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Trump ha battuto questa donna. Non le donne

La Clinton non ha sfondato il soffitto di cristallo e invece di affrontare un "mea culpa unisex", di ammettere che esiste un'America che non conosce e non rappresenta, insieme ai radical-chic internazionali dà la colpa al sessismo. Ovvero, chi non capiva niente del mondo ieri domani continuerà a spiegarci come gira

New York, Hillary Rodham ClintonIn campagna elettorale ammirata e appoggiata “perché donna“, subito dopo sconfitta “perché donna”. Sgombriamo il campo dagli equivoci generati dal sessismo forzato per giustificare una débâcle non prevista dallo tsunami di opinioni univoche e che L’intraprendente ha osato sovvertire in tempi non sospetti di primarie, senza che fosse il prodotto di una scommessa ma il frutto di un ragionamento. Anzitutto Hillary Clinton non era una donna qualunque che si candida a una carica aperta a gente qualunque, secondo tradizione democratica, occidentale e paritaria: è la moglie di un ex presidente che la Casa Bianca l’ha già vissuta per 8 anni, cui si aggiungono altri 4 da Segretario di stato accanto a Obama. La sede è sempre quella, l’aria che si respira pure e la rete di rapporti istituzionali, lobbistici, economici e politici rappresentano la forza trainante senza la quale ogni persona, uomo o donna che sia, partirebbe con ben altre probabilità di successo.

Hillary non è nemmeno persona che susciti simpatia epidermica, quanto alla comunicativa non le basterebbero tre master ad Harvard per affinarla, sempre che l’ambizione di far parte della élite del Paese le abbia mai concesso spazio per un tuffo oltre i confini del suo entourage, se non ai fini della carriera propria o del marito. Se anziché Hillary si chiamasse Jack e portasse i pantaloni non solo in senso figurato, l’analisi della sconfitta sarebbe orfana del fattore gonnella. I ferventi accusatori del sessismo non sono dunque i primi a sollevare discriminazioni anziché far di tutti i sessi un fascio?

La sconfitta brucia terribilmente, come lei stessa ammette nella sua prima apparizione in pubblico, ma aggiunge anche, rivolgendosi alle donne e in particolar modo alle giovani, che devono continuare a lottare affinché si arrivi a “sfondare il soffitto di cristallo” (metafora della barriera invisibile che impedisce alle donne di raggiungere posizioni di vertice, coniata dal Wall Street Journal), preferendo il ruolo di vittima della società anziché affrontare un mea culpa unisex. Del resto femminista non lo è mai stata veramente se non ai fini del potere personale. E questo implicito messaggio è pervenuto chiaro e tondo all’esercito di donne che avrebbero dovuto sostenerla e che invece non sono state determinanti per il risultato. Così pure quell’altro esercito di immigrati che Hillary pareva difendere contro l’egoismo discriminatorio dell’uragano Trump non si è dimostrato compatto nel voto: la Florida, data per scontata clintoniana grazie agli 11 milioni di latinos, ha preferito affidarsi all’orco xenofobo anziché a una donna sensibile alle minoranze.

E qui si apre un capitolo drammatico per la povera Hillary, la cui sconfitta assume un valore multiplo, considerando che ha perso contro un maschio tacciato di sessismo, razzismo e misoginia, un candidato inviso persino al proprio partito repubblicano, un omaccione rozzo e volgare, molestatore di femmine, plurisposato (quando Hillary ha ingoiato il servizio della Levinski pur di salvare il matrimonio), assertore del successo con le donne che ricchezza e potere faciliterebbero (grande verità taciuta dai perbenisti e odiata dagli sfigati), un candidato risibile dato per perdente dall’establishment e dai media di quattro quinti del pianeta (la CNN negli Usa la chiamano Clinton News Network). Persino da quegli esaltati, ma popolarmente influenti, di artisti dello schermo e dei palchi rock, dove un De Niro qualsiasi si permette di dargli del maiale e del cane da prendere a cazzotti e con una Madonna che lo succhierebbe misericordiosamente a tutti quelli che avrebbero deciso per Hillary, la quale peraltro non fa una piega, nel nome dell’arte, dell’endorsement e del risultato santo.

