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Il nostro otto marzo

Imperversa la retorica sulla festa della donna. Noi celebriamo le eroine curde, avamposto del bene nel cuore dell'inferno. Combattono l'Isis, battendolo. Difendono i loro uomini senza complessi d'inferiorità per para-femministe. Ora e sempre brindiamo a loro

Curde 17Oggi si festeggia la donna. Si festeggia pure me. Ed è l’attacco del pezzo che scrivi decine di volte, come quando ti chiedi chi sei o vorresti diventare e col tempo cambi il finale del racconto. L’otto marzo di per sé è nulla, se estrapoli la figura che viene inondata di mimose, beh, la faccenda cambia. Le ore passano e snocciolano l’ipocrisia dovuta. Il mercato fa il suo sacrosanto lavoro e cavalca l’onda emotiva e il neo-presidente Mattarella dedica alle signore un pensiero: «Senza donne l’Italia sarebbe più povera e ingiusta». Donna. I volti si accavallano, le storie vigliacche si fanno largo tra i ricordi dei sorrisi di chi t’ha allattato. La cosa più forte, più calda. Quel grembo e la consapevolezza che là nulla di male potrà accadere. E c’è altro, l’indipendenza, la femminilità esasperata. La libertà totale d’esser il sesso debole, di smentire o sottolineare la definizione.

Ma qualsiasi cosa diranno in queste ore i politicamente corretti del femminismo aggiornato, quelli incapaci di rispettare l’essenza femminile fino al midollo e quindi di non offenderla riducendole a quote, qualsiasi cosa diranno varrà nulla. Perché sono tutte lì, le nostre donne. Nella foto appesa qui sopra. E se vi bruciano le retine a guardarle è normale, ché ti si aggroviglia lo stomaco quando intuisci chi sono. Il cuore si fermi un istante, in omaggio a quel tutto. Sono le donne curde, sono l’avamposto del Bene al centro dell’inferno. Sono madri che la carne dei loro figli la difendono mitra in mano, che fiere, che ne abbiano sedici o settanta di anni, non celano il volto, lo mostrano alle bestie dell’Isis e glielo urlano con i proiettili che non le avranno mai.

È lì la donna che L’Intraprendente celebra l’otto marzo e ogni santo giorno che un Dio distratto manda in terra. È l’eroina di Kobane che rimasta con un solo proiettile l’ha usato su di sé per non finire schiava del sesso delle belve, per non farli vincere, perché non l’avranno mai. È quel sorriso d’incanto che non potendo più fermare l’avanzata dei demoni taglia-gole ha afferrato l’ultimo ordigno, tolto la sicura e scelto di portarne con sé un po’. Mai in nome della morte, a difesa estrema della vita. A onorarla. È la curda che ha messo al mondo dei bimbi e va sul campo a difendere la loro libertà, mentre l’Europa imbelle li lascia quasi soli, mentre a pochi chilometri insegnano la gioia del martirio. Perché soli i curdi hanno lottato come leoni a Kobane, seppellendo i morti, gente che non s’abitua ai cadaveri e che per non vederne ancora non si concede il tempo di piangerli. L’esercito turco a sbeffeggiarli immobile, l’Unione europea a chiacchierare delle brutture della carotide maciullata.

Le donne portatrici di vita, generatrici di esistente sono lì, eroiche. A sotterrare i loro uomini, i loro figli, certe che li devono fermare, che li fermeranno o moriranno provandoci. Capaci di sorrisi che sfondano la dimensione e vengono a strapparti il petto. L’Isis ha appena distrutto la città antica di Hatra. Non loro, loro no. Quelle donne restano in piedi e non è condizionamento, guardatele, sono belle come non mai. Sono immani, il promemoria all’Occidente che s’è scordato che i figli vanno difesi ad ogni costo, che il domani è un privilegio.

Il nostro otto marzo sono loro, le combattenti curde, che si sono riprese Kobane e stanno rispedendo quei miserabili da dove sono venuti. E vi parleranno di parità, di pregiudizio, di malizia nel dire che una donna è svantaggiata. Vi racconteranno della bellezza di labbra carnose e dell’intelligenza femmina. Diranno un sacco di cose. Un sacco di piccinerie. Perché tutto è vero ma marginale, ipocritamente condito dall’iper-generalismo 2.0. Laggiù il sesso debole divora il divario, senza quote rosa, senza malizia, con il coraggio e la forza che è donna, perché gli uomini non sono i nemici, i loro uomini sono quelli da difendere fino alla fine. Perché con i loro uomini battagliano. Perché non hanno posto per insicurezze e ridicole battaglie di generi. Giganti dalle priorità in fila. Le nostre donne sono loro, oggi e sempre. Ci stanno salvando la vita, forse saranno capaci di salvarci persino l’anima. Come quella madre che m’ha insegnato che se credi puoi tutto e che credere significa combattere. Onore a quelle combattenti e oggi, qui, un solo brindisi, di cui non si cureranno. Ché anche oggi laggiù si spara in nome di tutto, in nome del Bene.

