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Pasticcium all’italiana

In Italia funziona così: prima si stabilisce chi deve vincere, chi deve perdere, e si assegnano le relative posizioni. Poi si va al voto sicuri che gli elettori voteranno secondo i marchingegni della legge elettorale studiata all'occorrenza. Il che è un po' diverso dal popolo che sceglie liberamente i suoi rappresentanti...

votoEvviva! Si dà mano (o, almeno, pare) alla legge elettorale. Così gli italiani potranno andare a votare. Non dirò “a scegliere i loro rappresentanti”. Perché non si devono dire le bugie. La legge elettorale prossima ventura non consentirà di scegliere nemmeno un commesso di Montecitorio. I cosiddetti “rappresentanti del Popolo” non li sceglierà, salvo imprevedibili incidenti, il Popolo. E nemmeno i partiti, ma i proprietari di sigle. L’unico partito esistente, il Pd, sostiene che le sue scelte le ha già fatte con quelle cosiddette “primarie” (nome che ha più a che vedere con le scuole elementari che con le votazioni di selezione dei candidati all’interno dei partiti negli Stati Uniti). Ma lasciamo perdere. Nessuno pretenderà che in questo Paese si faccia sul serio addirittura la Democrazia.

Dunque nei prossimi giorni e mesi (se tutto va bene) gli esponenti della nostra classe politica, i rappresentanti dei partiti esistenti e di quelli immaginari, con alla mano i risultati dei sondaggi sulle intenzioni di voto e manuali di algebra, stabiliranno chi deve vincere le elezioni e chi le deve perdere e come cercare di far contenti tutti e “contenti e cojonati” gli elettori. Perché oramai in Italia il risultato elettorale consiste in questo: a quello che meglio azzecca il sondaggio più esatto e l’arzigogolo pseudoelettorale ed il calcolo meno sballato (ma, al dunque, tutti sanno “far di conto”) daranno maggioranze, opposizioni, formule di governo e presidenze varie. È un nuovo tipo di democrazia: a risultato anticipato e garantito. Prima si stabilisce chi deve vincere e chi deve perdere (meglio se con una certa ambiguità) poi si va a votare con fede sul buon senso degli italiani che deve portarli a dare i voti secondo i marchingegni della legge elettorale. Tatarellum, Mattarellum, Italicum, Porcellum. Si fa anche della filologia latino-maccheronica. Già: maccheroni, ma più esatto e puntuale è parlare di “pasticcio”. La prossimo legge elettorale la chiameremo “pasticcium”.

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di on 11 maggio 2017. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a Pasticcium all’italiana

  1. Emilia Rispondi

    11 maggio 2017 at 19:36

    In sintesi: siamo in dittatura. Ma questa è quella peggiore, o meglio la più subdola. In pratica non puoi uccidere il dittatore perché non si vede, è mimetizzato tra figuri di ogni tipo. E’ opaca e ti sottomette a mo di tortura cinese.
    Quando la smettiamo di farci bastonare non è mai troppo tardi.
    Poi parlano di fascismo. Ma che vadano tutti a farsi f…

  2. Luca Rispondi

    12 maggio 2017 at 08:50

    Verissimo in questo paese la democrazia è una favoletta da troppi anni,accettiamo l’idea di non aver più potere di voto se non in qualche modesta amministrazione locale,il resto è commedia ,una tristezza enorme tra partiti padronali e ideologie dimenticate o usate ad arte per tenere buone seggiole a mestieranti della politica senza lavoro altro.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    12 maggio 2017 at 09:18

    E chi l’ha detto che in Italia c’è la democrazia? “Liberi cittadini d’uno Stato libero” non è scritto da nessuna parte. La Costituzione prevede invece che “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.
    L’unica cosa che i politici hanno cambiato è stata la Legge 9 agosto 1948, n. 1102, che determinava l’indennità spettante ai membri del Parlamento e vietava il cumulo di emolumenti aggiuntivi e privilegi vari.
    Se non si esce da questo sistema truffaldino, chiunque governerà sarà sempre un potenziale lestofante… a norma di legge.

