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IL NOSTRO 25 APRILE

Va in scena l'eterno ritorno di un rito falso, tra bandiere rosse, falci, martelli e centri sociali. Noi siamo per festeggiare la libertà, e i veri liberatori. Ecco la bandiera che dovrebbe spopolare oggi

usaSotto con l’ipocrisia della Repubblica, anche oggi. Sotto con un rito falso, fabbricato sette decenni fa e tuttora vivo, vegeto e in buona salute. Non abbiamo bisogno di aspettare il tardo pomeriggio, di appuntarci l’attualità di giornata: le celebrazioni del 25 aprile sono l’eterno ritorno dell’uguale, il tarocco storico elevato a religione di Stato, e di piazza. Fateci caso, guardatevi intorno, oggi. Bandiere rosse, falci, martelli e richiami proletari fuori tempo massimo assortiti, sigle estremiste, avanguardiste, cagnara organizzata da centri sociali che hanno lo stesso livello di tolleranza, nullo, di chi allora stava dalla parte sbagliata. Ovunque, vessilli dell’Anpi, associazione vetusta e gloriosa che mantiene la memoria dei partigiani, ma nessuna memoria è neutra, e quella è la memoria di certi partigiani, non dei monarchici e dei badogliani, per intenderci. Soprattutto nessun partigiano, monarchico, badogliano, azionista, comunista, solitariamente eroico, ce l’avrebbe mai fatta. A spazzare via il nazifascismo, intendiamo. Perché è questo, il gigantesco irrisolto, l’occultato, la menzogna collettiva, che il Giornalista Collettivo ovviamente propaga e amplifica, per sentirsi parte del bel mondo. Non sono stati i partigiani, va bene? Non provate a camuffare le nostre parole come fate con le vostre liturgie, nessuno nega il coraggio, in alcuni casi davvero titanico, lo spessore umano, la sostanziale giustezza della posizione (scremato chi inneggiava all’Unione Sovietica paradiso dei popoli, però). Ma tecnicamente, non sono stati loro a liberarci, né avrebbero potuto, e come tutti gli eroi veri erano i primi a saperlo, tanto che ogni volta che il fronte s’impantanava, che gli Alleati rinculavano, s’immergevano nelle loro montagne, consci di non avere alcuna autonomia operativa, né tantomeno militare.

Gli Alleati, ho detto, diciamo oggi, nel nostro piccolo, contro il travestimento (quasi) unanime. Viva la Liberazione, non c’è dubbio, il fascismo è scempio della libertà, non esisteva la nozione stessa di individuo, in quell’Italia totalitaria e corporativa, figuratevi se non strilliamo viva la Liberazione. Ma, insieme e con più forza, strilliamo: onore ai veri Liberatori. Questa, è la bandiera d’un 25 aprile vero, quella che mettiamo oggi in pagina, e non a caso è la bandiera d’uno Stato nato per inseguimento, diremmo per ossessione, della libertà, e tuttora incompreso per questo. La bandiera che dovrebbe prendersi le piazze, e i cuori, oggi, è la bandiera americana, è la bandiera della Quinta Armata, è la bandiera dei ragazzi dell’Ohio, dello Utah, dell’Illinois, ventenni che manco sapevano collocare l’Italia sulla carta geografica, e che sono morti, per la sua libertà. Insieme, ovviamente, alle bandiere inglese, canadese, australiana, neozelandese. Ci hanno liberato gli Angloamericani, basta un sussidiario di quinta elementare, e per fortuna. Perché l’alternativa era che ci liberassero i sovietici, un mero cambio di segno dell’Oppressione, chiedere a chi viene dall’Est. No, invece la nostra è Liberazione, e Liberazione fiera, perché è ritorno del diritto, dell’autonomia, del dissenso, della polifonia di voci, pensieri, punti di vista. Ve l’hanno ridato quei ragazzi, tutto questo, quei soldati di un Paese di cui voi siete avvezzi a bruciare la bandiera, in cortei analoghi, per profondità storica, a quelli di oggi. Noi invece la pubblichiamo, quella bandiera, noi urliamo God bless America, come dovrebbe essere in ogni 25 aprile sano, filologicamente corretto ed intellettualmente onesto, noi vi invitiamo a farvi un giro, un giorno, al cimitero di Omaha Beach, a guardare quelle croci che si mangiano l’orizzonte, un cimitero come un universo intero, dov’era in ballo la vostra libertà, è scritta sopra ognuna di quelle croci. È grazie a ognuno di loro, che oggi potete dirvi anti-americani, perché la vertigine della libertà prevede anche la possibilità di non essere riconosciuta, di essere infangata, vi dà anche questo diritto, ed è questa la vera differenza con ogni fascismo, nero, rosso, terrorista. Viva il 25 aprile e viva i suoi liberatori, gli Angloamericani.

