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Vuoi vedere che ci liberiamo del Partito dei Magistrati?

È proprio quando un sistema di potere giunge all'acme della sua forza (e con Emiliano rischiano di prendersi direttamente il Pd) che comincia a rilevare le prime crepe. Segnali e scenari

MagistratiC’è una crisi nel nostro Paese tra le tante che coinvolgono e travolgono partiti, istituzioni, economia, cultura, di cui nessuno parla ed è pochissimo avvertita. E ciò non può stupire, perché è la crisi di qualcosa che, a sua volta, è ignorato, o si finge di ignorarlo, avendo timore, per più versi, di ammetterne e dichiararne l’esistenza: il Partito dei Magistrati. ​Da anni, in solitudine, ne vado predicando l’esistenza, sottolineandone l’assurdità ed il pericolo, trovando pochi e spesso alquanto distorti consensi. ​Può darsi che mi sbagli. Non saprei, in verità, se compiacermene o dovermene dolere. Perché la crisi che mi sembra serpeggiare in quell’area del potere, non si è, al momento in condizione di capire se sia crisi di crescita e di trionfo, o, invece, di metamorfosi o, magari il segno del declino e del principio della fine. ​Non c’è dubbio che il Partito dei Magistrati ha realizzato e raggiunto tutti gli obiettivi tattici (ché quelli strategici sono utopia e menzogna): la distribuzione del sistema dei partiti, la giurisdizionalizzazione dello Stato (in luogo dello Stato di diritto).

Ora sembra aver messo le mani distruttive anche sul partito che ne fu l’alleato, il padrino di battesimo, il sostenitore: il Partito Democratico erede del P.C. e della parte più stolta ed eversiva della D.C. ​Alcuni degli uomini di punta del P.d.M. sono, come si suol dire, entrati in politica, altri occupano istituzioni non elettive, ma di indubbia rilevanza politica. Ed è questo il fatto che autorizza l’interrogativo in ordine alla seconda ipotesi: è in atto una metamorfosi, quella della scalata diretta e manifesta del potere politico attraverso alcuni dei suoi esponenti, che faccia sì che l’appartenenza alla casta delle toghe sia condizione di fatto necessaria per accedere alle cariche che contano?

​La scesa in campo “a gamba tesa” di un personaggio come Emiliano, l’arroganza con la quale se ne infischia delle stesse regole che nella magistratura sono imposte ai suoi membri e del procedimento disciplinare che per tale motivo è stato aperto nei suoi confronti impone (o imporrebbe) approfondimenti e considerazioni importanti, così come impone di riflettere sul numero crescente di magistrati andati ad occupare seggi in Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni, nelle Authority, il tutto mentre continua e si estende la mattanza giudiziaria degli “altri”, di quelli che, forse, dovremo cominciare a chiamare i politici “laici”. C’è, poi, la terza ipotesi. Paradossalmente, ma è un paradosso di cui la storia ci dà continui esempi, un sistema di potere, un partito, un’istituzione, proprio quando giunge all’acme della sua forza e grandezza, comincia a rivelare le crepe ed i primi sintomi del disfacimento. ​Questi sintomi per il Partito dei Magistrati ci sono, anche se nessuno osa ancora denunziarli e riconoscerli come tali. ​Il perdersi nel ridicolo (che di questo si tratta) del processo per la c.d. “Trattativa” di Palermo, che avrebbe dovuto, assieme alla beatificazione di Massimo Ciancimino, segnare e confermare la superiorità della giurisdizione sullo Stato, un ridicolo che, oramai, è l’unico esito certo di quell’incredibile vicenda, segna una svolta nella sorte del prestigio della fazione estremista, o se vogliamo, della “scheggia impazzita” del P.d.M. Alla magistratura nel suo complesso resterà il compito di raccogliere i cocci di questo storico infortunio. Comincia a serpeggiare fra la gente un allarme crescente per clamorosi errori giudiziari, frutto, indiscutibilmente, anche della ostentata noncuranza del Partito dei Magistrati per la novella del codice di procedura che imporrebbe loro di non condannare se non quando la colpevolezza è provata “al di là di ogni ragionevole dubbio”.

​​E, poi, proprio la presenza crescente dei magistrati nei seggi del potere politico non sfugge più a nessuno e suscita quanto meno serie perplessità.​ Ma, soprattutto, lo “splendido isolamento politico”, realizzato con quella che potrebbe sembrare la fine della “immunità” del P.D. e che il vociare della claque del Movimento Cinque Stelle non sostituisce né nasconde, sta dando qualche segno di essere avvertito. Ma c’è un più grave sintomo di fragilità nello splendore del trionfo del P.d.M. E’ rappresentato dal fatto che tutto, o quasi, il suo potere, le sue stesse basi teoriche e più ancora le manifestazioni pratiche sono favorite e determinate solo dalla stoltezza, dalla paura, dall’ignoranza (non solo dei 5 Stelle) degli altri partiti. Lo è la “giurisdizionalizzazione” dello Stato, ma, soprattutto tale è la congiura del silenzio di tutti sulla sua esistenza. Il giorno che vedremo scritto nelle prime pagine dei giornali il nome di questo “partito istituzione” sarà veramente il principio della sua fine. Forse anche rapida.

