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Non si va in ginocchio a Teheran

L'Alto Rappresentante Ue Mogherini parteciperà domani alla cerimonia d'insediamento del governo iraniano. Una presenza mortificante visto come vengono trattati diritti umani e valori europei da quelle parti, a meno che non sia l'occasione per mettere i cosiddetti "riformisti" di fronte alle loro responsabilità...

mogherini_3022383bSi apprende, da più organi d’informazione, che l’Alto Rappresentante della Politica Estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, prenderà parte domani a Teheran alla cerimonia di giuramento del secondo governo Rouhani.

L’Alto Rappresentante Mogherini, è giusto ricordarlo, è stata una tra le prime personalità a complimentarsi per la vittoria del cosiddetto moderato Rouhani, a seguito delle elezioni “democratiche” del 19 maggio scorso, e grande sostenitrice dell’impegno profuso dall’Iran per ottemperare ai dettami del Trattato Jcpoa. Ma la questione di fondo non riguarda esclusivamente il “nucleare”. Con un piccolo esercizio di memoria si potrebbe ricordare il ruolo che alcuni membri del primo Gabinetto hanno ricoperto nell’autentico massacro di 30mila oppositori politici nel 1988, mi riferisco al Ministro della Giustizia Mostafa Pour-Mohammadi. Restiamo, quindi, in attesa di scoprire quali altri “moderati” prenderanno parte al nuovo Esecutivo.

Ma ancora più imbarazzante è portare il “saluto” dell’Unione Europea, con il proprio carico di valori, a un regime che incessantemente si rende responsabile delle più odiose violazioni dei Diritti Umani. I numeri, per loro stessa natura, parlano chiaro: le esecuzioni capitali durante il primo mandato Rouhani ammontano a 3mila casi, di cui un significativo numero eseguite nelle pubbliche piazze, 340 nei primi sei mesi del 2017, più di cento nel solo mese di luglio.

A questo, già desolante scenario, va ad aggiungersi una interminabile degradazione della condizione delle donne, unitamente ad una sistematica e continua repressione delle minoranza etniche e religiose, come costantemente segnalato nei più recenti Rapporti sulla condizione dei Diritti Umani in Iran, dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dall’Alto Commissario per i Diritti Umani.

Ora più che mai, è il giusto momento per porre Teheran di fronte alla proprie responsabilità, passate e presenti. In Europa questa necessità inizia a farsi sentire già da qualche tempo ed il livello è in costante aumento, come dimostrano le numerose iniziative promosse da centinaia di deputati da tutta Europa. Nota di merito, in particolare, a 310 nostri Parlamentari di tutte le forze politiche che hanno rivolto l’appello al governo italiano di condannare ufficialmente i massacri del 1988 e di condizionare le relazioni con Teheran, ad ogni livello, al cessare definitivo delle esecuzioni capitali.

La visita dell’Alto Rappresentante Mogherini dovrebbe muovere proprio in tal senso, chiedere a gran voce e con fermezza che Teheran, e il suo “moderato” Presidente, accolga interamente quei principi che rappresentano la “conditio sine qua non” per una piena adesione alla comunità internazionale, giurando proprio su questi e sugli Accordi Internazionali, di cui l’Iran è firmatario, del cui rispetto purtroppo si registrano continue e sempre più profonde lacune.

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di on 4 agosto 2017. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Non si va in ginocchio a Teheran

  1. ultima spiaggia Rispondi

    4 agosto 2017 at 17:36

    “L’Alto Rappresentante… “
    Rappresentante di chi?
    Quando nel 1932 Emil Ludwig, giornalista e scrittore ebreo, noto per le sue interviste a personaggi famosi, chiese a Mussolini com’era possibile governare un popolo individualista ed anarchico come quello italiano, la risposta del Duce fu lapidaria: «Difficile? Ma per nulla. È semplicemente inutile!»
    E aveva ragione. Questa è l’Italia dei Badoglio, dei Renzi, dei conti Gentiloni.
    Illuminante fu il commento di Winston Churchill dopo la caduta del fascismo e il tragicomico “armistizio”: «Bizzarro popolo, quello italiano. Un giorno, 45 milioni di fascisti. Il giorno dopo, 45 milioni di antifascisti e di partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano, dai censimenti»
    «[…] È un Paese così diviso, l’Italia. Così fazioso, così avvelenato dalle sue meschinerie tribali! Si odiano anche all’interno dei partiti, in Italia. Non riescono a stare insieme nemmeno quando hanno lo stesso emblema, lo stesso distintivo, perdio! Gelosi, biliosi, vanitosi, piccini, non pensano che ai propri interessi personali. Alla propria carrieruccia, alla propria gloriuccia, alla propria popolarità di periferia. Pei propri interessi personali si fanno i dispetti, si tradiscono, si accusano, si sputtanano… […] gli operai italiani che sventolano il tricolore e ruggiscono Italia-Italia io non li so immaginare. Nei cortei e nei comizi gli ho visto sventolare tante bandiere rosse. Fiumi, laghi, di bandiere rosse. Ma di bandiere tricolori gliene ho sempre viste sventolar pochine. Anzi nessuna. […] (Intervista rilasciata da Oriana Fallaci al Corriere della sera nel 2001)
    E noi ci preoccupiamo della Mogherini?

  2. Davood karimi Rispondi

    5 agosto 2017 at 12:59

    Condivido pienamente le osservazioni preziose dell’ambasciatore Giulio Terzi. Il viaggio di Mogherini giustifica il terrorismo e la violazione dei diritti umani in Iran. Grazie Ambasciatore Terzi. Lei è una grande risorsa per Italia.

  3. Luca Rispondi

    5 agosto 2017 at 13:36

    Ma alto rappresentante de che?Rappresenta se stessa e qualche familiare Renzi che l’ha imposta fuori.Quel mondo non è correggibile,va dominato in qualche modo.L’arretratezza nel capire e distribuire diritti umani li rende bestie sottomesse e quindi pericolosi perché nelle mani di quattro col turbante che si battono il petto,impongono e uccidono.A questi cosa deve rappresentare l’alto commissario e dall’alto de che?

  4. Menordo Rispondi

    6 agosto 2017 at 22:42

    Purtroppo il comportamento della Mogherini nei confronti dell’Iran non è dissimile a quello che l’Italia ha sempre avuto con quel paese. Già dai tempi di Lamberto Dini nel 1998, ed anche precedentemente, l’Italia è stato sempre il paese che, fregandosene altamente delle proprie alleanze con i Paesi occidentali e con gli USA in particolare, ha sempre continuato a brigare col paese degli ayatollah. Nulla di nuovo quindi per l’Italia che ha sempre mantenuta fede alla propria tradizione di alleato inaffidabile.

  5. Emilia Rispondi

    7 agosto 2017 at 14:02

    Una Madonna addolorata.

  6. aquilone Rispondi

    8 agosto 2017 at 17:54

    Giulio Terzi, una delle poche voci libere che ci è rimasta, un uomo che dice e si comporta per come le cose stanno. E lo dimostrò. Infatti, ancora oggi mi domando in quale errore sia potuto incorrere Monti quando lo nominò Ministro degli esteri. Poi se ne accorse però, costringendolo a dimettersi per aver voluto mantenere la schiena dritta con gli indiani. Sono certo che se fosse il ns. Presidente del consiglio, oggi saremmo tutti un pò più orgogliosi di questa nostra povera italia continuamente tradita da mille cialtroni.
    Terzi, La prego, si candidi, sono certo vincerebbe a mani basse

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