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Colpevole. Di intraprendenza

Il diciassettenne torinese che vendeva merendine ai compagni (ormai vero perseguitato) è stato multato con 5mila euro. Si è macchiato di una colpa imperdonabile, nel Paese delle industrie di Stato e dei politici di carriera: ha avuto un guizzo imprenditoriale. Il nostro consiglio: vattene ragazzo, tu che sei in tempo, e sii libero...

Schiacciato dallo StatoQuesta è una brutta storia, peggio, è ignobile, uno spaccato del Paese in cui mi vergogno di vivere, e di provare a intraprendere. Ma già questo è troppo, per loro: avere un’idea, un guizzo della mente oltre la tristezza del già dato, inseguirlo, provare a tradurre il pensiero in azione, inventarsi qualcosa che offra un bene agli altri e generi del profitto per se stessi. Sì, profitto, la parola che fin dai banchi di scuola una classe insegnante/dirigente mediocre, ipersindacalizzata, dedita al livellamento costante delle coscienze, ci agita in faccia come il demonio. Che poi, nella realtà fuori dai Consigli d’Istituto, il profitto è ciò di cui vivono le società moderne, avanzate, fondamentalmente libere (fatevi un giro nella Silicon Valley, 97% di occupazione).

Non è un’espressione retorica, fin dai banchi di scuola. È cronaca (nera), ci svuotano fin da lì, con la scusa dell’educazione (la loro, sempre), è nel luogo in teoria deputato alla fortificazione dell’intelletto che ci instillano il dogma laico del collettivismo, l’orrore del talento e della diversità, la scomunica per il deviante. Prendete, ancora (purtroppo) la storia del diciassettenne studente di Moncalieri, nel Torinese, che vendeva ai propri compagni snack “alternativi” a quelli delle macchinette scolastiche, ormai vero e proprio perseguitato di Stato a cui questa redazione, per quel che vale, urla tutta la propria solidarietà umana. L’ultima punizione a cui è stato sottoposto questo ragazzo (un eroe dell’ordine spontaneo della catallassi, direbbe Hayek, da ricondurre costi quel che costi all’ordine italico della norma e degli uffici), dopo la sospensione per dieci giorni e il 6 in condotta (roba che non sì dà nemmeno a chi aggredisce il professore a calci), è troppo anche per coloro che, come chi scrive, non nutrono alcuna illusione sul tasso di statalismo feroce del nostro Paese. Gli hanno contestato la violazione della legge sul commercio (il quale in una società civile non avrebbe alcun bisogno di essere normato e regolamentato, sarebbe semplicemente lasciato libero di esprimersi), comminandogli una multa. Di cinquemila euro. Non so se avete capito, se abbiamo capito, le orecchie di qualunque uomo affezionato alla libertà dovrebbero sanguinare. Cinquemila euro a un diciassettenne che (peraltro per contribuire a difficoltà economiche famigliari, care anime belle dell’aperitivo radical ormai completamente scisse dalla sofferenza quotidiana) si è macchiato di una colpa imperdonabile, nel Paese delle industrie di Stato e dei politici di carriera. Ha avuto un guizzo imprenditoriale. Si è ingegnato, ha creato un’offerta più intonata alla domanda, è andato nei discount a cercare le merendine migliori per rapporto qualità/prezzo, ha ri-tarato la sua offerta in base al responso della clientela, presentando snack non previsti dalle macchinette scolastiche, il tutto a un prezzo minore. Generando dunque anche benessere diffuso, ampliando le possibilità di scelta e migliorando la vita del consumatore, in questo caso i suoi compagni di scuola, come sempre fa la concorrenza quando si presenta nella sua veste autentica, spontanea, di per sé innovativa. Troppo, inaccettabile, per un Paese che nel 2016 trovavate all’ottantaseisemo posto nella Classifica della Libertà Economica, tra il Marocco e il Madagascar, e non è una battuta, è una tragedia nazionale. Non va solo sospeso, non solo va colpito nella valutazione della condotta a causa di un comportamento creativo e fruttuoso, un ossimoro devastante che potrebbe segnargli il carattere a vita, ma va colpito duro, non dovrà neppure conservare un vago retopensiero sulla possibilità di perseguire un’iniziativa in proprio, che intacchi la merendina di Stato, la scuola di Stato, il capitalismo di Stato che domina in un Paese dove ci sono dei buontemponi (per la verità in aumento, e purtroppo anche “a destra”) che se la prendono quotidianamente con le storture del libero mercato.

