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Il D-Day è sempre

Settantatre anni fa gli Alleati sbarcavano in Normandia per dare il colpo decisivo al Reich nazista. A Omaha Beach è una carneficina: cinquemila ragazzi americani lasciano la vita su quella spiaggia. Questo video è dedicato a loro, perché senza di loro non saremmo liberi, non saremmo noi...

È la notte del 5 giugno 1944, ed è ufficialmente partita l’operazione anfibia più imponente della storia dell’uomo. Nome in codice: Overlord.  Cinquemilatrecento piroscafi, protetti da settecento navi da guerra e da tredicimila aeroplani, attraversano la Manica trasportando centocinquantamila uomini. È il contingente alleato che deve sbarcare sulle spiagge della Normandia, aprire il “secondo fronte” in Europa e assestare il colpo decisivo al Reich nazista. Fin da mezzanotte, l’aviazione alleata bombarda a tappeto le batterie di difesa tedesche. Ventimila paracadutisti vengono catapultati dietro le linee nemiche. Alle sei e mezza del 6 giugno, inizia l’assalto di terra. Le truppe anglo-canadesi sbarcano nelle spiagge ribattezzate Gold, Juno e Sword. Gli americani a Utah Beach e Omaha Beach. È su quest’ultima che va in scena il massacro: per una serie di errori e sfortune, le batterie tedesche non sono state minimamente intaccate, a differenza che negli altri settori. Le prime tre ondate di fanti americani vengono falciate dalla mitraglia nemica. Fino a mezzogiorno inoltrato, gli americani rimangono inchiodati in pochi metri di spiaggia, totalmente esposti al fuoco. Solo l’imponente schieramento di uomini e mezzi, e alcuni episodi di eroismo (come quello dei Rangers che danno l’assalto alla parete scoscesa della Point du Hoc) riescono a ribaltare la situazione. Sulla spiaggia che da allora si chiama “Bloody Omaha“, la Sanguinosa Omaha, quel giorno muoiono quasi cinquemila ragazzi americani. Oggi, li trovate nel cimitero di Colleville-sur-Mer, 9386 croci bianche, contando anche i commilitoni morti nei giorni successivi. È il cimitero dove trovate anche la libertà dell’Europa, spesso umiliata e offesa, o peggio data per scontata, ma tutt’oggi innegabile, la nostra libertà di scegliere, d’immaginare e disilluderci e di ricominciare, di vivere.

Questo video, che dà solo una parziale idea di cosa sono stati lo sbarco e l’inferno di Omaha Beach, è dedicato a loro, a quei ventenni che non sapevano nemmeno collocare Parigi o Milano sulla carta geografica, e che il 6 giugno 1944 hanno lasciato i loro vent’anni su quella spiaggia perché Parigi, Milano, tutti noi fossimo liberi. L’inferno, nelle parole di un sopravvissuto sbarcato con la Prima Divisione Americana, era così: «Nella mia unità eravamo sessanta. Alla fine della spiaggia arrivammo in sei. Solo sei. È tutto». Sì, è davvero tutto, il resto conta nulla, e senza di voi non ci sarebbe stato. Thank you so much, e nessuno si permetta di dimenticarvi. 

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di on 5 giugno 2017. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

20 commenti a Il D-Day è sempre

  1. Sergio Andreani Rispondi

    6 giugno 2015 at 06:55

    Dato che gli ammerigani occupano il nostro Paese oramai da 70 anni , non sarebbe bello che se ne andassero fuori dai co@@@@ni ???

    • Corrado Rispondi

      6 giugno 2015 at 16:01

      Caro Andreani, a volte penso che un vero “fascista” avrebbe dovuto ripetere le gesta eroiche dei suoi padri, vent’ anni prima e ricacciare AH con i suoi compagni neri e rossi, Ribbentrop e Molotov nel “buco merdoso da cui erano usciti”!!! Io sono convinto che ce l’ avremmo fatta e almeno dovevamo tentare.

