Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Tutte le balle che ci hanno raccontato su Mps

Per Renzi era "un ottimo affare", per Padoan non c'era bisogno di "alcun intervento diretto dello Stato", per tacere del coro conformista dei grandi giornali...

IMG_0394Mps: della serie “la memoria aiuta”… o meglio “non una sola di queste parole si è rivelata vera e fondata”.

A gennaio Renzi disse: “La banca è a prezzi incredibili, chiunque verrà farà un ottimo affare”. Sempre a gennaio, l’allora presidente della banca Tononi disse: “Non abbiamo alcuna intenzione di un aumento di capitale”.

A luglio Padoan disse: “Il sistema bancario italiano non ha bisogno di un intervento diretto dello Stato”.

Ad agosto Renzi disse: “Abbiamo lavorato molto forte per una soluzione di mercato. Sono soddisfatto del risultato”.

A settembre Padoan disse: “L’aumento di capitale sarà un successo, non ci sarà alcun piano B”.

A ottobre Padoan disse:” Io non vedo la necessità né di nazionalizzare, né di alimentare idee di interventi strani”.

A novembre Padoan disse: “Il piano funziona, siamo in fase d’incertezza, ma i mercati le hanno già dato un prezzo”

Ieri anche Federico Fubini sul Corriere ha fatto polpette delle promesse a vuoto, dei rinvii e delle bubbole venute nei mesi alle nostre spalle dalle autorità politiche e dai regolatori italiani. Mi duole solo aggiungere che la stragrande maggioranza delle grandi testate d’informazione, però, si sono per mesi e mesi anzi anni prestate al gioco, trattando da minchioni i pochi che come me criticavano a testa bassa. Non c’è mai stata una sola formalizzazione ufficiale della disponibilità delll’arcivantato fondo sovrano del Qatar o di quelli di Soros,né nel frattempo – come state vedendo e leggendo in questi giorni – una seria trattativa preventiva tra governo e regolatori italiani con la BCE e la Commissione Europea sui termini reali dell’aumento precauzionale di Stato a cui si pone mano solo adesso e con criteri patrimoniali diversi dell’aumento di capitale “di mercato” perseguito previcacemete come scusa per andare oltre il referendum…

Condividi questo articolo!

di on 31 dicembre 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

22 commenti a Tutte le balle che ci hanno raccontato su Mps

  1. Francesco_P Rispondi

    29 dicembre 2016 at 08:48

    Non solo MPS, ma l’intero sistema bancario è affossato dai non perforforming loans e richiederebbe massiccia una ricapitalizzazione che nessun privato si sognerebbe di sottoscrivere trattandosi capitali letteralmente “gettati nella stufa”.
    Servirebbero oltre 50 miliardi di euro per ricapitalizzare il sistema bancario. Dove si prendono? Se si prendono dalle tasche dei cittadini, l’economia collassa e siamo al default. Se si prendono a prestito superiamo i 2300 miliardi di debito pubblico e sforiamo tutti i parametri, non solo quelli di Bruxelles di cui non m’importa, ma quelli reali del buon senso e della oggettiva sostenibilità del debito. Siamo ancora al default.
    Di ridurre lo sperpero di denaro pubblico non si parla, anzi, lo si vuole incrementare.
    La nazionalizzazione sarebbe vista come un’ottima occasione per salvare i manager che hanno affossato il sistema bancario e che nessun privato si sognerebbe di confermare. I nostri politici la considererebbero come una sorta di mega-fondazione-bancaria a disposizione dei loro giochi di potere e di sottobosco politico.
    Purtroppo, a furia di balle, gli italiani sono di fronte ad una crisi dolorosissima che solo ora incominciamo a intravedere come la sagoma di una montagna che spunta dalla nebbia. Nella maggioranza dei casi gli italiani sono inconsapevoli, impreparati e incapaci di reagire nel giusto modo.

