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Un dittatore in meno

Con la morte di Castro scompare un uomo che ha causato l'uccisione di circa 15mila persone. Un tiranno che ha represso i diritti fondamentali dell'essere umano, dalla libertà alla proprietà alla ricerca della felicità. L'esultanza degli esuli cubani alla sua morte racconta chi davvero è stato questo Assassino

Fidel_Castro_1

Leggi della sua morte e pensi a quanti sono morti sotto di lui, per volontà di lui, per colpa sua. Non riesci a esprimere cordoglio o a versare una lacrima per la scomparsa di Fidel Castro, posto il rispetto per una vita umana che se ne va, perché la sua morte suona come una liberazione, quanto meno simbolica (il fratello Raúl ahinoi è ancora lì, al potere), da una delle dittature più feroci del Novecento, da un’ideologia di cui lui si è fatto interprete, con la maledetta ambizione di tradurre l’Utopia in Realtà, e infine da una mitologia, che aveva fatto del vecchio Fidel feticcio sacro e vivente da adorare, testimone di un’era gloriosa, grande saggio della Rivoluzione, padre nobile di un Paese, in verità da lui massacrato.

Con la sua dipartita, Castro si trascina dietro il suo fardello impressionante di morti: almeno 5mila esecuzioni dal ’59, anno della presa del potere, all’87, secondo lo storico britannico Hugh Thomas, circa 15-17mila morti per motivi politici dall’inizio del regime alla metà degli anni Novanta, a detta di Stephane Courtois, curatore de Il Libro nero del comunismo; oltre 1.500 dissidenti epurati solo nei giorni successivi alla cacciata di Fulgencio Batista. Per non parlare dei cubani incarcerati perché “oppositori” o “nemici della Rivoluzione” o della quantità impressionante di esuli che hanno dovuto lasciare l’isola per non perdere vita e libertà: circa 1 milione e 200mila persone in oltre un cinquantennio di regime dei fratelli Castro, in sostanza un decimo dell’intera popolazione.

E proprio le scene di festeggiamento degli esuli cubani a Miami e in altre città della Florida alla notizia della morte del Líder Máximo offrono l’immagine plastica di cosa sia stata la dittatura castrista e di quali conseguenze devastanti abbia avuto non già solo a livello politico e geopolitico o nella gestione del potere e nelle sue perversioni ideologiche, ma nella vita quotidiana delle persone, quanto abbia inciso nella loro carne e nella loro anima, nell’esercizio dei loro diritti fondamentali, umani prima ancora che civili. Negazione della proprietà privata, soppressione della libera impresa, limitazione della libertà religiosa (ricordiamo una quantità immagine di religiosi, in primis cristiani, perseguitati e uccisi dal regime per il semplice fatto di essere credenti) e della libertà sessuale (altro che Paradiso del turismo erotico e della trasgressione, vero tabù da sfatare; a Cuba per decenni i gay sono stati perseguitati, come dimostrano i soprusi di cui erano vittime nei cosiddetti “Campi di lavoro correzionale”: qua venivano costretti a salire le scale delle varie prigioni con scarpe zavorrate di piombo; tagliare l’erba con i denti; erano imipiegati nudi nelle “quadrillas” di lavori agricoli; e venivano immersi in pozzi neri”, a mo’ di tortura. Cosa hanno da dire a proposito i compagni gay friendly, oggi?); più in generale impedimento agli esseri umani di godere di quelle libertà elementari, diremmo quasi naturali, che ne consentono l’autorealizzazione e il conseguimento della felicità su questa Terra.

In quel braccio di mare che separa Cuba dalla Florida, si era così creata una sorta di cortina di ferro invisibile tra il mondo della soppressione e della repressione dell’individuo e il mondo libero della sua affermazione; un braccio di mare che tanti, tantissimi hanno avuto il coraggio di affrontare, anche a costo di perdere la vita, perché sei disposto a giocarti tutto quando rischi di non essere più un uomo, restando dove sei.

Castro se ne va, oggi, e con lui se ne va un bel pezzo di Novecento e anche di comunismo. Resta la certezza di aver dovuto a che fare per decenni con un uomo che è stato la testimonianza vivente di quanto Male possano produrre le idee apparentemente più nobili (la Rivoluzione, l’Indipendenza, l’Uguaglianza) se imposte agli altri, quanti incubi possano generare i sogni di un singolo che pretende di condividerli col suo popolo, quanti inferni fa nascere l’ambizione folle di tradurre i Paradisi in Terra. Un criminale contro l’umanità, è stato Castro. Ha destabilizzato il mondo, riuscendo quasi a scatenare a inizio anni ’60 una terza guerra mondiale, che sarebbe stata letale per il pianeta. Ma soprattutto ha deprivato l’uomo del suo concetto di sacralità e di intangibilità; ne ha fatto carne da macello per l’affermazione dell’Idea, merce da barattare in cambio del trionfo della Rivoluzione. Non fatelo passare per un filantropo o un visionario. Castro è stato un Assassino.

