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Il supplente

Ormai Mario Draghi è diventato una specie di icona dell’angelo custode. Può sempre ricordarci che siamo indebitati fino al collo, con una tassazione insostenibile e troppi carrozzoni pubblici. Ma è sempre pronto a mettere i soldi del quantitative easing per evitarci il precipizio. A Renzi però fischiano le orecchie...

draghi 3

Ormai Mario Draghi è diventato una specie di icona dell’angelo custode. Con noi sempre lì a incrociare le dita aspettandoci il peggio, ogni volta che deve riunire il board di Francoforte – dove sappiamo di non avere, come italiani, molti estimatori – per adottare qualche decisione, o quando sta per prendere la parola per comunicare urbi et orbi la linea della Bce. Aspettiamo con ansia che, da un momento all’altro, possa sbottare e sbatterci in faccia più o meno le cose che ci rinfacciano Junker e Moscovici. Che ci ricordi, ancora una volta, di essere indebitati fin sopra il collo, di avere un livello di tassazione insostenibile e una quota di investimenti del tutto simbolica, di scontare una produttività scarsa, di avere rimosso la zavorra del Sud da qualsiasi agenda politica, di tenere in piedi società pubbliche, banche e bancarelle piene di amici degli amici, di padri di ministri e di padrini politici. Che poi non c’è da stupirsi che da un giorno all’altro saltino per aria.

E meno male che Draghi, difendendo il bail-in, tiene ferma la linea che i fallimenti non si possono mettere in conto ai contribuenti. E per fortuna fa da frenatore all’idea di impedire che i forzieri delle banche – come da noi – siano pieni di buoni del tesoro. Invece, educato com’è, evita persino di intimarci di smetterla con i piagnistei sulla flessibilità inventandoci ogni volta deroghe fantasiose e sfondamenti avventurosi al tetto di un debito che continua a crescere. Tanto più che continuiamo a scialacquare i pochi soldi per regalare bonus più o meno elettorali senza un ritorno economico effettivo e che, con il mitico Jobs Act, abbiamo creato posti di lavoro con i soldi dello Stato al costo di duecentomila euro a botta.

Mario Draghi sta abbottonato ma è probabile che a Matteo Renzi suonino comunque le orecchie. Perché si sa che, anche senza fare nomi, sul banco degli imputati c’è la sua inesistente politica economica. Le due leggi di stabilità con provvedimenti finanziati in deficit e un Pil fermo allo zero virgola. Più una fastidiosa, querula, retorica sull’Europa che sfugge sempre al nodo di rafforzare la sua politica espansiva limitandosi, invece, a chiedere franchigie per l’Italia. Altro che battere i pugni sul tavolo: qui siamo alla solita caricatura del paese di mandolinisti e di magliari che vogliono fare i furbi.

Lui non lo dice, ovviamente. Continua, invece – a vantaggio soprattutto dell’Italia, bisognerebbe riconoscerlo –  a metterci i soldi del quantitative easing nel tentativo di impedire che le cose precipitino e a spiegare ai mercati – bluffando – che l’Europa c’è e che è decisa a tenere duro. Soprattutto, mostra il volto di un italiano diverso dai soliti pulcinella che sono abituati a vedere a Bruxelles e a Strasburgo. E questo, per noi, è anche più importante. Ci piace che uno di noi abbia dimostrato di valere almeno cento Janet Yellen, la governatrice della mitica Federal Reserve. Lei ha addirittura annunciato un aumento dei tassi alla vigilia di un periodo di stagnazione, provocando danni all’economia mondiale, per poi vedersi costretta, nel breve, a fare marcia indietro. God save Mario Draghi, dunque. L’angelo custode, malgré lui, di Matteo Renzi.

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di on 8 dicembre 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

15 commenti a Il supplente

  1. Marco Rispondi

    17 febbraio 2016 at 09:07

    Draghi non è solo un angelo custode ma i suoi interventi sono l’espressione più concreta di quanto inetta,pericolosa e menzognera sia l’azione di un governicchi né carne né pesce.Ci sta portando ad un debito incolmabile e continua a straparlare di riforme da dittatura.Ma quando avremo un governante che sappia davvero di politica e pensi alla gente.W Draghi comunque.

  2. aquilone Rispondi

    17 febbraio 2016 at 12:22

    Meno male che quella volta il mago di Arcore riuscì ad imporlo. Certo che se oggi, al posto suo, ci fosse stato il governatore della Bundesbank, avremmo visto tutto un altro film. Probabilmente, per noi, un film dell’orrore fatto di lacrime e sangue

    • Ernesto Rispondi

      17 febbraio 2016 at 12:57

      Perché invece oggi in Lombardia scorrono fiumi di latte e miele.

  3. Milton Rispondi

    17 febbraio 2016 at 16:17

    Smettiamola di incensare Draghi.
    E’ vero che con le sue azioni dal 2012 ha fermato lo spread e con esso ha rimandato il default dell’Italia. Ma con le sue azioni ha soltanto fatto guadagnare tempo, non ha (né poteva) risolvere alcuno dei problemi che abbiamo e che il BUllo Renzi si è ben guardato di affrontare.
    Le malattie dell’Italia nel frattempo si incancreniscono, nel frattempo avremo sprecato le ultime ricchezze (svendendo Poste e partecipate varie), avremo smantellato un altro pezzo di industria e di artigianato, ed affronteremo l’inevitabile fallimento indeboliti e con le pezze al culo.

    • Pierluigi Rispondi

      17 febbraio 2016 at 17:25

      Hai ragione. Con la sua politica del quantitative easing ha illuso, ci ha dato sollievo ci ha dato tempo e secondo italica cultura noi ce ne siamo ben guardati di utilizzarlo per incominciare a sistemare le cose. Abbiamo speso e non tagliato solo per acquisire consenso interno.

    • Ernesto Rispondi

      17 febbraio 2016 at 17:55

      “Le malattie dell’Italia nel frattempo si incancreniscono, nel frattempo avremo sprecato le ultime ricchezze (svendendo Poste e partecipate varie), avremo smantellato un altro pezzo di industria e di artigianato, ed affronteremo l’inevitabile fallimento indeboliti e con le pezze al culo.” Lei è riuscito, in maniera mirabile, ha riassumere in poche righe il programma della dittatura comunista italiana. E smettiamola, per cortesia, di chiamare il PCI “Partito della Nazione”. Cerchiamo di mostrarci intelligenti, una volta tanto, e di denunciare seriamente lo stato di privazione della libertà, individuale e collettiva, nel quale versa il paes eper colpa dei marxisti-leninisti.

      • Ernesto Rispondi

        17 febbraio 2016 at 17:56

        C’è un lapsus calami. “[…] ha riassumere in poce rige”

      • Milton Rispondi

        17 febbraio 2016 at 18:50

        Mi piace la denominazione recente di Ostellino: partito e leader post-fascista e pre-comunista. Ma è troppo lunga, quindi concordo con lei: è il PCI.

        • Ernesto Rispondi

          17 febbraio 2016 at 20:39

          Ostellino, l’ultimo vero direttore del Corriere della Sera, prima che il compagno Mieli, su ordine di Confindustria e FIAT, lo consegnasse al partito comunista. In cambio, libertà di evasione per i delinquenti di Confondustria e libertà di fuga fiscale per FIAT. Cronache del crepuscolo di una democrazia. Si vergognino i giornalisti che scrivono per quella testata.

  4. Padano Rispondi

    24 febbraio 2016 at 11:14

    Dragons trainer.

  5. Francesco_P Rispondi

    10 marzo 2016 at 17:25

    Draghi fa tutto ciò che è possibile per impedire l’implosione del sistema, ma non può fare “miracoli”.
    L’economia non cresca nonostante il lungo periodo di tassi a vicini a zero perché le politiche dei governi (il nostro è il peggiore) determinano la progressiva espulsione dei ceti medi verso fasce di reddito inferiore o nullo grazie alla spesa pubblica improduttiva, al clientelismo, ai blocchi operati dalla burocrazia, ai costi della normativa assurda ed alla tassazione gigantesca.
    In gergo i banchieri dicono che “il cavallo non beve”. Parlando senza veli del politically correct, le banche non riescono a prestare più denaro alle imprese ed alle famiglie perché la dimensione del mercato dei beni e dei servizi rimane stabile o, addirittura, si restringe. Le imprese non investono, nascono meno imprese e ne muoiono di più, e la gente ha in mano meno soldi da spendere. Poi ci dobbiamo aggiungere Basilea 3 che rappresenta un ostacolo per nuovi investimenti, ma non salva le banche dai cattivi clienti miracolati dalla politica (vedi MPS, Banca Etruria, ecc.). L’enorme liquidità concessa dalla BCE alle banche finisce per sostenere un immenso “carry trading” che permette alle grandi società della finanza di operare in borsa e caricarsi di titoli del debito pubblico senza pagare interessi per il danaro preso a prestito dalla Banca Centrale.
    Siamo in un mercato distorto dal dirigismo statale e burocratico che rischia di fare implodere il mondo intero in una reazione a catena economico-finanziaria.
    P.S.
    Temo che alla “reazione a catena economico-finanziaria” ne seguirà un’altra, quella delle bombe nucleari. Quando saremo tutti disperati dall’America alla Cina, passando per Europa e Russia, sarà plausibile che qualcuno immetta la famosa combinazione e prema il tasto rosso. Nonostante il sentiero malefico su cui il mondo si è incamminato: Tiremm innanz!

