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L’appello per Aleppo: leggere e diffondere

Bimbo salvato ad AleppoUn appello per fermare quello che rischia di essere uno dei più grandi orrori della storia dell’uomo. Perché il terrorismo non si ferma col terrorismo di Stato. Perché i minuti sono lacrime cariche di secondi e messi insieme diventano ore, e in questo tempo la gente muore. Civili ammazzati neanche fossero mosche. La Siria non è poi così lontana, arriva fin qui tra video e fotografie, non ci si può raccontare di non aver saputo domani. Saputo di Aleppo, di quei bimbi seppelliti vivi dalle loro case, di popolazioni in cerca di un rifugio che non c’è. Del fine pena mai inflitto a uomini e donne e piccini, perché chi vive quell’incubo anche dovesse uscirne sarà condanno all’ergastolo dell’anima perpetuo. Aleppo annaffia il terreno col proprio sangue e la comunità internazionale guarda.

Armi chimiche, la tortura contro la popolazione civile mediante sistematiche *pulizie etniche* verso chiunque abbia in passato dissentito verso il regime di Assad, sostenuto da Teheran e da Mosca”. Per dire basta a questo è possibile sottoscrivere un’appello, il link lo trovate qui e a piè pagina. Hanno già firmato l’attivista per i diritti umani Ingrid Betancourt, Lord David Steel del Partito Liberale britannico, Sam Rainsy, leader dell’opposizione Cambogiana, l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata e molti altri opinion leader e cittadini sensibili alle sorti di quell’umanità.

Niente oneri, nessuna fregatura, trenta secondi. Vite da salvare ora, perché alzare la voce a volte serve, piangere i morti dopo no.

http://www.radicalparty.org/content/appello-aleppo-e-una-nuova-siria

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di on 29 dicembre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a L’appello per Aleppo: leggere e diffondere

  1. aurelio Rispondi

    30 dicembre 2016 at 13:13

    Grazie ai tanti Terzi di Sant’Agata che si sono attivati in tal senso.Non fermeranno Assad e i suoi compari ma ci permettono di capire di piu e magari esserci con poco.

  2. step Rispondi

    30 dicembre 2016 at 14:13

    Per cultura mi sento più americano che russo, ma perché questi appelli non si fanno quando la “pulizia etnica” è di matrice americana? Anzi, a dire il vero in Siria non c’è nessuno che vuole imporre un modello estero, in molti altri casi si vuole radicare in una terra un sistema avulso dalle tradizioni del popolo che quella terra abita, come se ci fosse un tipo di società perfetto, quasi messianico (ovviamente sempre il nostro, mai quello altrui…).

  3. Sergio Andreani Rispondi

    5 gennaio 2017 at 16:38

    Dove eravate quando i vostri amici dell’ISIS attaccavano Deir Ezzour dopo il bombardamento USA ?????

    Mi fate pena e schifo.

    Smettetela di usare i bambini per le vostre porcate.

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