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di on 26 novembre 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

30 commenti a Un dittatore in meno

  1. Luca Rispondi

    26 novembre 2016 at 15:04

    Non vi è nulla da santificare in un tiranno che ha generato un regime ed ha affamato la propria gente per una infinita di anni.I cubani di Miami festeggiano e fanno bene.Soggetto pericolosissimo che avvalla il posizionamento di basi missilistiche,che tranne la sanità vede la crescita di un’attività tra le pochissime oltre ai sigari,la prostituzione che diventa l’unica possibilità di vita .Un personaggio sinistro come tutti i dittatori che lascia il potere al fratello ,un soggetto che come tutti i sinistri non sa cosa sia la libertà per non parlare di democrazia.Forse adesso con Trump ed il nuovo dittatore ,il fratello,qualcosa può cqmbiare,Putin permettendo.

    • Sergio Andreani Rispondi

      27 novembre 2016 at 11:08

      Beh, anche gli Stati Uniti hanno piazzato i missili sotto il culo dei russi: ma non 50 anni fa. Adesso.

      • Roberto Rispondi

        27 novembre 2016 at 15:57

        Già, che bello trasformare un’isola e una nazione prospera in un gulag e una caserma a cielo aperto.

  2. Milton Rispondi

    26 novembre 2016 at 17:04

    Sottoscrivo tutto caro Veneziani. Ma aspettiamoci il peloso cordoglio e la esaltazione dei suoi barbari ideali dalla stragrande maggioranza dei nostri viscidi politici.
    Ci racconteranno che la sanità e l’istruzione nella Cuba di Castro è un esempio per tutta l’America Latina e per il mondo.

  3. Emilia Rispondi

    26 novembre 2016 at 17:06

    Che l’inferno lo accolga

  4. Alfonso Rispondi

    26 novembre 2016 at 17:38

    Fidel Castro ha sempre goduto della grande stima del jazz set di mezzo mondo. Una stima che puzza di omertà. Adesso che è morto, anche in questo frangente, non hanno ancora il coraggio di chiamarlo Dittatore (la D maiuscola è d’obbligo). Non ci credete? Provate a vedere la sua pagina di Wikipedia. https://it.wikipedia.org/wiki/Fidel_Castro

    • Sergio Andreani Rispondi

      27 novembre 2016 at 11:06

      Il jazz set ?

      Non sapevo che Castro amasse il Jazz.

      Non adoperate le paroline che non conoscete, diceva la mia maestra alle elementari.

      • Alfonso Rispondi

        27 novembre 2016 at 15:45

        Jet set. Problema con la tastiera del cellulare. Ma la sostanza non cambia con un eerrore ortografico. E dimostri per ennesima volta di essere arrogante.

        • Sergio Andreani Rispondi

          28 novembre 2016 at 12:41

          Si certo, problemi col cellulare e con i neuroni..

          • Alfonso

            28 novembre 2016 at 15:14

            Hai proprio la faccia come il culo.

      • sergio Rispondi

        27 novembre 2016 at 19:09

        ricordo solo i Buena Vista Social Club che, a dirla come il ragionier Fantozzi
        (purtroppo) erano di una boiata pazzesca

  5. Emilia Rispondi

    26 novembre 2016 at 18:16

    Anche il papa lo omaggia. E’ certo, lui è della stessa stirpe.

    • Padano Rispondi

      28 novembre 2016 at 14:40

      Piemontese anche Castro? Ma dai!

  6. cerberus Rispondi

    26 novembre 2016 at 18:59

    Esatto, uno in meno. il “leader maximo” è stato assassino e despota,tipico esempio di chi ragiona a senso unico.
    Mi immagino i sinistroidi nostrani celebranti l’omicida,in quanto a pensiero politico possono darsi la mano,solo che i nostri pseudo-compagni non sono andati a vivere a Cuba (tranne che per qualche ciulatina) ci sono andati una settimana e sono tornati nel paradiso dei parassiti mediterranei. Gli tenda la mano,il tiranno che fu e se li porti all ‘inferno,tutti.

  7. sergio Rispondi

    27 novembre 2016 at 09:28

    noialtri (purtroppo) non abbiamo Dittatori da incolpare (virgola)
    Noi diversamente (virgola) votiamo ‘ste robe qui → https://youtu.be/5cRVSy8Cu7U

  8. Sergio Andreani Rispondi

    27 novembre 2016 at 11:05

    Dai, non esagerate: rispetto ai Somoza del Nicaragua, era una mammoletta.

    Per non parlare poi di tutte le bestie che i vostri scagnozzi statunitensi hanno ammollato per decenni all’America latina.

    Batista, Stoessner, Trujllo, Walker, Pinochet, Duvalier ecc. ecc.

    Riposa in pace, Fidel.

