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Intanto in Veneto l’impresa muore

Per fortuna che i nostri governanti, o per lo meno quelli che lo sono stati fino al referendum del 4 dicembre sono (erano) ottimisti. L’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, prima della disfatta referendaria era sicura che l’Italia fosse uscita dalla crisi. Tra l’altro ribadendolo in varie occasioni, su diverse testate giornalistiche nazionali. Il 17 marzo nell’articolo su La Stampa durante l’inaugurazione dell’anno accademico della scuola superiore di formazione della Polizia di Stato a Roma, Renzi convintamente afferma che la crisi economica è finita. Oppure in questa conversazione col direttore del Foglio Claudio Cerasa rincara la dose di ottimismo dicendo “L’Italia ha svoltato. Punto.

impresa venetoL’economia sta ripartendo. I consumi crescono. La produzione industriale fa segnare numeri positivi”. Forse i dati di Renzi sono un po’ diversi da quelli reali. Forse le sue valutazioni estremamente ottimistiche servivano solo a sostenere i suoi progetti di governo, e ad illudere il popolo italiano. Sarebbe stato meglio stare più con i piedi per terra, in tutto, non solo in questo frangente. L’eccesso di ottimismo, in un momento in cui la crisi economica che dal 2008 stringe in una morsa infernale il nostro Paese è tutt’altro che superata. Non solo non è superata ma nel 2016 ha mietuto “vittime” in una delle regioni che da sempre è tra le più produttive i Italia: il Veneto. Tra gennaio e settembre dello scorso 2016 ( che secondo alcuni doveva essere l’anno della rinascita dell’economia italiana) è stato per il Veneto una vera e propria catastrofe. Come spiega lo studio di Confcommercio, oltre duemila aziende hanno chiuso i battenti, in particolare nell’ambito edilizio (calo del 2,7 %). Altri settori in picchiata sono quelli legati al trasporto e alla ristorazione. Quindi al turismo. Sempre perché secondo Renzi, “Il turismo va bene” e “La crescita va oltre le nostre aspettative, e la vediamo tutti”. Oltre ai dati sconcertanti c’è n’è un altro della stessa gravità. In Veneto oltre alle 2000 imprese chiuse, altre millecinquecento comprendenti servizi pubblici e servizi devono essere sommate al disastroso bilancio. Nella provincia di Belluno ad esempio, dal 2008 ad oggi sono state chiuse più di mille imprese, delle quali il 50% attive nell’ambito dell’artigianato e hanno perso il lavoro quasi seimila lavoratori. Ma esattamente l’ex premier, di che crescita stava parlando? Forse quella del suo ego.

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di on 28 gennaio 2017. Filed under Economia,Veneto intraprendente. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a Intanto in Veneto l’impresa muore

  1. Luca Rispondi

    30 gennaio 2017 at 08:28

    Non è solo l’ottimo Veneto a morire,lo siamo tutti.Questi inutili incapaci hanno distrutto con tassazioni impossibili le piccole e medie aziende e con esse la classe media.Siamo tutti più poveri ed ogni giorno lo siamo di più per esser spolpati da uno stato sovraccarico di inutilità e che non sa guardare ne al mercato ne al benessere dei cittadini ma solo alle poltrone di politici e potenti.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    30 gennaio 2017 at 15:07

    Come ho già detto in un precedente commento, da un punto di vista teorico e politico l’eguaglianza è un valore della democrazia, ma è anche la valorizzazione dell’incapace, che potrebbe diventare, nella peggiore delle ipotesi, presidente della repubblica, della camera, del senato, ministro, senatore a vita.
    Noi siamo stati sempre fortunati?

  3. sergio Rispondi

    10 febbraio 2017 at 13:09

    mi raccomando, continuate a votare PiDdì (o indefessi)

    http://phastidio.net/2017/02/10/fate-politica-non-le-pentole/

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