Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Il leader del mondo libero (piaccia o no)

C'è la possibilità che un'orrenda monarchia ereditaria comunista, uno scherzo della politica e della storia, scateni l'apocalisse nucleare con la copertura, se non la complicità, di russi e cinesi, e per il gran circo mediatico la colpa è comunque di Trump. Follia autolesionista

trump 2Stiamo tutti un po’ perdendo il controllo, ed entro certi termini è normali, visto che stiamo sospesi sull’orlo di una guerra. Sì, di una guerra dal potenziale domino globale, quello che per settant’anni, notevole eccezione della storia umana, è stato un tabù. Qualcuno, forse, vuole che Kim Jong un rappresenti il detonatore: questo tetro clown che gioca al Dottor Stranamore sulle macerie di un popolo affamato e congelato nella sua stessa umanità ha fatto passi troppo spediti, e troppo fini tecnologicamente, arrivando fino a una bomba H dall’impatto pari a 5 volte Hiroshima, per aver prodotto tutto in casa. Anzi, un primo impazzimento della cronaca, miope e bucherellata, che stiamo abbozzando della storia che si fa, o meglio si disfa, sotto i nostri occhi, sta proprio nella posizione di chi Kim l’ha aiutato, sostenuto, utilizzato. A diverso titolo, cinesi e russi, diamo un nome alle cose, la più grande dittatura comunista tuttora esistente (qualcuno non crederà che il capitalismo di Stato alla pechinese c’entri qualcosa col libero mercato, vero?) e il Paese che per settant’anni è stato il principale nemico dell’Occidente, retto da un autocrate figlio purissimo di quella scuola, ramo Kgb. I cinesi hanno retto e continuano a reggere economicamente quella farsa tragica che è il regime di Pyongyang, spesso lo hanno anche aizzato come vassallo di comodo nell’area per contrastare la presenza americana nel Pacifico, ma soprattutto per intimorire concorrenti potenzialmente formidabili come Giappone e Corea del Sud, adesso probabilmente ne hanno perso il controllo, perlomeno non danno più le carte della possibile escalation personale del clown, e continuano a sproloquiare di “calma”, “negoziati”, “soluzione diplomatica”, mentre il vassallo più o meno ex sta armando i missili balistici direzione Seul. Putin, impossibilitato a un ruolo di primattore nella crisi visto il suo epicentro geografico e la pesante esposizione della Russia, che rimane un gigante dai piedi d’argilla, su altri fronti (Siria, Ucraina), non perde comunque l’occasione per un capolavoro di ambiguità tardosovietica, mettendo in guardia gli Usa dalla “retorica militare” (ammonimento che in bocca a lui suona vagamente surreale) e addirittura paventa rischi di “catastrofe globale“. Cosa sta dicendo, l’idolo di buona parte di quell’entità fantasmatica, tra il sovranismo all’amatriciana e le nostalgie fuori tempo massimo, che ha preso il posto del centrodestra liberale in Italia? Che bisogna restare inerti mentre la Corea del Nord gioca all’apocalisse nucleare, che non bisogna intervenire in nessun caso, nemmeno per difendere Seul e nemmeno di fronte alle minacce reiterate di colpire suolo Usa, sta addirittura minacciando, suggerendo che la Russia scenderebbe in campo contro un’iniziativa militare americana? In ogni caso, sta coprendo Kim, uno dei più barbari e pericolosi dittatori contemporanei, e andrebbe raccontato per quello che è, un abile gangster internazionale, mica un fine statista.

Poi c’è l’America, certo. L’America che si trova una grana terribile, la possibilità dello scoppio della Terza Guerra Mondiale a Oriente, figlia della “pazienza strategica” con cui Barack Obama ha approcciato per otto anni il trastullo nucleare di Pyongyang, uno dei tanti ossimori idioti portati avanti dalla peggiore amministrazione americana della storia recente, e per distacco. L’America minacciata esplicitamente nelle sue città e nelle sue case, l’America che non può, non essendo ancora ridotta a quel continente ipocrita e parolaio che è l’Europa (un “verme militare” fin dai tempi di Kissinger), non ragionare come il generale Mattis, segretario alla Difesa che pure si sta prodigando forse più di tutti per una soluzione diplomatica: “se colpiscono il nostro territorio si chiama guerra”. E territorio Usa è anche la base navale di Guam, obiettivo esplicitamente annunciato da Kim.

