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Un vaffa al Soviet di Beppe

Le bufale si combattono solo con la buona informazione, e ai tribunali popolari come a ogni idea di Grandi Fratelli Censori della Rete va opposto un chiaro e fermo "mai e poi mai"

grilloAvvampa il confronto su come fronteggiare le fake news in rete, Grillo propone un tribunale popolare che giudichi l’informazione, Mentana lo querela, la Cassazione emana una sentenza che lascia allibiti e per la prima volta considera corresponsabile di diffamazione il gestore di un sito che ha pubblicato l’opinone di un terzo che ne ha risposto personalmente perché non anonimo. Tutto questo mentre la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo NON considera responsabili gestori di siti neanche per commenti anonimi né di trolls. Come spesso avviene in Italia, enorme polverone sollevato in cui mulinano proposte vertiginosamente eccessive.

Per quanto mi riguarda, le bufale si combattono solo con la buona informazione, e ai tribunali popolari come a ogni idea di Grandi Fratelli Censori della rete va opposto un chiaro e fermo “mai e poi mai”. A parte i contenuti di terzi manifestamente illeciti e istigatori di odio – etnico, religioso, sessuale eccetera – che vanno cancellati come gli Ott Twitter e Facebook già fanno (persino con eccessi discutibili), per il resto delle diffamazioni risponde solo personalmente chi le fa, e già il codice delle comunicazioni dispone che su istanza di una parte che si considera lesa avvenga la rimozione sollecita dei post in questione. Ma proporre grandi inquisitori preventivi significa semplicemente sconfinare nella scomunica.

Preferisco tutta la vita la sintetica semplicità della norma statunitense adottata la bellezza di 20 anni fa. Section 230, Communications Decency Act 1996: “No provider or user of an interactive computer service shall be treated as the publisher or speaker of any information provided by another information contenty provider”. No, la rete NON è una testata d’informazione con un mega direttore responsabile che ne risponda come una testata d’informazione. Crederlo può essere effetto di ignoranza semplificatoria, e allora basta riflettere. Ma ci sono troppi in giro che oggi invocano la mordacchia semplicemente per liberarsi di pensiero scomodo. No grazie.

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di on 6 gennaio 2017. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a Un vaffa al Soviet di Beppe

  1. Jonny Rispondi

    4 gennaio 2017 at 09:11

    Pur non essendo un Grillino, contrariamente a quanto sostenuto da Giannino, plaudo alla provocazione lanciata da Grillo in quanto solleva un problema che esiste e finora è stato ignorato, pur essendone assuefatti siamo però complici di un sistema perverso, nonché succubi di una informazione da regime totalitario. Ricordo ad esempio le bufale raccontate dalla maggiore stampa cartacea o televisiva a riguardo del recente Referendum di Renzi&C. che sintetizzo: Spread, Euro, Europa, Banche ecc. ecc. Su internet l’informazione si può sceglierla, ma non è accettabile avere una informazione spesso istituzionale che acquisisce dalla bolletta un forzoso prelievo e poi non diffonde un pubblico servizio ma fa una propaganda politica al servizio del partito.

    • aquilone Rispondi

      4 gennaio 2017 at 13:14

      Hai perfettamente ragione. Purtroppo nemmeno Giannino ha visto questo lato del problema, la differenza, cioè, tra informazione e propaganda di parte pagata con i soldi di tutti

      • Ernesto Rispondi

        4 gennaio 2017 at 17:21

        Ma chissà come mai, proprio Giannino non distingue la differenza fra informazione propaganda… Che c’entri il fatto che lavora per gli organi di propaganda, pardon d’informazione, di Confindustria?
        D’altra parte, su queste pagine si sono anche lette articoli del propagandista comunista Rondolino, che ci coglionava a ogni piè sospinto e su ogni argomento, salvo poi tornare a fare quello che è, ossia il manganellatore comunista, sul suo giornale di partito. Al peggio, come di dice il proverbio…

  2. Luca Rispondi

    4 gennaio 2017 at 09:26

    Ottime ragioni di Giannino come sempre ma aggiungerei il fatto che la rete che supporta i pentastelluti e’ un mondo di arrabbiati con l’attuake mondo politico incapace e vessatorio .Nessuno sa chi siano e che libri leggano.Insomma dovremmo avere un muro per fucilazione ogni 15 metri.Grande pubblicità a Grillo e comunque grande richiamo al l’etica giornalistica che troppo spesso prende agio grazie al vuoto lasciato dal primato della politica.