      Com’ è che dicono? Memento audere semper, però … certe cazzate si pagano care, e meno male che erano solo quei cattivoni a stelle e strisce, potevano essere quelli con una stella sola e le strisce le potavamo noi, non Le pare?

      c

    • Dario Rispondi

      6 giugno 2015 at 16:51

      Fosse per me in Europa ci starebbero anche per sempre, anche quando le nostre anime riavranno il loro corpo dopo il giudizio universale.

      • Corrado Rispondi

        6 giugno 2015 at 18:44

        Ammazza, Dario, messianismo americanista :)) ! Salute!

        c

    • gl lombardi-cerri Rispondi

      8 giugno 2015 at 07:37

      Per fare le imbecillaggini che stiamo facendo , ed i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, solo in misura maggiore ?

    • Alfonso Rispondi

      6 giugno 2016 at 08:40

      MetteTi il cuore in pace, non andranno via nemmeno dopo il giudizio universale.

    • Lisa Rispondi

      10 giugno 2017 at 15:26

      E’ a causa di gente come lei che l’Europa fa schifo.

  2. Lorenzo Rispondi

    6 giugno 2015 at 09:26

    Inusuale ma interessante.Spesso dimentichiamo,i giovani non sanno o viene raccontata una storia distorta.questo è anche un bel modo di fare giornalismo,raccontare la storia che ci ha permesso non parlare tedesco,anche se siamo ancora succubi loro,e soprattutto quante vite e’ costato poter vivere liberi.Senza quei sacrifici enormi saremmo altri alla mercé di pazzi assassini.Bravi!

  3. Arcroyal Rispondi

    6 giugno 2015 at 10:06

    Se l’Europa avesse ancora un minimo di coscienza storica, fisserebbe nel 6 giugno la propria festa continentale. I 70 anni che seguirono lo sbarco sulle coste della Normandia, sono stati un’era di libertà, di progresso, di benessere senza uguali nella storia mondiale. Non sono i trattati, le comunità, le unioni che gli europei si sono dati ad aver garantito quest’epoca eccezionale. La propaganda sparsa a piene mani dai burocrati di Bruxelles e dai loro corifei nazionali vuole farci credere che fu la lungimiranza degli europeisti ad assicurarci la pace e la ricchezza di cui ancora oggi godiamo.

    No, non è vero. Fu il sangue versato da ragazzi che arrivavano dal Texas e dall’Oklahoma, dal Galles e dallo Yorkshire a salvarci dal nazismo e dal comunismo, dalla guerra, dalla miseria, dalla fame. Fu il Patto sancito allora tra le due sponde dell’Atlantico ad impedire la dissoluzione della Civiltà Occidentale, l’unica degna di questo nome. Credo di non esagerare se dico che davvero ciascuno di noi ha un debito enorme nei confronti di chi quel giorno tra le esplosioni e i colpi di mitragliatrice si arrampicò su dalle spiagge della Normandia e sparando si aprì la strada fino a Berlino.

    L’Intraprendente sarà un piccolo giornale online – di nicchia, direbbero gli esperti – ma ha un senso per le cose importanti che non si trova da altre parti. Se uno va a guardarsi il Corriere e Repubblica e La Stampa trova invece il mesto rimpianto per la morte di Tareq Aziz, il Ribbentrop di Saddam Hussein, un assassino molto amato in Vaticano. Beh, che qui oggi si ricordino con riconoscenza i padri e i nonni di chi ha fatto marcire in galera il compianto Tareq, è una gran bella cosa.

    • Dario Nordista Rispondi

      6 giugno 2017 at 09:07

      Perfetto!

  4. adriano Rispondi

    6 giugno 2015 at 10:11

    Giusto ma qualcuno ha dimenticato presto,facendo finta di essersi liberato da sè.Il tempo passa e le cose cambiano ma la storia no e ogni tanto si fa bene a ricordarlo.

