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Emiliano, la nemesi di Renzi

Il governatore della Puglia rimane a sorpresa nel Pd. Così rinfaccerà ogni giorno a Renzi la colpa della scissione di cui lui è stato uno degli artefici. Tramontato il Partito della Nazione, l'ex magistrato lancia un'Opa "meridionalista" contro il segretario, usando i suoi stessi metodi...


IMG_0444La “scissione degli scissionisti”, con la mossa a sorpresa di Emiliano, che resta nel Pd per condurvi, a quanto sembra, una battaglia che prolunghi il tormento per Renzi, con ambizioni non nascoste di dare ad essa un tono ed un reclutamento meridionalista, non apre una fase nuova nella politica italiana. Piuttosto sembra il portato di una situazione, di un metodo, di una cultura che oramai hanno soppiantato quel tanto di “naturalezza” ancora presente e serpeggiante tra le vicende politiche.

Emiliano, non lo dimentichiamo, è un magistrato, che ha fatto “le prime armi”, guarda caso, proprio ad Agrigento, dove un partito dei magistrati “sommerso” ha fatto da battistrada a vicende, a volte grottesche e, pirandelliane, poi diventate “normali” un po’ dovunque. Emiliano, che oramai ha una lunga esperienza politica in una Regione come la Puglia, anch’essa emblematica di un certo tortuoso e molliccio andazzo delle cose, ha capito che quando in Italia si parla di “spazio politico” non si deve pensare al “vuoto” di idee e di presenze di un certo stampo, di un certo indirizzo, ma piuttosto del fastidio, dei risentimenti, del malcontento che il “pieno” di una qualche politica inevitabilmente lascia dietro di sé. Emiliano non ha voluto lasciare Renzi a godersi una rinnovata onnipotenza nel Pd provocata dalle sue sciagurate iniziative. A godersi la mancanza di una forza politica nel Paese che si possa attribuire il successo del No al referendum. Ed a “scaricare” ogni futura, ulteriore sciagura sugli “scissionisti”.

Sarà Emiliano a rinfacciare ogni giorno a Renzi la colpa della scissione di cui lui, Emiliano è stato uno degli artefici. E sarà Emiliano, è questo che egli spera di ottenere, a dar corpo e significato alla valanga dei No nel Mezzogiorno. Tramontato il “partito della Nazione”, l’ex magistrato spera di potersi mettere a capo di un “partito delle Regioni” diseredate.

Detto tutto ciò non sarebbe necessario aggiungere che se pare manchi una forza politica capace di interpetrare ed aggiudicarsi il significato della vittoria del No, se è stata persa un’altra occasione per una rinascita dei valori di libertà e di democrazia, di un “ritorno” alla semplicità grande e possente della ragione, non mancherà lo sciacallaggio, il piccolo cabotaggio. Qualcuno ha scritto nei giorni scorsi che a volere a tutti i costi una scissione nel Pd era Renzi. Proposizione assai attendibile. Credo che non gli sia andata per il verso desiderato. Renzi ha cavalcato il partito dello sciacallaggio sul cadavere della Prima e della Seconda Repubblica. Oggi sembra che debba vedersela con un sostanziale sciacallaggio nel suo progettato partito “plebiscitario” della Nazione. Morto prima di nascere.
Chi di spada ferisce…
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di on 3 marzo 2017. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Emiliano, la nemesi di Renzi

  1. Luca Rispondi

    23 febbraio 2017 at 09:01

    Ragazzi che strateghi stiamo vedendo.Chissà quando rivedremo qualche politico vero ,preparato e strutturato .Da mani pulite in poi abbiamo fantasmi e magistrati che vivono di un profondo amore per se stessi mascherato da attenzioni a non so che.Bel tipetto questo Emiliano al quale ricordiamo che l’unità del paese non è mai esistita e adesso la povertà ci sta rendendo uguale al sud anche il nord operativo e produttore di ricchezza come da perseguita e raggiunta ideologia sinistra e comunista e nulla risolverà con le sue giravolte intrattenendosi in un politica da fallimento studiata e comprovata.Tanto la sua sedia calda gliela lasciano.Un parlamento pieno di magistrati non mi sembra cosa buona .

  2. ultima spiaggia Rispondi

    23 febbraio 2017 at 09:34

    Quanto guadagnano i vari “Emiliano”? Il problema è tutto lì.
    «”Vado, soffro, rimango”. L’ex pm gioca alle tre carte»
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/vado-soffro-rimango-lex-pm-gioca-tre-carte-1367325.html
    La verità è che dal 1965 in poi, con l’abrogazione della legge che determinava gli onorari dei politici, la nascente Casta si è preoccupata solo di gonfiarsi gli stipendi, le pensioni, i privilegi, chiamandoli diritti acquisiti.
    Siamo un Paese di ladri.

  3. sergio Rispondi

    23 febbraio 2017 at 13:28

    Renzi goes to Hollywood → https://twitter.com/matteorenzi/status/834687340320808960
    ( e non ti perdere le prossime puttanate !)

    • sergio Rispondi

      23 febbraio 2017 at 13:31

      (ops) intendevo scrivere: ‘ le prossime puntate ‘
      scusate

  4. adriano Rispondi

    23 febbraio 2017 at 13:30

    Il partito della nazione c’è,con varie opzioni.Si parte dal PD con FI e si può arrivare al 5S con il PD.Chi può escluderlo in un mondo proporzionale sempre in emergenza.Forse l’unica soluzione da scartare è PD/5S/FI,ma non è detto.Mai porre limiti alla divina provvidenza.Per il bene della nazione si fa questo e altro,magari con formule appiccicose come il sostegno esterno o un Nazareno allargato al Colosseo.Se gli italiani non si svegliano e mandano a casa i vecchi arnesi non ci resta che comprare l’attrezzo per fare nuovi buchi alla cinghia.

  5. Francesco_P Rispondi

    23 febbraio 2017 at 13:44

    Ai tempi di Stalin, dopo ogni congresso del PCUS il numero delle fucilazioni e quello delle deportazioni subivano un’impennata. Per fortuna dei catto-comunisti, il Compagno Renzikov non è Stalin e non può far fucilare il compagno Bersanov e gli altri dissidenti. Ma i contorcimenti mentali sono gli stessi.

  6. aurelio Rispondi

    23 febbraio 2017 at 18:42

    Singolare la giravolta del cavaliere che avviene ogni quarto d’ora.Dieci minuti fa dichiarava la costrinzione ad accordarsi con Renzi il dc sinistro e furbo e tre minuti fa parla,se parla lui,di unificazione con il pretendente a capo salvini.Mah,dove sarà il buono se c’e’dall’una e dall’altra parte.

  7. ultima spiaggia Rispondi

    24 febbraio 2017 at 15:45

    A conferma del mio precedente commento, “Quanto guadagnano i vari “Emiliano”?”, leggete l’articolo di Fabrizio Boschi: “Emiliano resiste in compagnia. Altre 8 toghe non si dimettono. Dalla Finocchiaro agli ex pm Casson e Dambruoso: chi fa politica senza lasciare magistratura e scatti di carriera…”
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/emiliano-resiste-compagnia-altre-8-toghe-non-si-dimettono-1368112.html
    Della serie: I parassiti d’Italia.
    Alla faccia di chi muore di fame!

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