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Dicesi invasione

Il ritmo degli sbarchi sul suolo italiano è ormai palesemente insostenibile. Pretendere di risolvere l'emergenza con un incontrollabile "ius soli" è stupido e provocatorio. Come continuare nella retorica "bergogliana" dell'accoglienza...

immigrazione boldriniNon mi importa che qualche altro scimunito, tirapiedi, magari di qualche profittatrice o profittatore con residue speranze di carriera, ridicolo custode di supposti ortodossi e liberali mi definisca nazionalista, fascista, reazionario, perché non accetto il dogma catto-laico di Sinistra dell’”accoglienza”. Parlare di “accoglienza” di fronte ad un’invasione, solo perché gli invasori non sono palesemente “armati” è espressione di consumata e professionale ipocrisia o di dissennata sciocchezza ed ignoranza.

Sì, di ignoranza. Perché circa diciassette secoli fa, altri migranti, denominati allora “barbari”, perché il termine significava semplicemente stranieri, dal Nord (spinti, pare, da mutazioni climatiche che lassù rendevano più difficile la vita ed attratti dal miraggio dell’opulenza, in verità declinante per gravissima crisi, dell’Impero Romano) si rovesciarono verso il Sud, occupando dapprima i “limes”, le regioni di confine. Ritenere che tali “invasioni barbariche” avvenissero sempre con la forza delle armi è un grave errore. Per lo più, almeno all’inizio, l’invasione ebbe la forma di “migrazione” più o meno pacifica. I vari popoli del Nord si insediarono nella Gallia, nelle Rezia, nella Dacia, dove furono per lo più arruolati nella grande industria di allora: quella militare, che produceva saccheggi e mano d’opera schiava. Una economia in sé impossibile a perpetuarsi e che, proprio il ricorso all’arruolamento degli invasori-migranti rendeva, come un circolo vizioso, assurda e condannata alla fine. Le prime invasioni armate furono probabilmente piuttosto delle rivolte di migranti, che le armi le presero dopo essersi insediati nelle regioni confinarie (i “limes”) tornando sotto i governi di loro capi.

Ora io non dico che la storia tonerà a ripetersi, perché mai si tratta di “ripetizione”. Ma nessuna fase della storia è tale da non potersene (e doversene) rilevare coincidenze ed assonanze con quella di epoche passate. L’invasione, allora, fu tanto più evidente e poco governabile, quanto più l’identità degli invasori fosse diversa da quella dei popoli ormai romanizzati o in corso di romanizzazione e quanto più essi guardassero al mondo romano non solo con invidia, ma con ostilità e più o meno manifeste intenzioni di conquista.

Credo che queste considerazioni semplici (ma volutamente ignorate e scansate con scandalo ed indignazione) bastino a consigliare una visione meno miope della realtà migratoria. Non è certo mia intenzione trarne argomento per profetizzate la storia di un nuovo Romolo Augustolo e di un altro Odoacre (ma ad Alarico ci siamo quasi). Certo è, per abbandonare la visione del passato e guardare al presente, che oramai il ritmo degli “sbarchi” e delle altre forme di ingresso abusivo (nessuno venga a dirmi che l’ingresso “abusivo” sia solo quello di qualche turista col passaporto scaduto o il bagaglio non in regola) nel nostro suolo è palesemente insostenibile. Pretendere di risolvere il tutto conferendo la cittadinanza, con un per più versi incontrollabile “ius soli”, è stupido e provocatorio. Se oggi protestano i sindaci dei Comuni in cui quei poveracci vengono accatastati, domani, quando sarà troppo tardi, protesterà l’intera Nazione o quel che ne resterà. E l’Europa, che ci sta dicendo che il problema dei migranti afroasiatici “è cosa nostra”, è un’Europa ottusa e miserabile che, di fatto, si dimostra disposta a mollare il “limes” italiano, o ridurre i suoi confini alle Alpi. A non essere, così, più Europa.

Chi da questa considerazione volesse trarne argomento per un moto di stizza antieuropeo, per un “No all’Europa” che faciliti e si identifichi con l’abbandono che l’Europa finisca col fare di noi è uno sciocco pericoloso quanto e più dei nostri ineffabili ed ipocriti governanti, predicatori laici ed ecclesiastici.

