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Allora vogliamo “l’apologia di comunismo”

Combattere le idee totalitarie con i reati d'opinione è un controsenso. Ma se vogliamo stare al gioco del Pd, perché in queste proposte non viene mai menzionato il regime più sanguinario del '900? Perché certe dittature sono sempre, inesorabilmente, meno dittature di altre?

sinistraLo dichiaro subito: non ritengo la legge un mezzo adatto per prevenire le derive autoritarie. Esistono altri mezzi, istituzionali e culturali, per prevenire gli estremismi. I reati d’opinione non dovrebbero esistere.

Tuttavia, merita un commento la legge proposta dall’onorevole Fiano del Pd che mira ad introdurre un reato contro la propaganda fascista e nazifascista a seguito di alcune scritte e gesti inneggianti al fascismo in una spiaggia. La proposta dice molto sulla cultura del Paese per cui il rischio di “deriva autoritaria”, sia per Berlusconi o per Grillo, è sempre dietro l’angolo. Sempre, tranne quando al governo c’è il Partito Democratico. Il pericolo è ovviamente sempre “fascista” e “nazista”, mentre mai viene menzionato il regime autoritario più sanguinario di ogni altro: il comunismo, nella variante sovietica o cinese che si preferisca. Molti oppongono che ciò accada perché l’Italia è stata la culla del fascismo e, di conseguenza, il riflesso antifascista è più forte. Inoltre, il Pci è stato tra i partiti fondatori della nuova Costituzione repubblicana. Questo ragionamento seppur vero, tuttavia, non pare giustificato nel presente: il Pci è oramai storia da venticinque anni, il Muro è crollato, il fascismo è stato sconfitto nel 1945. La divaricazione e la disparità di trattamento tra regimi totalitari non sembra aver più senso.

Veniamo all’oggi. Non sono forse egualmente pericolosi i simpatizzanti fascisti e i centri sociali d’ispirazione marxista pronti a devastare le nostre città ad ogni occasione buona? O che distribuiscono Lotta Comunista fuori le scuole ed università? Quale sarebbe il “diverso pericolo” tra i vessilli fascisti e quelli stalinisti-cheguevariani? Perché in una legge per prevenire gli estremismi la propaganda deve essere sempre e solo fascista e, addirittura, nazista ma mai comunista?

A questa domanda chi pone la necessità di una ulteriore legge contro l’apologia fascista non risponde. Perché non può rispondere in quanto l’intera storia della prima Repubblica è stata una giustificazione continua del diritto all’esistenza un partito che, certo accettava le regole democratiche, ma serviva un interesse straniero. Lo serviva mentre le sue idee colonizzavano scuole, università, teatri, cooperative, istituzioni e via dicendo. In Italia, per fortuna, il comunismo come regime non c’è stato o meglio è esistito sotto altre spoglie e digerendo la democrazia. E, non a caso, il blocco occidentale si era premunito se fosse arrivato il momento in cui la conventio ad excludendum del Pci dal potere non resistesse, attraverso una rete militare sotterranea pronta ad intervenire. Questa istituzionalizzazione forzata del Pci, relegato all’opposizione, è stata pagata amaramente a livello culturale. Un prezzo, quello del Comunismo come ideologia e regime diverso (e migliore) dalle altre ideologie e regimi totalitari, che ancora oggi si continua a scontare seppur in riflessi quasi ridicoli come quelli della proposta in discussione.

Questo regime di “specialità” del comunismo non è ancora stato superato dai parlamentari della Repubblica della sinistra italiana, sempre pronti ad agitare lo spettro del fascismo e a riempire i codici di reati d’opinione. Così creando un doppio danno: reati simili e di fatto quasi mai perseguibili e diseducazione rispetto alle esperienze storiche dei totalitarismi. Perché per i vari Fiano del momento “tutte le dittature sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre.”

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di on 11 luglio 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a Allora vogliamo “l’apologia di comunismo”

  1. GEOMETRA 67 Rispondi

    10 luglio 2017 at 18:04

    Ma caro Castellani non crederà mica che i comunisti che oggi si sono iscritti al Partito Democratico siano cambiati da quando erano P.C.I.?Loro si credono sempre il sale della terra e quindi avevano ragione prima e anche adesso! Prenda il grande giornalista-scrittore di sinistra Pansa che con grande onestà ha descritto le porcherie (uguali a quelle nazifasciste) perpetrate dai partigiani rossi.E’stato subito ostracizzato e condannato come eretico e boicottato in ogni sede.Mi creda non è una questione di leggi ma di neuroni!!

    • Cat zu Felics Rispondi

      11 luglio 2017 at 13:29

      «E’stato subito ostracizzato e condannato come eretico e boicottato in ogni sede.»