  3. Ernesto Rispondi

    4 gennaio 2017 at 09:37

    L’Italia è quel paese dove fanno una trasmissione sui figli di papà, e la conduce Enrico Mentana.
    Esce un articolo sulle assunzioni familistiche nelle università, e lo ha scritto Gian Antonio Stella.
    Mario Monti tuona contro gli evasori fiscali.
    Gianfranco Fini se la prende coi Giuda.
    Un paese di pagliacci oltre il senso della vergogna. Un paese finito e ridicolo.
    Cosa volete che sia un articolo sul ballismo scritto da Oscar Giannino…

  4. Pierluigi-Gigi Rispondi

    4 gennaio 2017 at 10:38

    “Le bufale si combattono solo con la buona informazione.”
    Applicazione della fondamentale regola del mercato. I consumatori rigettano un prodotto che non piace. Ma siamo sicuri che ciò avvenga sempre anche in politica o nel mercato delle idee? Quante persone nei salotti si dichiarano più che liberali e poi quando entrano in cabina elettorale votano tutt’altro? Oppure: quante persone poi dimenticano il fatto riprovevole dopo appena un giorno? Con questo me ne guardo bene dal dare ragione a Grillo. Condivido in pieno il suo pensiero. Ma l’antido da solo della buona informazione non garantisce il risultato al 100%.

  5. Francesco_P Rispondi

    4 gennaio 2017 at 11:23

    Leggere qui: http://www.ilborbottio.it/m5s-tutte-le-bufale-grillo-diffuso-italia/
    Ma il panorama è incompleto e non comprende quelle degli altri esponenti del M5S e neppure la difesa del tecnico di laboratorio Giuliani, quello che avrebbe scoperto come prevedere i terremoti rilevando le variazioni del flusso di radon, strada abbandonata dalla scienza da decenni proprio per l’inconsistenza dei risultati.
    La bufala più carina risale al 2013, quando la deputata grillina Basilio affermò l’esistenza delle mitiche sirene http://www.huffingtonpost.it/2013/11/03/deputata-grillina-sirene_n_4207290.html , la cui presenza sarebbe nascosta alla gente dall’ennesimo complotto!
    Il M5S ha la coda di paglia. Per questo vuole impedire agli altri di parlare e di confutare le idiozie con la scusa mettere un freno alle notizie false e/o alle superstizioni che la rete permette di diffondere agevolmente.

  6. ultima spiaggia Rispondi

    4 gennaio 2017 at 12:07

    Che siamo in regime totalitario, supportato dalla costituzione “più bella del mondo”, lo scopriamo adesso?

  7. aurelio Rispondi

    4 gennaio 2017 at 12:16

    Di fronte al merito della giustizia ,pur malata,quella dei giudici veri e istituzionale il Grilletto se l’e’ già fatta sotto ed ha scritto nelle sue elucubrazioni che La 7 ,la querelante con Mentana,era li sul post per par condicio.Mandategli un medico.

  8. step Rispondi

    4 gennaio 2017 at 14:25

    Beh, almeno Grillo ha sollevato la questione. Comunque in materia di bufale mi rimetto a Giannino.

  9. adriano Rispondi

    4 gennaio 2017 at 17:26

    Sull’inconsistenza del movimento non si discute.Sull’attacco concentrico di tutti nemmeno.Il target è battere il nulla che però si aggira sul 30%.Panico da poltrone che svaniscono.Dissertare su quello che dice Grillo è comico.Sarebbe più interessante analizzare il perché del suo successo di consensi.Nessuno lo fa,anzi tutti fanno il contrario continuando,anche dopo la lezione referendaria,con i soliti giochini da monopoli.La situazione è disperata ma non è seria.

  10. cerberus Rispondi

    4 gennaio 2017 at 20:44

    La setta delle scie chimiche, degli ufo, dei “frighi”e di tutti i babbioni che abboccano a certe minchiate mi lascia sempre più perplesso. Tornare ai tribunali del popolo stile BR è una sparata per distogliere le cazzate vere che stanno combinando a Roma, una giunta incapace e impantanata nella palude romana.
    Però questi dilettanti allo sbaraglio hanno in dote molti voti e questo è il problema.
    Se poi parliamo dei media italioti asserviti al potere poco c’è da dire,in molti saltano sul carro del vincitore,sempre.

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