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Parodi’s flop

Mamma Rai perché ci fai piangere? Oggi possiamo anche dirlo: le Parodi sisters, a Domenica In, hanno fatto quello che in gergo televisivo si chiama inesorabilmente “flop”. Nonostante volessero eguagliare i tempi d’oro delle sorelle Goggi (più talentuose e meno gettonate), ai tempi d’oro del varietà domenicale e dei contenitori televisivi in cui potevi metterci anche un paio di calzini da rammendare – che nessuno se ne sarebbe accorto – data la bravura ed il calibro dei conduttori,  il tonfo c’è stato e si è sentito fino in Alaska.

ParodiIn una epoca di tagli (che poi ad essere tagliati sono sempre i servizi essenziali per i cittadini), di crisi economica e di stipendi risicati, questi quarantamila euro a puntata, sono proprio uno schiaffo ben assestato in faccia alla miseria italiana. Questa Domenica In suona più come  come un giocattolino, come  contentino lauto a spese dei contribuenti,  nelle mani delle sgambettanti sorelle, che un prodotto godibile costruito per accontentare  noi che eroicamente  paghiamo il canone, nella speranza di avere programmi di qualità, in risposta.

Viceversa siamo costretti a continuare ad ungere il carrozzone di una televisione pubblica, che di pubblico ha solo il ludibrio ed il trash pseudo nazional popolare, dato che le due sorelle Parodi – a differenza della matrona Clerici –  danno giusto l’idea di essere tutti i giorni da Messegue, piuttosto che spignattare in  casa in modalità casalinga. L’idea bislacca che il flop delle sisters  sia  un tributo dovuto al rendiamo imperante, non è poi così tanto bislacca se si pensa che- nonostante il tonfo conclamato – continueranno a condurre (ed a guadagnare quegli spiccioli) anche con il misero 10% di share, roba che persino uno come Solange avrebbe potuto ottenere cantando a raffica tutto il suo Lp. Continueremo a girare canale ed a pagare in soldoni, il trastullo delle  due conduttrici radical chic che, per diletto, volevano fare l’imitazione delle sorelle Goggi. Forse la prossima volta toccherà alle sorelle Lecciso, chissà. Mala tempora.

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di on 13 novembre 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Parodi’s flop

  1. Marco Green Rispondi

    13 novembre 2017 at 21:01

    Solita doppia morale della sinistra.
    Cristina Parodi, che si ritrovava disoccupata dopo l’esperienza fallimentare avuta sul canale privato La 7, è entrata in Rai, dove ha trovato subito “miracolosamente” spazio in programmi di primo piano, solo dopo che a roma si è diffuso il vento renziano, col marito che ha ricoperto sin dal principio un ruolo fondamentale all’interno del sistema di potere che ha cagato fuori Renzi

    Finisce poi a Domenica In e si porta alla Rai anche la sorella, così, come se fosse la cosa più naturale del mondo…
    Chissà cosa avrebbero scritto i giornali se a fare la stessa fulminante carriera nella TV di stato a spese dei contribuenti fosse stata, in altri tempi, la compagna di un esponente di altro colore politico…

    http://www.ilgiornale.it/sites/default/files/styles/large/public/foto/2014/06/09/1402318155-parodi.jpg

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