      Così ostracizzato che in quel periodo era spessissimo in televisione, mentre prima che io mi ricordi lo chiamavano molto raramente.
      I suoi libri erano ultrapubblicizzati ed esposti in evidenza nelle librerie.
      Negli anni successivi ha continuato ad avere una rubrica fissa su l’Espresso fino al 2008, quando è passato al giornaletto piddino “Il Riformista”.
      Poi ha transitato in varia stampa destrorsa.
      Sia chiaro, non sto tacciando Pansa di essere un opportunista, né sputare in toto sul suo lavoro.

      Ma tutto questo vittimismo ve lo potete anche evitare…

  2. aquilone Rispondi

    11 luglio 2017 at 09:02

    Beh, la ragione sta nelle radici. Il comunismo (con l’aiuto fondamentale americano) vinse la guerra. Il fascismo la perse. Il comunismo ebbe quindi la possibilità d’insediarsi ovunque prevaricando ogni cosa. Se gli americani a quei tempi si fossero fatti gli affari propri, oggi vedremmo tutt’altro film. Ma probabilissimamente, non è che vedremmo un film migliore

  3. Luca Rispondi

    11 luglio 2017 at 09:26

    Grossolanità da spiaggia .Se indossassi una maglietta inneggiante a posizioni o culture terroristiche o di partecipi a governi assassini mi darebbero qualche annetto?.Che si voglia colpire la destra in crescita? Magari ma dopo la legge Scelba e gli aggiornamenti della Mancino che senso ha questo se non lo sfogo di chi ancora soffre per aver visti assassinati i propri cari,cosa dalla quale non uscirà’ con una norma aggiuntiva a quanto già esiste.Forse ragionare sulla nosra istruzione e cultura possibile aiuterebbe.

  4. Linberto Vincenzi Rispondi

    11 luglio 2017 at 11:10

    L’apologia del comunismo per me risale al 1945

  5. ultima spiaggia Rispondi

    11 luglio 2017 at 12:28

    Che siamo un popolo di coglioni lo disse Winston Churchill dopo la caduta del fascismo e il tragicomico “armistizio”, prendendoci per il culo: «BIZZARRO POPOLO, GLI ITALIANI. UN GIORNO, 45 MILIONI DI FASCISTI. IL GIORNO DOPO, 45 MILIONI DI ANTIFASCISTI E DI PARTIGIANI. EPPURE QUESTI 90 MILIONI DI ITALIANI NON RISULTANO, DAI CENSIMENTI.»
    Dopo settant’anni fallimentari di Repubblica parlamentare all’italiana, la frase di Churchill dovrebbe come minime farci riflettere.

  6. Emilia Rispondi

    11 luglio 2017 at 12:38

    Se Fiano propone una legge contro la propaganda fascista è perché gli ex comunisti – che poi ex non sono – hanno paura. Hanno tanta paura! La storia l’hanno scritta male e peggio hanno fatto nel dopoguerra formando una classe insegnante con il cervello rosso.
    Direi a Fiano: “Caro amico il tempo passa, ma che te lo dico a fare”.

    • ultima spiaggia Rispondi

      11 luglio 2017 at 16:33

      Paura del fascismo, o paura di non poter più rubare impunemente?
      Ho sempre sentito raccontare che al tempo del Duce chi perdeva un portafoglio lo ritrovava intatto.
      Da quando c’è la “democrazia”, anche se il portafoglio non lo perdi ci pensano i politici a vuotartelo, ovvero i beneficiari dei diritti acquisiti, delle pensioni d’oro, dei vitalizi, dei privilegi vari.

      • Emilia Rispondi

        12 luglio 2017 at 11:12

        Condivido.

      • Lucilla Rispondi

        17 luglio 2017 at 15:18

        Cndivido

  7. Unno Rispondi

    12 luglio 2017 at 10:21

    “Perché certe dittature sono sempre, inesorabilmente, meno dittature di altre ?” Perchè l’Italia è il Paese più comunista d’Europa e uno dei più comunisti del mondo Occidentale. Siamo un Pese democratico a chiacchiere, ma sostanzialmente siamo un Paese che ancora è fortemente filomarxista. Basta vedere i casi di ribaltoni politici (praticamente dei golpe), la politica del Papa e dei suoi cardinali che tanto effetto hanno sul popolo italiano. Quindi è normale che una dittatura sia cattiva e l’altra buona in un popolo schierato a sinistra.

  8. adriano Rispondi

    14 luglio 2017 at 13:23

    La Palice.Le leggi le fa il parlamento.Occorre vincere le elezioni ,una assemblea e un presidente che parlino la stessa lingua.Fino ad allora sono tutte piacevoli chiacchiere.Purtroppo siamo ai nastri di partenza e qualcuno che guarda perfino indietro.

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