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Se Renzi è laureato, viva Giannino

Il premier viene incalzato dal giornalista e sbotta: "Non ci vuole una laurea!". Effettivamente, Renzi ce l'ha. A conferma che non vale nulla, visto che da Oscar avrebbe da imparare su tasse folli, spesa pubblica fuori controllo, moltiplicazione del debito, assistenzialismo, insomma sul fallimento economico totale del suo governo...

“Non ci vuole una laurea” è uno di quei modi di dire che sono entrati nel linguaggio comune e che tutti usiamo. Trae origine in un vecchio mondo fatto di certezze, ove la laurea certificava di per sé una preparazione culturale o una competenza specifica. Oggi quel mondo più non c’è più, anche se ahimé il valore legale del titolo di studio è rimasto. E rimasta è pure l’espressione. Che può assumere, performativamente come dicono quelli che parlano bene, il valore di un bonario sfottò o al contrario quello di un tenue insulto. Dipende, come sempre, dal contesto, dal tono della voce, da chi si ha di fronte, eccetera eccetera.

“Non ci vuole una laurea” diventa però un insulto grave e una gratuita cattiveria, al limite e anzi oltre la maleducazione umana e istituzionale, se è rivolto da un presidente del Consiglio ad un giornalista e opinionista come Oscar Giannino che, come è noto, era incorso qualche tempo fa in un infortunio relativo alla falsa certificazione di una laurea. Un errore per cui ha già ampiamente pagato e che gli è costato addirittura la carriera politica. È stato perciò un attacco premeditato quello di Renzi, che il pezzo di carta ce l’avrà pure ma sul tema delle tasse e dell’economia, che era il tema di cui si parlava in trasmissione, da Giannino tanto avrebbe da imparare e capire. Perché una reazione così esagerata? In questa sede mi piace dare una spiegazione psicoanalitica, diciamo così. Giannino rappresenta la voce dell’inconscio per Renzi, colui che, con la semplice sua presenza fisica, gli smuove il “rimosso” e gli ricorda tante promesse tradite. In particolare, il vero e fondamentale vulnus del suo governo: l’economia. Liberalizzazioni e privatizzazioni mancate, tassazione incipiente, spesa pubblica usata a fini di consenso, spending review e rientro dal debito abbandonati, artifici e salti mortali contabili per rinviare solamente di qualche anno l’inevitabile default del sistema Paese. La spesa e l’assistenzialismo statali con Renzi sono aumentati. Né, purtroppo è lecito sperare in una inversione di tendenza. Per un semplice motivo: la spesa gli serve per catturare quel consenso che lo mantiene in piedi. E in questo egli è fedele a quella sinistra che, pur in altri punti importanti, ha avuto il coraggio di contraddire. L’inconscio di Renzi questo lo sa, ma il suo Super Ego (in tutti i sensi) non gli permette di fare quel che andrebbe fatto e che ci vorrebbe: un’operazione di verità verso gli italiani, soprattutto quegli assistiti (le “lacrime e sangue” di churchilliana memoria, do you remember?). Un’operazione di verità, ovvero “parrèsia” come dicevano i greci e come ci ricordano quelli che, oltre a parlar bene, sanno pure le cose.

Ps. Chi scrive una laurea ce l’ha. La prese svariati anni fa a Napoli. Se ne pente: il suo latente snobismo sarebbe stato molto più appagato dal non averla (Giannino, perché un dì a questo non ci pensasti?).

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di on 21 novembre 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

14 commenti a Se Renzi è laureato, viva Giannino

  1. paolo Rispondi

    21 novembre 2016 at 16:01

    Io ho ascoltato l’audio e ho visto un Giannino che è partito in quarta con tante domande (nessuna sulla riforma costituzionale) e non permetteva a Renzi di rispondere. A quel punto il presidente del consiglio ha dovuto far ricorso alla sua ben nota Kattiveria (con la battuta sulla Laurea che devo dire è stata fatta con stile) per zittire Giannino e farsi spazio per poter rispondere alle domande ricevute. Tutto qui …..la cronaca dei fatti è questa….per amore della verità che purtroppo i giornalisti troppo spesso non perseguono. Comunque invito tutti ad ascoltare l’audio e non accontentarsi delle interpretazioni dei giornalisti.

    http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/attenti-noi/trasmissione-novembre-2016-090114-gSLA1LjH6B

  2. Luca Rispondi

    21 novembre 2016 at 16:03

    Ben giusto,bevo Oxone,le qualità intellettuali e di preaprazioni non stanno in un titolo spesso tirato dietro purché tu dia agio alla presenza ed allo stipendio statale di insegnanti da ” castamento o cassazione”.Viva Giannino Libero…da laurea.