trump 4E la batosta continua con la constatazione che nemmeno i generosi fondi elargiti dai poteri forti (inclusi i petrodollari del Qatar, stato arabo quanto basta per addolcire les liaisons dangereuses in caso di vittoria) sono serviti a stracciare Trump, che per contro ha speso meno della metà di lei generando ben poco scambio di favori e ringraziando più che altro se stesso. Continua anche con l’appoggio di Obama e della moglie di Obama, schieratissimi per lei in un idillio dal colore politico e multietnico, ulteriore vantaggio negato a Donald, che oltretutto si è presentato con un programmino poco articolato in confronto al lavoro ciclopico svolto dal professorato di Hillary.

Quale giustificazione migliore, quindi, per cotanta figuraccia da metabolizzare nei mesi e negli anni a venire, di un bel “solo perché è donna”, avallata da lei stessa nel suo discorso dei soffitti di cristallo da abbattere? Ecco, il fattore biologico a questo serve: a sgombrare il campo da tutte le variabili intelligenti che i massimi osservatori del mondo non sono riusciti a considerare, o non hanno voluto farlo. Più facile, di effetto e politically correct tacciare di sessismo mezzo mondo americano.

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di on 13 novembre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

23 commenti a Trump ha battuto questa donna. Non le donne

  1. Luca Rispondi

    11 novembre 2016 at 08:39

    Al di là degli inutili” de niro o madonne aspiranti “Clinton aveva fatto un giro sulla carrozzella politica per ben trent’anni, tempo sufficiente a pensare di potersi riposare e lasciare campo ad altri magari meno invischiati in fondazioni e ricchezze elitarie.Si sì guardi un po allo specchio e magari tra le rughe del tempo capirà che non aveva capito che il suo tempo era finito e che da fortunata quello stesso tempo a venire le accredita ancora qualche interesse.

  2. Emilia Rispondi

    11 novembre 2016 at 10:57

    Io dico che questo ruolo – far politica – non è per le donne. Le eccezioni di Thatcher Merkel e altre confermano la regola. Una donna non sarà mai capace di suscitare sentimenti nel popolo votante. Tant’è che la sig.ra Clinton si è dimostrata più fredda di un pezzo di ghiaccio. Il Trump, che tanti definiscono maschilista, rappresenta l’ideale di uomo per le donne. I mosci sono snobbati dalle donne, li vedono insignificanti e pericolosi.
    Questo è un mio pensiero ed è anche un mio pensiero che la Clinton ha fatto una figura di merda.

  3. aquilone Rispondi

    11 novembre 2016 at 10:59

    Concordo pienamente, ma, ormai, anche questa è acqua passata. Intanto rilevo che in america ci sono state manifestazioni di gente (sinistra) che non ha accettato il voto, confermando che tutto il mondo di sinistra è paese, anche in america. La cosa viene passata dai media come un normale fatto di cronaca. Immagino quale diverso peso avrebbero dato se avesse vinto illary e i republicani fossero scesi in piazza. Avrebbero dato loro di fascisti, xenofobi, antidemocratici, sessisti e chi più ne a ne metta. Quanto è brutta la sinistra!

    • Emilia Rispondi

      11 novembre 2016 at 11:14

      Penso che i sinistri andrebbero eliminati dalla faccia della terra. Sarà, ma non li sopporto proprio.

  4. femine Rispondi

    11 novembre 2016 at 12:15

    Questa persona/donna- pluriautodecorata- che si presenta al mondo con il cognome del marito e nasconde il proprio la smetta di vantarsi paladina delle donne ( americane e non ) e vada a casa a “fare i biscotti”. Non è la grande Thatcher è solo un’arrivista spudorata e bugiarda. Tant’è che la democrazia USA ha votato quel poco gradevole arnese di Trump pur di non vedersela rampante con il suo scioccastro Bill a starnazzare nella stanza ovale.