Un’ultima considerazione. Mi pare (non sono un osservatore troppo affidabile) che da qualche tempo Bergoglio preferisca evitare l’argomento dell’accoglienza. Come ha sempre taciuto su quello della solidarietà almeno europea nei confronti del paese primo invaso, l’Italia. Forse si rende conto che non è il momento migliore per ottenere quel consenso e quel plauso che la sua raffinata saggezza gesuitica gli fanno ritenere essenziale. Speriamo che le tempeste autunnali, il “vento divino” dei giapponesi che li salvò dall’invasione cinese e che sospenderà per un po’ quella del nostro Paese, non gli facciano tornare la voglia di tornare a predicare l’ “accoglienza degli invasori”.

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di on 18 luglio 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

18 commenti a Dicesi invasione

  1. aquilone Rispondi

    18 luglio 2017 at 17:22

    Non saranno questi articoli – peraltro lodevoli – a far rinsavire le masse governate
    “da questa Europazza antitaliana, da questi governanti imbecilli, queste signorine istituzionali dalle fantasie eroticoamoraliste, questi politici pinocchi e strafottenti, queste teste di cardo di italioti confusamente e avidamente satolli di hotdog di porco e chebab d’agnello, questi gheiarcobalenati violenti saccenti e pretenziosi, queste tonache bianco sangue che blaterano da balconi e amboni, questa catasta di finti buoni e veri accoglioni che ci stanno meticciando con la peggiore feccia raccattata nei continenti limitrofi…”
    Nino Spirlì

  2. ultima spiaggia Rispondi

    18 luglio 2017 at 20:18

    Dante Alighieri, Purgatorio, canto VI, verso 76: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave senza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!”
    L’Impero romano d’Occidente cadde perché si era affidato ad un esercito di barbari mercenari.
    Noi ci troviamo nella stessa situazione perché abbiamo affidato il nostro futuro, quello dei nostri figli e dei nostri nipoti ad una casti di onorevoli farabutti.
    Ci invadono non perché siamo ospitali, ma perché siamo vigliacchi.

  3. Britannicus Rispondi

    18 luglio 2017 at 21:12

    Articolo lucido e inossidabile. L’unica cosa che non condivido e’ il no alla dismissione dell’attuale Europa dei mercanti, degli strozzini e del pensiero cattocomunista a senso unico. Uscire da un’Europa decente certo che no, uscire da questa Europa (non certo per aggregarsi alla lega araba) sarebbe meglio

  4. maboba Rispondi

    18 luglio 2017 at 23:32

    Apprezzo l’articolo del grande vecchio Mellini, tuttavia non capisco quel “Chi da questa considerazione volesse trarne argomento per un moto di stizza antieuropeo, per un “No all’Europa” che faciliti e si identifichi con l’abbandono che l’Europa finisca col fare di noi è uno sciocco pericoloso”.Cosa dovremmo trarne con questa UE? Accidenti io non accetto di identificare l’Europa con questa UE!, ma io sono uno sciocco e così per provocazione sottopongo un articolo che ha un punto di vista molto diverso
    https://scenarieconomici.it/poverx2dal2011/

    • aquilone Rispondi

      19 luglio 2017 at 17:15

      Grazie, davvero interessante

  5. gian luigi lombardi-cerri Rispondi

    19 luglio 2017 at 06:58

    Gli islamici sono stati cacciati per ben tre volte dall’Europa grazie a tre famose battaglie.Ora si sono fatti più astuti e stanno mandando prevalentemente giovani in età militare.
    Che cosa pensate che succederà se cominciassero, raggiunto un certo numero, a ricevere armi?
    L’occidente , privo della possibilità di utilizzare aerei e carri armati in quanto nelle città sarebbero presenti numerosissimi indigeni usati come scudi umani sarebbe costretto a combattere , come attualmente in Siria ed in Iraq : casa per casa.

  6. adriano Rispondi

    19 luglio 2017 at 09:46

    Sono uno “sciocco pericoloso”.Anche privo di speranza perché gli “intelligenti sicuri” garantiscono la prosecuzione del disastro.Chissà di quale europa (con la “e” minuscola) si parla.Forse quella di chi fa i suoi interessi tranne noi.Cosa vuole parlare di invasione.Se non si capisce che tutto è conseguenza dell’errore iniziale meglio andare a funghi o per viole mammole.

  7. Luca Rispondi

    19 luglio 2017 at 10:55

    Ma quale umanità ,solo invasione e business per tutti coloro che se ne occupano mafie in primis.Mellini da buon laico dice grandi verità ma quanto pesano in rapporto al tanto denaro,oltre cinque miliardi l’anno,ch ci e si intasca da governi che hanno l’unica missione di impoverirci.Quell’enorme massa di denaro sarà per ovvio imposta da qualche parte e proviamo ad indovinare chi saranno i felici destinatari di queste disgraziate politiche?

  8. aurelio Rispondi

    19 luglio 2017 at 13:09

    Si forse un moto antieuropeo per questa vigliaccata favorita da nostri governanti stupidi o imbelli potrebbe essere un’azione da mettere in campo come quella di non mandare denaro nelle casse della UE,ma chi dovrebbe farlo? Abbiamo un debito pubblico che ci rende schiavi anche dei contrabbandieri di carne umana e ci fa non considerare per nulla dai grandi capi e mestatori europei.Siamo nelle peste e lo saremo ogni giorno di più a testimonianza che la sinistra non può governare nulla se non provocando i disastri cui andiamo incontro:più povertà e meno sicurezza per tutti.

  9. Riccardo Pozzi Rispondi

    19 luglio 2017 at 16:42

    Propongo, alla cortese attenzione della redazione, di farsi promotrice di una iniziativa che potrebbe essere risolutiva, se non per le sorti, per la percezione esatta del problema di immigrazione.
    Propongo l’istituzione della “Tassa sull’accoglienza”, una aliquota del 10% l’eccedente i 60.000 euro lordi annui di imponibile irpef, cioè depurato dagli oneri e dalle spese personali deducibili.
    La percezione del problema e del suo peso sulla società subirebbero un cambio di rotta decisivo.

  10. Emilia Rispondi

    19 luglio 2017 at 21:10

    Condivido i commenti dei lettori. Aggiungo: per risolvere il problema ci vogliono le maniere forti. Essere liberali non serve a niente. Per cui sosterro’ chiunque proporrà questa ipotesi. Diranno che sono fascista? E chi se ne frera.

    • lucia Rispondi

      20 luglio 2017 at 21:03

      Sono assolutamente d’accordo

  11. Emilia Rispondi

    19 luglio 2017 at 21:12

    … se ne frega.

  12. Emilia Rispondi

    19 luglio 2017 at 21:13

    Per maniere forti intendo: fuori dall’Italia.

  13. orsonero Rispondi

    23 luglio 2017 at 13:33

    l’unico aspetto positivo di questa
    invasione e’ che sotterrera’ definitivamente
    la sinistra,i cattocomunisti,i buonisti
    radicalchic e compagnia cantanti.
    Il prezzo che pagheremo tutti sara’
    altissimo.
    Il peggio deve ancora arrivare.

  14. step Rispondi

    23 luglio 2017 at 17:57

    Bergoglio è uno che si è arreso al mondo, vuole l’applauso sociale e segue le mode, il contrario del martirio di Cristo, evidentemente ha fiutato il vento e sta riposizionandosi, ma ormai le ha sparate troppo grosse, non credo che in tema d’immigrazione faccia una totale retromarcia. Ma oltre a quelli con la tonaca, che contribuiscono a questo sfacelo, c’è tutta una cultura di rassegnazione e di arrendevolezza che pervade l’Italia. La cosa incredibile è che siamo una enclave di vigliacchissimi all’interno di un mondo, quello occidentale, che è già questo vigliacco, siamo i peggiori dei peggiori: basti pensare che gli sbarcati in Italia quest’anno sono stati 180.000, mentre in Spagna solo 8.000. Speriamo che gli eredi del grande Impero Austro-Ungarico ci facciano ricordare cos’è la dignità e ricordino ai governanti i doveri che hanno nei confronti dei propri governati.

  15. rosario nicoletti Rispondi

    25 luglio 2017 at 10:20

    Raramente mi capita di non essere del tutto d’accordo con Mellini: in questo caso, non condivido l'”Europa ottusa e miserabile”. L’europa è vittima – come noi cittadini di buon senso – della politica folle e miope dei nostri governanti. Quando hanno iniziato ad andare a prendere i clandestini fin sotto le coste della Libia (governo Letta, “mare nostrum”) hanno dato impulso ed accettazione alla migrazione incontrollata, cioè all’invasione. L’Europa intera, vittima della “political correctness” non ha protestato con forza all’inizio, forte anche dello sciagurato accordo ora denunziato dalla Bonino. Ora, i nodi sono venuti al pettine, e quando sento cianciare le anime belle sulla mancata “solidarietà europea”, mi chiedo se non è follia pretendere che altri facciano – come noi – di tutto per suicidarsi.

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