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Non è un’Europa per donne

Donne aggredite in massa nelle piazze natalizie, quartieri in cui sono banditi tacchi e rossetto per "non essere prese di mira" e nessuna condanna per come l'Islam guarda al gentil sesso. No, non è un'Unione per signore

islamL’Europa ha un problema, sta diventando una zona difficile per le donne. Diciamolo chiaramente: le femministe, o semplicemente gli uomini e le donne che predicano la solidarietà col gentil sesso ma che non sono contemporaneamente nemici dell’Islam e dei suoi dettami, non solo sono inutili alla comunità (quella occidentale, tanto per iniziare), ma le arrecano subdoli danni grazie al messaggio perverso che, ingenuamente nella migliore delle ipotesi, riescono a  trasmettere.

Partiamo da un esempio francese, che non è squisitamente francese ma stomachevolmente europeo in primis e per finire tutto occidentale. Nelle periferie d’Oltralpe le donne iniziano a scomparire dalle strade, è della vigilia di Natale un servizio raccapricciante di France 2 TV della giornalista Caroline Sinz, testimone diretta di molti locali e bar in cui le donne non hanno accesso o sono sgradite per ragioni di pubblico decoro, di madri che transitano sul suolo comunale lo stretto necessario per accompagnare i figli a scuola o fare la spesa, e che in queste fugaci apparizioni evitano il rossetto e i tacchi a favore di abiti larghi che celino le curve per ragioni di sicurezza, venendo più volte redarguite dai maschi musulmani che, per via della disoccupazione o altro, piantonano i marciapiedi. Questi uomini a volte si limitano agli avvertimenti, ma succede pure che si sentano in diritto di molestare o abusare delle donne non conformi allo “stile” islamico (per inciso è noto che nemmeno tra le musulmane sposate, ligie e sottomesse al marito siano rare le violenze subite, per di più in famiglia).

Ma una situazione simile non si genera dall’oggi al domani, per esempio è del 2002 un’autobiografia di Samira Bellil dal titolo “Dans l’enfer des tournantes” in cui racconta la sua adolescenza in una banlieue d’oltralpe: “dal momento in cui una ragazza esce di casa, i giovani musulmani credono di avere il diritto di giudicarla e aggredirla”. Lei stessa è stata violentata perché “ogni ragazza che fuma, si trucca o indossa certi vestiti è una puttana“. E però, guarda caso, la punizione che merita è uno stupro, cioè un atto correlato gioco forza a un piacere sessuale maschile, aggravato dal sadismo cui non corrisponde il masochismo volontario della partner.

Nel frattempo la situazione è peggiorata e a macchia d’olio e di leopardo contagia le banlieue d’Europa grazie ai finanziamenti sauditi ben visti e amati dai nostri dirigenti della politica dell’accoglienza, al proliferare dei luoghi di culto e di macellerie “tradizionali” notoriamente collegati al proselitismo e al reclutamento dei fanatici.

Ma qual è lo scandaloso nodo che lega le femministe al loro attuale ruolo di inutilità e ipocrisia? La (più o meno genuina) convinzione che le culture altrui debbano essere rispettate a prescindere dalla corrispondenza dei loro principi con i nostri; la convinzione che non esistano culture superiori alle altre e che, anzi, l’Occidente pecchi di supponenza arrogandosi la pretesa di essere migliore e più civilizzato di un Terzo Mondo qualsiasi; il considerare il rispetto per le tradizioni medievali altrui più importante delle libertà individuali e della parità tra i sessi, princìpi di civiltà che dovrebbero essere sovranazionali e universali.

Del resto l’incongruenza più acuta risiede proprio nel contrasto tra la globalizzazione e il relativo livellamento socioculturale tanto amato dalle sinistre e il concetto di rispetto che dovremmo, sempre secondo loro, nutrire per le “diversità” in genere. Così facendo non solo spalanchiamo i portoni a tradizioni vergognose che toccano gli uomini e persino gli animali (si pensi alle modalità di macellazione), ma le prime e più evidenti vittime di cotanto nauseabondo “rispetto” sono proprio le donne.

Ecco perché quando vediamo signore e signorine vestite e truccate come da usi e costumi occidentali osare, rischiando, timide marce e “intrusioni” nei bar aperti al pubblico delle banlieue francesi non possiamo non commuoverci per il loro coraggio e vergognarci delle nostre femminucce alle prese col lessico sessista e il proselitismo del rispetto per quelle culture che le donne, invece, le massacrano.

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di on 14 gennaio 2017. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

8 commenti a Non è un’Europa per donne

  1. Luca Rispondi

    9 gennaio 2017 at 08:30

    Una condizione medievale ed incultura che rende questi ragazzi bestie sottomesse ma capaci di pensare di poter sottomettere essere umani come le donne che giudicano essere inferiori al pari di fattrici.Le femministe non sono mai esistite nella faccenda ,non si sa che voci abbiano,non una parola contro queste bestie che nulla sanno di diritti umani.Quando il mare è in tempesta ogni buco è salvezza e chissà in quale buco si sono rintanate queste cuor di leone.

  2. Padano Rispondi

    9 gennaio 2017 at 09:18

    Mitica Del Rocino!

  3. cerberus Rispondi

    9 gennaio 2017 at 09:21

    Quando c’era da incriminare il Sig. B per la sua ,diciamo,fissa per la gnocca (vizio peraltro comune) e giù girotondi (puerili)e giù di “se non ora quando” e giù di maggisdradi italioti armati di odio ideologico.
    Oggi che servirebbe davvero una protesta delle donne (e degli uomini) contro le pratiche retrograde e tribali di siffatta gentaglia armata di corano (e non solo ) ebbene dove sono?
    Le femministe giovani e meno giovani non vanno in aiuto delle donne umiliate dai signori muslim?
    Mi sa tanto che alle signore radical – chic di arcobaleno vestite piace vincere facile…contro il Sig. B erano in molti visto l’odio comune,che non sia più pericolosetto andare in piazza contro gli oscurantisti islamici? Oppure sono i loro sodali di partito quindi è verboten protestare? O sono tutti alla Sperlonga chè lì di muslim non ne entrano?

    • Ernesto Rispondi

      10 gennaio 2017 at 15:37

      Ingenuo Cerberus. Guardi che costoro hanno gli occhi neri ed il sapore mediorientale. E certe donne a certi sapori non sanno proprio resistere.

  4. ultima spiaggia Rispondi

    9 gennaio 2017 at 09:57

    Diciamo che non è più un’Europa per popoli civilizzati. Siamo tornati indietro di duemila anni.
    Riguardo allo “scandaloso nodo che lega le femministe al loro attuale ruolo di inutilità e ipocrisia” non credo che dipenda dalla “convinzione che le culture altrui debbano essere rispettate”, ma piuttosto da un problema mentale, intimo, psicologico. Forse alle femministe piace essere sottomesse, possedute, stuprate. Una volta il “femminismo” era considerato un indebolimento del corpo maschile.
    Potrebbe essere illuminante il parere della presidenta Laura Boldrini

  5. aquilone Rispondi

    9 gennaio 2017 at 12:23

    Credo che non siano solo le donne che abbiano di che preoccuparsi, ma tutti.
    Ma se non se ne preoccupa lo Stato assumendo provvedimenti idonei di prevenzione e punizione, di stop a nuovi ingressi, di rimpatrio immediato e coatto di tutti coloro che compiono atti criminali, NOI, che possiamo fare?

  6. Francesco_P Rispondi

    9 gennaio 2017 at 12:54

    Il peggior nemico dell’Europa è l’Unione europea con il suo paneuropeismo a misura degli speculatori finanziari e dei burocrati, il razzismo contro le donne e gli uomini europei (eccetto lesbiche, gay e trans) e la sua sinistra demenziale.
    Le femministe sono parte di questo movimento suicida perché stanno zitte quando si tratta di musulmani e di immigrati irregolari, mentre sprizzano odio e disprezzo verso noi “maschietti tradizionali” anche quando non facciamo nulla di male.
    Non basta disfare l’Ita/g)lia; occorre disfare tutti gli Stati ottocenteschi e centralisti per rifare l’attuale Europa.
    Nel frattempo sarebbe bene ripristinare le frontiere e sviluppare una forte azione per bandire delle nostre terre la predicazione jihadista e cacciare tutti coloro che si comportano in modo contrario ai valori occidentali. Sarebbe già un bel paso in avanti che richiederebbe comunque un totale ricambio dell’attuale classe dirigente, possibile con le prossime elezioni.

  7. Emilia Rispondi

    9 gennaio 2017 at 15:20

    Ecco perché prendono il sopravvento i partiti nazionalisti.

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