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Siamo un Paese per vecchi

anziani-caldo-estatePurtroppo bisogna proprio dirlo: è un paese di vecchi. I dati diffusi dall’ISTAT, inerenti il numero delle nascite nel nostro Paese, nell’anno appena trascorso, toccano il minimo storico. Addirittura bambini venuti alla luce in Italia, sono diminuiti di dodicimila unità rispetto all’anno precedente. Nel 2015 infatti, sono state registrate 486 mila natali, mentre nel 2016 soltanto 474 mila. Le donne straniere hanno una percentuale di fecondità poco inferiore al 2 %, mentre le donne italiane, si fermano a 1,27%. Le madri sono sempre più “avanti” con gli anni: l’età media è salita a 31,7 anni. Il bilancio tra il numero di nati e di morti, è quanto mai angosciante, e dovrebbe far riflettere. C’è un bilancio negativo dell’ordine delle 134 mila unità. Vale a dire che per il secondo anno consecutivo, l’Italia registra un calo vertiginoso della popolazione che vi risiede. Oltre 86 mila residenti in meno rispetto al 2015. Non solo, ma l’età media è molto elevata: 44.9. Quindi si calcola che oltre il 22,3 % della popolazione ha superato la soglia dei 65 anni. Direi che non c’è male, dunque. L’Italia si dimostra come al solito un paese vecchio, non solo come mentalità, ma anche e soprattutto a livello anagrafico. Sarà forse perché le condizioni di vita e l’età media delle persone si è alzata sensibilmente negli ultimi anni.

Per gli uomini la speranza di vita è, in media di poco più di 80 anni, mentre per le donne, 85. Tra l’altro in Italia, ha un grande numero di cittadini centenari e oltre. (17 mila). Quando si parla del nostro Paese, purtroppo, si devono sempre differenziare le diverse situazioni, in ragione della posizione geografica. Dai dati diffusi dall’Istat, come riportato anche dall’articolo del Corriere si desume che in settentrione le speranze e la qualità della vita sono più altre, mentre nel mezzogiorno le cose non vanno poi così bene. I numeri più disarmanti riguardano, come spesso accade a dispetto di chi dice che la categoria giovanile in Italia è tutelata, le emigrazioni dei cittadini italiani all’estero. Le cifre, nel giro di 6 anni, sono triplicate. Le statistiche, talvolta fredde ma in linea di massima utili, dovrebbero servire ad accendere campanelli d’allarme ai governanti. Per esempio per fare in modo di creare le condizioni affinchè in Italia le donne si sentano tutelate veramente (e non a parole come accade puntualmente ogni anno l’otto marzo). E ancora, agevolare le famiglie, incentivare la procreazione e soprattutto tenersi stretti i giovani che sono l’ unica vera risorsa per il futuro.

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di on 13 marzo 2017. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Siamo un Paese per vecchi

  1. ultima spiaggia Rispondi

    13 marzo 2017 at 19:33

    Stiamo parlando di esseri umani o d’un allevamento di bestiame per carne da macello?
    Siamo sicuri che questo Paese meriti altri figli?
    Le ricordo il suo articolo precedente: “Tenta di stuprarla, ammette. Libero in 48 ore. È giustizia?”

  2. sergio Rispondi

    14 marzo 2017 at 12:40

    … e di vecchie bacucche imbacuccate
    https://twitter.com/repubblicait/status/839767883668312064

  3. Verace Olivettiano Rispondi

    14 marzo 2017 at 19:21

    Meno siamo meglio stiamo. Troppi disoccupati che cresceranno con i robot. Follia fare altri figli, che pesano sul welfare proprio dei vecchi. Da giovani vita grama x lavorare senza troppi diritti, da anziani ancora sofferenza per mantenere i figli degli altri, anche più ricchi con su, case qua e la e conti in banca. Se poi mi cura un’ infermiera peruviana o un dottore nero, se capaci, Ke mi frega Basta che non sia musulmano, quello prega in ginocchi mentre opera !

  4. lombardi-cerri Rispondi

    16 marzo 2017 at 07:12

    E tutto da dimostrare che la Nuova Zelanda , avendo meno della metà degli abitanti dell’Italia stia peggio ( impossibile!) .
    Quanto all’invcchiamento attenzione ! Non è soltanto causato dalla disastrosa situazione gestionale dell’Italia, ma anche da Leggi unidirezionali per le quali i genitori hanno sempre e comunque torto e i figli sempre e comunque ragione.

  5. bruno Rispondi

    17 marzo 2017 at 10:37

    L’Italia con 4 milioni di disoccupati e un paio di lilioni di sottocupati non reggerebbe più di 55 milioni di abitanti. Eppure continuiamo a crescere. Oggi siamo oltre 62 milioni. Vecchi? Meglio. Così caleremo naturalmente. E se ci sarà una improbabile ripresa per cui serviranno lavoratori’ Faremo come la Germania, li prenderemo all’estero. A lavorare non a delinquere.

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