  6. adriano Rispondi

    8 dicembre 2016 at 17:30

    Condivido il commento di Milton.Draghi stampa non per aiutare noi ma per l’euro,”whatever it takes”.L’acquisto di titoli non aiuta perché nasconde i problemi che si presenteranno presto,anche oggi.E’ bastato l’annuncio del QE allargato a tutto il 2017 ma con la diminuzione a 60 miliardi mensili per far salire il cosiddetto “spread”.Cosa succederà nel 2018 quando sarà sostituito da un ragazzo di scuola tedesca?L’errore è aver aderito alla moneta unica.Chi non lo dice e non contribuisce a suggerire come uscirne,anzi fa il contrario,è complice della nostra rovina..

  7. Pierluigi-Gigi Rispondi

    8 dicembre 2016 at 17:45

    Problemi di breve e lungo periodo: nel breve l’uscita dalla rescessione chiede il suo tempo, soprattutto se in una società in netto declino culturale. Per il lungo periodo i problemi non sono nel governo, ma nella cultura del paese. L’opposizione è fatta da due populisti. Cosa mai ci possiamo aspettare se leader di qualità non ce ne sono perchè non si presentano perchè non sarebbero eletti?
    Draghi espandendo il credito allontana la redde rationem, quindi peggiora la situazione, perchè ci illude che tutto si sistemi da solo nel tempo e soprattutto indolormente.
    Ma in Italia chi si presenta alle elezioni dichiarando che licenzierà 500.000 burocrati statali? E siamo in Francia non nella patria del capitalismo più selvaggio.
    Quindi si fa bene a prendersela coi politici, ma meglio si farebbe a prendersela con gli italiani.

  8. Emilia Rispondi

    8 dicembre 2016 at 22:57

    Si si, fidatevi di Draghi voi, per me ci porterà dritto alla bancarotta. Tutto quello che lui ci da la piovra europea/teutonica lo vorrà indietro. Ma ci rendiamo conto che oramai anche i giovincelli islamici travestiti da rap ci sfottono?
    L’Europa ci impoverisce con la complicità dei nostri politici, gli immigrati ci invadono sempre con la complicità dei nostri fottuti politici, e noi stiamo a guardare.
    Si salva solo Salvini, anche se è un rozzo dice cose sensate. Berlusconi s’è capito che non farà mai niente perché si deve parare il culo.
    Grillo e i suoi sono solo assetati di forca.
    Io sono per la RIVOLUZIONE, armata s’intende.

  9. adriano Rispondi

    9 dicembre 2016 at 17:32

    Rinunciando alla sovranità sulla moneta abbiamo reso rischiosi i titoli di stato che per definizione non lo sono.Per completare il quadro demenziale abbiamo inventato il bail in rendendo rischiosi i depositi bancari.Interessante l’affermazione che ” i fallimenti non si possono mettere in conto ai contribuenti”.Si vede che i correntisti sono evasori.Il trilione di euro che il signor Draghi ha utilizzato per acquistare bond li ha presi dai contribuenti?Gli ulteriori 780 che si appresta a utilizzare nel 2017 derivano dalle tasse?Ha utilizzato la stampa da sempre strumento delle banche centrali terrestri. Ma guarda,con l’euro tutto va bene,nessuno dice niente e si è bravi.Con la lira si griderebbe allo scandalo.Si vede che l’euro è di sinistra e la lira è di destra.Gli USA hanno speso per salvare le loro banche centinaia di miliardi di dollari a costo zero.Così tutti i paesi del mondo che ragionano con la testa di sopra.Poveri noi.

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