviamente prontissime a procurarsi un vestito firmato che non le facesse sfigurare durante la passerella davanti ai media di tutto il mondo.

  4. ultima spiaggia Rispondi

    13 gennaio 2018 at 21:29

    Evidentemente Catherine Deneuve, bella e brava, non ha mai avuto bisogno di pagare in natura per emergere.
    Detto questo, mi aspetto la rivolta di tutte le peripatetiche costrette ad allargare le gambe in cambio d’un aiuto economico.
    Quanto alla Carmen, non mi sorprenderebbe un “finale” diverso anche per la Pucelle d’Orléans. La pazzia umana non conosce limiti. Nardella docet

  5. luigi bandiera Rispondi

    14 gennaio 2018 at 01:33

    Ha davvero colpito nel segno: BRAVA/e..!
    Dov’erano confinate le femministe rivoluzionarie..? Quelle che odiano i maschi tout court?
    Ma penso, nei palazzi e nei posti piu’ al sole per condurre la loro battaglia senza farsi scoprire..!
    Poveri noi…

  6. orsonero Rispondi

    15 gennaio 2018 at 16:35

    Asia Argento non potrebbe comunque
    essere lobotomizzata dal momento
    che nel suo cervello c’e’ il vuoto
    piu’ assoluto.

  7. Riccardo Pozzi Rispondi

    16 gennaio 2018 at 07:34

    I reati devono essere sanzionati. Se sei ricattata da un uomo che ha il potere di farlo lo devi denunciare. Subito.
    Se non lo fai e accetti il ricatto, da un lato benefici della scorciatoia che il porco ti ha proposto, magari a scapito di qualcuna che non ha accettato e forse era meglio di te, dall’altra non puoi pretendere dopo venti anni di denunciare il ricatto e dire che sei stata costretta ad accettare per difendere la tua carriera.
    Perché i brutti diventano molestatori solo se ricchi e i belli non lo sono mai?
    Le molestie e i ricatti vanno denunciati. Subito.
    Su reati e violenze, nemmeno si deve discutere.

  8. step Rispondi

    17 gennaio 2018 at 13:17

    Come ha detto Marco Green, solo i divi già affermati dicono le cose come stanno, gli artisti “in divenire” hanno paura di perdere il lavoro e si adeguano al politically correct (è chiaro che si tratta di una nuova e feroce dittatura: siamo arrivati alla criminalizzazione delle avances…). La sinistra, sconfitta in materia economica, cerca di rifarsi in materia “morale”, con questa miriade di nuove regole a cui tutti dovremmo attenerci, anche se la pensiamo diversamente. Tutto ciò, per fortuna, è limitato al mondo occidentale, ormai devirilizzato e degradato, dove si esalta la debolezza e la patologia, anziché elogiare la forza e la fisiologia; speriamo che mode del genere si auto-annullino, ma dovremmo iniziare a reagire!

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