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di on 15 marzo 2017. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Vuoi vedere che ci liberiamo del Partito dei Magistrati?

  1. ultima spiaggia Rispondi

    15 marzo 2017 at 12:31

    Credo che l’obiettivo tattico del PC sia stato sempre quello di mettere i “tentacoli” in tutte le sedi del potere: Stato, Chiesa, Magistratura, ecc.
    Non funziona così anche la Mafia?

    • Francesco_P Rispondi

      15 marzo 2017 at 15:08

      Che è poi il sistema adottato dai Bolscevichi per conquistare il potere nonostante fossero una minoranza nella Duma. E non bastò perché, una volta raggiunto il potere e instaurata la “dittatura del proletariato”, continuarono le lotte intestine e le epurazioni. Eclatante esempio il famoso Congresso dei fucilati – XVII Congresso del PCUS – in cui 1108 delegati (circa il 60%) furono in seguito arrestati e condannati a morte.
      Quante somiglianze fra le guerre fra le famiglie mafiose e quelle fra le fazioni comuniste e post-comuniste, dove il termine “post” serve solo a nascondere la verità agli sprovveduti.

      • ultima spiaggia Rispondi

        15 marzo 2017 at 16:00

        Esatto! Per i “compagni” l’avversario politico dev’essere prima fucilato e poi appeso a testa in giù; e va odiato anche dopo morto. Il 25 aprile è “cosa loro” e le vendette a guerra finita pure.

    • Emilia Rispondi

      16 marzo 2017 at 18:07

      Si.

  2. sergio Rispondi

    15 marzo 2017 at 15:17

    mah ! secondo me …
    è un ‘ ciaone ‘ alla grande → https://youtu.be/z9zcq-BMW4A

    • sergio Rispondi

      20 marzo 2017 at 10:17

      Benvenuti in ‘ Ermellinistan ‘!

  3. aurelio Rispondi

    15 marzo 2017 at 15:41

    Si non si ha più coscienza di uno stato di diritto in essere .Stiamo rovinando verso un’illiberalità ed un condizionamento delle nostre vite che ci porterà alla non democrazia.Quando la politica è debolissima come da troppi lustri a questa parte six o dx che governi il potere giudiziario prende e vorrebbe prendere tutto.Ma non è una partita a scopone sono le nostre vite e la nostra storia.

  4. lombardi-cerri Rispondi

    16 marzo 2017 at 07:05

    Il comportamento della magistratura è quanto di più naturale si possa pensare.
    Ogni essere vivente ha una sua propria sfera di dominio. Finchè non incontra altre sfere che facciano equilibrio, continua ad espandersi a prescindere dalla sua “qualità”
    In Italia sono profondamente sbagliati , dal punto di vista organizzativo:
    -Leggi e Regolamenti ( troppo vaghi e interpretabili)
    -uomini ( carriere troppo automatiche e solo premi e niente punizioni)
    -autoreferenzialità completa e assoluta del sistema.
    Che volete aspettarvi di diverso ?

    • fab53mz Rispondi

      17 marzo 2017 at 09:46

      giusto ing.!!!!!!! i giudici si comportano in maniera assolutamente naturale, come un gas in accordo alla legge di Boyle

  5. cerberus Rispondi

    16 marzo 2017 at 21:23

    È dai tempi di “mani pulite” che il sodalizio rosso/porpora detta le SUE leggi per giustiziare politicamente chi è contro una certa ideologia.
    Ora ai tempi nostri il gioco è ormai chiaro e non credo che durerà ancora molto,anche per i vari ribaltamenti politici in atto.
    I danni sono stati molti e oggi paghiamo tutti. La nostra nazione é ingovernabile. Solo una grande protesta di massa può fare pulizia e chiamare alla responsabilità chi ha ridotto così questa sempre più povera Italia.

  6. fab53mz Rispondi

    17 marzo 2017 at 09:47

    sarebbe troppo bello liberarsi di questo partito abusivo

  7. lombardi-cerri Rispondi

    19 marzo 2017 at 07:45

    Finchè non compariranno le tricoteuses non cambierà niente!

  8. Giovanni Spada Rispondi

    24 marzo 2017 at 13:28

    E se ci liberassimo dei mille parlamentari parassiti superpagati ? Ne basterebbero soltanto un centinaio con retribuzioni dimezzate ! E se ci liberassimo anche dei partitini con percentuale inferiore al 5%? Partitini che , con l’ultimo “nuovo regolamento elettorale proporzionale,”(sic!) , aumenteranno progressivamente perconsentire l’arraffamento dei cosiddetti “rimborsi elettorali” truffa , che arricchiscono l’esercito dei politicanti ladri. E se ci liberassimo dei parlamentari assenteisti(vedi l’ignobile Ghedini o il piddino chirurgo che dichiara di “non aver tempo da perdere…”)?

    • sergio Rispondi

      24 marzo 2017 at 17:45

      … e se ci liberassimo di un bel po’ di parlamentari europei che servono a nulla , il che sarebbe la quadra del cerchio ?
      ci pensano nemmeno, segherebbero il ramo su cui sono apollaiati

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