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Spennati e (s)contenti

L’Agenzia delle Entrate anche quest'anno plaude all'ennesimo record di recupero dell’evasione fiscale. La domanda da porre è allora solo una: se siamo di più a pagare, perché non paghiamo di meno?

tasseI comunicati stampa dell’Agenzia delle entrate che plaudono al record di recupero dell’evasione fiscale sono ormai un appuntamento fisso. Anche nel 2015, e prima ancora nel 2014, l’Agenzia delle entrate aveva annunciato dati senza precedenti con il direttore Rossella Orlandi che aveva parlato di «ennesimo record dopo quello del 2014», in contraddizione rispetto al rapporto della Corte dei conti per l’anno 2015 e precedenti.

Ma la memoria è troppo corta per ricordarsi se davvero l’ultimo anno è stato il migliore di sempre, e passi pure che abbocchiamo alla notizia che il traguardo si sposta più avanti. Quest’anno, nei 19 miliardi incassati pesano i 4 miliardi della voluntary disclosure, una sorta di condono sui capitali all’estero di carattere eccezionale. Dei 15 restanti, 8 sono somme già dichiarate ma non ancora versate, che non possono essere considerate frutto di attività di controllo sostanziale.

Regole e mondo del fisco sono oscure per chi non è del settore, e passi pure che il governo e l’Agenzia si adagino sulle nostre incompetenze per mettere nel calderone delle somme riscosse voci che con il recupero strutturale e i controlli sostanziali hanno poco a che fare. Tuttavia, anche in difetto di memoria e competenza fiscale, dovrebbe venire naturale chiedersi come mai, se le somme recuperate all’evasione sono sempre di più, le tasse non diminuiscono in maniera corrispondente.

Basterebbe questa domanda per replicare al fortunato adagio del pagare tutti per pagare meno, che rende inscalfibile come fosse un sacrosanto dogma la lotta all’evasione. Purtroppo, anni di retorica hanno prodotto i loro effetti. Un termine bellicoso come «lotta» viene usato anche solo per individuare il contribuente indotto in errore nella compilazione del 730. E che dire della figura dell’evasore totale, inesistente come gli untori ai tempi della peste, visto che la maggior parte delle tasse che paghiamo è già incamerata nelle cose che compriamo, usiamo, facciamo?

Additare un nemico in lontananza è un abile strumento di distrazione dai pericoli che abbiamo accanto. La lotta all’evasione non è servita granché, se l’obiettivo era abbassare le tasse. Però è stata molto efficiente nello spostare l’attenzione dalla spesa alle entrate. Se non fosse così, ad ogni annuncio record dell’Agenzia l’ovvia reazione non sarebbe un indistinto plauso, ma una semplice domanda: se siamo di più a pagare, perché non paghiamo di meno?

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di on 21 febbraio 2017. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Spennati e (s)contenti

  1. ultima spiaggia Rispondi

    21 febbraio 2017 at 08:35

    La solerte Agenzia delle imposte a quale “record” plaude? A quello che fa aumentare la povertà delle famiglie italiane, consequenziale alla chiusura o al fallimento delle imprese italiane, o al recupero dell’evasione delle attività gestite dagli stranieri, che nessuno controlla?
    L’Agenzia delle imposte quanto ha ricavato dai “vu cumprà”, dalla prostituzione, dallo spaccio della droga, dal “business clandestini”?
    La legge è “uguale per tutti” o sulla Costituzione è scritto che dobbiamo subire le angherie di uno Stato criminale?

    • fab53mz Rispondi

      21 febbraio 2017 at 11:17

      condivido 100%

    • Francesco_P Rispondi

      21 febbraio 2017 at 16:34

      Anch’io approvo al 100%

    • cerberus Rispondi

      21 febbraio 2017 at 20:16

      Esatto,anzi esattissimo.