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di on 25 aprile 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

44 commenti a IL NOSTRO 25 APRILE

  1. maurizio Rispondi

    25 aprile 2013 at 08:56

    Quell’antico odio che tiene ancora legati i compagni, ha radici lontane, che partono almeno dal dopoguerra e arrivano fino ad oggi, fino alla recente elezione del Capo dello Stato, alla rivolte dei duri e puri delle sezioni del PD: mai con il nemico impresentabile! Nel 1946 quando gli USA iniziarono ad aiutare economicamente l’Europa, la Russia di Stalin non fù in grado di competere e allora comparve l’ideologia della distruzione dell’avversario politico: io non sono in grado di competere ma se lo rendo impresentabile lui scopare ed io prevalgo, comunque. Un episodio storico . Subito dopo l’arrivo di tale direttiva ideologica, a Livorno, la città più comunista della Penisola, cominciarono ad apparire le scritte sui muri contro gli Americani a cui seguirono assembramenti e scontri con le Truppe USA. Il Migliore, capì al volo la situazione, si precipitò a Livorno e tenne un mega comizio al popolo di sinistra, Sindaco comunista in testa, in cui, sostanzialmente, affermò tre cose: gli Americani ci danno da mangiare, se se ne vanno saremo alla fame; noi dobbiamo rispettare i Democristiani anche se la pensano in modo diverso; tollereremo sempre tutte le religioni, anche quelle che per noi non esistono. Cari Compagni, sono passati 70 lunghi anni, Togliatti appartiene ormai alla Storia, ma la Storia, nei Paesi più evoluti, è fatta per essere studiata, meditata e, possibilmente, trarne le considerazioni riferite ad allora e gli AMMAESTRAMENTI da applicare ora.

  2. Franco.C Rispondi

    25 aprile 2013 at 09:47

    Sono stati gli americani a liberare l’ Italia e non i partigiani ! Anche perché i veri partigiani erano relativamente pochi, il loro numero è cresciuto a dismisura solo a guerra finita, quando migliaia di aspiranti partigiani facevano la fila fuori dalle loro sedi per iscriversi alla associazione. Tanto ormai i tedeschi se ne erano andati tutti !

  3. Cesare Rispondi

    25 aprile 2013 at 15:28

    Signor direttore, vicino alla bandiera americana vorrei vedere anche la bandiera italiana, perché i veri partigiani furono anche i milioni di italiani che soffrirono la fame e le angherie dei “partigiani” comunisti. Questi erano solo contro il popolo italiano e non i nazifascisti, essi avevano le armi e si difendevano come potevano, ma il popolo no, basta leggere la serie di libri che Gianpaolo Pansa scrisse qualche anno fa. Questi libri fanno bella figura nella mi piccola biblioteca. E allora io dico: VIVA GLI AMERICANI, INGLESI ECC. E UN BEL EVVIVA ANCHE AL POPOLO ITALIANO!!

  4. lorenzo Rispondi

    25 aprile 2013 at 18:10

    Ma cosa mi sta a signigicare questo articolo?