    • Ernesto Rispondi

      29 dicembre 2016 at 11:16

      Scusate eh, ma… fare quello che si deve fare in questi casi, ossia LASCIAR FALLIRE LE BANCHE CHE DEVONO FALLIRE, sembra così orrendo? Cioè, è meglio trascinare nel baratro un sistema bancario, piuttosto che lasciare scivolare nel liquame al quale appartiene la banca del partito comunista, risarcendo i risparmiatori IN BUONA FEDE (non i BASTARDI COMUNISTI che sapevano quello che facevano)?
      Io non capisco questo accanimento tutto italiano alla complicazione. O meglio lo capisca benissimo.
      E, toh, anche in questo caso Giannino si dimentica di dire la cosa più ovvia. Come quando, per far perdere Berlusconi, fece vincere i comunisti…

      • Francesco_P Rispondi

        29 dicembre 2016 at 12:40

        Il fallimento delle banche, che avverrebbe a catena da MPS fino a Unicredit e anche Intesa, significherebbe l’implosione dell’Ita(g)lia.
        L’economia sarebbe bloccata: niente mutui, niente soldi alle imprese, niente bancomat, niente bonifici, niente pagamenti… In pratica anche lo Stato non saprebbe più a chi piazzare la sua carta straccia dato che il debito pubblico italiano detenuto da soggetti esteri è un terzo del totale e nessuno si sognerebbe di comprare debito pubblico di una nazione il cui sistema bancario è collassato e l’economia reale pure.
        Non si può neppure ipotizzare una rapida sostituzione delle banche con operatori esteri perché 1) nessuno si fiderebbe dell’Ita(g)lia 2) sostituire il sistema bancario di un’intera nazione è un’impresa che richiede capitali immensi e tempi lunghi. Inoltre darebbe vita a un contenzioso legale infinito, a meno di adottare una legislazione speciale non prevista dalla Costituzione ed avversata dai centri di potere e dalle diverse istituzioni, Corte Costituzionale e Magistratura in primis. In ogni caso le nuove banche straniere non comprerebbero debito pubblico di uno Stato collassato.
        Qualunque cosa si faccia è sempre la crisi più nera. La voragine è già stata scavata, e ci stiamo cadendo dentro.
        Pertanto è meglio separarsi dall’Ita(g)lia. In questo caso si potrebbe adottare una legislazione speciale transitoria per affrontare l’emergenza e la ricostruzione e l’Ita(g)lia non potrebbe fare nulla perché si tratterebbe di un nuovo Stato Sovrano.

  2. Luca Rispondi

    29 dicembre 2016 at 09:37

    Termine appropriato quello dei minchioni che non sono solo i giornalisti sciocchini asserviti ma tutti noi che pagheremo un prezzo elevatissimo avvicinandoci ogni giorno al default e al commissariamento .

  3. ultima spiaggia Rispondi

    29 dicembre 2016 at 10:23

    Se per Renzi era “un ottimo affare” e per Padoan non c’era bisogno di “alcun intervento diretto dello Stato” le ipotesi che possiamo fare sono soltanto due: o sono cretini o sono criminali. Considerando che i cazzi loro li sanno fare bene, direi che non sono cretini.
    Siamo una repubblica parlamentare all’italiana. Non lo dimentichiamo.

    • Ernesto Rispondi

      29 dicembre 2016 at 11:19

      Sono criminali comunisti, per essere precisi. Una specie di criminali che non si pente, perché guidata da una psicosi politica che li porta a uccidere pur di far trionfare il crimine politico che professano.

      • Francesco_P Rispondi

        29 dicembre 2016 at 18:55

        Purtroppo sono entrambe le cose: comunisti e cretini.
        Adesso stanno raschiando il fondo del barile. Poi, quando non ci sarà più un soldo perché si saranno mangiato tutto fino all’ultima briciola, se la prenderanno con noi e ci spremeranno per vedere se esce ancora qualche goccia per sostenere la loro “alta visione sociale”.

  4. adriano Rispondi

    29 dicembre 2016 at 13:52

    Ieri la BCE diceva che bastavano 5 miliardi oggi dice che ne occorrono 9.Che bravi i banchieri che sanno fare di conto.Per il resto si rimanda alle puntate precedenti.Chi è favorevole all’euro si diverte con le argomentazioni più fantasiose alla ricerca della soluzione che non c’è.Sembra che tanti economisti,anche europeisti,affermino che la moneta unica e relativi correlati sia stato un errore madornale.Ancora maggiore è continuare a non ammetterlo.