  4. adriano Rispondi

    12 maggio 2017 at 10:08

    Ho appena letto la cosiddetta proposta.”Soglia di sbarramento al 3%…”.Risata fragorosa e sono passato ad altro.Fa il paio con chi dice di essere contrario al maggioritario.”Noto in te una insopportabile mancanza di fede”,diceva Darth Vader.I cittadini sono liberi in cabina,per ora.Rinunciare ad avere fiducia nella scelta porta al suicidio.No,non è così.Se il 66% per cento vota UE non è per sconfiggere un fascismo che non c’è ma perché ha interesse a farlo.Per ora.

  5. GEOMETRA 67 Rispondi

    12 maggio 2017 at 11:10

    Che ogni partito cerchi di modellare la legge elettorale alla sua convenienza è comprensibile.E’ scandaloso invece che dopo essere stati eletti gli “onorevoli” possano tranquillamente cambiare casacca!

  6. Milton Rispondi

    12 maggio 2017 at 18:09

    Il grande esperto Mellini scrive delle verità arcinote. Sono almeno 40 anni che pur con diverse leggi elettorali almeno il 90% degli eletti si conoscono alla presentazione delle liste. Già nella prima repubblica ricordo le liste del collegio Como-Sondrio-Varese: l’ordine dei candidati di ciascun partito evidenziava in anticipo i nomi degli eletti.
    A noi “popolo bue” si offrono le seguenti opzioni:
    – votare Grillo con conseguente immediato sfascio, unica condizione per una dolorosa sveglia agli italiani e successiva ipotetica rinascita.
    – votare Renzi per accontentarsi di un lento ma costante declino, in attesa e nell’illusione di miracoli dal cielo.
    – votare Berlusconi equivale a votare Renzi, con il quale è già scontata la alleanza, pur mimetizzata da proclami fantasiosi.
    – votare Meloni o Salvini sarà una testimonianza di opposizione a Renzi ed ai poteri forti che lo sostengono, ma ininfluente per mancanza di una chiara visione liberale da parte dell’ex “comunista padano” e della “statalista romana”.

    Probabilmente questi ultimi 3 cercheranno di venderci la favola di un centrodestra unito, ma sarebbe comunque una bugia resa evidente dalle assolute differenze programmatiche. E quand’anche andassero al governo (ipotesi di fantasia) litigherebbero costantemente nella loro impotenza interna ed internazionale.

    Andrà molto peggio per anni, prima (forse) di andare meglio. E dato che sono totalmente impotente ad influenzare gli eventi mi astengo dal votare tale marmaglia.

  7. aurelio Rispondi

    12 maggio 2017 at 18:12

    Ma chi era a fare leggi ad personam ?Oggi produciamo leggi ad poltronam per chi già ci sta seduto.Si ingaggino ingegneri calcolisti,futurologi ,maghi e sacerdotesse che la prebenda non mancherà…..sempre per il bene del popolo ormai incapace di capire che succede e cosa gli succede oltre l’impoverimento da suicidio.

  8. Francesco_P Rispondi

    13 maggio 2017 at 07:48

    Nel XVI secolo i destini della gente erano decisi dagli intrighi di Corte, dai matrimoni fra nobili e dagli eserciti di mercenari stranieri che venivano a rubare e vessare la povera gente chiamati dai nobili per regolare i conti fra le varie famiglie.
    Mi sa che l’Ita(g)lia, pur tutta diversa nella forma, non sia molto cambiata nella sostanza a parte che allora i monumenti e le statue le facevano il Bernini e Michelangelo, mentre oggi chiamano Fuksas e Catellan a dilapidare i nostri soldi. E al posto dei lanzichenecchi oggi i politici chiamano in Ita(g)lia delinquenti e sbandati dall’Est Europa, dal Sud America, dal Medio Oriente e dall’Africa.

  9. Menordo Rispondi

    16 maggio 2017 at 21:51

    Assolutamente vero. E l’Italia, come noto, non è (nella realtà) un Paese democratico. Molto probabilmente, per non essere presi proprio per i fondelli e quindi per un po’ di dignità personale, sarebbe più saggio andare al mare o in montagna piuttosto che perdere tempo in fila in un seggio elettorale per farsi prendere poi…. per il c**o. Meglio farlo senza il proprio consenso anziché consenzienti.

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