Il libero mercato non esiste, è questo che un ragazzo diciassettenne eccentrico e intraprendente deve imparare, a caro prezzo. Cinquemila euro, per la precisione. Che schifo. Vattene, ragazzo, tu che non sei ancora invischiato per rapporti o professione, tu che sei stato manganellato e tosato, ma non ancora fregato irrimediabilmente, tu che puoi ancora ribaltare il tavolo in cui vogliono obbligarti a giocare, quello dove il mazziere vince sempre, e non sei mai tu, non sono mai io, è sempre lui, il Leviatano vigliacco e assassino d’intelligenze. Vattene, e sii libero.

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di on 21 febbraio 2017. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

23 commenti a Colpevole. Di intraprendenza

  1. rosario nicoletti Rispondi

    13 febbraio 2017 at 08:40

    Sono stato colpito dalla notizia qui riportata con uno sdegno pari a quando ho saputo che la Cassazione (sic!!) ha dato il via libera all’estradizione di una cittadina italiana accusata (sic!) in Brasile di avere maltrattato (in Italia) una cittadina brasiliana. Un Paese come il nostro andrebbe semplicemente CANCELLATO, non avendo alcun motivo per esistere.

    • Andrea Rispondi

      16 febbraio 2017 at 19:26

      Giustissomo ciò che dici, ma risparmiami assurdità del tipo ” Un Paese come il nostro andrebbe semplicemente CANCELLATO, non avendo alcun motivo per esistere”.
      I paesi da cancellare realmente sarebbero ben altri.

  2. Franco C Rispondi

    13 febbraio 2017 at 09:35

    Questa è l’ italia!
    Da sempre, debole coi forti e forte con i deboli.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    13 febbraio 2017 at 09:57

    Sarebbe una storia ignobile in un Paese normale. L’Italia è un Paese normale?
    È normale che il Palazzo presidenziale costi 250milioni di euro all’anno? (in Francia costa 90mila, in Inghilterra 60mila, in Germania solo 20mila).
    È normale che il presidente del Consiglio si sposti con un Airbus 350-500 in grado di trasportare 300 passeggeri?
    È normale che la Rai incassi sia il canone, sia la pubblicità, vendendo un prodotto al prezzo di due? (faccio notare che i soldi ricavati dalla pubblicità non piovono dal cielo, ma gravano sulla spesa dei consumatori). «Rai, svelate le carte top secret: ecco tutti gli stipendi e appalti – I documenti interni della Rai sugli stipendi di conduttori, star e giornalisti. In totale 129 contratti in sei mesi firmati da Campo Dall’Orto per un totale di 340 milioni di euro»
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/rai-svelate-carte-top-secret-ecco-tutti-stipendi-e-appalti-1360991.html
    È normale un vitalizio di 3.108 euro lordi al mese per aver svolto un giorno da deputato?
    È normale che il ministro dell’economia non sappia quanto costa un litro di latte e un litro di benzina? http://blog.ilgiornale.it/rossi/2017/02/09/il-bamboccione-antifascista/
    È normale… ecc. ecc. ecc.

  4. Luca Rispondi

    13 febbraio 2017 at 10:14

    Sempre una storia kafkiana ma questo è il paese come lo hanno ridotto questi pericolosi ideologizzati che ci vogliono tutti uguali nella povertà .Una barzelletta che farà ridere il mondo evoluto non certo quello dei comunistizzati come da noi ,quel mondo illiberale che non conosce né può praticare la libertà d’intrapresa,termine sconosciuto ed odiato per invidia da incapacita’da gran parte degli statali ,insegnanti compresi ,che vivono di stipendi portati via con tasse assassine e debito pubblico da leader mondiali proprio a quelli che come quel ragazzino hanno saputo usare le loro capacità sfidando il mercato e uno statalismo cattivo ,invadente e punitore che uccide o fa scappare le imprese .Onore al ragazzo,lui diventerà qualcuno chi lo condanna resterà per sempre quello che è ,ed a noi la speranza che magari nel tempo questo impari a conoscere il termine vergogna .Che squallore ragazzi!

  5. orsonero Rispondi

    13 febbraio 2017 at 11:17

    sono le metastasi del comunismo che
    imperversano nella pubblica
    amministrazione,nella scuola,nella
    giustizia,nel giornalismo e nello
    spettacolo.
    Siamo un paese vecchio,senza
    prospettive.
    Siamo destinati ad una ineluttabile
    decadenza accompagnata dalla
    sparizione della classe media
    produttiva.Vera colonna portante
    di un paese civile e progredito.

  6. geometra67 Rispondi

    13 febbraio 2017 at 11:41

    Penso che nessuno dei “collettivi universitari”che hanno devastato l’Università di Bologna non saranno puniti così duramente!

  7. Epulo Rispondi

    13 febbraio 2017 at 11:41

    mi piacerebbe sapere quanti venditori abusivi di accendini o altre cineserie contraffatte varie siano mai stati multati di 5.000 euro. Ah no, loro vengono dal Terzo Mondo sfruttato dal Primo Mondo, quindi per necessità possono tutto. Ogni qual volta qualche sindaco ha cercato di fare qualche controllo in spiaggia i radicalchic frequentatori della stessa sono stati pronti a insorgere!

  8. Emilia Rispondi

    13 febbraio 2017 at 11:44

    Vedo nero, sempre più nero. E non ditemi che esagero. Il comunismo in Italia esiste da 70 anni, camuffato si ma esiste. Per spazzarlo via i metodi democratici non servono.

  9. femine Rispondi

    13 febbraio 2017 at 11:59

    Non sembra vero! Eppure accade anche questo; politicume senza vergogna; gestori/dirigenti della scuola con il cervello all’indietro e orientato alla fregatura sistematica di chi si dimostra fuori dagli schemi precostituiti pro mangiatoia statal/sindacale quale fornace sempre accesa a bruciare sostanze e anime. Il turpe provvedimento prima di sospensione con 6 in condotta che lo destina alla bocciatura certa e poi l’aggiunta della multa ( presumo del fisco nostrano) dovrebbe far insorgere e andare in piazza la comunità degli studenti almeno di quella scuola per protestare ed opporsi finalmente per una causa rivendicatrice di libertà e di giustizia giusta. Ma non trovo questa notizia qui nell’articolo. Tutti zitti e allineati in difesa del proprio status quo del meglio non intrigarsi? Mentre a Bologna gli smargiassi universitari “collettivi” fanno ferro e fuoco contro i condivisibili tornelli messi a controllo dell’accesso indiscriminato quale garanzia/protezione per chi accede alla biblioteca aperta anche in ore notturne.
    Ogni giorno si ha la conferma che non c’è speranza alcuna di veder risorgere il nostro paesello. Il giovane troppo intraprendente per gli schemi nostrani dovrà andarsene ( potendo) per trovare un futuro decente in un qualsiasi posto che gli consenta di avere rispetto e giustizia, anche se non sarà la mitica Silicon Valley che perfino il Sor Renzi, pancia al vento, ha visitato e magnificato a parole.

    • Epulo Rispondi

      14 febbraio 2017 at 09:50

      gli studenti hanno protestato. Contro l’Istituto Einaudi che premiò il ragazzo.

  10. aurelio Rispondi

    13 febbraio 2017 at 12:36

    Hanno devastato la classe media che non esiste quasi più.Da tempo ci si occupa anche della distruzione di aziendine e piccole imprese,per quelle grandi arrivano i denari da Banca Etruria e company.Si non resterà nulla se non la possibilità di essere acquistati da Francia , Germania e asiatici vari.Siamo già una colonia statalizzata,centralista e controllata dall’estero e dalla finanza.Tutti contenti e continuiamo a votare chi multa il ragazzo intraprendende per 5000 euro che non ha ma che fanno comodo per pagare gli stipendi di chi fa la multa.

  11. Ernesto Rispondi

    13 febbraio 2017 at 13:54

    E qui ben rileva una notizia che campeggia in questi minuti sulle homepage di tutti i quotidiani comunisti (Corriere e Stampa in prima fila): col nuovo progetto di riforma, gli statali verranno PREMIATI (sì avete capito bene, premiati) con part-time, lavoro da casa e asili nido dedicati a spese della comunità.
    Ovvero, una masnada di evasori fiscali, concussori e fancazzisti, che ha ridotto l’efficienza della pubblica amministrazione a posizioni peggiori di quella della maggior parte dei paesi africani, si vede concedere una NUOVA carrellata di prebende oltre a quelle che già hanno.
    Per chi produce ricchezza persecuzione fiscale e, se non basta, giudiziaria. Tasse altissime. Rischi ovunque. Per i compagni della casta degli statali premi per aver devastato il paese.

    Chi non riesce a vedere, in tutto questo, il progetto marxista di un pogrom ai danni della classe media lombarda e veneta o è fra i mandanti, o è un idiota (e nel campo della destra pullulano). E il leader senile devastato dagli effetti collaterali del sildenafil che fa? Le prove per accordarsi con le squadre rosse che stanno massacrando milioni dei SUOI elettori. Ma tanto per il giornalisti “di destra” la colpa è di Salvini o della Meloni. Chiudete, è meglio, se dovete continuare a non prendere posizione.

    • Andrea Rispondi

      16 febbraio 2017 at 21:41

      @@
      che ha ridotto l’efficienza della pubblica amministrazione a posizioni peggiori di quella della maggior parte dei paesi africani,
      @@

      Questa è una sciocchezza immane.
      Un conto è evidenziare l’inefficienza della pubblica amministrazione italiana e paragonarla a quella di altri paesi dell’Europa dell’ovest,* tipo l’Inghilterra o la Germania (tanto per citarne due) e un conto è portare i soliti paragoni senza senso, da tipico italiano disfattista ed esterofilo, con paesi arretrati come quelli africani, in cui la corruzione e l’inefficienza è molto più elevata rispetto all’Italia.