    Volete dire che i partigiani non hanno avuto una funzione attiva nella liberazione dell’Italia?
    Mussolini da chi è stato catturato?

    I partigiani oltre ad averci liberato fisicamente dalla dittatura, aiutati dagli americani non certo per generosità, hanno soprattutto compiuto il miracolo di redenzione di un’intera nazione macchiata dalla vergogna del fascismo.

    Inacettabile sminuire il loro ruolo.

    • step Rispondi

      25 aprile 2016 at 15:22

      Infatti è gravissimo sminuire quello che i partigiani hanno fatto (prima e dopo la guerra) e soprattutto quello che volevano fare…

    • SiDai Rispondi

      25 aprile 2016 at 15:53

      tipo solidarizzare con Tito nel Friuli intendi per “dopo”? …..

      • step Rispondi

        25 aprile 2016 at 17:50

        Spero si sia compreso il sarcasmo… Con il “dopo” alludevo alle tante uccisioni perpetrate dai cosiddetti partigiani ai danni di persone che neanche erano state fasciste. Alludevo a quello e non solo. Comunque avrei dovuto scrivere “prima, durante e dopo”. E avrei dovuto scrivere “avrebbero voluto fare” anziché “volevano fare”, riferendomi questa volta alla mancata instaurazione di un regime totalitario simile a quello fascista, solo più ipocrita (almeno il fascismo aveva qualche velleità aristocratica e non egualitaria).

    • Gino Rispondi

      25 aprile 2016 at 16:18

      Molti preti furono uccisi dai partigiani.

    • Francesco_P Rispondi

      25 aprile 2017 at 19:37

      Mussolini doveva essere catturato vivo dagli Alleati che lo volevano interrogare lungamente. Questi erano gli ordini. Il CNLAI giocò d’anticipo e spedì frettolosamente Walter Audisio a Dongo per fucilarlo anziché consegnarlo vivo agli americani.
      Il perché è chiaro: se Mussolini avesse parlato, molti personaggi non si sarebbero mai potuti riciclare con facilità.
      Per me il 25 aprile è la FESTA DELLA NON LIBERAZIONE; infatti, c’è una lunghissima lista di soggetti e situazioni da cui non ci siamo liberati, a partire dai sindacati, da certi politici, da molti burocrati, da faccendieri vari, dagli ipocriti, dagli imbroglioni che facevano le scarpe di cartone per i soldati, ecc.
      – – – –
      Quest’anno, però, c’è una piccola speranza: grazie all’ottusità dei sindacati e dei – si fa per dire – lavoratori, potrebbe essere iniziato il processo che ci libererà da Alitalia. Speriamo che questa piccola speranza si realizzi e non inventino un altro modo per far sopravvivere quel famelico carrozzone a spese dei contribuenti.

  5. luigino Rispondi

    25 aprile 2013 at 18:35

    Caro Sallustri, basta con le falsita storiche e’ ora che la vera storia della resistenza venga fuori una volta per tutte e smettiamola con le falsita.
    La vera resistenza e’ quella che esistette sino dal primo fascismo e non quella strumentalizzata dal partito comunista italiano per uso e consumo della Russia e del Cominterim.
    Ricordiamo “Franchi” e l’umiliazioni sofferte da lui per mano del “Compagno Violante” ricordiamo Giustizia e Liberta che ci diede il Partito Liberale, quello Reppublicano e i Social Democratici ed in ultimo non dimetichiamo quel faro di integralismo che fu Randolfo Pacciardi il cui nome nessuno ha ricordato oggi.
    Finalmente diamo “pane al pane e vino al vino”
    Fraternamente
    Leonardo Zangani

