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Occhio al patto dei Mattei

Il più inviso dei leader dell' "accozzaglia del No", Salvini, rischia di diventare l'alleato migliore della ripartenza di Renzi. Entrambi vogliono accelerare per tacitare i nemici interni, entrambi non hanno un progetto politico credibile...

Matteo Salvini e Matteo RenziIl più inviso dei leader dell’ “accozzaglia” del fronte del No – subito dopo Massimo D’Alema – rischia ora di diventare l’alleato migliore, e forse l’unico, della “ripartenza” di Matteo Renzi. Con l’altro Matteo, Salvini “il lepenista”, che sta tentando di modificare geneticamente la vecchia Lega di Bossi, il rottamatore ha in comune l’obbiettivo di accelerare i tempi verso nuove elezioni politiche attraverso l’approvazione di una legge di impianto maggioritario. Uno scenario che, nei loro progetti, incoronerebbe entrambi come i condottieri dei due schieramenti, M5s a parte, che si contenderebbero la guida del futuro governo. Entrambi sembrano convinti che il tempo giochi a favore dei loro avversari interni. Entrambi, paradossalmente, pensano di poter capitalizzare il risultato del referendum. L’uno per intestarsi, almeno in parte e comunque sul versante del centrodestra, la vittoria del No. L’altro perché convinto pervicacemente che il 40 percento dei Sì rappresenti comunque l’attestazione di un sostegno largo e compatto nei suoi confronti, prima ancora e a prescindere dall’appeal del partito di cui è segretario. Sbagliano entrambi a fare i conti, ma non è questo il punto. Il vero problema è che nell’atteggiamento di entrambi continua a vivere un leaderismo esasperato e ormai fuori moda che è una delle cifre del rigetto che una parte grande degli italiani ha espresso proprio in occasione del referendum. Non sembra, però, che se ne rendano conto o che gliene importi qualcosa.

Chiunque abbia un po’ di buon senso deve ammettere che i vecchi “poli” non esistono più, ammesso che in passato siano davvero esistiti. La spaccatura verticale tra la componente moderata e quella della “destra populista” non deriva semplicemente da una ragione tattica ma segnala una divaricazione forte, difficilmente ricomponibile sulla base delle convenienze offerte da un meccanismo elettorale maggioritario. Silvio Berlusconi lo sa e tenta, sia pure in modo per ora poco efficace, di spostare il baricentro del consenso moderato a favore di una FI.2 che riprenda l’ispirazione liberale delle origini, al punto che il Cavaliere, per rendere più chiaro il messaggio, mediterebbe di promuovere una “Costituente del Centro”. il centrosinistra nella sua formulazione tradizionale – quello che, peraltro, consentì al Pd di Pierluigi Bersani di raccogliere una sofferta maggioranza dei voti e di fruire del premio di maggioranza – non c’è più da tempo: Renzi ha fatto del tutto per distruggere qualsiasi possibile convergenza con la galassia della sinistra, finendo per scavare un fossato difficilmente colmabile anche con le componenti meno radicali. Di più, il furore iconoclasta nei confronti del “passato” e l’accentuazione dei toni populisti della campagna referendaria hanno prodotto una lacerazione profonda all’interno dello stesso Pd creando le premesse per una possibile scissione. Il Centro costituisce un ectoplasma frammentato e oscillante tra i due poli tradizionali: rimasto di fatto senza leader dopo l’eclisse di Casini, è alla ricerca di un’identità e, al momento, soprattutto di strapuntini nei posti di sottogoverno. Attenzione però: anche il M5s, apparentemente compatto, in realtà è fortemente segmentato e, di fronte all’eventuale prospettiva di accordi politici – dopo e non prima delle elezioni –, sarebbe probabilmente destinato ad implodere. Il Travaglio romano è lì a dimostrare che l’ipotesi di una spaccatura (o di una rapida dissoluzione?) è niente affatto accademica.

