Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

L'intraperdente (in amore)

di Gianluca Veneziani

Io le dissi “Ti amo” coi fiori e lei mi rispose picche

Regalare-fiori

Quando sei distante dalla persona amata, finisci per perderne tutti i sensi. Ne perdi la vista, in primo luogo, ma ne perdi anche il tatto, e poi il gusto delle labbra, e l’olfatto, l’odore della pelle. Ti resta soltanto l’udito, il suono della sua voce, presenza immateriale fatta di parole, assenza riempita dal linguaggio.

Per ravvivare almeno uno degli altri sensi, mi convinsi a inviare a Marcella un mazzo di fiori che celebrassero la sua bellezza ma che soprattutto evocassero il suo profumo. Per non limitarmi tuttavia a un gesto banale, pensai di associare a ogni lettera del suo nome un fiore dall’iniziale corrispondente. Così mi dedicai alla ricerca, come un vecchio appassionato di botanica.

M: facile, Margherita.

A: Anemone.

R: andiamo sul liscio, Rosa rossa.

C: mmm, Ciclamino.

E: Edera? Può andare.

L: Boh, iniziai a googlare i nomi dei fiori. Eccolo: Lillà.

Seconda L: Vediamo un po’, un sito per pollici verdi aperto a caso mi indicava Lilium (ignoravo cosa diavolo fosse, ma mi fidai).

Seconda A: Azalea, cioè quel gran fiore rosso che danno nelle campagne per la ricerca? Forse no, meglio Acacia.

Bene, non mi restava che chiamare Interflora per combinare quello strano mazzo. Ma subito mi venne posta un’obiezione: ascolti, caro signor Gianluca, noi capiamo il gesto romantico e l’idea originale, ma ci dice come facciamo a trovarle l’acacia e soprattutto il lillà, visto che siamo in pieno autunno? In effetti, avevo trascurato questo dettaglio: la stagionalità dei fiori. Dovetti sostituire allora i fiori introvabili: al posto dell’Edera feci mettere l’Erba cipollina, che fa molto pianta aromatica per gli involtini della domenica, ma era l’unica E disponibile. Per la seconda L, dovetti rinunciare al principio che mi ero imposto di non ricorrere a doppioni: così, ben venga il secondo Lilium.

Naturalmente, chiesi la cortesia all’addetta di Interflora di abbinare anche sul bigliettino a ogni lettera il fiore corrispondente. Il problema fu che, anziché seguire le mie indicazioni, la mia interlocutrice finì per inserire i fiori in ordine alfabetico, aggiungendo tra quelli anche il nome Marcella. Così alla mia donna dei sogni fu recapitato un biglietto del tipo: Acacia, Anemone, Ciclamino, Erba Cipollina, Lilium, Lilium, Marcella, Margherita, Rosa Rossa. Sembrava un gioco floreale, in cui lei dovesse trovare l’intruso… Il gioco non aveva funzionato. A maggior ragione che Marcella mi chiese pure: Ma questa Margherita chi è?

Il vero dramma fu però la sua replica. Dicendomi di avere comunque gradito il gesto, mi promise che avrebbe risposto alla stessa maniera. Mi allegò dunque un indovinello che recitava: “Come Quando Fuori Piove”. Da scarsissimo giocatore di poker, ricordavo tuttavia che quelle parole alludevano ai quattro semi delle carte: Cuori, Quadri, Fiori, Picche. Avevo capito: Marcella, dato che io le avevo mandato dei fiori, mi avrebbe risposto con uno degli altri semi. Intelligente, la ragazza. E il gioco si faceva intrigante. Come appunto una partita di poker.

Passai dei giorni a sperare che mi mandasse una serie di cuori disegnati su carta, come quelli che si fanno da bambini per dire che Tizio Love Sempronia (“Love” rigorosamente senza la “s” finale). O che perlomeno mi venisse recapitata una serie di quadri, visto che lei si dilettava di pittura e voleva coinvolgermi nel suo mondo artistico (se non fosse nato un amore, sarebbe almeno sbocciato un sodalizio). E invece mi arrivò una lettera in cui c’era scritto soltanto: “Al tuo mazzo di fiori rispondo con un altro mazzo”. All’interno della busta c’era infatti un mazzo di carte tutte uguali: inutile dire che erano tutti due di picche.

 

Condividi questo articolo!

di on 14 dicembre 2016. Filed under L'intraperdente (in amore). You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Io le dissi “Ti amo” coi fiori e lei mi rispose picche

  1. Padano Rispondi

    16 dicembre 2016 at 09:07

    Io le dissi “Ti amo” coi fiori e lei mi denunciò per stalking.

    http://www.studiocataldi.it/articoli/22001-cassazione-anche-regalare-fiori-e-reato.asp

  2. sergio Rispondi

    19 dicembre 2016 at 15:43

    beh, fortuna che alla emme ci sono anche le Margherite !
    per curiosità, guardatevi come sono conciati i giapponesi → https://youtu.be/nkcKaNqfykg

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *