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Lo Zaia tassatore no

La giunta veneta ha reintrodotto l'addizionale Irpef per sbloccare la Pedemontana. Ma se i soldi non li mettono né i privati né lo Stato, non ha senso mettere l'opera sul groppone dei contribuenti

ZaiaCari amici veneti, a versionedioscar mi sono occupato di voi visto che la giunta regionale si è decisa a reintrodurre l’ addizionale Irpef che avevate la fortuna di non pagare dal 2009: la ragione è sbloccare la Pedemontana Veneta, opera nata come idea nel 1990 – 27 anni fa! – bandita in gara nel 2006, aggiudicata dopo molte impugnative nel 2009, e giunta solo al 19,8% di realizzazione a fine giugno 2016. Con innumerevoli problemi di stime riviste al ribasso di flussi traffico e relativi pedaggi per il concessionario privato, diverse volte criticamente rilevate dalla Corte dei Conti, che hanno indotto anche Cdp e Bei a declinare interventi per rendere bancabili cioè garantiti gli anticipi di liquidità necessari per procedere nell’opera.

Non voglio esprimere giudizi sulla giunta Zaia, che si trova ad aver ereditato il classico guaio derivante dall’opacità delle norme e procedure in materia di opere pubbliche in Italia, e che ritiene di dover intervenire con la sovraliquota proporzionale -ergo regressiva- come unica alternativa al’abbandono dell’opera. Resta il fatto che se i concessionari privati non trovano o mettono i soldi allora vuol dire che l’opera non serve, perché il ritorno non è garantito. E che se i soldi non li mette lo Stato attraverso Cassa Depositi e Prestiti, come tutela della sua raccolta fatta di risparmio postale a fonte di un investimento che appare troppo a rischio, allora a maggior ragione non ha senso che a metterli siano invece i contribuenti veneti. Perché un conto è che l’opera venga ripagata da chi la usa, attraverso cioè le tariffe pagate dagli automobilisti che la percorrono per decenni, altro conto è metterla sul groppone a tutti, compresi coloro che non la useranno.

Come ha scritto e detto al Tg3 Veneto Dario Stevanato, è un’imposta di scopo che presenta un cortocircuito tra principio del beneficio e progressività della capacità contributiva. Per tutte queste ragioni, non mi sembra una buona cosa.

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di on 10 marzo 2017. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Lo Zaia tassatore no

  1. Ernesto Rispondi

    10 marzo 2017 at 17:03

    Manca il naso rosso, Giannino.

  2. Luca Rispondi

    11 marzo 2017 at 08:43

    Forse la voglia di fare ha fatto scappare la mano al pur bravino Zaia oppure comincia ad esser stanco e si omologa a tassatori di stato.

  3. aquilone Rispondi

    11 marzo 2017 at 12:34

    Beh, allora Giannino che fare? Chiudere baracca e burattini? Smantellare ciò che è stato fatto (ma a spese di chi?) o abbandonare tutto al degrado facendoci crescere sopra l’erbaccia ad ennesima testimonianza dell’incompiutezza italica?
    Dacci un consiglio alternativo che non costi nulla al contribuente. Perchè, anche trasformare ciò che è stato costruito a semplice strada statale, comporta costose trasformazioni. Ma a spese di chi?
    Consigliaci tu, perchè secondo me non vi sono soluzioni se non quella di Zaia, con la speranza che tra qualche anno o decennio quella autostrada abbia una qualche utilità.
    Infine il profitto. Non le sembra che in Italia vi siano le autostrade più care del mondo che fanno guadagnare ai vari benetton soldi a palate? Se ce nè una che chiude solo in pareggio è una catastrofe? Speriamo soltanto che non crollino i cavalcavia che, in Italia, sembra cosa ormai di routine, vista la bravura dei nostri imprenditori/costruttori

    • femine Rispondi

      13 marzo 2017 at 12:01

      Ebbene sì, devo dire con lei che ha già egregiamente espresso,al caro roboante Giannino: che alternativa c’è ora a danno ereditato per ovviare ad un’opera incompiuta, con territori sventrati, residenti magagnati e ai tempi lontani decisa e, per quel che mi è dato sapere, ritenuta da più parti ( anche istituzionali) utile e vantaggiosa?
      Per inciso, sento pure commenti dell’uomo della strada non solo il camionaro, quello che ogni giorno si trova in mezzo al traffico brutale che guarda all’orizzonte di questa negletta strada come un approdo facilitatore delle sue fatiche di spostamento in codesti luoghi maledetti.
      Tanto per concludere: dica lei signor Giannino che un po’ è un “so tutto”, ancorché simpatico e apprezzabile, diciamo “basta” e molliamo al proprio destino terre e suoi residenti o in qualche doloroso modo si affronta il danno per non avere un peggio al sole dei posteri definitivo?

