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Il manganello radical contro D&G

Melania Trump indossa un tubino firmato dal duo di stilisti e Stefano Gabbana invece di prendere le distanze la ringrazia via Twitter: si scatena l'inferno degli insulti. Ancora il politicamente (s)corretto, che noia

D&G Che poi i razzisti, fascisti 2.0 e intolleranti sono sempre gli altri. Allora succede ancora una volta che Dolce e Gabbana si ritrovano nel cuore della tempesta mediatica. Loro che erano stati accusati di evasione, con tanto di impuntatura dell’amministrazione Pisapia che avrebbe dovuto chiedere scusa agli stiliti usciti puliti dalla vicenda e rimasti due benefattori della città che li ha adottati. Poi c’è stata quella vicenda “non amo l’idea dei figli in provetta, i bimbi devono avere un padre e una madre”. Domenico, omosessuale dichiarato viene comunque linciato. Elton John mobilita un boicottaggio trasversale. Poi le precisazioni di rito da parte dello stilista, una resa dolorosa. Oggi siamo alla nuova puntata di un delirio collettivo: Melania Trump dovrebbe andare in giro in mutande, e anche lì occhio a che marca indossa, per l’opinionista interattivo collettivo. E la follia è che la ragione è mica quella sana seppur inelegante del godere della vista d’una bella donna, bensì essendo lei l’incarnazione del nuovo male internazionale (che questo male sia stato largamente votato dagli americani pare essere dettaglio marginale), gli stilisti di tutto il globo dovrebbero negarle le proprie creazioni.

Lo stilista francese Sophie Theallet ha lanciato un appello ai colleghi invitandoli a non vestire la futura First Lady americana, che fa il paio con Andrea Bocelli che per non scontentare i propri fan ha scelto di non cantare per il neopresidente Usa. Tom Ford in quasi splendida solitudine ha annunciato invece che produrrà un’intera collezione per l’ex modella finita in cima al mondo.

E di qui si arriva a Stefano Gabbana che, individuata Melania avvolta in un tubino della propria casa ai festeggiamenti di Capodanno a Palm Beach, in Florida (per la precisione un tubino nero da 1.950 dollari dalla collezione Cruise, con due piccoli fiocchi sulle spalle impreziositi da un gioiello), posta su Twitter: «Melania Trump #DGwoman ❤❤❤❤❤ thank you #madeinitaly». E via di insulto e promemoria assortiti sull’orribile Presidente a stelle e strisce. Tra le altre cose gli hanno ricordato che è un gay e che in quanto tale dovrebbe detestare Trump, a ribadire che i pregiudizi su The Donald dimenticano le verità ovvie, così come la narrazione messa in piedi dai giornalisti di mezzo globo: Trump è un milionario newyorkese, davvero qualcuno può credere un uomo così abbracciato al capitalismo, al mercato, alla globalità e arricchitosi nel cuore della Grande Mela possa essere omofobo? Uno che ha sostenuto largamente il sindaco Giuliani, non a caso suo primo sostenitore durante la campagna per le presidenziali, uno che andava al Gay Pride vestito da donna.

Lo accusano di sessismo, quelli che hanno dipinto la Clinton come una capace di difendere l’onore delle donne. Avrà difeso allo stesso modo quello delle donne minor-grado finite sotto la scrivania del marito allora presidente. E gli amici delle donne oggi aspettano di puntare il dito su chi vestirà la prossima first lady, che per inciso parla sei lingue ma deve esser fatta passare per scema per principio. Loro fingono di non vedere quella sana ed enorme fetta di mercato, quei tanti votanti americani che alla famiglia Trump non guardano con odio. Loro scelgono quali donne sono degne e quali no. Stefano Gabbana fa il suo lavoro, che include l’esser paraculo e pubblicitario di se stesso. La moglie dell’uomo più potente al mondo la veste eccome, lui. E ancora una volta han ragione D&G e il resto è noia stucchevole e tristemente avulsa dal mondo, rinchiusa in ideologie ipocrite com’è.

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di on 6 gennaio 2017. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

11 commenti a Il manganello radical contro D&G

  1. orsonero Rispondi

    6 gennaio 2017 at 08:11

    Quelli che si fanno condizionare
    dalla rete sono dei vigliacchi.
    Non stupisce Gianni Morandi,da
    sempre conformista senza palle,
    Bocelli invece mi ha molto deluso,
    lo credevo diverso.
    Spero ci ripensi.

  2. Luca Rispondi

    6 gennaio 2017 at 08:28

    Nulla di nuovo. È storicamente riconosciuto che questi comunisti ed ex comunisti (ma solo per convenienza e mai pentiti) sono e rimangono razzisti. Quindi odiano D&G in quanto gay.

  3. cerberus Rispondi

    6 gennaio 2017 at 08:38

    È incredibile l’ottusità e la falsa moralità di quei personaggi che odiano e disprezzano chiunque non è allineato al loro pensiero progressista. Accusano di fascismo e di razzismo gli altri quando sono i primi a essere tali,in quanto discriminanti verso i diversi da loro.
    L ‘evidenza di questo comportamento ipocrita è chiara infatti in Usa ha vinto Trump e in italia il bomba è stato segato (dal voto).
    Se ne facciano una ragione,il mondo non è come loro desiderano e non servirà a nulla rompere il giocattolo per non far partecipare tutti al gioco. Falliti e perdenti per la loro spocchia e superbia.

  4. Pierluigi-Gigi Rispondi

    6 gennaio 2017 at 09:32

    Come sempre un bell’articolo

  5. maboba Rispondi

    6 gennaio 2017 at 09:43

    Faranno retromarcia anche stavolta? Possibile che non ci sia nessuno di questi “grandi” artisti che abbia il buon senso di dire a questa marmaglia del politicamente corretto “avete rotto i c……”?
    Tutti così vergognosamente preoccupati della pecunia e della loro immagine da non capire che così facendo guastano il loro essere prima di tutto persone libere?

  6. Luca Rispondi

    6 gennaio 2017 at 12:18

    È già la mamma degli sciocchi e’ sempre incinta.Trump e’ il numero uno d’America ,facciamocene carico e diamoci il tempo di capire quanto utile o meno sia al mondo comprese le invidiose e scioccherellie.Per quanto non sarebbe poi tanto male vedere una tanto bella donna anche senza l’abito dei pur grandi Dolce e Gabbana.,figli della genialità di questo paesuzzo.

  7. cristiano Rispondi

    6 gennaio 2017 at 17:42

    progressisti a parte…con il vestito DG è bòna,senza è bòòòna.
    (u falì de alegrìa).

  8. lombardi-cerri Rispondi

    7 gennaio 2017 at 07:11

    Molto spesso le radical scic sono dei cessi immondi. Di qui l’invidia.

    • gastone Rispondi

      7 gennaio 2017 at 17:39

      concordo

  9. Bonny Rispondi

    7 gennaio 2017 at 19:12

    credo che d’ora in poi, ogni qualvolta me lo potrò permettere, acquisterò solo Dolce e Gabbana.

    • db56 Rispondi

      9 gennaio 2017 at 19:08

      anche io !!! anche se purtroppo non potrà essere molto spesso, sob !

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