  5. Claudio Rispondi

    29 dicembre 2016 at 14:57

    Perdonate, ma quello che sta accadendo era prevedibile e previsto da anni, per esempio da economisti come Alberto Bagnai e Claudio Borghi Aquilini per esempio. Certo che se leggete il Sola 24 ore, queste cose non le saprete mai, ma intanto sono affari vostri e i soldi nelle banche li state rischiando voi, non certo io. Del resto anche i giornalisti del Sola 24 ore tra poco saranno toccati dalla dura legge del mercato, vista la situazione finanziaria disastrosa.
    Perché la verità è che la crisi del sistema bancario è solo l’ ultimo anello della crisi economica del 2008, dalla quale non siamo mai usciti, anzi siamo precipitati sempre più in basso nel gorgo della recessione/deflazione con elevati livelli di disoccupazione. E’ ovvio che qualsiasi sistema bancario, anche il più sano e integro, non avrebbe potuto reggere ad una crisi così prolungata, a causa del crollo delle finanze delle imprese e delle famiglie, generando così enormi buchi da insolvenza nei crediti bancari. Tutto prevedibile fin dal 2011 (se andate sul sito goofynomics.blogspot.it lo verificherete).
    La causa è il sistema assurdo di cambi fissi che tutti voi vi ostinate a chiamare eurozona mentre sarebbe più onesto chiamare eurofollia, un sistema demenziale che tutti gli economisti migliori avevano da molti anni denunciato come insostenibile per i paesi del sud Europa, Italia in particolare. Ora, davanti al fallimento evidente e irreversibile del sistema, anch’ esso previsto e prevedibile, la ricetta sarebbe uscirne prima possibile, per non morire dentro. Ma siccome voi siete liberisti e credete nelle taumaturgiche virtù del mercato, ci morirete dentro, con tutta l’ economia del paese e tutti i vostri sudati risparmi.

    • adriano Rispondi

      29 dicembre 2016 at 17:42

      Quello che lei dice lo scrivo da tempo anch’io sul blog,sulla base di quanto sostenuto da Bagnai e Borghi.L’intraprendente non condivide ma ha il pregio di dare una finestra di opportunità senza eccessive critiche.Purtroppo alla semplicità dell’insostenibilità dei cambi fissi qualcuno preferisce o fa finta di preferire una moneta forte nell’illusione di poter trasformare il paese.In altre parole un mondo alla rovescia che fa comodo a chi ha un reddito garantito.Non è questione di liberismo ma di diversa visione del mondo.

    • Marco Beltrame Rispondi

      29 dicembre 2016 at 18:17

      Veramente quei due “dotti economisti” che Lei cita propugnano intervento dello Stato e svalutazione competitiva…esattamente quello che non serve.

      Il problema in questo caso non e’ l’Eurozona (che pure ha le sue colpe). Il problema è lo Stato Italiano. E’ la burocrazia, l’eccesso di leggi…Niente di questo ha che fare con l’Euro.

      • adriano Rispondi

        30 dicembre 2016 at 13:20

        E’ chiaro che non possono avere buona accoglienza fra i liberali “puri”.Bagnai inoltre ha l’abitudine di dichiararsi di “sinistra”,probabilmente per avere la consueta patente di superiorità ed è anche insofferente alle critiche,cosa che personalmente lo rende antipatico.Entrambi rispetto al debito hanno lo stesso atteggiamento della totalità dei paesi reali,considerato come la seconda forma di finanziamento di un paese sovrano e analogo all’altro,la stampa.Certo non può essere facilmente digerito ma “così fan tutte”.Per quanto riguarda la svalutazione competitiva non va esaltata ma neppure demonizzata.Soprattutto,come avviene con l’euro ,non va concessa ai paesi concorrenti che essendo più forti di noi ne hanno una occulta.Sembra che l’euro sia svalutato rispetto all’eventuale marco del 30%.Se non è suicidio questo e come si possa uscire dalla recessione in queste condizioni e anche con tutte le ricette liberiste di questo mondo,non si sa.

        • Marco Beltrame Rispondi

          30 dicembre 2016 at 20:47

          Si ricordi cosa e’ successo con la svalutazione competitiva in questo Paese negli anni ’80. E li’ non c’era certo l’Europa a dirci qualcosa.

