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Eppure l’Europa non si sveglia

I morti di Berlino lanciano l'attacco delle opposizioni tedesche alla Merkel. Ma non cambierà nulla nonostante l'ennesimo attentato: il Vecchio Continente non accenna autocritica, dalle politiche di immigrazione in giù, né ammette di essere in guerra...

AttentatoAngela Merkel viene definita “sempre più isolata” rispetto alla sua posizione d’apertura ai migranti. Bagianate, l’attentato di Berlino non cambia nulla politicamente. Non l’hanno fatto il Bataclan, Nizza, Bruxelles, non lo faranno quei cadaveri sparsi in quello che era un normale, festoso mercatino di Natale. Là dove s’è persa Simona, italiana trentenne dispersa il cui padre non s’illude, “è finita”, dice aspettando notizie. Non è cambiato nulla ed è un guaio. Le politiche sull’immigrazione e sull’integrazione di soggetti potenzialmente pericolosi, lo dicono l’evidenza dei fatti, rimarranno tali. Nessuna retromarcia, nessuna norma che esiga categoricamente che nelle moschee o centri islamici si parli rigorosamente nella lingua del Paese ospitante. Nessun “rastrellamento” deciso. Garantismo? Accusarci di non esserlo è ingeneroso ma ci sono almeno un paio di esempi che non vanno scordati: Churchill in piena offensiva nazista si comportò secondo i codici di guerra arrestando preventivamente chiunque ritenesse potenzialmente dannoso per la propria nazione. Ha leso la dignità di gente per bene? Forse, ma è in nome della sicurezza dei molti l’unica ragione per cui è accettabile la riduzione delle libertà del singolo. Il reato di associazione esterna (che oggi è una bestialità) fu introdotto da Falcone e Borsellino in vista del maxi-processo. In quel caso dovettero dargli forma per forza, in modo da rompere un muro altrimenti impenetrabile. Oggi quello che sappiamo delle organizzazioni mafiose sembra scontato, lo è grazie a loro. Il guaio non è stato forgiarlo ma non eliminarlo superato il momento di stretta necessita. E il garantismo in campo di sicurezza non è applicabile neanche volendo in tempi di guerra. E noi siamo in guerra, anche se non lo ammettiamo.

No, Angela viene attaccata dai suoi detrattori, ché è una che a terra finisce di rado e cinicamente parlando un attentato è un bottino prezioso per le opposizioni. Ma non cambierà niente, ancora le stesse trasmissioni a tambur battente attente ai distinguo, al cavillo politicamente corretto. Ma non si discute degli errori commessi, si fa revisionismo, ci si colpevolizza, si punta il dito contro l’America che comunque la fa sbaglia. Non parliamo delle missioni internazionali, dei barconi da cui in altissima percentuale scende di tutto ma non popolazioni in fuga dalla guerra. Giovani uomini che invece di combattere e vedere partire donne, anziani e bambini provati dai conflitti per la maggior parte mostrano sana e robusta costituzione. E sì, questo non vuol dire che non ci siano navi cariche di umanità disperata ma parlarne, toccare con mano reale i fenomeni che ci toccano. Qualche perquisizione arrabbiata per sedare la stampa a poche ore dai morti e poi nulla. Politicamente non cambierà nulla. Qualche riunione, manciate di virgolettati dei prefetti, un paio di domande in più sugli obiettivi sensibili. E fine, nulla, abbiamo scherzato. Ma quei  morti non ridono, neppure noi, neppure la paura. Eppure non studiamo politiche diverse. Ciechi.

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di on 25 dicembre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Eppure l’Europa non si sveglia

  1. aquilone Rispondi

    21 dicembre 2016 at 08:17

    Purtroppo sarà proprio così, come descritto in questo articolo. Anzi, sarà sempre peggio, perchè se mai dovessero vincere le elezioni la signora Le Pen o il nostro Salvini, i collaborazionisti rossi e arcobaleno ora dormienti torneranno in piazza per sfasciare di tutto, nel nome della libertà di assasinio. Nessuno tocchi Caino, no?

    • lorenzo Rispondi

      21 dicembre 2016 at 19:26

      Infatti con questi collaborazionisti rossi e arcobaleno sarebbe il caso di iniziare ad usare le maniere forti

  2. Franco C Rispondi

    21 dicembre 2016 at 09:26

    La storia insegna che è fatta da corsi e da ricorsi.
    Prima o poi arriverà il ricorso e saranno dolori per tutta questa gente.

  3. ultima spiaggia Rispondi

    21 dicembre 2016 at 09:48

    Sempre più isolata o sempre più imbecille?
    Cosa potevamo aspettarci da un’UE fondata sulla misura delle zucchine e sul numero di piselli in un baccello?
    Questo branco di spocchiosi idioti ha causato più danni della seconda guerra mondiale, dalle cui macerie uscimmo più forti e determinati di prima, mentre dalla “cultura” dell’integrazione tra religioni diverse non se ne esce vivi.

