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Meno male che Donald c’è

Mette in discussione l'accordo con un regime di ayatollah sanguinari, ritira gli Usa da un'organizzazione "culturale" trasformata in bivacco di dittature che la cultura la perseguitano come l'Unesco, dice che "torneremo ad augurarci Buon Natale" alla faccia del multiculturalismo. Io provo un sentimento di sollievo...

trumpUn accordo con un governo di ayatollah sanguinari spacciato per conveniente, che consente invece agli Ayatollah di rafforzarsi e fornire armi ad altre dittature sanguinarie, come la Corea del Nord; un’Organizzazione Internazionale nata per promuovere l’educazione, la scienza e la cultura dell’Occidente, trasformata in bivacco di regimi che perseguitano la cultura, che hanno osato dichiarare sito palestinese le Tombe dei Patriarchi; radici, storia e forza dell’Occidente schiacciati in nome di un multiculturalismo rinunciatario e vile: grazie no, dice Donald Trump,e se ognuna delle sue polemiche prese di posizione si rivolge all’America che deve tornare grande di nuovo, in realtà parla anche all‘Europa, ed è un consiglio, un avvertimento, un’indicazione che va cambiato il percorso, anche se sembra un pugno sul muso. È anche l’opinione di rivolta profonda dei popoli d’Europa che lo stanno dimostrando con i loro voti, ultima l’Austria prossima la Repubblica Ceca.

Trump venerdì scorso parla a un convegno di cristiani conservatori e dice : “We’re getting near that beautiful Christmas season that people don’t talk about anymore. They don’t use the word Christmas because it’s not politically correct…Well, guess what? We’re saying ‘Merry Christmas again”. Siamo vicini a quella magnifica stagione del Natale della quale la gente non parla più… non usano la parola Natale perché non è corretta politicamente. Beh, sapete che cosa? Noi diciamo di nuovo “Buon Natale“. Se anche non conoscete le polemiche furibonde e le imposizioni odiose su questo argomento negli Stati Uniti, pensate a quei maestrini progressisti delle nostre scuole che tolgono il Bambinello o eliminano il presepe, pensate ad affaristi avidi e ignoranti, come quelli della Lidl tedesca, che pubblicano immagini di chiese e tolgono le croci perché sarebbero offensive. Pensate agli Imam che impunemente predicano in moschee ufficiali e fai-da-te in Europa, sostenendo che augurare Buon Natale equivale a un omicidio. Donald Trump due giorni prima aveva dato al suo segretario di Stato, Rex Tillerson, l’autorizzazione a un gesto dovuto e sempre rinviato da Barack Obama, da quando nel 2011 gli Stati Uniti avevano denunciato l’ammissione all’Unesco della Palestina, che non è uno Stato, e avevano smesso di pagare i contributi, che costituiscono il 22% del bilancio dell’organizzazione delle Nazioni Unite. In questi anni l’atteggiamento anti israeliano dell’organizzazione è andato crescendo, come è andata aumentando l’influenza dei Paesi Arabi fondamentalisti. Israele è stato definito una potenza occupante, le tombe dei Patriarchi a Hebron un sito palestinese. Non c’era dunque ragione per una grande nazione occidentale democratica di rimanere all’interno del carrozzone costosissimo di Parigi che fu costituito per essere la massima organizzazione culturale e scientifica delle Nazioni Unite, per educare; come non c’è ragione per una grande nazione pluralista perché democratica, ma fondata sui valori giudeo-cristiani, di vergognarsi delle proprie tradizioni, ricorrenze e feste. Donald Trump nel proclamare come ogni anno il 9 ottobre Columbus day, giorno dedicato a Cristoforo Colombo, aveva invitato tutti a celebrare “l’esperto navigatore e uomo di fede la cui coraggiosa prodezza unì continenti e ispirò innumerevoli altri a perseguire i propri sogni e le proprie convinzioni, anche davanti a incertezze estreme ed enormi perplessità”, rispondendo così all’ondata di odio estremista ammantato di politically correct che tratta lo scopritore delle Americhe come un sanguinario sterminatore, vuole distruggere le statue che lo ricordano ed eliminare il suo nome da decine di strade, piazze, teatri.

Ecco, non so voi, ma io mi sento profondamente sollevata dalle parole e dalle azioni di questo presidente tanto vituperato dagli intellò decadenti e decaduti d’Europa. Donald Trump nel suo modo semplice e perfino brutale, da uomo nuovo di un mondo nuovo che non ha bisogno di ammantarsi di paroloni per cogliere l’essenza delle cose e l’intensità del pericolo, capisce fino in fondo lo spirito del tempo e dà un fastidio supremo a frivole elites che si esercitano nei Parlamenti e nei salotti a strologare di accoglienza che direttamente non li riguarda, a criticare la cristianità, a blaterare di gender. Per uno come Trump, anche se parla di America, la rivoluzione in Austria non è una sorpresa, non lo è stata la Brexit, Orban in Ungheria, la Polonia, la destra norvegese, non lo sarà la Repubblica Ceca nei prossimi giorni. Lì alla piaga del multiculturalismo, del terrorismo, dell’immigrazione senza controlli, del politically correct, al disastro di 8 anni di una presidenza inetta sprecona e servile, hanno risposto, come il sistema consente loro di fare, eleggendo Trump. Qui il processo è più lungo e faticoso, ma a Bruxelles e in varie altre capitali, sarà il caso che comincino a rivedere la massa di fake news con cui inutilmente tentano di stordire la pubblica opinione, perché quello che viene messo in discussione voto dopo voto è il sistema politico instaurato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Alle elites europee, in questo decennio mediocri come mai era accaduto in precedenza, Donald Trump suona l’allarme. Rispondono con lo straccio in testa di servile omaggio non dovuto all’Iran del commissario europeo, e ahimè anche donna italiana, Federica Mogherini. Dell’Iran leggete una nota pregevole di Giulio Terzi di Sant’Agata, che spiega dettagliatamente l’imbroglio dell’accordo, e la vergogna europea, la legittimità della decisione americana. Io voglio solo aggiungere due parole sull’ Unesco a proposito delle recenti, e secondo me eccellenti oltre che incoraggianti, decisioni del presidente degli Stati Uniti, che ha colto il pericolo di una deriva culturale che accompagna ed è complice del progetto di distruzione dell’Occidente attraverso scelte politiche sbagliate e immigrazione non controllata.usa