Soprattutto, c’è l’America che ha eletto Donald Trump. Un presidente che nessuno è obbligato a farsi piacere (anzi, per la verità ha contro il novanta per cento del circo mediatico su entrambe le sponde dell’Atlantico), un leader certo non convenzionale e su cui si possono covare legittime e svariate perplessità (a nostro modesto giudizio, ad esempio, sta peccando per la prima volta d’immobilismo in questa crisi nordcoreana), ma il comandante in capo liberamente eletto dalla più grande democrazia liberale del mondo. E le democrazie liberali vivono di conflitti, strappi, contestazioni, differenze marcate, fin di gusti e di idiosincrasie, lo sappiamo. È quello che le differenzia da Pyongyang, da Pechino, da Mosca, ad essere precisi: criticare l’operato dei governanti. Ma lo sfregio, la grottesca equivalenza morale coi dittatori e perfino col clown macellaio, il vero e proprio sabotaggio della leadership occidentale che sta andando in scena in questi giorni, a partire dai nostri periferici lidi italici, è altra cosa. È autolesionismo. Spesso involontario, dunque della peggior specie. Ha sollevato un tale carico d’odio, nell’élite politicamente corretta che godeva per la normalizzazione obamiana dell’America, questo eccentrico imprenditore col toupé che si è (ri)preso il suo Paese a furia di parole d’ordine reaganiane in economia, choc fiscale anzitutto, e nixoniane in politica estera, sano realismo dei principi che non arretri di fronte al mondo, che anche la crisi nordcoreana e la possibilità della Terza Guerra Mondiale diventano pretesti per dargli addosso. A tal punto, si è anestetizzata la nostra coscienza di occidentali, di uomini liberi: c’è la possibilità che un’orrenda monarchia ereditaria comunista, uno scherzo della politica e della storia, scateni l’apocalisse nucleare con la copertura, se non la complicità, di russi e cinesi, e il problema è Trump, sempre Trump. Per quei perditempo in doppiopetto del Forum Ambrosetti, che con l’economia e il concreto scambio di beni tra gli uomini c’entrano meno di nulla, la principale minaccia alla pace mondiale. Detto ora, nei giorni di Kim, della bomba H, degli allarmi aerei e delle esercitazioni a Seul. È follia, ma a uno stadio talmente spinto da diventare criminale, è una minaccia al futuro dei nostri figli. Non riconoscere più l’ovvio, la scelta elementare, dunque decisiva, libertà o schiavitù, vita o morte. E invece niente, si continua il gran ballo mediatico sulla tolda del Titanic, testate nucleari al posto dell’iceberg, si ironizza sui tweet di Trump, si fanno arguti paragoni tricologici tra lui e Kim, si addossa addirittura a lui la responsabilità della crisi e della guerra imminente, come fosse colpa sua se il suo predecessore è stato tanto inetto da trasformare il clown nella principale minaccia alla pace mondiale (con buona pace dei cretini laureati ad Harvard dell’Ambrosetti, questa è la cronaca quotidiana). Soprattutto, mi viene una domanda. Ma questa bella gentaglia che sputa sull’inquilino della Casa Bianca dai desk di Manhattan, Parigi, Roma, Milano, ha chiaro che se scoppiasse domani l’apocalisse costui rappresenterebbe la loro unica speranza? Abbiamo chiaro che il rischio è quello di una guerra, regionale o nel peggiore dei casi globale, tra mondo libero e schegge impazzite del totalitarismo contemporaneo? E soprattutto, abbiamo conservato abbastanza senso morale per compiere una scelta di campo, oltre i talk della sera e i birignao del politicamente corretto? Qui, nel nostro minuscolo, sì, e lo rivendichiamo.

Condividi questo articolo!

di on 5 settembre 2017. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a Il leader del mondo libero (piaccia o no)

  1. Padano Rispondi

    5 settembre 2017 at 17:13

    Tranquillo, non scoppia nessuna guerra.

  2. spago Rispondi

    5 settembre 2017 at 19:23

    Il circo siete voi. La situazione da quelle parti è il frutto degli infiniti errori americani. Ne dico solo alcuni, dal passato e dal presente… Nuclearizzare il giappone mirando ai civili e massacrandone centinaia di migliaia con un orrore paragonabile a quello nazista. Imporre una costituzione pacifista al Giappone. Portare la Nato oltre la guerra fredda e non scioglierla. Riempire il mondo di proprie basi. Auto insignirsi del titolo di unti dal signore e poliziotti/padroni del mondo. La rima guerra in Corea in cui massacrarono un numero allucinante di coreani, e causarono una distruzione pazzesca. L’inutile estupida politica aggressiva verso la Russia. La destabilizzazione del Medio Oriente, fin d aprima dell’11 settembre. Il finanziamento dei talebani quando servivano contro i sovietici in Afghanistan. La deposizione di Gheddafi e Saddam, dopo la quale ogni dittatore ha capito cosa rischia e non mollerà mai. Tutte le recenti inutili e stupide guerre. L’occupazione dell’Afghanistan e dell’Iraq, che non ha alcun senso come risposta all’11 settembre. L’amicizia con l’Arabia Saudita. Le provocazioni inutili alla Corea del Nord, compreso sganciare bombe sul suo territorio. Il colpo di Stato organizzato in Ucraina. Questa politica aggressiva e imperialista è quanto di più illiberale e si riflette in una enorme spesa pubblica militare, in un enorme peso delle lobby militari, in un enorme numero di persone i cui introiti sono legati al settore militare e in un’enorme pressione politica costante su chiunque sia presidente a fare sempre nuove guerre e ad ampliare continuamente il budget militare. Esiste uno stato al mondo che si riserva il diritto di bombrdare, invadere, occupare qualsiasi paese, fottendosene della comunità internazionale, rispondendo solo a sè stesso, e montando di volta in volta campagne di disinformazione per dipingere come mostri quelli momentaneamente messi nel mirino. Quetso è il più grande problema del mondo, ed è il principale fattore di destabilizzazione. CHissenefrega di quello staterello di merda che è la Corea del Nord. Gli USA sono il vero pericolo. Hanno giù usato la bomba nucleare e stanno già facendo una infinità di guerre e hanno già causato milioni di morti solo negli ultimi anni. Togliete la testa da dove l’avete infilata (e non approfondiamo dove sia) e guardate le cose in faccia.

