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Perché al Veneto spetta l’indipendenza

Prendiamone atto: il federalismo italiano è fallito. In verità, non si è mai visto e il progetto Renzi-Boschi di riforma della costituzione italiana era solo la pietra tombale di tante parole spese inutilmente alla ricerca di sempre nuovi regionalismi, decentramenti, devolution e altro ancora. L’ultimo studio della Cgia di Mestre ha evidenziato come nel corso del 2015, in Italia, famiglie e imprese abbiano dato allo Stato ben 389 miliardi, che rappresentano il 78,8 del totale, mentre i Comuni hanno tassato solo per il 6% (29 miliardi) e le Regioni per il 14% (70 miliardi). Se poi si aggiungono i contributi sociali (previdenziali e assicurativi), la cifra totale dei prelievi operata dallo Stato centrale giunge fino a 712,1 miliardi. Roma tassa tutto e tutti, e poi distribuisce i soldi affinché vengano spesi. In effetti, gli enti locali spendono ben più del modesto 20% rappresentato dalla somma dei prelievi comunali e regionali, ma questo è reso possibile dai trasferimenti. Tutto ciò, però, ha conseguenze devastanti per il Veneto e per le altre aree produttive.

Una di queste conseguenze è che l’azione dello Stato centrale genera figli e figliastri. Come da anni va evidenziando Gian Angelo Bellati dell’Unioncamere del Veneto, tre regioni sono particolarmente penalizzate dalla perequazione operata da Roma, e queste sono la Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna. Molte decine di miliardi prodotti in tali aree sono destinati altrove, operando un autentico sfruttamento territoriale destinato a generare – negli anni a venire – resistenze sempre crescenti. E d’altra parte quando si votò in tema di devolution, le uniche due regioni che approvarono quella che a taluni poteva sembrare una soluzione in grado di proteggere un poco le aree più dinamiche furono proprio Veneto e Lombardia. In tutte le altre regioni prevalse il “no”.

A questo punto, se non è più venetian-republic_indipendenza-veneta_repubblica-Venetaragionevole – per i veneti – immaginare di trovare rispetto e considerazione in Italia, diventa indispensabile affermare ad alta voce i propri diritti e avviarsi verso una soluzione di carattere “catalano”. È insomma urgente individuare e raccordare tra loro soggetti politici che siano disposti a cooperare al fine di permettere ai veneti di votare sulla propria indipendenza. L’indipendenza è ormai un diritto e un dovere. Tutto questo è importante per Veneto, Emilia e Lombardia, ed è egualmente necessario al resto del Paese. Un formidabile vantaggio dei sistemi politici basati sull’autogoverno è proprio da riconoscere nel fatto che in quegli ordinamenti una classe politica che voglia spendere, prima deve tassare i propri cittadini. Quando entrate e uscite sono correlate, è ragionevole attendersi un comportamento meno irresponsabile da parte dei ceti dirigenti. Il parassitismo è più difficile (sebbene mai impossibile) entro giurisdizioni piccole, dato che qui i danneggiati possono spesso venire a conoscenza dei privilegi riconosciuti ad altri e opporsi con successo.

Soprattutto, quando la tassazione è localizzata esattamente come lo sono le spese, le varie realtà locali entrano in competizione e questa concorrenza istituzionale limita la capacità d’azione degli uomini di governo. Governi locali che devono vivere non già di finanza derivata (la “manna dal cielo” che viene da Roma o da Bruxelles), ma invece del denaro che devono dai loro stessi territori, sono indotti a fare del proprio meglio per abbassare spese e prelievi, così da attirare i capitali e le imprese sui loro territori. Un Veneto “egoista” che avviasse un processo di disgregazione dell’Italia intera finirebbe per porre le premesse, al Nord come al Sud, per un’Italia più civile e più prospera. Ma a questo fine bisogna anche chiarirsi bene le idee. Lo studio della Cgia, in effetti, mostra che in questo ultimo quarto di secolo abbiamo realizzato non già un federalismo “a metà”, ma semmai che ci siamo mossi in una direzione che di federalista non ha nulla. E d’altra parte sarebbe assurdo immaginare che un ordinamento centralizzato si autoriformi e neghi se stesso. Tutto quello che può fare, com’è successo finora, è utilizzare le autonomie locali per rafforzare la propria presa sulla società. Solo comunità indipendenti e determinate a tutelare gli interessi dei propri cittadini potrebbero condurci entro uno scenario nuovo. C’è allora bisogno che quanti in Veneto sono attivi in politica, quale che sia la loro appartenenza di partito, affermino ad alta voce il diritto dei veneti a disporre del loro futuro, a fare da sé, a essere davvero liberi. Se questo non avverrà, la nostra economia e la nostra società potranno solo procedere verso un progressivo e inarrestabile degrado.

