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Povera Italia

poverta-1024x591L’Italia è scappata di mano. E’ proprio vero, e i dati dell’ISTAT riguardanti la situazione economica delle famiglie italiane, sono a dir poco allarmanti. Il nostro Paese, sembra attraversare un periodo davvero oscuro, e come ricorda un ‘Mozart della penna’, come il professor Ernesto Galli della Loggia, il dato più inquietante è la totale assenza della classe politica. Galli definisce il nostro come “un Paese in cui il governo e con lui tutti i pubblici poteri appaiono sul punto di perdere il controllo del territorio”. Ebbene è purtroppo proprio così, ma c’è di più. La politica ha totalmente perso di vista le condizioni delle famiglie italiane.

Forse perché distratta da altre problematiche, ormai divenute priorità assolute, come il caso del tanto folkloristico quanto stupido e anacronistico stabilimento balneare di Chioggia. Ma torniamo coi piedi per terra. Dagli ultimi rapporti dell’istituto nazionale di statistica, emerge che le famiglie italiane con 3 figli o più, l’indigenza assoluta sia passata dal 18 al 26% in soli dodici mesi. Il dato più inquietante è registrato al Sud. Si calcola che i nuclei familiari che vivono in condizioni di povertà assoluta siano oltre un milione e mezzo, pari al 6,3% delle famiglie residenti. Le zone della penisola più colpite dalla povertà sono il Centro (balzato dal 5,6% del 2015 al 7,3% del 2016), ma il meridione, è ancora la zona più in difficoltà (9,8%). Le categorie falcidiate dal fenomeno dell’indigenza, sono donne e minori, ma anche gli anziani non se la passano meglio. Per quanto riguarda il gentil sesso, 2 milioni e 458 mila vivono in povertà, i minori sono un milione e 292 mila, un milione e 17 mila giovani fra i 18 e i 34 anni, e infine gli anziani che vivono in condizioni di indigenza sono 510 mila. Non c’è molto da aggiungere. Considerando che ad oggi, in Italia ci sono circa 4 milioni e 742 mila individui, che vivono in condizioni di povertà assoluta, forse sarebbe opportuno che la politica ripensasse alle priorità del Paese, che i politici iniziassero a girare per le strade e a rendersi conto che la vita è quella delle periferie delle grandi città e non si svolge fra le aule dorate del centro di Roma. Se non si vuole dare spazio a populismi e movimenti anti-democratici, che già hanno spaventosamente preso piede in Europa, è opportuno che si cambi rotta.

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di on 4 agosto 2017. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Povera Italia

  1. Padano Rispondi

    12 agosto 2017 at 18:17

    Ricordo che nel nord gli indigenti sono circa 2 milioni.

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