      ———–
      * Per quando riguarda l’inefficienza della pubblica amministrazione, in Europa dell’ovest c’è un paese che sta messo peggio dell’Italia, ed è la Grecia.

      • Ernesto Rispondi

        22 febbraio 2017 at 16:51

        Caro il mio sapientino buffoncello, la sciocchezza immane al limite l’hanno fatta i suoi genitori.
        Butto via tempo con un arrogante cretinetti come lei, ma più per informare gli altri delle dimensioni ciclopiche della crisi italiana (ed europea!) che non per rispetto verso di lei (non ne ho alcuno, che rispetto si deve avere di un ignorantello che si crede informato); richiamo i numerosi lavori di Antonio Afonso, che con Shucknecht e Tanzi ha elaborato formule matematiche che misurano, fra le altre cose, l’efficienza del settore pubblico.
        Bene. In studi che riguardano gli anni dal 2013 al 2015, comparati fra Europa e America Latina, è emerso (è stato MISURATO, altro che sciocchezze) che il settore pubblico italiano è MENO efficiente di quelli, in ordine alfabetico, di: Belize, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costarica, Repubblica Domicana, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Giamaica, Messico, Panama, Paraguay, Perù, Suriname (SURINAME!!!), Trinidad e Tobago.
        Fanno peggio di noi solo Argentina, Guyana, Nicaragua, Uruguay e Venezuela…

        Non ho voglia di tirare fuori i quaderni relativi all’Africa, ma TUTTO il nord Africa performa meglio dell’Italia.
        Si vada a nascondere, lei e colleghi fancazzisti ed evasori.

  12. Mister Libertarian Rispondi

    13 febbraio 2017 at 17:09

    Per trovare un paese che perseguita gli imprenditori e i lavoratori autonomi come l’Italia di oggi bisogna risalire all’Urss di Stalin.

  13. adriano Rispondi

    14 febbraio 2017 at 05:51

    Notizia non commentabile.Beato chi riesce trovare delle parole.Per fortuna sono vecchio.Povero futuro.

  14. Lucilla Rispondi

    14 febbraio 2017 at 11:50

    Colpevole di non essere extracomunitario

  15. CESARE SANITA' GOSS Rispondi

    14 febbraio 2017 at 18:59

    Son sdegnato come tutti quelli che hanno scritto i loro post. Sono sdegnato per quei ladroni che non vedono l’ora di perseguitare un povero ragazzo, sono sdegnato in tutto. Però, io, non darei il consiglio di andarsene, ma di stare qui per lottare insieme a chi rimane. Sarà dura, ma con il scappare non si risolve nulla! Sono come quelli che si vantano di non andare a votare, pensano di fregare la classe politica, invece si fregano loro e noi (chi va a votare). certa classe politica è ben contenta che vadano pochi elettori a votare perché sa benissimo che ci sarà sempre chi la voteranno.

  16. Andrea Rispondi

    16 febbraio 2017 at 19:21

    Premesso che anch’io trovo a dir poco assurdo tutto ciò, al tempo stesso devo dire che ne ho pure le palle piene di chi dice di “vergognarsi” di vivere in Italia, così come sono stufo di tutti quegli italiani convinti che l’erba del vicino sia sempre più verde e che il resto del mondo somigli in toto all’Inghilterra, al Canada, all’Australia o alla Danimarca.
    No, signori, la gran parte del pianeta è molto peggio del nostro Paese.
    Certo, è una magra consolazioine, su questo non ci piove; ma sarebbe pure il caso di darci un taglio a questi continui piagnistei.
    L’Italia è secondo voi “il peggior Paese del mondo?”.
    Bene e allora fate le valigie e andatevene, magari in Somalia o in Corea del Nord (paesi “democraticissimi”), magari in Turkmenistan o in Afhganistan (paesi notoriamente “evolutissimi”), al limite in Messico, in Colombia o in Brasile, ossia luoghi dove non esiste minimamente la violenza e la corruzione.

    Saluti.

    • Maya Sini Rispondi

      19 febbraio 2017 at 19:17

      Non capisco che senso ha confrontare con Somalia e Corea; io mi accontenterei di vivere a 20 Km da casa mia: in Svizzera.

    • Emilia Rispondi

      21 febbraio 2017 at 21:12

      No, io resto e protesto. Visto che pago le tasse fino all’ultimo centesimo.

    • ultima spiaggia Rispondi

      23 febbraio 2017 at 13:11

      Credo che tu stia facendo un po’ di confusione. Nessuno di noi si “vergogna” dell’Italia, ma dei parassiti che la divorano.

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