    • Franco Cattaneo Rispondi

      25 aprile 2016 at 11:36

      Caro sig. Luigino,
      Bella roba il partito d’azione! Giacobini radical-chic torinesi con la puzzetta al naso, di istinti robespierriani e di cui i Zagrebelski (o come diavolo si scrive), Rodotà e Davigo sono oggi i degni eredi. Da qui è uscito Ugo La Malfa che con i soldi dell’Eni di Mattei si comprò i delegati al congresso di Ravenna per far fuori proprio Randolfo Pacciardi ed impossessarsi del Partito Repubblicano per trasformarlo nel “partito degli onesti”. Quanto onesti lo si è visto poi.
      Col Partito Liberale (e tanto meno coi liberali) non c’entrano prorio nulla.
      Per dire di un altro liberale (oltre al da Lei citato – con ritegno e pudicizia – Edgardo Sogno) nessuno che si ricordi di Alfredo Pizzoni, un altro condannato alla damnatio memoriae dalla vulgata resistenziale confezionataci da comunisti, democristiani e azionisti.

      Caro sig. Lorenzo,
      Se la “funzione attiva” dei partigiani è stata quella di catturare un vecchio, stralunato e decrepito Mussolini mentre fuggiva travestito con un pastrano della Wehrmacht al seguito degli ultimi tedeschi in ritirata e mettere in scena quella eroica “macelleria messicana” di piazzale Loreto, devo dire che hanno dato un grande aiuto agli Angloamericani per liberare l’Italia e “soprattutto compiuto il miracolo di redenzione di un’intera nazione macchiata dalla vergogna del fascismo”….

  6. cristiano Rispondi

    25 aprile 2013 at 23:26

    mi nausea vedere quelle rosse bandiere con i vecchi sessantottini che strumentalizzano il 25 aprile.la storia ha detto che bandiere rosse e bandiere nere sono crollate sotto il loro stesso peso fatto di milioni di morti e dittature senza libertà.oggi non hanno più senso stalin,mussolini etc etc.la dittatura di oggi è la finanza malata e l’economia drogata, che dallo sfruttamento delle masse trae il nutrimento necessario . è anacronistico litigare sul passato perchè il presente ci soffia sul collo e noi …non sappiamo che fare.

  7. yona Rispondi

    26 aprile 2013 at 11:23

    non esistono partigiani ne resistenza. sono tutte cazzate ed eccezioni che non fanno la regola, basta ragionare sui numeri per avere un giudizio obbiettivo: piu italiani morti dopo il 25 aprile per regolamenti di conti e giustizia fai da te tra “partigiani” che morti italiani per liberare la “patria”.resistenza che cosa?? l italia e gli italiani sono un paese incapace di prendere decisioni ed è per questo che sono fascisti. sembra che ci sia una consapevolezza sopita che solo un dittatore possa governare bene questa nazione.questa consapevolezza sembra un virus che resiste fino ai giorni d’oggi, fascisiti con il duce e fascisti con grillo, c’e’ bisogno del padrone che guidi l ammasso di pecore altrimenti è il panico. fascisti nel non andare a votare, tanto qualcunaltro prendera’ le decisioni per me perche’ non ne sono capace, o peggio ancora non apprezzo la liberta’ di poter decidere…e allora che si festeggia?il partito piu votato è fascista.realta’ come casapound, forza nuova, gruppi anarchici sono accettati.cosa c’e’ da festeggiare? se gli italiani si fossero veramente liberati con il loro sangue la ferita sarebbe ancora sentita in ognuno di noi e saremmo stati tutti uniti in un giorno del genere…e allora qualcosa su cui essere uniti andrebbe celebrato. siamo paese con eccellenze come pochi al mondo, siamo la culla della cultura che tutti ci invidiano.storia,arte,moda,design,natura, cibo la bella vita.trovate un altro paese come l’italia?? queste si che vanno festeggiate invece che piangersi addosso e fare la figura degli eterni perdenti

  8. Oliviero Olivieri Rispondi

    27 aprile 2013 at 16:36

    Condivido quanto detto più sopra da Franco.C in data 25.4.13 alle 09:47.