    • Riccardo Riva Rispondi

      5 settembre 2017 at 22:35

      Peccato che gli Usa siano stati governati per otto anni da Barak Osama e da Killary Clinton.
      Le loro politiche nei confronti del nord Africa, dell’Iran e della Korea del nord sono state ai limiti della demenza.
      Che questi pericoli pubblici siano stati accantonati deve essere solo un motivo di gioia.

      • spago Rispondi

        6 settembre 2017 at 00:32

        Scusi cosa c’entra ricordare Obama e Clinton? Le sembra che il mio discorso sia ad hominem contro Trump? Trump è solo l’ennesimo assassino guerrafondaio liberticida, che avendo promesso disimpegno, ritiro dalle guerre, distensione con la Russia, etc… tradisce platealmente le sue promesse elettorali, aumenta a dismisura la spesa statale militare, apre nuovi fronti di guerra, inasprisce i bombardamenti, ammazza caterve di innocenti, continua l’occupazione di paesi non suoi, mette sanzioni commerciali a sproposito e così via. Quesa non è la politica di Trump, è la politica statunitense, di tutti, già prima dell’indice settembre e in particolare dopo.

        Così come se dico che l’intraprendente è ridicolo nel definirsi liberale, quando celebra a trombe spiegate, un presidente statunitense, la cui ricetta è interventismo statale al massimo, un grande piano di spesa pubblica, protezionismo, e guerra a gogo, che incarna quellinsieme di keynesismo, socialismo e nazionalismo che dovrebbe esattamente essere anatema per un liberale e fargli venire i contai di vomito, contro cui sta tutta l’opera dei grandi liberali, più volte ipocritamente citati con reverenza anche su questo giornale, come Mises e Hayek.. non è la dimostrazione di un odio particolare per l’Intraprendente, ma se mai della constatazione che tutti i libbbberali italiani sono solo dei venditori di fumo, ipocriti e pronti alla prima occasione a tradire il liberalismo, sostenendo l’opposto appena vince qualcuno della loro parte politica, sempre pronti a fare un tifo fazioso piuttosto che ad essere coerenti.

        • gian luigi lombardi-cerri Rispondi

          6 settembre 2017 at 06:35

          La sua profonda cultura mi atterrisce! Lei ha perfettamente descritto le responsabilità USA sulla attuale situazione mondiale, facendo un po’ di confusione unidirezionale, ma passi.
          Vuole , a questo punto, essere così gentile di illuminarci-mi elencando, punto per punto che cosa in dettaglio avrebbe fatto lei al posto di quegli incapaci di americani? Cominciando dal punto “seconda guerra mondiale”.
          Ad esempio non avrebbe accettato la dichiarazione di guerra della Germania nazista? Di fronte all’azione di guerra del Giappone (Pearl Harbour) che avrebbe fatto? Per favore, però non mi venga a raccontare che la guerra con il Giappone è stata fatta da Roosvelt perchè sono sì un sempliciotto, ma non come vorrebbe lei.

          • Emilia

            8 settembre 2017 at 12:31

            Visto? Scena muta.

    • ussnavy Rispondi

      7 settembre 2017 at 02:56

      noto con molto piacere la tua padronanza di linguaggio …
      bene abbiamo capito ..sei contro gli USA ..ci fa piacere – continua così …
      Noi grazie al cielo abbiamo idee totalmente contrarie alle tue !!
      buona vita nel tuo odio !!
      a non attendo tua contro risposta :grazie

  3. Unno Rispondi

    5 settembre 2017 at 22:02

    L’antiamericanismo europeo e prevalentemente italiano non è mai morto. Il ciclo Obama è stata solo una parentesi di un’amministrazione che è stata la peggiore di tutte per danni fatti. Se al posto di Trump ci fosse stato Reagan o Nixon, l’elite del politicamente corretto si sarebbe comportata allo stesso modo, ma l’America è ancora capace di produrre i Trump e i Reagan, l’Europa assolutamente NO.

  4. aquilone Rispondi

    6 settembre 2017 at 12:03

    Non entro nella polemica sovrastante promossa da Spago perchè è sufficiente la risposta fornita da Gianluigi Lombardi Cerri.
    Per quanto riguarda la crisi: è evidente che l’america ha le mani legate. Se si muovesse per prima dovrebbe mettere nel piatto dei “danni collaterali” la sparizione di tutta l’area, Corea del sud compresa. Il dittare, infatti, avrebbe comunque il tempo di lanciare le sue bombe alla vicina corea del Sud. L’escalation e lo scivolamento ad una guerra atomica con la vicina Cina e la vicina Russia sarebbe allora inevitabile. Se sarà invece il dittatore comunista a fare davvero sul serio, la risposta sarà ugualmente inevitabile e quindi sarà cmq guerra, probabilmente nucleare. Se le cose restano così, ingoiamo il rospo e lasciamo giocare Kim coi suoi missili e i suoi generali. I comunisti di tutto il mondo gioiranno fino all’orgasmo nel vedere l’occidente ingabbiato da un comunistello con le palle d’acciaio. Ma, alla fine, prima o poi, vuoi per un errore, vuoi per un lancio riuscito male, la guerra ci sarà

    • Milton Rispondi

      7 settembre 2017 at 19:07

      Anche io non entro nella polemica, per pigrizia, ma riconosco alcune ragioni a Spago.
      Da cinico quale sono ritengo invece che nessuna guerra ci sarà. Non per una imprevista illuminazione divina dei protagonisti, ma semplicemente perché a nessuno conviene:
      – il dittatore è un fantoccio di Pechino.
      – Pechino lo utilizza per tenere sulla corda gli USA, Seoul e Giappone (fortissimi competitori economici).
      – alla Russia va benissimo che Trump rimanga a lungo in una difficile situazione senza via di uscita.
      – a Trump viene comunque impedita la guerra da Seoul e dal Giappone, i quali ne pagherebbero i maggiori disastri.

      In tutto questo era indispensabile la Bomba H nelle mani del dittatorello. Senza di questa tutto cambierebbe e forse la guerra sarebbe veramente possibile.

  5. geometra 67 Rispondi

    6 settembre 2017 at 16:57

    Non polemizzo con Spago perché sicuramente pensa che anche per le torri gemelle vi sia una responsabilità americana!Con la Corea del nord siamo arrivati a questo punto per colpa del politicamente corretto di Obama che è identico all’errore commesso anni or sono da Carter con l’Iran.Certo economicamente,specie per la Cina,una Corea unita sarebbe devastante!Nel giro di pochi anni(Germania insegna)dopo l’unificazione nascerebbe un mostro economico che farebbe ombra a molti.Una reazione militare preventiva costerebbe decine di migliaia di morti e Trump non potrebbe sopravvivere politicamente,e non essendo la CIA quella di un tempo,non resta che sperare che la Cina pressata economicamente dal mondo libero decida di eliminare la dinastia KIM con persone con qualche neurone in più.Comunque grande articolo caro Sallusti!

  6. adriano Rispondi

    7 settembre 2017 at 12:48

    Va bene.Che si fa?

  7. orsonero Rispondi

    7 settembre 2017 at 18:27

    ma qual’e’ il problema ?
    Basta togliere di mezzo il cicciottello.
    Non dovrebbe essere cosi difficile
    con le nuove tecnologie,satelliti spia
    e via dicendo.

  8. SHALOM Rispondi

    7 settembre 2017 at 18:28

    Preghiamo

  9. SHALOM Rispondi

    7 settembre 2017 at 18:32

    Preghiamo,
    E un bel articolo, ma troppe parole volgari.

    Possiamo trasmettere il messaggio con parole sana.
    Dio ti benedica tantissimo.

  10. Emilia Rispondi

    8 settembre 2017 at 12:34

    L’America ha tante cose da farsi perdonare, ma comunque resta il solo baluardo a difesa di un mondo che ha preso una brutta piega.

  11. Luca Rispondi

    10 settembre 2017 at 13:45

    Ringrazi Spago poter parlare e scrivere in italiano o nella lingua che preferisce e non in tedesco o russo.Ringrazi anche questo giornale che ci da tutta la libertà di scrivere quello che in piena libertà sentiamo.

  12. Luca Rispondi

    10 settembre 2017 at 14:25

    Ringrazi qualcuno o tanti Spago se scrive le sue idee in libertà in lingua italiana e non in tedesco o russo e se altri in piena liberalità accettano e trascrivono per tutti le sue idee.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *