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Che ridere i macronisti delusi

La metamorfosi tra il Macron "liberal" della campagna elettorale e quello neo-gollista di governo ha lasciato di stucco la sinistra nostrana, sempre in cerca di un idolo surrogato. La verità è che l'interesse nazionale e la tutela della sicurezza dei propri cittadini sono compatibili e anzi decisivi per un liberalismo vero...

IMG_0625Non mi sono unito al coro degli antitrumpiani a prescindere prima, né a quello dei filomacroniani oggi. Ho preferito sospendere il giudizio. Penso, infatti, che i politici vadano giudicati, soprattutto oggi che le appartenenze ideologiche forti non esistono più, dai fatti, cioè dai comportamenti e dalle politiche concrete, e non solo dai programmi sbandierati in campagna elettorale (spesso per mere ragioni di marketing). Né francamente mi interessa più di tanto il carattere o la vita privata di un singolo politico, almeno fino a quando non interferisce con le sue funzioni pubbliche.

Questa discrasia fra idee manifestate in campagna elettorale e primi passi di governo, si sta manifestando ora con particolare evidenza nel caso del presidente francese. Il quale, dalle prime mosse, piuttosto che quello di un cosmopolita ed europeista post – socialista e liberal sembra assumere il marcato carattere di un neo gollista nazionalista e persino protezionista. Questa metamorfosi ha lasciato un po’ di stucco la sinistra italiana, e non solo, sempre alla ricerca di surrogati più o meno soft alle vecchie ideologie di un tempo, e quindi sempre pronta ai facili e rapidi innamoramenti così come alle altrettanto rapide disillusioni.

Ma noi che di sinistra non siamo, ma liberali, come dobbiamo porci rispetto a questo Macron di governo? Domanda da porsi sempre con il sottinteso che al governo il leader francese è da così poco tempo che il giudizio finale deve oggi restare ancora di necessità parziale e sospeso. Come al solito, credo che bisogna esercitare l’arte della distinzione. Cominciando col dire che quello che viene chiamato “sovranismo“, con termine poco chiaro che è solo spia della “malafede” di chi lo ha coniato e usa, non è di per sé un male, né è incompatibile con il principio liberale. Anzi, stando all’esperienza storica e comune, il liberalismo politico, cioè il liberalismo moderno e costituzionale, è nato e si è sviluppato solo all’interno della cornice di uno Stato forte e autorevole (anque quando federale). Lo stesso concetto di Individuo, che (pur avendo indubbie origini nel concetto cristiano di persona) può a buon diritto considerarsi una “invenzione della modernità”, può concepirsi solo all’interno del polo dialettico che lo contrappone allo Stato ma anche lo salvaguardia da esso e lo costituisce nella sua autonomia (d’altra parte, lo Stato stesso, giusta la metafora hobbesiana, è da considerarsi niente più che come un super – Individuo).

Ovviamente, lo Stato liberale o moderno è forte e autorevole ma è “minimo“: non pervade e invade la sfera della società civile, cioè della libera interazione fra gli individui, che anzi regola e garantisce. Una cosa è perciò lo Stato, altra cosa lo statalismo. Quest’ultimo è stato per buona parte del Novecento, il male che ha pervaso le nostre democrazie. Realizzandosi tutte le volte che lo Stato da controllore si è fatto gestore, occupando spazi che in un’ottica liberale sono propri della società civile. Lo Stato, detto in poche parole, è stato in epoca moderna, lo spazio di intermediazione fra la libertà e l’uomo. Ovviamente, si tratta di un dispositivo storicamente situato e contingente, non di un assoluto: è possibile immaginare altri modi, e persino migliori, di realizzare la libertà umana. Che questi modi siano alternative realistiche, allo stato dei fatti, non sembra affatto. L’alternativa allo Stato nazionale potrebbe essere l’anarchia, oppure la creazione di uno Stato più grande delle nazioni esistenti o sovranazionale. Fino a concepire uno Stato unico e mondiale, ovvero un mondo senza frontiere. Ma un Superstato potrebbe essere, se non nelle utopie cosmopolitiche, un’alternativa liberale? Non si rischierebbe di creare uno Stato che tutto controlla e che pericolosamente assomiglia al Grande Fratello orwelliano? D’altronde, la stessa Europa, concepita come una federazione e non una confederazione di Stati nazionali, come un unico Stato sovranzionale, come la vorrebbe cioè certa elite intellettuale e politica dominante, rischia di realizzarsi, e in parte già si è realizzata, come un mostro burocratico. Vale a dire, come un organismo amministrativo affossatore, in nome di astratte normi comuni e omogenee, di ogni identità e specificità, nazionale e non. Laddove il liberalismo vive solo nell’esaltazione della diversità, cioè di ciò che è specifico e singolare. È proprio questa diversità che la sovranità statuale, in modo imperfetto e storicamente situato, ancora garantisce.

Dal punto di vista del liberalismo nazionale qui delineato, non fa perciò una piega la distinzione macroniana fra rifugiati politici e migranti economici, ove solo i primi sono da accogliere e integrare in toto mentre i secondi devono esserlo secondo le circostanze di tempo e di luogo che esige quell’etica della responsabilità a cui in politica bisogna necessariamente attenersi. Ora, la responsabilità dello Stato è prima di tutto quella di garantire la pace, la sicurezza, la dignità di vita dei propri cittadini e i valori di fondo su cui si fonda la comunità politica e sociale. E’ questo quel concetto di “interesse nazionale” che, insieme a quello di Patria, la political culture che ha dominato nel nostro Paese nel secondo dopoguerra ha bandito e spesso apostrofato addirittura come “fascista”. Di fronte all’emigrazione di massa, uno Stato serio si pone perciò di volta in volta la domanda se le suddette condizioni siano rispettate o meno (perciò a nulla vale paragonare l’ondata migratoria di oggi a quella che si spinse verso l’America nel secolo scorso). Non si può perciò certo criticare Macron per essersi posto questa domanda e per il suo cercare di agire di conseguenza. Anche in Libia, trascurando sostanzialmente l’apporto italiano. L’Italia, in effetti, uno Stato vero non ha. E, prima di essere esclusa, si è autoesclusa con la propria inconcludenza e con il proprio scarso peso politico. Delle azioni intraprese da Macron che hanno urtato la nostra suscettibilità, l’unica che può essere criticata è quella che ha impedito a Fincantieri di mettere le mani sui cantieri navali di Saint-Nazère. Il protezionismo economico è in genere una politica dannosa anche per lo stato che la porta avanti: non può perciò essere perseguita, se non in pochi e circoscritti casi, da uno Stato liberale. Ma anche in questo caso, prima di sbraitare, il realismo politico, che mai può sganciarsi dl liberalismo, imporrebbe di chiedersi se noi siamo in grado oggi di dare la pariglia, anche solo simbolicamente, alla Francia o a chiunque altro. Del nostro disastro nazionale, che affonda a mio avviso solide radici nella cultura non liberale e sinistra dominante, siamo l’unica e vera causa.

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di on 31 luglio 2017. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Che ridere i macronisti delusi

  1. ultima spiaggia Rispondi

    31 luglio 2017 at 14:57

    Il carattere e la vita privata alla fine emergono sempre. Anche nella vita politica.
    Uno che a 40anni ha bisogno ancora della “mamma” non può improvvisarsi “cosmopolita ed europeista post–socialista e liberale”; è fisiologico che abbia un carattere “nazionalista” e “protezionista”. La psicoanalisi serve a capire anche questo.
    Purtroppo noi siamo governati da disfattisti sinistrati, a caccia di poltrone e di potere.

  2. Padano Rispondi

    31 luglio 2017 at 16:02

    Che assurdità: già due secoli fa ci si rese conto che la tassazione dei redditi doveva essere progressiva.
    Per via del fenomeno dell’utilità marginale decrescente del reddito.
    Macchevvelodicoaffà.

    E poi, è sempre il residuo fiscale, quello che conta.

  3. orsonero Rispondi

    31 luglio 2017 at 21:21

    ma basta con questa storia
    dell’europeismo di maniera ma
    non di sostanza.
    Macron, come tutti i suoi predecessori,
    fa l’interesse della Francia.
    Questo e’ nel DNA dei francesi
    e non lo trovo sbagliato.
    Forse e’ il caso che anche noi
    dovremmo fare la stessa cosa.
    Ma i nostri politici non hanno le
    palle e comunque rappresentano
    fedelmente chi li ha votati.

  4. Renzo Riva Rispondi

    31 luglio 2017 at 23:31

    Voglio pure dire che il badoglione di Piazza S.Pietro mi è stato sulle scatole soprattutto perché accettava le attenzioni dei sinistri ambidestri che lo avevano elevato ad icona della sinistrata sinistra.
    Questo di seguito un commento mio su facebook.
    .
    Vuoi vedere che adesso la colpa dello sfascio è di coloro che hanno bocciato la cosiddetta riforma costituzionale e non dalle congreghe che negli ultimi 27 anni hanno fatto i cani pastore per dirigere il gregge dove volevano poteri extranazionali occulti e occultati?
    Svendita degli assets pubblici con smembramento del corpo produttivo ai vari CdB cittadini esteri?
    Poi pure a compagnie estere e ultimamente cinesi dove in Cina nascondono la reale identità dei nuovi proprietari che guarda un po’ possono pure essere italioti?

  5. DAVIDE CROCIATI Rispondi

    1 agosto 2017 at 16:31

    AL LIBERALISMO DI OCONE PREFERISCO QUELLO DI ROBERTO VIVARELLI (si legga il bellissimo ”Italia 1861” edizioni il Mulino) : IL CONCETTO DI PATRIA E’ UN CONCETTO DEL NAZIONALISMO QUINDI DIVERSO DAL LIBERALISMO. INVITO OCONE A STUDIARE MEGLIO O A NON ESSERE IDEOLOGICAMENTE ORIENTATO.

    Il Risorgimento ci ha lasciato in eredità ”due concetti di nazione: la nazione di Mazzini e la nazione di Cavour. Da un lato una realtà ideale che vedeva nella nazione una comunità di credenti uniti dalla religione della patria; dall’altra una realtà concreta , che vedeva nella nazione una comunità di persone libere, unite dal rispetto reciproco.” Purtroppo ha prevalso (con Crispi, Giolitti, Mussolini, la parentesi del nulla a guida Dc, poi Berlusconi) sino ai giorni nostri la nazione di Mazzini.

  6. aurelio Rispondi

    1 agosto 2017 at 20:42

    A Macron interessa una mazza di noi,vuole solo rafforzare l’asse con la tedesca,essere il primo della classe nelle trattazioni estere ,quelle dei guai da loro incentivate….chissà magari vuole comprare l’Eni.Presto lo faranno sbattere come tutti quelli pur bravi che non hanno strutturazione a sostegno.

  7. ultima spiaggia Rispondi

    1 agosto 2017 at 22:24

    Ecco alcuni fatti d’una normale giornata di follia italiana:

    – Niente sanzioni, solo controlli. Il governo cede sulle Ong
    Nessun provvedimento per chi non ha firmato il codice di condotta. E l’Ue ammette: “Vale sempre la legge internazionale”
    Tanto rumore per nulla. Le regole del Viminale sulle Ong sono praticamente carta straccia.
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/niente-sanzioni-solo-controlli-governo-cede-sulle-ong-1427085.html

    – Spari contro l’accoltellatore Gli agenti rischiano l’indagine
    Il pm torchia i carabinieri. Due giorni fa fermarono a Siena l’ivoriano che ferì l’autista. Il Sap: basta, intervenga il Csm
    Potrebbero essere indagati i due carabinieri che, lo scorso 29 luglio, hanno sparato alle gambe dell’ivoriano di 19 anni che a Monteriggioni, in provincia di Siena, ha accoltellato l’autista di un autobus dopo che era scoppiata una lite.
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/spari-contro-laccoltellatore-agenti-rischiano-lindagine-1426708.html

    – Parla il “poliziotto coraggio”: “Vi racconto la mia verità sull’immigrazione”
    Daniele Contucci, l’agente divenuto famoso per aver denunciato tra i primi il malaffare ed il business che si celano dietro all’immigrazione, si sfoga in un libro: “Dalla passione alla rabbia”
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/parla-poliziotto-coraggio-vi-racconto-mia-verit-1426809.html

    – Milano, violenza sessuale su due bimbe: arrestato muratore egiziano
    L’uomo stava facendo i lavori di ristrutturazione in casa. Aveva precedenti sempre per stupro
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/milano-violenza-sessuale-su-due-bimbe-arrestato-muratore-1426910.html

    – Il Senato ferma i grillini sui vitalizi.
    Dem contrari alla procedura d’urgenza. E i grillini: “Buffoni e voltagabbana”
    Era arrivato con 348 sì e soltanto 17 voti contrari (28 gli astenuti) il via libera della Camera dei deputati sulla proposta di legge che riguarda i vitalizi.
    il Senato stoppa il provvedimento proposto dai 5Stelle
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/senato-ferma-i-grillini-sui-vitalizi-pd-smascherato-bluff-1427060.html

    – Si masturba vicino a ragazza: per il giudice non è violenza
    Perché scatti una condanna per violenza sessuale deve essere abbastanza evidente il contatto fisico. E così il ragazzo non finisce dentro
    È questo il giudizio che il giudice Alessandra Cecchelli ha espresso respingendo la richiesta da pare del pm Andrea Paladino di una misura detentiva per un ragazzo di origini marocchine di 27 anni filmato dalle telecamere di sicureza di un pullman mentre si masturbava davanti ad una ragazza.
    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/si-masturba-vicino-ragazza-giudice-non-violenza-1427159.html

    – Dai soccorsi ai centri di accoglienza La nuova mafia «nera» lucra sui profughi
    La cupola nigeriana pericolosa come i clan italiani. Roberti: «Fa paura»
    «Lo sapete che abbiamo una comunità criminale nigeriana in Italia che fa paura?». È stato il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti a lanciare l’allarme in una recente audizione alla Camera di fronte al comitato Schengen.
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/dai-soccorsi-ai-centri-accoglienza-nuova-mafia-nera-lucra-1426706.html

    Come ha detto Feltri, “siamo pieni di coglioni, ma ci mancano le palle”.
    Viva il conte Geltiglioni! Viva l’itaGlia! Viva i coglioni!

  8. Milton Rispondi

    2 agosto 2017 at 11:09

    Grandissimi complimenti al grande Prof. Ocone.

    Articolo da incorniciare che provvedo immediatamente a salvare in un mio archivio.
    Il disastro italiano trae origine dal mancato ascolto e dai mancati riconoscimenti ad analisti come Ocone, Lottieri, ed altri misconosciuti anche da questo blog.

    Grazie Professore.

  9. adriano Rispondi

    2 agosto 2017 at 13:08

    Bene.Fa piacere constatare che il fenomeno piace a destra,sinistra,sopra e sotto.Non sorprende perché fa parte del sistema che unisce tutti,meno uno,contro quei popoli birichini che pretendono di essere sovrani.Temerari.La situazione è divertente.Sono curioso di vedere cosa succederà alle prossime elezioni,se le loro maestà consentiranno che ci siano.Naturalmente.

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