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Masochismo sindacale

Come da manuale autolesionista, proprio nei giorni del Salone del mobile (che fa l'indotto di intere aree produttive) parte lo sciopero del mezzi. Milano e il Paese non possono davvero sopportare oltre

Sciopero RomaFatto. MilanoToday ha dato la notizia, come tutti le altre testate locali: E’ stato per ora confermato lo sciopero dei mezzi indetto per mercoledì 5 aprile. La prefettura sarebbe pronta a intervenire con lo strumento della precettazione, tuttavia è lo stesso sindaco Beppe Sala a frenare e a rivendicare comunque il diritto di protesta, in una trattativa serrata che va avanti da giorni. Quali sono gli orari dello sciopero? “Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisal-Cisal, Orsa, Sama-Faisa e Cub Trasporti hanno proclamato uno sciopero di quattro ore del personale del Gruppo Atm Spa. L’agitazione in Atm è prevista dalle ore 8.45 alle ore 12.45″. Lo sciopero, per essere chiari,  c’è stato.

Dettaglio, non irrilevante. In questi giorni a Milano va in scena una cosina chiamata Salone del mobile. Una cosina che fa il fatturato di alcune regioni, di intere aree internazionali per reti create. Miliardi di euro creati senza assistenzalismo né mano statale. Niente soldi pubblici se non per singole infrastrutture, occasioni, lavoro, stipendio, indotto, vetrina mondiale per il nostro Paese e per la Locomotiva d’Italia.

Conseguenza. Immane figura di guano. Immani danni. La città s’è fermata lasciando zoppa una delle sue più alte e vitali manifestazioni, per sé, per il Canturino, per le aree produttrici di mobili, legnami, design. Per gli uffici stampa, per gli autisti, per i produttori di tessuti, di materiali plastici. Per gli addetti marketing, per i commerciali, per i pr. Paralisi totale, idiota, imperdonabile. Non è il primo anno, lo scioperone è storia nota durante gli eventi dirimenti. Si urla per avere più lavoro, più guadagno, più diritti e per ottenerli si azzoppano le manifestazioni che potrebbero portare più di tutto, insieme al benessere, funziona così non il contrario (fare un giro nei territori del grandioso socialismo e prendere appunti). L’hanno fatto fin durante Expo. E questo accadrà fin quando il Salone del mobile non sceglierà di andare altrove, a buona ragione. E chi avrà vinto? Si fanno valere così, a scapito proprio e del lavoro altrui i propri diritti? Miope visione autoreferenziale e di corto respiro, come la miseria degli scioperi fissati sempre il venerdì, così ci attacchi il fine settimana e alla fine ti fai il ponte. Una città bloccata è sempre un errore, specie se si tratta della più internazionale di un’intera nazione. Una città paralizzata durante il Salone del mobile è una bestemmia che paghiamo e pagheremo tutti.

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di on 5 aprile 2017. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

7 commenti a Masochismo sindacale

  1. Francesco_P Rispondi

    5 aprile 2017 at 17:48

    Cosa ci si può aspettare da dei comunisti incalliti?
    Non è forse un esempio di danno a tutti, imprenditori, lavoratori ed utenti, come strumento di lotta per imporre lo schiavismo e la miseria del collettivismo?

  2. aurelio Rispondi

    5 aprile 2017 at 18:23

    Ancora una prova di sindacalismo vecchio stampo che non si traduce mai in partecipazione attiva alla crescita in partecipazione e creazione possibile di utilità o ricchezza.Siamo ancora al medioevo e staremo a vedere quando i mezzi pubblici non avranno più personale.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    5 aprile 2017 at 18:56

    “Immane figura di guano” o ennesima figura di m…a?
    Ricordiamoci che siamo in Italia, mica in Svizzera!
    Come potrebbero giustificare la loro ingombrante presenza 8 sindacati, dico OTTO, se non organizzassero qualche scioperone per ammazzare il tempo?
    Non parliamo poi della classe politica, che chiamare “casta” è a dir poco riduttivo.

  4. Ernesto Rispondi

    5 aprile 2017 at 23:01

    Il sindaco comunista che aveva dimenticato di avere due case in Svizzera è soldale coi delinquenti meridionali vestiti con giacche ATM che dovrebbero star addosso a milanesi, se non esistesse in ATM un ferreo controllo meridionale delle assunzioni. Risultati sotto gli occhi di tutti.

    • Padano Rispondi

      6 aprile 2017 at 09:18

      E i padani non ne vogliono prendere coscienza…

  5. cerberus Rispondi

    6 aprile 2017 at 22:11

    Ma si,continuiamo a martellarci i maroni, anzi,a farceli martellare dai sindacati. Con il disastro economico che affossa il paese ci pensano loro,i sindacalisti,a risollevare le sorti lavorative italiote.
    Poveri illusi,sono fermi al ’77 e non se ne accorgono nemmeno. Riformare i sindacati e fare tabula rasa dei vari parassiti che li infestano è opera non rimandabile.

  6. feli Rispondi

    8 aprile 2017 at 15:18

    Perchè meravigiarci…lo sanno tutti che il 68 e i sindacati hanno rovinato l’itaglia.

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