E allora? Per i due Matteo è vitale bruciare i tempi, impedire che le forze politiche si riorganizzino definendo nuovi campi, funzionali alla geografia degli orientamenti politici reali degli italiani e magari caratterizzati dallo sforzo di dare risposte meno astratte, ideologiche, propagandistiche, ai problemi della nazione. Elezioni “subito” e sistema maggioritario sarebbero la risposta giusta per evitare che le dinamiche in corso trovino un punto di assestamento. Nessuno di loro è così stupido da ignorare che la vecchia logica dei “poli”, quella che fu costruita con il passaggio al maggioritario all’epoca del Mattarellum, non sta più in piedi. Ma tutti e due pensano che una forzatura di tipo plebiscitario attorno ai loro rispettivi nomi e alle suggestioni che rappresentano possa fare premio sullo stato magmatico che caratterizza oggi il sistema politico. Non possono ignorare che le stesse condizioni politiche per costruire alleanze elettorali credibili sono tutt’altro che presenti. Non possono non sapere che costringere gli elettori a schierarsi in una competizione tra Renzi e Salvini significherebbe costringere l’Italia nella camicia di forza di uno schema artificioso, nella follia di un’alternativa che non corrisponde alla geografia reale delle preferenze politiche degli italiani, in uno schema che potrebbe avere l’adesione convinta solo di una porzione fortemente minoritaria degli elettori. Con il paradosso che, magari, uno dei due possa persino godere del regalo di un premio di maggioranza. Ma sanno soprattutto che se il governo Gentiloni saprà favorire la decantazione della situazione politica e creare le convergenze necessarie per una legge elettorale decente, aiutando l’Italia a uscire dal clima rissoso, inconcludente, urlato, dominato dalla propaganda, c’è il rischio che gli Italiani possano essere ben felici di liberarsi di loro.

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di on 28 dicembre 2016. Filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

13 commenti a Occhio al patto dei Mattei

  1. recarlos79 Rispondi

    28 dicembre 2016 at 09:09

    Il PD va avanti perche’ e’ un partito che fa congressi e primarie. Berlusca “ghe pensi lu” ha allontanato tutti e nessuno lo vuole più’. Intanto gli unici che approvano la proposta boeri sui vitalizi sono i grillini e gli attuali deputati (il meglio del meglio) avranno il diritto alla pensione con 4 anni e 6 mesi pagati da noi. Di questo il liberale Sallusti non parla mai.

  2. aquilone Rispondi

    28 dicembre 2016 at 09:33

    Si, bravo, aspettiamo berlusconi, altri leader non ce ne sono. Ma dai…
    Un articolo a ben leggerlo pieno di contradizioni, teso a dimostrare che:
    I leader sono fuori moda, però:
    per colpa di Casini che si è eclissato, il centro non esiste;
    per colpa di Renzi e di Salvini che sono due leader che sbagliano, centro destra e centro sinistra soccomberanno;
    Grillo: non pervenuto;
    Avanti, dunque, con Berlusconi;
    Ma non c’era una volta anche Parisi? Già finito pure lui?
    La realtà è solo una: l’italia è un paese agli ultimi rantoli, sta solo sperando in una la dolce morte, la meno traumatica possibile

  3. Luca Rispondi

    28 dicembre 2016 at 09:39

    Una verità inoppugnabile ma la decantazione la faranno i parlamentari storici ,quelli che hanno storia e preparazione politica.La furbizia e l ‘ arroganza in uno dei momenti più difficili di un ex repubblica che sta vivendo un regime sinistro non servirebbe al momento.E magari per una volta dopo decenni di non politica i cittadini sapranno usare la testa e non la rabbia o l’emozione generata da media che fanno spesse il mestiere di accompagnare potenti e potentati del momento.Magari capiranno quale è la condizione del debito che questi amari soggetti ci lasciano e dove siamo finiti.

  4. sergio Rispondi

    28 dicembre 2016 at 10:03

    Vénghino siore e siori, vénghino !
    Nuovi artisti al Circo Magico pronti ad emozionare e coinvolgere l’adorato pubblico !

  5. ultima spiaggia Rispondi

    28 dicembre 2016 at 12:30

    Diceva Winston Churchill: “Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio”.
    Con la stessa disinvoltura abbiamo costruito la “repubblica”, ovviamente parlamentare e all’italiana, che in settant’anni ci ha regalato settanta governi di m… I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Leggo nell’articolo: “Salvini, rischia di diventare l’alleato migliore della ripartenza di Renzi. Entrambi vogliono accelerare per tacitare i nemici interni, entrambi non hanno un progetto politico credibile…”
    Giusto, giustissimo! Ma il progetto “credibile” quale sarebbe?