  9. claudio Rispondi

    29 aprile 2013 at 13:57

    Il 25 aprile voglio ricordare i soldati della RSI morti sul campo dell’onore per non tradire!

    • Padano Rispondi

      26 aprile 2016 at 15:11

      Io invece voglio ricordare tutti gli innocenti ammazzati come bestie dagli onorevoli soldati della RSI, che preferirono fare la guerra a civili disarmati piuttosto che tradire l’eroico alleato germanico.
      E voglio ricordare mio nonno, partigiano, ferito a Fossano il 25/4/45.

  10. Marco Rispondi

    25 aprile 2016 at 09:42

    Gran bell’articolo colmo di potente emozione liberale e di verità coperte da chi liberale mai è stato è mai sarà .Senza l’America parleremmo tedesco e la libertà cuore di civiltà avanzate non sarebbe da queste parti.Camuffare la storia è roba di vecchi mestieranti comunisti e sinistri vari che hanno posizioni personali da difendere anche oggi.Oggi però direttore Sallusti quei sinistri mistificatori attaccano profondamente quello che gli USA ci donarono con sacrifici di vite umani enormi e ci troviamo ad un passo dalla privazione delle poche libertà rimaste in giro.La proprietà è’ aggredita,la massificazione statalista ci aggredisce ogni giorno di più e ci costringe a lasciare il paese ormai invivibile per chi vuol sentirsi libero di essere e di fare.Auguriamoci che dopo i guai del sinistro Obama l’America ritorni a guardare all’Europoa ed all’Italia con benevolenza e ci aiuti contro la straccioneria politica illiberale che uccide ogni giorno,menzogna dopo menzogna,quel po’ di democrazia che si respira.

    • paolo Rispondi

      25 aprile 2017 at 20:51

      marco, scusami ma senza l’america parleremo Russo e non tedesco. Tedesco sarebbe stato sicuramente molto meglio!

  11. franco Rispondi

    25 aprile 2016 at 12:29

    Se non fossero esistiti al tavolo della spartizioni uomini liberi come gli americani ,dopo essere stati liberati da loro dal nazifascismo saremmo incappati nei fratellini di stalin ,in regimi sanguinari e dittatoriali dove la parola libertà non esiste nemmeno nei vocabolario ancora oggi.

    • Corrado Rispondi

      25 aprile 2017 at 14:24

      oh perbacco! perché non è andata così in questi 70 anni antifa?

  12. step Rispondi

    25 aprile 2016 at 14:33

    Bisogna guardare in faccia la realtà, dobbiamo prendere atto che c’è stata l’occupazione gramsciana della cultura (prima in accordo con la DC) e delle istituzioni e della memoria (adesso che la DC non c’è più e comanda il partito ex-comunista). È difficile ribaltare questa situazione, situazione nella quale vengono esaltati dogmaticamente personaggi che volevano instaurare una dittatura simile a quella fascista. Gli italiani sono pecore e sono anche conservatori nel modo di approcciarsi al potere e nel modo d’immaginare il potere stesso: pensiamo alla Spagna, lì c’è stata la pacificazione, e tra l’altro gli anti-franchisti ci sono sempre stati, non come da noi dove gli anti-fascisti sono saltati fuori solo a giochi fatti… In Italia si è rimasti succubi del mito resistenziale e nessuno fiata.

    La “resistenza” è diventata un feticcio e i “costituenti” impongono le loro idee ultra-attivamente (il contrario della retroattività insomma) a chi abita la casa adesso, senza che gli abitanti attuali della casa possano decidere del loro destino. Come dicevo, non è una facile situazione da un punto di vista culturale, la cosiddetta “sinistra” si è appropriata della facoltà di stabilire cosa sia bene e cosa sia male, e chi non si adegua viene criminalizzato. Ricordare gli americani non sana una tale patologia perché siamo al di fuori del perimetro degli italiani, è in Italia e tra gli italiani che va risolta la questione una volta per tutte. Non è più possibile che una minoranza trinariciuta detti legge per tutti gli altri, occorre ribellarsi.

    • Corrado Rispondi

      25 aprile 2017 at 14:26

      esattamente… e forse i conti bisogna rifarli almeno dal 1861, dico almeno… ma non vorrei aprire il libro adesso.
      c

  13. Paolo Rispondi

    25 aprile 2016 at 14:46

    So solo che forse sarebbe stato meglio essere conquistati dai nazizsti. Guardiamo come la Germania ha saputo rialzarsi dalle ceneri del nazismo. Questo perchè nonostante il nazismo era in nuce nel popolo tedesco la democrazia e il senso di libertá. Ce l avevano già nel loro DNA. Mi ha colpito un particolare dell assedio di stalingrado che racconta come i soldati russi facevano a gare per rubare le vettovahlie dei tedeschi che erano fatte da pane fresco, cioccolata, carne e riso mentre i russi morivano di fame perchè nonostante fossero in casa loro non avevano nemmeno di che mangiare. È assurdo paragonare le barbarie del nazismo a quelle del comunismo. Da una parte un popolo sano che in un momento storico particolare ha preso una grossa cantonata. Dall’altra parte un regime infernale che ha decimato il proprio popolo per 60 anni. Un popolo giá povero, debole e arretrato in partenza che è stato privato del senso di libertá e democrazia dal suo interno. Un popolo che non è riuscito a creare nulla di buono se non importando tecnologie e costringendo le sue migliori menti a lavorarare per il Soviet. Guardate gli sguardi e le cittá della Russia e dei paesi sovietici. Sono l,antitesi della felicitá e dell amore che dovrebbe regnare per le strade di una Nazione. I danni causati dal Comunismo sono immani ed incommensurabili ed oggi sono tangibilissimi ( vedasi atroc guerra nell est dell ucraina nel 2016) . Vorrei poi ricordare a tutti che è stata la stessa madonna apparsa a Medjugorie a dire che il comunismo è stato l espressione di Satana nello scorso millennio. Che cosa dobbiamo ancora aspettare perchè si capisca da che parte sta il Male!!
    Ripeto che se avessero vinto i tedeschi forse oggi staremmo molto meglio di come stiamoora. Mi va bene che abbiano vinto gli americani perchè sono una democrazia simile a quella tedesca. Diciamo chabbiamo avuto il culo che i nemici di allora sono gli amici di oggi e che la Russia non ci abbia conquistato come ha fatto con la cechia, la polonia la romania la bulgaria che ne sono uscite solo dopo la caduta del muro dall oblio del comunismo.

    • Padano Rispondi

      26 aprile 2016 at 15:04

      Mai letto tante bestialità in una volta sola. Congratulazioni.

      • paolo Rispondi

        26 aprile 2017 at 10:29

        quali sarebbero le bestialita???? Che i russi eran meglio dei nazisti??? che il regime nazista è stato piu liberticida di quello comunista sovietico??? Lo vada a chiedere agli ukraini di oggi ed anche a molti russi cosa vuol dire vivere sotto il comunismo per 70 anni e non per 20 anni come per il nazismo!!!! Chieda cosa cuol dire stare nei GULAG chieda chieda e si informi sulla reale portata di distruzione delle anime che ha portato il comunismo. Se la russia èp ancora cosi oggi giorno se è così arretrata socialmente e culturalmente lacolpa è dei nazisti???

        • paolo Rispondi

          26 aprile 2017 at 10:30

          correggo: che i nazisti erano peggio dei russi????

    • Corrado Rispondi

      25 aprile 2017 at 14:30

      forse, dico forse dovevamo evitare di entrare in guerra con l’ Austria Ungheria 25 anni prima. Scusate ho riaperto il libro dei morti, lo chiudo subito.
      c

  14. cerberus Rispondi

    25 aprile 2016 at 18:36

    Quelle ridicole stoffe rosse ,anacronistiche e onorate con ipocrisia dai compagni (di merende) mi fanno ridere,così come creano ilarità in me vedere i debosciati dei centri a-sociali cantare canzoncine da comunistelli con il pugnetto alzato.Ecco ,giusto un bel po’di pugnette possono farsi i Compagni fantasticando su un mondo comunista crollato sotto il peso dei propri gravi errori e sui milioni di morti causati da quella ideologia ipocrita che è stato il comunismo (o presunto tale).
    Cantavano w Stalin Lenin e Mao…mettici anche Ho ci min,o come diavolo si scrive,bella combriccola di assassini e traditori del loro popolo (come i nostri cari compagni italioti progressisti).

  15. lombardi-cerri Rispondi

    26 aprile 2016 at 07:59

    La stragrande maggioranza di quelli che hanno manifestato ieri parla per sentito dire perchè i partigiani veri sono morti e sopravvive solo una sparuto numero di ultraottantenni.
    Che vengono a blaterare ?

  16. Padano Rispondi

    26 aprile 2016 at 15:02

    Dimenticate i polacchi, tra i liberatori d’Italia.

  17. aurelio Rispondi

    25 aprile 2017 at 13:15

    Si forse ,per quanto antipatico per limiti ai sinistrorsi fuori tempo massimo,dovremmo tutti gridare God bless America,l’unico spazio di libertà e della sua difesa possibile che ancora rimane nel mondo.I partigiani hanno avuto un ruolo non significativo nella liberazione ma hanno pagato anche loro un prezzo che va riconosciuto,ma ben poco rispetto al sacrificio di migliaia di vite lasciate sul campo dagli alleati.

  18. Paolo Rispondi

    25 aprile 2017 at 18:07

    …Basta visitare il cimintero di Anzio e Nettuno.
    GOD BLESS AMERICA.

  19. Menordo Rispondi

    25 aprile 2017 at 20:07

    Finalmente la Verità ! Ed è una verità che va ripetuta e pubblicata tutti gli anni. Stanno oscurando la verità, ma ci riusciranno. Perchè sono morti Americani, Inglesi, Australiani, Polacchi, Canadesi, Neozelandesi e hanno reso liberi i nostri nonni, genitori e noi stessi e la nostra progenie. I partigiani non avrebbero liberato un bel niente senza gli Alleati, la loro vita e i loro mezzi. Questa è la verità e GRAZIE a Sallustri che ben ha espresso il pensiero di chi è tuttoggi grato ai liberatori (quelli veri).

  20. Emilia Rispondi

    25 aprile 2017 at 23:16

    Questo giorno è solo un giorno di merda.

    • Padano Rispondi

      26 aprile 2017 at 14:24

      Bonjour finesse.

    • sergio Rispondi

      27 aprile 2017 at 15:04

      l’unico commento normale

  21. orsonero Rispondi

    26 aprile 2017 at 11:15

    il 25 aprile e’ la festa dei dinosauri
    comunisti e della feccia dei
    centri sociali.
    E’ la festa dell’odio.
    E’ la festa che mi fa vergognare di
    essere italiano.

    • Padano Rispondi

      26 aprile 2017 at 14:33

      Se fossi italiano, mi farebbero vergognare la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta.
      Mi farebbero vergognare le forze dell’ordine, i cui membri sono reclutati spesso tra le stesse famiglie in odor di mafia, impotenti (o colluse?) con i criminali e che poi ammazzano gli Uva e gli Aldrovandi innocenti.
      Mi farebbero vergognare i magistrati, che hanno assolto gli assassini di questi.
      Mi farebbero vergognare il 9% di invalidi nel Sud, quando nel Nord-Est sono il 3%.
      Mi farebbe vergognare la facilità con cui tanti italiani si dichiarano orgogliosamente fascisti, con tutti i crimini e i disastri che questi hanno combinato, ma sono orgoglioso di aver avuto un nonno partigiano (non comunista) che quella feccia immonda l’ha combattuta.
      Mi farebbe vergognare l’attitudine ad essere prepotente con i deboli, e leccaculo verso i potenti.
      Ma non mi devo vergognare, perchè grazie a Dio sono padano.

      • aquilone Rispondi

        27 aprile 2017 at 12:07

        Diciamo che abbiamo molte cose di cui vergognarci, tra le quali anche quella di autoproclamarsi padano. Tra le quali anche quella, pur pensandola alla stassa tua maniera, di non sentirci mai una unica nazione. No, prima di tutto si è piemontesi, romagnoli, siciliani, ancorchè tutti con passaporto italiano.
        Poi siamo fascisti, carnivori, comunisti, vegani, abortisti, contro, contro, contro.
        Siamo una schifezza di popolo

        • Padano Rispondi

          28 aprile 2017 at 08:41

          No, non siamo un’unica nazione.
          Non lo siamo mai stati: senso civico da una parte, fedeltà clientelare dall’altra.
          Etica del lavoro vs. assistenzialismo vittimista.
          Rispetto del prossimo vs. prepotenza con i deboli e leccaculismo verso i potenti.
          Tanto è vero che, in questi lustri, in cui si sta finalmente (purtroppo) giungendo a un’identità “omogenea”, questo è avvenuto meramente con la meridionalizzazione dei settentrionali (cfr. “L’Italia de noantri. Come siamo diventati tutti meridionali”, di Aldo Cazzullo).

          • aquilone

            30 aprile 2017 at 13:34

            Amico mio (e non lo dico in senso sarcastico, ma nel reale significato delle parole) se tu affermi di essere – semplicemente – leghista, io mi tolgo il cappello, perchè vuol dire che dal tuo punto di vista cerchi di combattere tutti quegli errori di comportamento, di lealtà, ecc. ecc., di cui noi ITALIANI siamo davvero primi nella classifica della vergogna. Ma che senso ha affermare sono PADANO e quindi esente dalle vergogne? Che vuol dire? mica sei australiano o americano o suddito della regina d’Inghilterra. Sei, purtroppo, sempre italiano. Soprattutto agli occhi di un australiano, di un americano o di un inglese. Io di padano conosco solo il Grana (anche se preferisco il Parmigiano :-)) ma nel mondo il Padano è conosciuto come un grande formaggio, ITALIANO, non come sostantivo che identifica l’appartenenza ad una nuova nazione.
            Ti faccio queste osservazioni perchè sono anch’io un simpatizzante della lega. Ma quella degli ultimi tempi. Certamente non dei tempi del primo Bossi e della sua maniaca panzana sulla scissione e di roma ladrona. Mentre si fotteva i soldi della sua stessa Lega. Non fu anche quella una grande vergogna

  22. step Rispondi

    26 aprile 2017 at 13:49

    “Più che liberi me sembra che semo passati de proprietà” (cit. Le Frasi di Osho, tanto per riderci su).

  23. OldFashioned97 Rispondi

    26 aprile 2017 at 16:46

    Il 25 Aprile è San Marco.

  24. adriano Rispondi

    26 aprile 2017 at 17:48

    Manifesta per la verità ufficiale chi ha interesse a farlo.Chi la pensa diversamente ne ha meno se si limita alle parole.In ogni città dove sventolano le bandiere rosse si dovrebbe manifestare in nome della liberazione dalla dittatura,della fine della guerra e dell’inizio della democrazia con le bandiere di tutti quelli che hanno contribuito a questi risultati,cominciando dagli alleati.L’egemonia culturale si combatte con un impegno concreto,non con le chiacchiere.Se non lo si fa significa che le convenienze sono altre.La brigata ebraica lo ha fatto.L’analisi storica,a parte l’ovvietà su chi ha vinto la guerra e sulla libertà di esprimere una opinione,va lasciata agli storici.

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