 

 

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di on 7 marzo 2017. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

16 commenti a Il nostro otto marzo

  1. ultima spiaggia Rispondi

    7 marzo 2015 at 18:48

    Superbo articolo. Toccante.
    Bravissima Federica

  2. Paola Rispondi

    7 marzo 2015 at 18:49

    Ammirazione massima per queste donne cha hanno il coraggio di combattere contro l’ISIS per la libertà di tutti noi.
    Non sono più giovane, anzi , ma un pensiero di come battermi per la libertà , a qualsiasi costo, lo sto facendo
    Carla

  3. Talita Rispondi

    7 marzo 2015 at 20:37

    Wow, Mattarella comincia proprio bene!
    «Senza donne l’Italia sarebbe più povera e ingiusta».
    Ma va’?!
    Senza donne l’Italia sarebbe DESERTA.

    Poi, ok! Mi unisco anch’io alle lodi e alla sconfinata ammirazione per le donne curde
    MA
    festeggerò anche tante donne italiane che giorno per giorno fanno quadrare il bilancio familiare, allevano i figli e vivono la vita contro ogni difficoltà.
    Combattenti anche loro.

    Come per tutto, ci sono i pro-FestadellaDonna, spesso esagerati. E ci sono i contro-FestadellaDonna, altrettanto esagerati.
    Quelli per cui la ricorrenza sarebbe da abolire, in quanto rappresenta uno “schiaffo” all’intelligenza femminile:
    ma perché?
    L’intelligenza femminile – se c’è – non si lascia mai schiaffeggiare.
    Piuttosto aboliamo la Boldrina!

    La Festa è solo un’occasione per concentrare le chiacchiere becere in una determinata giornata: non è la causa delle chiacchiere becere, che fanno ghignare anche gli altri 364 giorni dell’anno.
    Arrivo ad accettare perfino l’invasione di mimose (che puzzano, tra l’altro), perché lo stato della nostra Economia non ci consente di arricciare il naso: che si venda qualcosa, dopotutto.

    Idem per quanto riguarda le classiche “tavolate” al femminile, che sono il corrispettivo delle serate per soli uomini o delle uscite con le amiche in altri giorni non festaioli.
    Se agevolano uno scambio di esperienze oppure anche di futilità maschili o femminili, perché no? Meglio tener sempre presente il fatto che uomini e donne sono individui essenzialmente diversi anche negli interessi spiccioli.
    Et vive la différence!
    Magari introdurrei nelle graziose ciance femminili due argomenti di non poco conto:
    le quote rosa, che mi fanno pensare a Miss Piggy dei Muppet,
    e la meritocrazia, su cui dovrebbe essere esclusivamente basata “la lotta per i diritti delle donne”.

    Insomma continuiamo pure a festeggiare la Donna, dovunque si trovi, che per lo più merita di essere festeggiata, e anzi istituiamo pure una Festa dell’Uomo. Rigorosamente con iniziale maiuscola.

    Bene! Comincio a festeggiarmi già da stasera, e buona festa anche a te, cara Federica! :)

    P.S.
    Bellissime foto!

    • Alvaro Rispondi

      8 marzo 2015 at 07:41

      Cara Talita,
      auguri a te e a tutte le donne di “buona volontà”, con una menzione particolare per quelle che hanno avuto la fortuna e la possibilità di essere oltre che donne anche mamme.
      Oggi, ma l’accadimento e’ già anche di ieri, pero’ sono sicuro che mi imbatterò in tutta una serie di discorsi e di comparsate televisive riguardanti le donne piene della solita ipocrisia e del solito buonismo di maniera.
      Parole che andranno, come anche tu dici, dalle famose, e ingiuste, quote rosa da regolamentare anche per legge, sic, alle altrettanto famose “boldrinate” che difendono le donne con diatribe grammaticali inutili e/o che riguardano le donne solo “pro domo sua”, ovvero quelle di sinistra e mai o quasi una difesa di donne che hanno poco a vedere con la politica o sono destrorse.
      Il 5 Aprile festeggerò con mia moglie i 45 anni di matrimonio, ci siamo sposati che eravamo quasi bambini, quindi e’ facile capire quanto bene pensi della mia donna, oltre che delle donne in generale sia ben inteso, che oltre essere mamma ha saputo crescere e molto anche nel campo lavorativo e da qui la famosa “meritocrazia” che e’ ben altra cosa rispetto alle quote rosa.
      E tanto per chiarire meglio il mio pensiero vorrei ricordare il disastro delle quote rosa nel governo attuale:
      Maria Elena Boschi, meriti: mistero gaudioso.
      Marianna Madia, meriti: una certa conoscenza e forse più di una.
      Maria Carmela Lanzetta, meriti: sindaco, sindaca, sindachessa, o che ne so io chiedero’ alla boldrina, l’essere il sindaco anti ndrangheta ma di un comune portato quasi alla bancarotta, e già dimissionata.
      Roberta Pinotti, meriti: un buon curriculum politico a partire dal 2001 anno della sua prima elezione, poco da obiettare.
      Beatrice Lorenzin, meriti: in quota all’inciucio con NCD e per carita’ di patria non vado oltre.
      Stefania Giannini,meriti: poco da dire sulla preparazione e sui precedenti incarichi ma, un ma c’e’ quasi sempre, sembra essere una spendacciona con i soldi di “pantalone” e sotto inchiesta da parte della core dei conti, mah, che la presunta superiorità morale cominci ad essere in bilico?
      Federica Guidi, meriti: sembrano essere molti nella precedente vita da imprenditrice, poco da obiettare.
      Quanto sopra per dire che le quote rosa vanno bene quando sposano anche la parola meriti.
      Comunque e per finire, auguri anche a Federica e a tutte le donne comprese anche quelle che commentano anche qui.
      Alvaro.