  4. adriano Rispondi

    21 dicembre 2016 at 13:43

    “Politicamente non cambierà nulla.”Perché non c’è niente da cambiare,se i cittadini continuano a votare gli stessi.Domani in Germania si vota.La signora Merkel otterrà più di un voto,il suo?Se sì significa che va bene così.In Italia lo sprovveduto Salvini che vuol fare il partito del sud e la nostalgica Meloni che rinfocola la fiamma sono contro immigrazione,Europa e sicurezza assicurata dalla lotteria.Sono gli unici a dirlo chiaramente.Quando si vota hanno la maggioranza assoluta?No e quindi va bene così.La responsabilità non è solo di chi ci vende al minor offerente ma anche di chi consente di farlo,votando per loro o non votando per altri.

    • Pierluigi-Gigi Rispondi

      26 dicembre 2016 at 11:08

      Il problema è proprio questo. I politici fanno fino a quando non sono cacciati.
      L’articolista stessa, che stimo e condivido, poi alla fine troverà il coraggio di votare Salvini il quale professa intenzioni in altri campi per lo meno discutibili?
      Chiedo scusa a Lei per la maleducata e inopportuna intromissione, ma almeno rendo l’idea.
      La tragedia in Italia è questa: non trovi un politico che riesca a dire di fila almeno tre cose giuste. La terza è inaccettabile.

  5. aurelio Rispondi

    21 dicembre 2016 at 17:29

    Ma a questi quattro poltronai burocrati che gliene frega se ci ammazzano.Basta che continuino ad avere le regalie stipendiali che paghiamo noi sudditi,poi se ne ammazzano qualcuno siamo in tanti a continuare a pagare.

  6. Luca Rispondi

    21 dicembre 2016 at 22:51

    Ma quanti Trump dovrebbero nascere per cambiare questa devastazione omicida.

  7. lucilla Rispondi

    22 dicembre 2016 at 08:58

    Io non ne posso più delle trasmissioni televisive che si basano sulla vita delle vittime degli attentati !!!!
    Ridicoli !!!! Descrizione ossessiva delle vittime e…….per carità non diciamo che sono attacchi terroristici o che siamo in guerra !

    • aquilone Rispondi

      22 dicembre 2016 at 21:54

      E che diciamo allora? che siamo ad una festa mascherata?

  8. Emilia Rispondi

    22 dicembre 2016 at 10:54

    Quando verranno fuori i giustizieri della notte allora vedremo che i bello figo se la daranno a gambe levate dall’Italia.

  9. step Rispondi

    22 dicembre 2016 at 13:58

    Considerando il suo passato, la Germania ha paura di apparire “rigida e cattiva”, ormai la Germania non è più Germania ma una società aperta, almeno fino ad ora… Oltre ad un forte successo di Alternative für Deutschland, occorrerebbe che si svegliasse la CSU, la componente bavarese della DC tedesca, che è per storia più a destra della CDU. In ogni caso, società aperte come quella tedesca attuale, sono più manovrabili dalle classi politiche nazionali e soprattutto dai centri di potere internazionali, non essendoci una resistenza identitaria che metta al primo posto la cultura del luogo anziché i vantaggi nell’immediato. Bisognerebbe agire con la forza in ambito nazionale, e agire al contempo con la propaganda in ambito internazionale, denunciando la violenta cancellazione delle identità e la fanatica ideologia dei diritti dell’uomo (ormai smascherata a livello teorico). Ho parlato della Germania, naturalmente, non solo per il tragico attentato ma anche perché si tratta della nazione “locomotiva” della UE.

  10. cerberus Rispondi

    26 dicembre 2016 at 18:42

    “Su groncu” è un pesce che sbatte continuamente il capo contro il fondale. La ddr Merkel mi ricorda quel pesce,insiste nel battere la testa contro un muro che non dà soddisfazione,anzi,crea innumerevoli problemi. Le persone sono stanche della politica a senso unico,si deve ascoltare la gente,quando la gente,noi,ci si stanca il rifiuto diviene palese ma no,la Angela teutonica continua nel suo accogliente multiculturalismo spinto. Saranno le elezioni a dare la stoccata finale a certe menti ottuse?

  11. Epulo Rispondi

    27 dicembre 2016 at 11:10

    La Merkel non esiste. Esegue solo ciò che viene deciso, e conviene, ai grandi Konzern germanici. Serviva manodopera qualificata e a basso costo: apriamo ai siriani. Le banche tedesche, piene di crediti spazzatura verso la Grecia, sono salve? I greci possono crepare. Poi ci pensa la stampa di regime a giustificare le azioni, tanto una giustificazione pseudo etica-filosofica-politica la si trova sempre.

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