    • sergio Rispondi

      27 novembre 2016 at 13:17

      ma l’America latina è il cortile di casa degli yanqui
      e se nel tappeto di casa (Cuba) avessero promosso qualche dittatorello militare ci sarebbero stati al minimo 15-17mila ‘desaparecidos’

      • sergio Rispondi

        27 novembre 2016 at 13:41

        e senza minimizzare l’embargo commerciale, economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America ( https://it.wikipedia.org/wiki/Embargo_contro_Cuba ) e con tutti gli Stati confinanti prede di feroci dittature militari (Operación Cóndor)

        • Roberto Rispondi

          27 novembre 2016 at 20:38

          No. Cuba ha rapporti commerciati con la maggior parte dei paesi del mondo. Gli Stati Uniti e Cuba commerciano tra di loro tramite paesi terzi. L’embargo non riguarda il cibo, le medicine e le rimesse. È solo una scusa di Castro per coprire i suoi fallimenti. Per quanto riguarda l’operazione Condor bisogna ricordare cosa stava accadendo in Cile.http://comunitambrosiana.org/2014/09/10/allende-e-la-fine-della-democrazia-in-cile/. Prima del 1959 Cuba era un paese ricco e prospero del continente. Ora tutti i paesi latino americani sono più ricchi di Cuba

    • femine Rispondi

      27 novembre 2016 at 13:17

      E fu pure modesto rispetto a Stalin ( alla cui dottrina si appese…)che si ammantò di una ventina di milioni di morti per favorire la propria follia di dittatore, mentre Fidel dovette accontentarsi di qualche milione non avendo così tante persone a disposizione da far fuori ghignando.
      Nessuna pace al soggetto anche perché ha lasciato qui il suo veleno con il fratello Raoul a proseguire.

  9. step Rispondi

    27 novembre 2016 at 14:02

    Da libertario, mi unisco alla gioia dei perseguitati cubani che ora stanno festeggiando. Per la morte di un assassino non è mai “troppo presto”. Bye bye Fidel.

  10. Menordo Rispondi

    27 novembre 2016 at 14:20

    Un caro amico cubano è stato testimone in loco dei momenti in cui i castristi sono esalitii al potere e stimare e rimpiangere Castro è una bestemmia che possono pronunciare solo i comunisti più incalliti abituati ai soprusi.

    • Dario Rispondi

      28 novembre 2016 at 09:43

      O i nazibolscevichi de noantri

  11. Francesco_P Rispondi

    27 novembre 2016 at 14:58

    Il più bell’articolo che ho letto : http://www.nationalreview.com/article/442485/fidel-castro-dead-ted-cruz-cuban-dictator-oppression-raul
    Il senatore del Texas ripercorre la vita della sua famiglia di esuli cubani, prima contro il dittatore Batista e poi contro l’ancor più feroce Castro, fino all’esilio negli Stati Uniti. Ted Cruz ci ricorda che con la morte di Fidel nulla è cambiato a Cuba perché il regime è sempre quello ed è diretto dall’altrettanto feroce fratello Raoul.
    E’ lo stesso sentimento che ha spinto migliaia di esuli cubani a scendere in piazza a Miami per festeggiare rumorosamente la fine di un feroce dittatore, ma non ancora la liberazione dell’isola https://www.youtube.com/watch?v=Hdo6C8WMzpw .
    Cuba libera!!!

  12. adriano Rispondi

    27 novembre 2016 at 17:21

    Per chi ama la libertà non è necessario aspettare il giudizio della storia.A quelli che citano come un merito che pareggia ogni difetto la sanità e l’istruzione per tutti si dovrebbe chiedere se vale anche per i dissidenti.Oggi l’unico giudizio oggettivo potrebbero darlo i cubani,se potessero esprimerlo con un voto libero e segreto.Se.

  13. Dario Rispondi

    28 novembre 2016 at 09:47

    Ottimo come sempre il commento di Giacalone:
    http://www.davidegiacalone.it/idee-e-memoria/hasta-la-svista/

  14. Paola Datodi Rispondi

    1 dicembre 2016 at 18:01

    paradossalmente il peggio non è quel che ha fatto agli oppositori, ma quel che ha fatto ai suoi, i seguaci, i fans(=fanatici): un lavaggio del cervello, appunto, fanatizzato, che ha spinto tanti specialmente giovani che avevano cominciato in buona fede a commettere enormi infamie. Questo va detto di tutti gli altri personaggi analoghi, s’intende. Quanto a quegli altri tipetti diciamo “di destra” per semplificare, certo che non erano candidi agnellini. Ma se questi erano vassalli degli USA, lui era vassallo dell’Urss, e imporre la burocrazia sovietica a una società che se si lasciava incantare dalla rivoluzione era perché ne vedeva il lato avventuroso, diciamo romantico, quella era una forzatura che non poteva produrre niente di buono: il difetto è nel manico ideologico.

    • Alfonso Rispondi

      3 dicembre 2016 at 16:31

      Fidel Castro è stato l’unico dittatore totalitario in America Latina. Questo era già un modo per distinguerlo dagli altri. Quando c’era Batista c’erano solo 14 prigioni a Cuba. Ora sono più di 300.

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