  2. Padano Rispondi

    21 febbraio 2017 at 10:33

    Ieri sera a “Dalla vostra parte” anche l’invitato della Lega appoggiava le rivendicazioni retributive dei vigili del fuoco.
    Sì, diamo ancora più soldi ai dipendenti pubblici. Tanto sono i privati che pagano.

  3. Emilia Rispondi

    21 febbraio 2017 at 11:04

    Pantalone paga finché non si rompe le scatole. Facciamo un po’ di previsioni: Il Pd é alla frutta, il m5s sta mostrando i suoi limiti, il Cdx non esiste più, e allora alle prossime elezioni chi votiamo? Salvini? Meloni? É un dilemma

  4. fab53mz Rispondi

    21 febbraio 2017 at 11:18

    la risposta e’ semplice: se lo stato incassa di piu’, aumenta le sue spese (ed i suoi sprechi)

  5. Geometra67 Rispondi

    21 febbraio 2017 at 11:19

    Tutte le entrate fiscali dello stato sono circa 800 mld(bilancio Banca d’Italia).Le tasse “evadibili”sono circa 120mld.Se ogni anno si recupera cosi’ tanto dovremmo avere aliquote bassissime!!

  6. aurelio Rispondi

    21 febbraio 2017 at 12:58

    Ma continuano a raccontarci balle.Fanno pagare di più sempre gli stessi e fanno multe a non finire anche sulla proiezione delle ombre.Non esistono le quantità di denaro che dicono eppoi dovremmo sapere se quello è l’accertato e non contestato o l’incassato.Ed oltre alla domanda dell’eccellente Bruno Leoni perchè non paghiamo di meno va aggiunto perchè il debitazzo pubblico aumenta ogni giorno?

  7. Francesco_P Rispondi

    21 febbraio 2017 at 16:34

    Ecco la fine che fanno i soldi delle tasse.
    I furbetti della casta danzavano biotti durante l’orgia dell’UNAR davanti ai cadaveri di milioni di contribuenti a cui avevano rubato tutto (vedere http://www.ilfoglio.it/contro-mastro-ciliegia/2017/02/21/news/la-sgomentevole-orgia-ministeriale-e-il-comunicato-peggio-del-family-pompiere-121429/ ).
    C’è da ribaltare tutto prima che sia troppo tardi. Ci siamo vicini, molto vicini.

  8. adriano Rispondi

    21 febbraio 2017 at 17:53

    Perché è l’unico modo che rimane per finanziarsi.Uno stato “normale” può farlo con l’emissione di debito,di moneta e con la riscossione di tasse.Noi siamo furbi ed abbiamo pensato bene di rinunciare alle prime due.Rimangono le tasse.I risparmi di spesa,quando riguardano gli sprechi,sono sacrosanti.Se vanno ad intaccare,come in Grecia,un livello minimo di decenza no e comunque hanno un limite.Non conosco altre fonti “illimitate” ma solo monete “irreversibili”.

  9. cerberus Rispondi

    21 febbraio 2017 at 20:24

    Loro ESULTANO! Noi paghiamo di più, le spese fisse per le aziende sono in continua crescita,le questioni aperte di Alitalia e varie aziende pubbliche e private sono con l’acqua alla gola….e loro ESULTANO.
    IO MI CHIEDO MA QUANDO CI INCAZZIAMO?

  10. lombardi-cerri Rispondi

    22 febbraio 2017 at 07:00

    La risposta è semplice : a Roma hanno la ferrea convinzione che il popolo si sia ormai abituato a pagare tasse a quel livello. Protestando, ma pagando.
    E allora chi lo fa fare di diminuire le tasse a fronte di maggiori entrate?
    Esempio clamoroso : il canone RAI, finito pari pari in aumento dei guadagni dei dipendenti e consulenti.

  11. vittorio Rispondi

    27 febbraio 2017 at 15:41

    e ci dicono che rischiamo procedura d’infrazione non riuscendo a trovare nel bilancio dello Stato 3,5 mld su un totale di 850! I 19 mld di recupero a cosa sono serviti !

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