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Quei 100mila lucchetti per liberare il Lago di Como

La Provincia, lucchettiPuò essere rubato un lago? Sì, a Como lo hanno fatto. Nel 2008 in nome della costruzione di paratie che avrebbero dovuto prevenire l’inondazione della città, il Lungolago è stato murato, letteralmente. Da lì una serie di mancanze politiche drammatiche e trasversali, fino al blocco definitivo del cantiere datato cinque anni fa, con tanto di arresto di alcuni dirigenti comunali. Le notizie recenti vogliono la visita del presidente del Pirellone Roberto Maroni, accompagnato dall’assessore al Terriotorio in Regione Viviana Beccalossi, e la promessa che a giugno la passeggiata sarà riaperta. Nel frattempo c’è chi ha battagliato, al grido #rivogliamoilnostrolago, perché la politica trovasse una quadra per restituire uno dei patrimoni naturali più invidiati al mondo ai comaschi. La Provincia di Como, diretta da Diego Minonzio, dopo aver raccolto oltre 60mila cartoline e averle indirizzate all’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, quest’anno ha chiesto ai lettori di riempire le grate del cantiere con centomila lucchetti in plastica leggera.

Oggi il cantiere paratie è una distesa di lucchetti colorati, impossibili da non vedere, come lo sfregio che il Lago ha dovuto subire in questi anni, e difficili da non ascoltare. Un urlo ai Palazzi per troppo imbelli. Aspettando che a giorni i lavori finalmente ripartano.

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di on 3 aprile 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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