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Ha perso Matteo. Non ha vinto la Carta

Comunque no, non ha vinto la Carta. Ha perso Matteo Renzi, la sua incapacità di killerare tutto e tutto, cosa che gli è costata pure parecchi fedelissimi. Ha perso il suo Governo, dalle grandiose aspirazioni tramontate in democristiane cose piccine. Hanno perso scelte deboli, debolissime, come Federica Mogherini fatta lady Pesc. Ha perso una riforma malscritta, letteralmente. Prolissa e inefficace ché al primo disaccordo sai i secoli nei tribunali che reinterpretano a “emozioni” loro. E già ai tribunali s’è appaltato troppo, dal fine vita al resto su cui i Palazzinari han scelto di non decidere. Ha perso la grossa spinta centralista che, fosse passata la riforma, avrebbe finito d’uccidere quel po’ di autonomia regionale che ancora tiene in piedi di Paese, lasciando in piedi le tre Regioni che sole trainano lo Stivale renzi tristeimpantanato.

Ha perso un referendum personalizzato, errore per cui l’ormai quasi ex presidente del Consiglio avrà già preso ampiamente a testate il muro, mica stanotte, già le scorse settimane. Ha perso Alfano che fa da spalla alla riforma. Prodi che le fa l’occhiolino. Gli argomenti che hanno utilizzato i renziani “o Sì o si muore”. Ha perso l’ennesimo Governo non eletto e pure il populismo renziano, come ha scritto l’ottimo Emilio Russo. Ha perso un Pd non coeso e in assoluto una cattiva riforma. Hanno perso Confindustria, quelle banche che aspettavano denari, una buona dose dei poteri nazionali. Ha perso Benigni. Ma non ha vinto la carta.

Come in tutte le elezioni in Italia, anche quando le elezioni si fanno in altri Paesi, il giorno dopo l’avevano detto tutti, lo sapevano tutti, erano tutti sul carro giusto prima degli altri, hanno vinto tutto. Ora, questa è certamente una vittoria di Salvini, Grillo, Berlusconi, D’Alema e chi più ne ha… Spingevano per il No, hanno fatto una campagna spietata perché vincesse il No. Oggi esultano. Di fatto è più la sconfitta di questa riforma che la loro vittoria, oggi ha perso Renzi ed è davvero difficile dire abbia vinto qualcuno. Di certo non ha vinto la Carta. Non ha vinto la Costituzione come ci stanno dicendo e ci diranno per giorni annaffiandoci di commenti (il Fatto Quotidiano ha iniziato ma seguiranno in tanti). Non ha vinto quell’insieme di norme che raccontano un Paese morto anni fa, inesistente e perciò assassino di quello possibile. Non ha vinto una Costituzione che parla di una “Repubblica fondata sul lavoro”, ha perso chi voleva modificarla senza modificare anche questo di articolo. Renzi ha difeso la sua Riforma sottolineando che la prima parte della Carta costituzionale sarebbe rimasta intatta. Peccato, era quella da toccare. La Costituzione continua a dover essere cambiata, non si facciano illusioni quelli che sono per il “nulla muti”, quel pezzo libercolo ci ucciderà se noi non uccidiamo lui. Oggi non ha vinto la Carta, ha vinto il No a una riforma non abbastanza incisiva dove giusta e assente dove indispensabile. Ma non ha vinto la Carta che non è e non è mai stata la “più bella del mondo”.

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di on 6 dicembre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a Ha perso Matteo. Non ha vinto la Carta

  1. aurelio Rispondi

    6 dicembre 2016 at 19:25

    Ci siamo salvati per l’uno contro tutti e per l’odio che aveva trasmesso con la smodata quantità di vendite a tutti.ma lo ritroveremo ancora in giro gia da domani.

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