      • Ernesto Rispondi

        13 marzo 2017 at 18:10

        “ancorché simpatico e apprezzabile”
        Ma simpatico a chi? Se Giannino, che evidentemente si sposta in elicottero, impiegasse un paio di volte la settimana 70 minuti per arrivare da Pero a Cinisello Balsamo (15 km in linea d’aria) capirebbe che negare la necessità della Pedemontana Veneto-Lombarda è un esercizio di follia.
        D’altra parte, seguo Giannino da ben prima che lo seguissero tutti, ed è SEMPRE stato così. Su ogni argomento sa produrre papiri chilometrici, dagli orologi da polso alle ferrovie a scartamento ridotto.
        Papiri scritti e ricorretti in maniera pedante e mirabile, con una logica interna che scalda gli animi.

        Peccato che allorquando si verificano fonti, dati, racconti con orrore si scopre che spesso i dati sono mal riportati o artati, le fonti inesistenti, i racconti romanzati. Giannino è un sofista e sa di esserlo: è un raccontatore per conto terzi di qualsivoglia verità.

  4. sergio Rispondi

    11 marzo 2017 at 13:31

    Alla convention di Forza Pd, aperta ieri al Lingotto,
    con il leader del centro-sinistra-destra Matteo Renzi
    si discuterà della Piddin Tax

  5. feli Rispondi

    11 marzo 2017 at 17:56

    sono perfettamente d’accordo con Aquilone….a meno che Oscar non proponga un’altra soluzione…

  6. Sergio Andreani Rispondi

    11 marzo 2017 at 18:54

    Caro Giannino,

    se Roma non fottesse ogni anno almeno 20 Miliardi di Euro al Veneto ( E oltre 50 alla Lombardia ) al fine di mantenere il Sud e la Sicilia che non paga le imposte, il Nord avrebbe tutti i soldi per pagare la Pedemontana più volte ed anche per ridurre la pressione fiscale.

    Il cancro si chiama Roma, non Zaia e nemmeno Lega Nord.

    Vogliamo l’Indipendenza.

  7. Aldo Rispondi

    12 marzo 2017 at 12:27

    Caro Giannino magari sui numeri Lei potrebbe anche aver ragione , ma mi chiedo se Lei abbia mai viaggiato sulle stradine del Nordest dove , che so, per andare da Vicenza a Conegliano per fare la metà dei chilometri sulla statale si debba per forza prendere le autostrade esistenti a pagamento e metterci metà del tempo ?
    Quando c’è da far pagare il raccordo anulare della capitale si sollevano fumose ragioni ma per girare attorno a Milano pedaggio va pagato ed è anche salato .
    La verità caro Giannino è che quà abita il solito Pantalone che paga e tace.
    Sianmo stufi di mantenere questo stato di lazzaroni senza voglia di far niente.
    Cordiali saluti da Aldo

    • Ernesto Rispondi

      12 marzo 2017 at 18:08

      Tutto giusto tranne i saluti: perché cordiali, verso un propagandista che finge da lustri di essere di destra, per poi portare avanti i peggiori stereotipi e le peggiori campagne anti settentrionali e contro il ceto medio?
      Oltretutto costui, come ai tempi delle leauree millantate, è in pieno delirio di onnipotenza: ci crede tutti fessi al punto da non vedere il suo bluff. Mah.

  8. Filippo83 Rispondi

    13 marzo 2017 at 09:42

    Stavolta nemmeno io sono d’accordo con O. G. Prima di tutto, abbandonare cantieri già completati >30% sarebbe stato uno spreco di denaro ed avrebbe avuto costi (pubblici) non indifferenti.
    In secondo luogo, ma non secondariamente, l’opera serve eccome. Si può obiettare che arrivi in ritardo: nemmeno dal 1990, ma già dal piano originale delle autostrade (1930 o giù di lì…) era prevista una tratta Vicenza-Treviso. Si può obiettare che il tracciato nel Trevigiano serva più ai produttori di prosecco che votano Lega, che ai cittadini di Castelfranco e Treviso (dove ci sono molti più abitanti, ed industrie, che vitigni).
    Ma non si può ignorare la lotta politica e finanziaria che ci sta dietro: non solo Veneto-Italia, ma anche finalmente un concorso con vincitore libero e “straniero”, osteggiato dalla solita “mafia” italica, legata a doppio filo a costruttori fin troppo conosciuti (per cui evito i nomi) ed alle loro amicizie politiche, e nella corte dei conti (stranamente rigidissima in questo caso). Di qui, anche gli studi che dimezzavano o peggio i flussi di traffico previsti. Ora, un ridimensionamento ci può stare: ma già parlare di traffico odierno minore degli anni pre-crisi è grossolanamente sbagliato (provare sulla Brescia-Padova per credere). Se poi il flusso di traffico previsto è nettamente minore di quello odierno sulle regionali/provinciali, né viene considerata tale superstrada come possibile bypass (via A27/A28) dell’intasata A4, allora casca l’asino di studi ad hoc per far fallire l’opera.
    Nemmeno a me piace lo Zaia tassatore: soprattutto non mi piace che ci faccia pagare la sconfitta politica a Roma, l’ennesima, come non bastasse l’abnorme residuo fiscale. Ma sinceramente, fatico a trovare una reale alternativa, purtroppo per noi. Il liberismo che non si impegna a smantellare lo stato italiano così com’è, rimane fine a sé stesso (intendo es. associato al federalismo, quello vero, non intendo intenti eversivi o indipendentisti).

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