  6. adriano Rispondi

    28 dicembre 2016 at 14:08

    Analisi politica surreale.Viene il sospetto che il principio sia “Salvini non va bene ,troviamo il modo per dimostrare che sbaglia”.Le elezioni anticipate ,in un paese normale,si dovevano tenere dopo il voto,come è successo in Spagna.La legge elettorale deve essere maggioritaria perché è quella indicata dagli elettori nel referendum che ispirò,parzialmente,il cosiddetto Mattarellum.Il maggioritario,a turno unico,con collegi uninominali è indispensabile per cercare di eliminare quella porcheria che è il vincolo di mandato,nato da sani principi,degenerato nel più squallido dei trasformismi.Nessuno vieta che la candida coscienza dell’eletto si rivolti indignata contro quello che ha sostenuto un attimo prima,fulminato sulla via di Damasco.Si vuole solo poter avere un meccanismo che contempli non il suo passaggio ad altre squadre ma al giudizio degli elettori chiamati a confermarlo o a rimuoverlo con l’odiato sistema del voto,possibile solo con i collegi.Spiace constatare che il signor Berlusconi sia per il proporzionale ,che tradotto significa per alleanze improprie.Non so perché Salvini voglia le elezioni.Sicuramente non per governare con Renzi.Non so perché Berlusconi riscuota ancora credito.A mio avviso è meglio fare il contrario di quello che dice e rimane lui l’ostacolo a qualsiasi ipotesi di proposta alternativa credibile.

  7. geometra67 Rispondi

    28 dicembre 2016 at 17:12

    L’Italia,ormai paese comunista,si sta avviando verso un lento declino come la vecchia Unione Sovietica.Qualsiasi legge elettorale non risolverà nulla!In quanto ai vari leader Salvini a sud del fiume Po non conta niente,al cacciaballe Renzi ormai crede solo chi ha interessi economici e chi ha scarsità di neuroni.Berlusconi sponsorizza Draghi (roba da matti)e Grillo ,il probabile vincitore, per non sbagliare spara idee dalla estrema sinistra all’ultra-destra!Qualsiasi rivoluzione tumpista , lepenista o qualunquista sarà la benvenuta!Siamo al tanto peggio tanto meglio!

  8. aurelio Rispondi

    28 dicembre 2016 at 17:52

    Davvero turbativo il montaggio con i due Mattei .Se poi si chiamano continuamente come pare per lucrare un buon risultato subito restiamo più perplessi.Ma sono davvero vicini questi due.L’uno lepenista ,l’altro monarca assoluto destinato alla ghigliottina di partito come il primo del resto .Vicini nel combinarla e cercare di prendere i premi per loro stessi.

  9. gastone Rispondi

    28 dicembre 2016 at 18:07

    ancora Berlusconi , troppo ricattabile, troppo con il piede in tre scarpe , troppe aziende , non è una colpa anzi, però poi risulta difficile fare politica.

  10. Francesco_P Rispondi

    28 dicembre 2016 at 18:57

    L’Ita(g)lia implode, ma i rospi esplodono per farsi vedere più grandi
    Renzi o non Renzi vedo anni bui di fronte a noi. Nessun partito ha un piano riformatore risolutivo e una politica economica credibile. Solo teatrino per accaparrarsi poltrone illudendo gli elettori, M5S in testa.
    Le banche sono state già svaligiate e la cosa è nota in tutto il mondo ( si veda quest’articolo del 21 dicembre, prima dell’ultima ramanzina europea sul fondo salvabanche https://www.bloomberg.com/news/articles/2016-12-21/italy-bank-rescue-won-t-fill-54-billion-hole-on-balance-sheets ).
    Le finanze pubbliche e private sono sottoterra. Le imprese annaspano sempre più.
    Allora a cosa serve andare al governo dato che è stato già tutto “ridistribuito” ai soliti privilegiati? Forse solo per raschiare il fondo del barile?
    L’unica strada ragionevole è l’indipendenza dall’Ita(g)lia.

  11. Ernesto Rispondi

    29 dicembre 2016 at 11:21

    Fa tenerezza l’ennesimo tentativo di fare endorsement per un leader senile e devastato dagli affetti collaterali del sildenafil assunto in dosi massicce.

  12. Lisa Rispondi

    29 dicembre 2016 at 20:34

    No davvero, questo articolo è illeggibile. Ma davvero rivolete il proporzionale? Davvero rivolete il consociativismo e il clientelismo? Ma gli italiani che hanno votato per il maggioritario, come al solito, non contano nulla? Il proporzionale è buono per continuare a galleggiare, nessuno che governerà, nessuno che abbia responsabilità. Ma sì! Torniamo alla prima repubblica! E menomale che dovreste essere liberisti e presidenzialisti.

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