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di on 6 dicembre 2016. Filed under Veneto intraprendente. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a Perché al Veneto spetta l’indipendenza

  1. Padano Rispondi

    7 dicembre 2016 at 13:49

    Se un domani il Veneto avesse l’indipendenza, quale sarebbe lo status giuridico dei Veneti che vivono in altre regioni? E coloro che hanno origini venete solo in parte?
    Per dire, io, Piemontese con una nonna Veneta, potrei chiedere la cittadinanza?

    • marco visentin Rispondi

      7 dicembre 2016 at 15:43

      Dipenderà dall’insieme delle leggi che si darà il nuovo Stato Veneto.
      Per la cittadinanza ci sono varie forme, dallo ius soli (chiunque nasca in un determinato stato, ne acquisisce o può acquisirne la cittadinanza) allo ius sanguinis (la cittadinanza viene e può essere acquisita per discendenza).
      Una volta terminato (anzi durante) il processo di Indipendenza, dovremo scrivere la nostra Costituzione e le nostre nuove leggi.
      Quindi non c’è ancora una risposta alla tua domanda.

    • AVG Average Venetian Guy Rispondi

      7 dicembre 2016 at 18:03

      prima lottiamo per l’indipendenza, e poi preoccupiamoci di questi dettagli… cmq, il Veneto quasi sicuramente sarebbe una nuova nazione UE, ergo…

    • Guido Rispondi

      7 maggio 2017 at 14:44

      La risposta sta’ nella frase pronunciata da Morosin “VENETO E’ CHI VENETO FA’ “

    • Guido Rispondi

      16 dicembre 2017 at 11:54

      Lo ha chiarito, credo in maniera esaustiva l’avvocato Morosin “VENETO È CHI VENTO FA'”

  2. Comitato Ultimi Veri Venexiani Rispondi

    7 dicembre 2016 at 15:26

    Più che l’Indipendenza del Veneto (quali confini imposti e non veri, dallo stato italiano per stroncare velleità di un Popolo millenario) si dovrebbe procedere con una riforma radicale della Costituzione iniziando da una revisione delle Regioni, magari prevedendo nuovi confini, questa volta stabiliti non dalla politica, ma dai Popoli che attualmente coabitano lo stivale secondo la loro storia, lingua, cultura e tradizioni.
    Poi, per semplificare, si potrebbe puntare ad allargare l’attuale “Statuto Speciale” previste nel 1947 a tutte le nuove Regioni individuate dal Popolo Sovrano e il gioco è fatto (ottenendo automaticamente anche il federalismo sociale e soprattutto quello fiscale).

  3. Luca S. Rispondi

    8 dicembre 2016 at 11:32

    Credo che quando il Veneto sarà indipendente (e la crisi economica innescherà tale processo…), l’Italia intera si disgregherà. I cittadini veneti – andandosene – non lasceranno gli altri (lombardi, sardi, siciliani, tirolesi, piemontesi, ecc.) sotto Roma, ma l’Italia unita svanirà come neve al sole. ogni territorio tornerà libero e dovrà competere con gli altri. Penso che sarà il momento di un Nuovo Rinascimento.

    • Padano Rispondi

      9 dicembre 2016 at 11:00

      In effetti se se ne va il Veneto si innesca un effetto domino: i 15-20 mld di residuo fiscale persi da Roma ricadranno sulle spalle di Lombardi, Emiliani, Piemontesi… i quali quindi, a loro volta, cercheranno una exit strategy.

  4. Federico Rispondi

    8 dicembre 2016 at 22:07

    Volevo sapere che strade sono state intraprese per l indipendenza e che tempi sono previsti per raggiungerla

    • Comitato Ultimi Veri Venexiani Rispondi

      15 dicembre 2016 at 17:15

      Oggi, purtroppo, non ci sono progrtti concreti per l’Indipendenz Marciana e l’unica nostra possibilità è attendere fiduciosi all’implosione dello Stato unitario italiano.

  5. Guido Rispondi

    9 dicembre 2016 at 10:09

    Veneto xe chi Veneto fa’

  6. Guido Rispondi

    17 luglio 2017 at 00:13

    È noto a tutti che l’Italia è il paese che non c’è, è noto a tutti che “l’unita’ d’Italia” non è mai stata realizzata, e’ vero il contrario, e’ stato creato ad arte l’antagonismo esarperato tra gli antichi popoli, in questo ha avuto buon gioco la locuzione latina “dividi et impera”

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