Nel board esecutivo dell’Unesco, l’autogoverno dell’agenzia, siedono alcuni dei regimi più oppressivi della terra per la cultura. Tra loro la Repubblica islamica dell’Iran, che oggi detiene il primato per l’oppressione e la persecuzione della cultura in tutte le sue forme ed esponenti, scrittori, giornalisti, poeti, editori. Come il poeta Said Sultanpour, sequestrato il giorno del matrimonio del figlio e ucciso senza processo, senza un’accusa, in prigione a Teheran.O Siamak Pourzand, scrittore e giornalista imputato di una non meglio precisata guerra contro Dio oltre che di bere vino e che ha deciso di farla finita con la persecuzione buttandosi dalla finestra di casa sua a Teheran. Scriveva per la rivista francese di critica cinematografica Cahiers du Cinéma. Tutti zitti gli intellò europei. Tutti zitti nel Palazzone scicchissimo di Parigi costruito da Pierluigi Nervi, gli affreschi di Pablo Picasso, quattrini a palate forniti da grandi democrazie, il 22% dagli Stati Uniti, 2 mila dipendenti, che hanno rischiato oggi di essere diretti da un ex ministro del Qatar, e anche se alla fine ce l’ha fatta la rappresentante francese di origini marocchine, vedrete che avremo tutto il tempo di pentirci anche della sua gestione. A questo scempio Donald Trump ha detto di no, proprio come aveva fatto Ronald Reagan d’accordo con Margaret Thatcher nel 1983. Allora comandava l’Unione Sovietica all’Unesco, e aveva imposto un ordinamento da grande fratello in cui si distinguevano “notizie utili” da “notizie nocive”, pensate ai corsi e ricorsi. Oggi comandano dittature islamiche, antisemite e finanziatrici di terrorismo, che intendono riscrivere la storia dell’umanità sull’interpretazione del Corano inteso come unica religione, altro che il nostro multiculturalismo da ingenui d’accatto. Questo ha voluto dire la risoluzione di Cracovia sulle Tombe dei Patriarchi e delle Matriarche ad Hebron, che tanti Paesi hanno sottoscritto, o non hanno avversato, in rigurgito patetico anti israeliano e antisemita, non comprendendone la portata. L’islam non riconosce Abramo, Mosè, Gesù o le altre grandi figure delle tradizioni ebraiche e cristiane: sono tutti Profeti dell’Islam, non conta che si tratti di un sito sorto millenni prima della nascita storica dell’islam, è un sito musulmano. Questa aberrazione l’Unesco ha certificato. Aspettatevi tra poco che tocchi a Gesù, alla Madonna, alla Natività, nel silenzio e nella complicità delle classi politiche europee, in testa Angela Merkel, che sono composte dalle persone più mediocri, l’ho già detto ma lo voglio ripetere, degli ultimi settanta anni. Un autentico disastro.

Ma Donald Trump dice “torniamo ad augurarci Buon Natale”, e combattiamo la distruzione delle radici giudaico-cristiane a opera del politically correct. Io provo un sentimento di sollievo.

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di on 18 ottobre 2017. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Meno male che Donald c’è

  1. Franco Cattaneo Rispondi

    18 ottobre 2017 at 12:56

    Cara Signora Maglie,
    in Trump we trust!
    Grazie e cordialità,
    Franco Cattaneo

  2. Lisa zini Rispondi

    18 ottobre 2017 at 15:48

    Menomale che ci sono giornalisti come lei che danno luce ai fatti ! Condivido inoienoes apprezzo il suo lavoro .
    Buon proseguimento !

  3. vito brunetti Rispondi

    18 ottobre 2017 at 17:05

    come sempre è una grande !!! grazie di cuore per questo stupendo articolo,viviamo e vogliamo la libertà .

  4. geometra 67 Rispondi

    18 ottobre 2017 at 18:39

    Serve urgentemente un Trump italiano!Sperando che non sia già troppo tardi! Complimenti e grazie sig. Maglie.

  5. aurelio Rispondi

    18 ottobre 2017 at 19:12

    Si ogni giorno ci convinciamo del fatto che Trump ci sia e della infinita mole di informatori,burocrati,dirigenti istituzionali che colmi d’ignoranza o vigliaccheria ci ubriacano di protezionismi all’islam mascherati da altro….talchè io stesso comincio a dubitare se riferire a un qualche profeta.

  6. Emilia Rispondi

    19 ottobre 2017 at 11:35

    Un Trump italiano? Maria Giovanna Maglie.

  7. adriano Rispondi

    19 ottobre 2017 at 11:46

    Va bene.Se viene commissariata la Catalogna cosa si fa?

  8. Menordo Rispondi

    19 ottobre 2017 at 13:07

    Grazie Maria Giovanna Maglie. Un bell’articolo che si legge con piacere e soddisfazione. Trump ci dà ottimismo, speriamo non solo per gli USA.

  9. Lucio Rispondi

    28 ottobre 2017 at 11:16

    Complimenti per l’articolo che sbatte in faccia la realtà su come stanno realmente le cose.
    Ha ragione Trump ; vogliamo un Trump italiano …

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