      • Talita Rispondi

        8 marzo 2015 at 16:05

        Grazie degli auguri,
        e auguri anche a te e a tua moglie:
        45 anni anni sono un bell’approdo!

        Quando avrete aggiunto i prossimi 45, ti prometto anche i fuochi artificiali 😉

  4. cristiano Rispondi

    7 marzo 2015 at 20:58

    Onore e rispetto per queste donne coraggiose.

  5. ALESSANDRO Rispondi

    7 marzo 2015 at 22:15

    Che belle,fiere e coraggiose, chissà se la Signora Presidenta della Camera le celebrerà . Mi sorge però il dubbio che parteggi per i loro nemici .

  6. Alberto Rispondi

    8 marzo 2015 at 01:21

    Magnifico augurio.Pezzo di bravura e preziosità .Complimenti

  7. gl lombardi-cerri Rispondi

    8 marzo 2015 at 07:06

    La foga del politicamente corretto fa dire fesserie perfino a Mattarella (che non considero mio Presidente ).
    E’ matematico che senza la donne l’Italia non esisterebbe !
    Mentre purtroppo, con certe teste non esiste più la logica.

  8. Jacopo Luca Bricalli Rispondi

    8 marzo 2015 at 18:09

    Il mio pensiero oggi è per le ragazze di Tsahal. Mie sorelle. Israele è e sarà per sempre. Grazie al loro sacrificio. Shalom.

  9. Giorgio Rispondi

    9 marzo 2015 at 09:30

    E siccome dice il Palermitano bianco!Più del 50% dei prodotti alimentari passa per le mani delle donne,e danno un grandissimo aiuto alla nazione (fanno 3 lavori Badante, Operaia, Colf,)proporrà di mandarle in pensione anzichè a 64 anni legge lettame Fornero andranno a oltre 70!

  10. alessioXL Rispondi

    9 marzo 2015 at 12:44

    45 anni di matrimonio ? E ancora non ti sei stancato? Ma possibile..
    Ti dovrebbero dare una medaglia caro Alvaro (Ciop).
    Ad ogni modo agli auguri di Talita (Cip)seppure di sinistra mi unisco anche io, e lo faccio con molto rispetto.
    Una costanza cosi merita questo ed altro.Complimenti.
    Per me una cosa del genere è impossibile..
    Io le cambio spesso perchè dopo un pò mi annoiano.
    Le donne politiche di Berlusconi non avevano meriti , era quasi tutte di bella presenza.
    Quelle di Renzi lo stesso , pochi meriti e solo bella presenza.
    Due facce della stessa medaglia? o no?
    Caro Ciop le critiche che hai fatto a Renzi dovresti rivolgerle anche al tuo capo di Arcore.

  11. aurelio Rispondi

    8 marzo 2017 at 20:29

    Articolo bellissimo ,le donne vere sono in quest’articolo e magari in chi lo ha scritto.

  12. cerberus Rispondi

    8 marzo 2017 at 21:18

    Donna,luce del mondo,vita e amore nascono dal tuo essere
    un uomo senza donna non vive,una donna senza uomo vive da sé.
    Quando un uomo muore invoca la madre,
    poveri quei figli senza una madre
    senza il calore che solo lei sa dare.
    Amare una donna è amare la vita.

  13. Riccardo Rispondi

    9 marzo 2017 at 07:09

    Oggi Oriana sarebbe là e non a fare i soliti pezzi ironici sui capelli di Trump.

  14. lombardi-cerri Rispondi

    12 marzo 2017 at 06:59

    Non riesco a capire, forse perchè sono troppo vecchio, dove sta il problema.
    Il mondo non è diviso tra uomini e donne, ma tra intelligenti e cretini , equamente distribuiti.
    Per me, a casa , mio Padre è stato sempre il signor Padre e mia mamma oltre che il rifugio delle mie ansie, la Regiura, la Reggitrice.
    Reggitrice che nel caso di marachelle, dopo avermi servito di doverose sberle, accompagnava l’esercizio con la frase : “guarda che se ti becco un’altra volta lo dico a papà”. Punto e basta!

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