  5. Arcroyal Rispondi

    11 novembre 2016 at 15:13

    Una delle ‘virtù’ più precipue degli italiani è il dare addosso al vinto. Non parliamo poi del caso in cui le sconfitte siano donne. A sputare e pisciare sul cadavere di Claretta Petacci in Piazzale Loreto e a rasare a zero le “collaborazioniste” c’erano fior di signore e signorine di purissima stirpe italica. In questo Laura Zambelli Del Rocino si conferma italianissima nonostante le pose svizzere che ama spesso spararsi.

    Con donne come la ‘strega’ Hillary si abbattono feroci dittatori come Gheddafi che neppure Reagan e Thatcher erano riusciti a far fuori. Con donne come la Zambelli del Roncino al massimo si va a mungere le vacche in qualche alpeggio svizzero.

    PS dedicato alle sputazzanti emilie e femine:

    Hillary Rodham Clinton 59.814.018 voti
    Donald Trump 59.611.678 voti

    • Franco C. Rispondi

      11 novembre 2016 at 18:22

      Peccato che durante il regime di Gheddafi vi sono stati molto meno norti che non dopo la “liberazione” della Libia. Forse Reagan e la Thatcher erano meno cretini.
      Hillary ha preso più voti di Trump. E’ vero!
      Ma è il sistema elettorale USA. Va bene forse solo quando vincono i democratici ?
      E poi con tutti gli appoggi che lei ha avuto e tutti i lavaggi del cervello propinati agli elettori, lei avrebbe dovuto vincere con qualche decina di milioni di voti in più.

      • Arcroyal Rispondi

        12 novembre 2016 at 01:42

        cit. “Peccato che durante il regime di Gheddafi vi sono stati molto meno norti che non dopo la “liberazione” della Libia”

        Peccato che tu non sappia un’emerita mazza dei 42 anni di dittatura in Libia. Il numero dei caduti durante la rivoluzione libica a seconda delle fonti spazia da qualche migliaio di morti ad un massimo di 25000. Prendiamo pure, esagerando molto, che ce ne siano stati trentamila. Ora ammesso e non concesso che i morti dal 2011 ad oggi non debbanno essere completamente ascritti alla ferocia della dittatura e a decenni di odi e divisioni alimentati dal regime per meglio dominare, nelle sole guerre che il Colonnello lanciò per conquistare il Ciad tra gli anni settanta ed ottanta del secolo scorso ci sono state diverse decine di migliaia di vittime di cui nessuno in Italia si ricorda. Per la società libica il Ciad fu più rovinoso del Vietnam per gli Stati Uniti. Il sostegno economico e militare di Gheddafi alla dittatura ugandese di Idi Amin Dada nella seconda metà degli anni settanta provocò tra gli ottantamila e i cinquecentomila morti comprese le vittime dell’invasione della Tanzania avvenuta con il supporto diretto di truppe libiche. Le due più famose spedizioni militari di Gheddafi hanno quindi provocato da sole almeno 4-5 volte i morti della rivoluzione del 2011. Poi ci sarebbero da conteggiare le vittime delle repressioni interne e del terrorismo internazionale sponsorizzato dal beduino e si sale di altre svariate decine di migliaia di morti ( nel giungo del 1996 nel carcere di Abu Selim le squadre della morte del colonnello in un solo giorno eliminarono almeno 1200 detenuti ). Si sente ripetere spesso anche qui sull’Intraprendente ad opera di autorevoli ( LoL ) esperti di vicende libiche quali Marco Respinti che il colonnello si era messo “a riposo”. Ma è certo che se non fossero intervenute le aviazioni della NATO la rivolta di Bengasi nel febbraio 2011 si sarebbe conclusa con l’ennesimo massacro attuato da Gheddafi con bombardamenti aerei, lancio di missili e impiego di mercenari: le stessa procedura seguita da Putin e dagli Assad in Siria. La Clinton non accettò di assistere silente all’ennesimo massacro per opera di quell’assassino tanto amato in Italia. Da questo punto di vista Hillary vale mille volte più di tutti gli italiani che rimpiangono il colonnello e non hanno mai mosso un dito per fermarlo.

        cit. “Forse Reagan e la Thatcher erano meno cretini”.