  3. Dario Rispondi

    21 novembre 2016 at 18:01

    Ho seguito la trasmissione.
    Renzi ha eluso molte volte la domanda, più volte ripetuta dai conduttori, sui costi delle regioni a statuto speciale, tentando di divagare.
    E il tema delle regioni riguarda eccome la riforma costituzionale.
    Messo alle strette fa il maleducato o il bullo.

  4. CESARE SANITA' GOSS Rispondi

    21 novembre 2016 at 19:08

    Renzi, l’unica cosa che sa fare è il BULLO E IL MALEDUCATO. Questo è il classico dei sinistri, che quando non sanno cosa dire si mettono ad insultare pensando che così chi ascolta non ci pensa più alla domanda: SI SBAGLIA DI GROSSO. Quando i sinistri gli metti alle strette non è una mia invenzione o un modo di dire, ma è la realtà; mi è capitato varie volte nel discorrere con un sinistro di essere insultato o deriso per qualcosa, questo anche dagli operai in su. Io penso che fanno scuola per insegnare loro come si fa ad insultare le persone.

  5. Franco turco Rispondi

    22 novembre 2016 at 07:15

    Leggo anche qui commenti che cercano do giustificare l’intollerabile arroganza di Renzi.l’Italia del bullismo e del vuoto cosmico ha sempre i suoi seguaci..

  6. lombardi-cerri Rispondi

    22 novembre 2016 at 07:44

    Dovrebbe essere sempre messo in evidenza il concetto che una laurea non è una patente a vita di superiorità. Una laurea è solo una carta da giocare.
    Se la si sa sfruttare , ossia si ha il cervello per farlo, bene ! Se no ……zero!

  7. Luca Rispondi

    22 novembre 2016 at 09:37

    Complimenti ad Ocone come sempre. Un presidente del Consiglio Bullo, Maleducato, Ignorante, Incapace di mantenere un’intervista con un giornalista finalmente capace e non genuflesso. Lui ha la laurea, ma purtroppo presa a Collodi!

  8. Andrea Rispondi

    22 novembre 2016 at 11:02

    Ocone ha ragione, ma la domanda da porsi e’: chi, della attuale classe politica italiana, e’ in grado di attuare un vero programma di riforme che preveda liberalizzazioni e privatizzazioni? Bersani? Grillo? Berlusconi? … Non sara’ che, al momento, Renzi e’ il meglio del peggio?

  9. Paolo Da Lama Rispondi

    22 novembre 2016 at 13:15

    Renzi ha schivato con la solita furbizia tutte le domande. Evasivo e superficiale sulle risposte che dava. Poi, come sempre quando è in difficoltà, ha attaccato Giannino sul fianco debole per riconquistare il ring. Comunque, un ignorante in materie economiche come questo Renzi io non l’ho incontrato neppure tra i più asini studenti di Economia e Commercio. E’ veramente indisponente. Più che farti incazzare, ti lascia inerme.

  10. adriano Rispondi

    22 novembre 2016 at 13:48

    Strano il mondo delle competenze dove studiare,e quindi conoscere,non serve.Giannino e Renzi fanno parte della stessa famiglia del “ci vuole più Europa”,dell’euro e dei suoi vincoli.Possono sostenere tesi apparentemente contrastanti ma dicono la stessa cosa.

    • Ernesto Rispondi

      23 novembre 2016 at 13:42

      Infatti sostengo da sempre che nei regimi comunisti la figura più preziosa è l’utile idiota, che si presta a sostenere il ruolo del “fascista perdente”.
      L’opera di rimozione delle mostruosità commesse nei regimi del “socialismo reale” non ha permesso che all’opinione pubblica giungesse notizia delle modalità attraverso le quali la propaganda comunista gestiva il consenso in URSS, o nella DDR. Erano esattamente queste. Si prendeva un impresentabile con scheletri nell’armadio (titoli falsi, condotta di vita quantomeno discutibile, etc.), e lo si investiva del ruolo di “paladino del capitalismo”. Poi, lo chiamavano a dibattito pubblico, e l’utile idiota si faceva prendere a pesci in faccia.
      Alcuni nemmeno gratis.

  11. Marco Green Rispondi

    22 novembre 2016 at 17:09

    “Renzi asfalta Giannino”: più che la laurea emergono la terminologia e il cervello da bimbominkia, componenti essenziali per scalare il partito pidino dell’era renziana.

  12. Carlo Cafiero ODUL Rispondi

    23 novembre 2016 at 03:45

    Ottimo Corrado Ocone, grande Giannino, pessimo Renzi

  13. Michele De Luca Rispondi

    23 novembre 2016 at 22:54

    La non laurea di Giannino vale mille volte la laurea di Renzi…

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