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A Ferrara (si) fa largo il barbiere anti-rom

Nicola LodiCombattivo, intraprendente, instancabile. Sempre pronto ad ascoltare i problemi dei cittadini della sua Ferrara. Nicola Lodi, per tutti ormai diventato ‘Naomo’, è un barbiere prestato alla politica, ma come tiene a sottolineare lui, ‘politica della concretezza’. Da due anni e mezzo ormai, è stato designato come responsabile della sicurezza e dell’immigrazione della Lega, prima per la città estense poi per tutta la regione Emilia Romagna. Nella conversazione con L’Intraprendente, ha voluto ripercorrere le tappe di un percorso fatto di battaglie politiche, conquiste e critiche.

Nicola, da quanto tempo milita nella Lega?

«Sono sempre stato un simpatizzante. Ho iniziato a muovere i miei primi passi, attraverso iniziative concrete, circa due anni e mezzo fa».

In questi due anni ha condotto tante battaglie, però forse quella che ha avuto più risvolto mediatico è stata quella delle barricate a Gorino. È stata, tra le diverse contestazioni, comunque una vittoria?

«È stata una grandissima vittoria. Non solo per quanto riguarda l’ampio spazio che ha avuto sui media locali e nazionali, ma soprattutto perché è stata una battaglia per l’identità. I cittadini di quel paesino, si sono battuti strenuamente, per difendere i propri valori identitari».

Dal Palaspecchi al quartiere ‘Giardino’. Vittorie per la Lega, o per lei?

«Purtroppo, per risolvere certe problematiche, ci vuole ancora tempo. Le forze dell’ordine fanno un lavoro egregio, ma le unità presenti sul territorio non sono sufficienti. Io credo ci sia bisogno dell’esercito, per garantire una maggior tutela ai residenti di quelle zone. Il Palazzo degli Spechi (struttura fatiscente nell’immediata periferia cittadina), rappresenta una battaglia contro i rapporti fra lo Stato e la mafia. Non solo. Ma è stata una battaglia contro le occupazioni abusive, spesso funzionali a coprire criminali in fuga. L’amministrazione comunale, a guida PD, ha deciso di muoversi solo dopo le nostre iniziative, in particolare dopo lo ‘sgombero-show’. Per quanto riguarda il quartiere giardino, la situazione è ancora precaria. La gente è esasperata. Ci sono quotidianamente risse e scontri fra le varie bande, di etnie differenti, per il controllo del territorio, che hanno fatto in modo che quella zona, una volta molto rinomata, sia diventata pericolosa. Queste non sono vittorie della Lega, ne tantomeno mie. Sono vittorie per la città e la sua popolazione. Ma il punto è un altro».

Cioè…

«Già da diverso tempo noi denunciamo una situazione di grave difficoltà, ma per anni non siamo stati ascoltati. Anzi, se si parlava di immigrazione, o meglio se si proponevano soluzioni per fronteggiare la difficile gestione dell’emergenza migranti, si veniva tacciati, dal PD, di razzismo. Ora, che anche loro si sono svegliati e iniziano a capire che la situazione è insostenibile, dicono esattamente le stesse cose che diciamo noi».

Veniamo alle iniziative più recenti. In un mese, siete riusciti a rimpatriare due persone di etnia Rom, che erano considerati elementi di disturbo a Ferrara. Come avete fatto?

«Dudù e Tatiana (i soprannomi dei rom, Florea Durac e Tanta Topor), avevano diversi precedenti penali. Il primo addirittura era accusato di omicidio, e la seconda di violenze sessuali sui minori. Sentendo le ripetute lamentele dei cittadini, ci siamo attivati e abbiamo iniziato le pratiche per rimpatriarli. Le risposte però, da parte delle istituzioni, sembravano non arrivare. Abbiamo quindi deciso di agire da soli, con il sostegno dei cittadini. A Dudù abbiamo pagato un biglietto del pullman per arrivare in Romania, mentre per Tatiana, le procedure sono state più complesse. Abbiamo dovuto rivolgerci al consolato per richiedere i documenti e abbiamo dovuto pagarle il biglietto e accompagnarla a Bucarest, dalla famiglia. Per lei, abbiamo speso 780 euro, solo per biglietti, trasporti vari e documenti. Tutto ciò è stato reso possibile grazie ad un risposta tanto concreta quanto rapida della cittadinanza. Ho raccolto i soldi nel mio negozio, e c’era la fila fino a fuori dalla porta. Addirittura è arrivato un bonifico di un ferrarese che lavora a Londra. Anche le persone che non hanno un impiego, disoccupati o in cassa integrazione, hanno deciso di contribuire al rimpatrio».

Quindi il cosiddetto ‘metodo Naomo’ funziona?

«Funziona, ed è stato preso come esempio a livello nazionale».

Propositi per il futuro politico?

«Il mio sogno non è la poltrona. Io come ho detto, mi baso sui fatti. Tant’è che ho attivato uno sportello di ascolto per i cittadini che hanno difficolta, e la cosa bella è che si rivolgono a me anche degli elettori di sinistra. Per me la battaglia da vincere è quella di scardinare un sistema che ruota tutto attorno al PD. Dalle cooperative al mondo associativo. L’unica carica che mi piacerebbe avere, sarebbe quella di assessore alla sicurezza».

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di on 10 luglio 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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