          L’unica soluzione si chiama tagliare con l’accetta la spesa pubblica e ridurre le tasse. Altro che investimenti pubblici.

    • ultima spiaggia Rispondi

      29 dicembre 2016 at 19:00

      “Eurofollia” mi sembra il termine più appropriato. L’Italia entrò nell’euro per opportunità politiche, non economiche. Lo sapevano in molti. È stato un suicidio annunciato.

    • Padano Rispondi

      30 dicembre 2016 at 17:06

      Il problema non si chiama Euro, si chiama Italia.
      Un carrozzone il cui scopo è quello di costringere 20 mln di persone a mantenere altre 20 mln di persone.
      L’Italia ha la più bassa popolazione attiva in UE, dopo Grecia e Croazia.
      E la più bassa percentuale di laureati nella fascia under 34: 24 per cento, la Romania 25.
      Tornare alla lira consentirebbe solo di tornare a fare svalutazioni competitive nei confronti della Germania: ottimo, così potremmo tirare avanti con le nostre produzioni da terzo mondo (tessile, costruzioni) un altro decennio, forse.

      • Luca S. Rispondi

        1 gennaio 2017 at 09:47

        Il problema è l’Italia. Giusto. Chi lo va a dire a Salvini?

  6. aquilone Rispondi

    29 dicembre 2016 at 17:22

    Voi, Voi, Voi. Ma tu dove vivi? In Culonia che sei così fortunato?

  7. pafred Rispondi

    29 dicembre 2016 at 18:52

    Sono un vecchio ragioniere che per alcuni anni ha fatto il ragioniere poi tutt’altro. Dai miei studi ho imparato che le banche hanno due tipi di capitale: quello proprio come tutte le altre imprese e quello derivante dai prestiti dei clienti che devono mettere in circolazione e far fruttare per poi pagare un interesse ai clienti e guadagnarci per se stessi. Apprendo ora invece che i due tipi di capitale sono tutt’uno e che lo stato dovrà appianare il buco. Accidenti…ma non possono rivolgersi alle persone a cui hanno fatto i prestiti e pretendere da loro il rientro dei capitali? Ho letto che fra questi debitori delle banche ci sono nomi eccellentissimi dell’imprenditoria italiana. Che facciamo: paghiamo noi popolo italiano e a loro diciamo chi si è visto si è visto? Siamo così imbecilli o sono dei ladri quelli che vengono lasciati stare dalle banche?

    • cerberus Rispondi

      29 dicembre 2016 at 21:51

      La prima che hai detto.

  8. aurelio Rispondi

    29 dicembre 2016 at 19:52

    Certo che su questa banca meritano un premio di campioni del mondo da stupidi o da imbroglioni e spergiuri.Hanno una faccia da…

  9. cerberus Rispondi

    29 dicembre 2016 at 21:50

    Quando Borghi e pochi altri dicevano che MPS era un guaio serio da affrontare subito i comunistelli sorridevano….I cretini.
    E continuano a sorridere guardando chi non è come loro come se fosse un cerebroleso. Evidentemente la batosta del referendum non è bastata,forse una testata sul naso…

  10. Luca S. Rispondi

    30 dicembre 2016 at 23:25

    Se siamo in questa condizione è perché tutti (comunisti, democristiani, pentastellati, forzisti, leghisti… e pure illustri sedicenti “economisti” come Bagnai e Borghi) non hanno compreso che un capitalismo basato su monete fiduciari e di monopolio (a corso legale) può solo fallire travolto da una montagna di spazzatura… leggi: cartamoneta. L’idea che la moneta è una merce come le altre, e quindi come ogni altra merce deve essere “sul mercato” (in competizione con altre), oggi suona assurda. Anche se è l’unica soluzione possibile: quella che eliminerebbe alla radice i problemi sistemici causati da euro, Bce e banche commerciali.
    Per fortuna che – nonostante tutto – esistono sempre soluzioni di mercato: come nel caso di Bitcoin (che in un anno ha più che raddoppiato il suo valore). Il futuro è per la libertà monetaria… non per le banche di partito e per monete (nazionali o continentali) indilazionabili a piacere.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *