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La farsa del Grillo liberale

Dopo la svolta garantista, il Movimento ha tentato quella europeista a braccetto con i "liberali" dell'Alde che inspiegabilmente non li hanno voluti nel gruppo. Farebbe ridere eh, ma questi son la seconda forza politica del Paese

grilloFatti, in breve: il Movimento 5 stelle, dopo aver riscritto il proprio “codice etico” ed esser passati da forcaioli da strada urlanti “libertàh” a garantisti, hanno tentato di gettare nel gabinetto anche il motto “mai inciuci”. Governare è diverso dal chiacchierare, hanno scoperto a Roma; far politica è faccenda altra dal far piazza. E fu così che il 78,5% degli iscritti disse Sì al passaggio del Movimento all’eurogruppo di Alde in Europa. Il Beppe aveva indetto ieri una consultazione online. Alle dodici la consultazione “a sorpresa” s’è chiusa. Basta con gli euroscettici di Efdd capitanati da Nigel Farage, avanti tutta per il gruppo a vocazione fortemente europeista, sostenuto tra gli altri da Romano Prodi e Mario Monti.

La querelle finisce con Guy Verhofstadt, capogruppo dell’Alde, che dice, parafrasandolo ma non troppo: diciamo che i grillini possono stare a casa loro, grazie. Per la precisione: “Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un’agenda comune per riformare l’Europa. Non c’è abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del Movimento 5 Stelle di unirsi al gruppo Alde. […] Rimangono differenze fondamentali sulle questioni europee chiave”. Toh, i vuoi dirmi tu che qualcuno ha rifiutato la proposta di matrimonio della Casaleggio&Co?  E le cose che ti vengono in mente sono poche ma comunque confuse: ora, quelli dell’Alde non sono esattamente i liberali che amiamo, alcuni dei loro esponenti non possono neppure dirsi tali a nostro avviso, ché quel tipo di istanze le tengono politicamente in mano i conservatori inglesi, ma rimangono in questo calderone. E Beppe Grillo cos’ha pensato, di fare un paio di giri con loro? L’incongruenza abissale di missione, ideale, linguaggio, ambizioni non può non averla letta come insuperabile. Uno che insieme ai suoi è contro le multinazionali, anti-europeista, per i beni comuni, sognate il reddito di cittadinanza, contro la globalizzazione e per la decrescita felice. Ecco, uno così come pensava di sedersi accanto a gente che seppur troppo ammiccanti all’Unione tecnocratica è tutt’altro che anti-mercato? Allora delle due l’una: o pensava l’Europa più intontita di quanto non sia, o pensa tonti i suoi elettori. Vista l’uscita per salvare la faccia, tentativo che mica gli è riuscito, abbozziamo per la seconda ipotesi, ché la dichiarazione che segue è davvero di una sfacciataggine oltre misura: “L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci  hanno supportato e sono stati al nostro fianco”. Oltre misura, appunto, e siamo abituati ai teatrini per nulla dignitosi della seconda repubblica. Agli Scilipoti, ai Razzi, alle Pezzopane. Ma pure alle Santanché, alle De Girolamo, ai Bersani che vorrebbero smacchiare i giaguari, eppure rimane un tocco dadaista. Ed era solo l’ennesimo breve, veloce, racconto della farsa grillina. Nuove puntate alle porte.

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di on 10 gennaio 2017. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

9 commenti a La farsa del Grillo liberale

  1. rosario nicoletti Rispondi

    10 gennaio 2017 at 09:02

    Delle due ipotesi, credo sia vera la seconda. I grillini, poco dotati, ma guidati da un capo astuto, pensano che gli altri siano tutti più stupidi di loro, e che sia possibile infinocchiarli, raccontando le stesse stupidaggini in ogni condizione. Ed è così che si può raccontare che la colossale castroneria nella quale si sono cacciati – è vero che le volpi finiscono alla fine in pellicceria – dipende dalla cattiveria delle multinazionali e di tutti quelli che congiurano contro Grillo & Casaleggio.

    • Pierluigi-Gigi Rispondi

      10 gennaio 2017 at 15:11

      E i grillini come sono? Se fossero coerenti dovrebbero dopo gli ultimi due “contrordine compagni ” di vecchia memoria abbandonare il capo fondatore.
      Lo faranno? Staremo a vedere. Scusatemi, ma se non lo faranno, Grillo ha ragione a trattarli come li sta trattando: a colpi di improvvisi contrordine. E mi fermo qui.

  2. Luca Rispondi

    10 gennaio 2017 at 09:05

    Ma non dimentichiamo che esso fa il comico e questa buona caratteristica di vita ,la principale ,non gliela leva nessuno.Peccato che quelli di Alde non hanno il senso dell’umorismo,non votano in Italia,e guardano alle cose che servono o che si sanno fare.Grillo voleva solo piazzarsi meglio per le elezioni prossime situandosi in un club europeista e trasformandosi in liberale e cambiando maschera,ma non sanno fare le cose se non da arruffoni e arruffapopoli quali sono e restano.Puoi fregare chi ti vota in Italia per rabbia ma gli altri non li freghi.Lui farebbe di tutto per vincere le elezioni,ma non voleva compromessi con nessuno e far tutto da soli?Vuole solo andare al governo .

  3. Francesco_P Rispondi

    10 gennaio 2017 at 09:18

    Altro che Movimento 5 stelle: Movimento Senza Vergogna!

  4. recarlos79 Rispondi

    10 gennaio 2017 at 09:59

    Sono gli unici che vorrebbero abolire i vitalizi. Più’ che ridere loro fanno piangere PD e forza Italia. Entrambi statalisti.

  5. ultima spiaggia Rispondi

    10 gennaio 2017 at 10:16

    La politica di Grillo è quella del “vaffanculo!”, con argomentazioni da “vaffanculo!” programmi da “vaffanculo!”, risultatati da “vaffanculo!”.
    La sinistra ha la politica del cazzo, con argomentazioni del cazzo, programmi del cazzo, risultati del cazzo.
    Berlusconi pensa solo alla Bernarda.
    Ci rimane la Lega e Fratelli d’Italia.
    Insomma, siamo un popolo di coglioni.

  6. Ernesto Rispondi

    10 gennaio 2017 at 16:27

    Sarebbe giusto far notare anche che questi tizi che si definiscono “liberali europei” sono in realtà un’accozzaglia (loro davvero…) di partiti social-comunisti. Continua la strategia del comunismo internazionale che, dopo aver assunto il controllo dei cristiano-democratici tedeschi attraverso la ex-STASI Merkel, occupa spazio a destra con partiti che usurpano nomi impropri professando dottrine marxiste.

  7. Emilia Rispondi

    10 gennaio 2017 at 18:05

    Vedo che incomincia a stancare stare all’opposizione.

  8. aquilone Rispondi

    10 gennaio 2017 at 19:06

    Pare che sia tornanto mogio mogio/trionfante trionfante da Farage: Che fine ingloriosa!

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