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Gloria e Marco, italiani di serie B

Lo stato italiano ha ucciso i nostri ragazzi. Non ci sono altre riflessioni da fare se non quelle che, ancora una volta, debbano suonare come chiari atti di accusa verso una Repubblica, sempre più votata all’assistenzialismo agli stranieri che non alla protezione dei suoi figli. Gloria Trevisan e Marco Gottardi, entrambi architetti, entrambi laureati col massimo dei voti, durante la loro giovane vita, non hanno avuto alcuna porta aperta a casa loro, in quanto figli di quel Dio minore che ha da sempre poca compassione per l’italianità. Costretti a scappare, come tanti altri talenti svalutati, stretti e costretti in una morsa di immobilismo statale, di razzismo al contrario e di politiche lavorative e sociali che tutto istigano, tranne che il rimanere sul suolo natio, scelsero Londra per morire.

figliL’Inghilterra terra di nuove prospettive per questi giovani talentuosi, è stata l’unica ad offrire loro una chance di vita dignitosa. Lo ha fatto offrendo loro un lavoro non sottopagato, la possibilità di emergere professionalmente – senza vedersi sorpassati da persone meno talentuose ma più paraculate; lo ha fatto come la madre adottiva amorevole, al posto della matrigna, non offrendo loro il classico tozzo di pane e la precarietà concessa ai figli di oggi. La parabola di questa amarissima storia è davanti agli occhi di tutti: la morte dei due giovani, dei nostri figli più meritevoli che non si accontentano di una vita miserabile, dopo essersi laureati cum laude e che muoiono come topi incastrati da un destino beffardo e italiota. Gloria e Marco sarebbero restati, se l’Italia avesse offerto loro una speranza di vita; invece le loro vite ed i loro sogni sono morti lì, bruciati e devastati dal rogo dantesco della Grenfell Tower. Sempiterni figli rinnegati di uno stato sempre più straniero e meno italiano.

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di on 17 giugno 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Gloria e Marco, italiani di serie B

  1. Michele Setnikar Rispondi

    19 giugno 2017 at 08:46

    Scusate, ma credo che sarebbe opportuno rispettare realmente e non solo formalmente le persone e in particolare i due ragazzi morti.

    Vorrei sapere come sia possibile dire siano andati a Londra “Costretti a scappare” e non per scelta.
    Come sia possibile dire la loro non sia stata una decisione finalizzata a completare la propria formazione con un periodo di lavoro all’estero, o magari abbiano deciso in piena libertà di pianificare la propria vita a Londra semplicemente perché Londra era per loro un bel posto in cui vivere.

    Quindi, si abbia rispetto, la si smetta di abusare di loro per dimostrare tesi.

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