  5. cristiano Rispondi

    6 giugno 2015 at 17:16

    ora ci pensano i progressisti sinistroidi a farci invadere da masse di disperati .siano maledetti i radical-chic e i pseudo-comunisti italioti del “volemose bbbene”.falsi e ipocriti.

  6. kkkorione Rispondi

    6 giugno 2015 at 18:29

    piantala di scimmiottare scopiazzando a destra e a manca Maroni!torelli sei proprio un tarel!

    • Corrado Rispondi

      6 giugno 2015 at 18:49

      :)) il problema dei maroni è che sono sempre almeno due :))

      Chiedo scusa per l’ intromissione, ma a mi el Maroni el suporti minga, el me inversa el piloro.

      c

  7. Fabio Rispondi

    8 giugno 2015 at 01:00

    Forever God Bless America

  8. CLAUDIO ASCOLTI Rispondi

    6 giugno 2017 at 13:03

    Ho 74 anni. Sono stato a dicembre al Cimitero Americano sulla costa Normanna.Ho visto. Ho rivissuto. Ho taciuto. Andateci. Rifletterete.
    Imparerete.
    Condivido Arcroyal che qui scrive.
    Dovremmo noi Italiani avere il dovere di rifarci alle origini della democrazia, di evitare le polemiche di cui è portatrice la pseudo.democrazia che riempie i giornali (non l’Indipendente),le televisioni,le scuole…
    Avremmo anche il dovere di essere più seri,più interiormente puliti.
    70 li ho passati,ancora dovrò aspettare, ancora dovremo aspettare?

  9. Menordo Rispondi

    7 giugno 2017 at 19:44

    Un bell’articolo che tiene conto realmente di quanto gli Americani abbiano fatto per dare libertà all’Europa. Purtroppo il tempo non è affatto galantuomo in un Paese dove la riconoscenza è un sentimento inesistente per un popolo che oltre a darci la libertà e la democrazia che malamente esercitiamo ci ha fatto risorgere dalle macerie (vedi il Piano Marshall).
    Di certo gli Italiani così tanto Antiamericani avrebbero meritato la sferza del Comunismo esercitato dall’Unione Sovietica che ha schiacciato e mortifcato Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, ecc. Ecco, noi avremmo dovuto fare quella fine lì. E oggi non ci sarebbe un solo Antiamericano in Italia.

  10. adriano Rispondi

    8 giugno 2017 at 13:05

    Considerazioni da condividere.Ovviamente.Anche se “parziali”,nel senso del cortile di casa.L’America non contribuì solo a battere il nazismo tedesco,pericoloso,e il fascismo italiano,ridicolo.Battaglie forse più feroci e sanguinarie furono quelle con i fanatici del Pacifico.Anche quelle andrebbero ricordate.L’America dopo garantì a noi la libertà e cercò di farlo con altri.Con alterne fortune.La pace fra le potenze egemoni è garantita dalla bomba,in assenza di un pazzo criminale conclamato a capo di una di esse.Rimangono le guerre locali e quelle per procura.Questo esula dal contesto celebrativo ma ci riporta ai giorni nostri.La storia si ripete ed il nero avanza di nuovo.Allora non ci furono problemi ad individuare il nemico ed a cercare di batterlo con tutti coloro che lo ritenevano tale,senza distinzioni pregiudiziali.Oggi non è così ed è tutto più difficile.Se è giusto ricordare il passato lo è altrettanto cercare di utilizzarlo per avere un futuro.

  11. Padano Rispondi

    12 giugno 2017 at 11:06

    Neanche una parola su questo primo turno di amministrative?

  12. CLAUDIO ASCOLTI Rispondi

    13 giugno 2017 at 09:00

    Chiedo scusa: nella fretta ho postato “L’indipendente” invece che
    “L’Intraprendente”. Le scuse vanno ai lettori, per doveroso rispetto, ma soprattutto ai Redattori che sempre si sforzano di fabbricare un giornale, non di nicchia , come si dice, ma evidente e serio contributo alla equilibrata informazione. Grazie.
    Ascolti, Brescia

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