        E’vero l’esatto contrario. Nell’aprile del 1986 dopo l’ennesimo attentato terroristico organizzato dal colonnello, Reagan e Thatcher spedirono i bombardieri a Tripoli per toglierlo di mezzo. Ma furono tanto ‘cretini’ da informare prima il governo italiano, e Bettino Craxi e Giulio Andreotti si precipitarono a telefonare a Gheddafi per avvisarlo di scappare via. La cretinata ( il fidarsi di italiani come te, ndr ) salvò il dittatore ma non salvò migliaia di inglesi, francesi, ciadiani, libici, ecc. ecc. uccisi successivamente dal colonnello. Hillary Clinton non ha commesso il medesimo errore.

        cit. “Hillary ha preso più voti di Trump. E’ vero! Ma è il sistema elettorale USA. Va bene forse solo quando vincono i democratici?”

        A dir la verità in tempi recenti è capitato solo a danno dei democratici. Nel 2000 Al Gore prese 500000 voti in più di George W.Bush, e ci vollero settimane prima che riconoscesse la vittoria del repubblicano. Hillary Clinton, questa orribile megra, ha invece riconosciuto subito la sconfitta senza minimamente accennare a brogli e magheggi. Se a parti invertite fosse toccato a Donaldo di prendere più voti ma meno delegati staremmo ancora oggi ascoltando strilla e urla contro la truffa, come del resto già fece nel 2012 definendo il sistema dei collegi elettorali “un disastro per la democrazia”.
        Ancora un’osservazione visto che ci troviamo su un giornale di opinione dal Nord su cui spesso si sottolinea il disavanzo fiscale tra regioni settentrionali e meridionali. A votare per la Clinton sono stati gli elettorati di stati come la California e New York che versano a Washington la quota maggiore di tasse. Eppure il voto di un americano che vive nelle aree a più elevata produzione di ricchezza conta meno di chi vive negli stati del Midwest. Chissà cosa si scriverebbe sull’Intraprendente se un elettore lombardo o veneto oltre a pagare più tasse di un napoletano o di un palermitano si trovasse pure a contare meno al momento di assegnare la vittoria alle elezioni.

        cit. “E poi con tutti gli appoggi che lei ha avuto e tutti i lavaggi del cervello propinati agli elettori, lei avrebbe dovuto vincere con qualche decina di milioni di voti in più”.

        Uno che poco prima delle elezioni si era lanciato in una sparata come questa

        “Trump non vincerà perchè i democratici taroccheranno le votazioni (Le macchinette per la conta dei voti e la loro gestione sono in mano ad una società dove soros non è un estraneo)”
        [ Franco C alle 14.32 del 7 novembre 2016 ]

        non dovrebbe proprio occuparsi del “lavaggio del cervello” degli altri. Pensa piuttosto a te stesso che quanto ad ottenebramento dei sensi stai messo sicuramente peggio di qualsiasi elettore della Clinton.

        • Franco C. Rispondi

          12 novembre 2016 at 20:05

          Caro signor saputelllo & spocchioso Lei ha ragione. Ho sbagliato la previsione, lo ammetto e devo confessare che ne sono immensamente felice.
          Per il resto rimanngo della mia idea e sono convinto che Hillary e compagni sono dei criminali che meriterebbero la fucilazione nella schiena.

          • Arcroyal

            13 novembre 2016 at 15:12

            Anch’io come credo il 99% di chi seguiva le elezioni americane ha sbagliato le previsioni. Il punto non è quello. Il punto sono le ‘macchinette per la conta dei voti fabbricate dall’amico di Soros’, la colossale stupidaggine è questa, frutto di chissà quanti viaggi nelle cloache di internet. Anche l’idea di sparare alla schiena a chi non la pensa come te è simpatica. Ricorda quanta nobiltà d’animo alberghi nei cuori di tanti invasati di Putler.

            Mi prendo volentieri del saputello&spocchioso. Meglio così che ignorante&spocchioso quale ti sei dimostrato tu quando hai avuto la bella pensata di tirar fuori i cadaveri dei libici morti durante la rivoluzione. Almeno il sottoscritto non parla di cose che non sa.

        • Mirko Zanette Rispondi

          14 novembre 2016 at 17:03

          La società Smartmatic che si è occupata della conta, è davvero di un amico di Soros,fa parte anche della sua Open society foundation; trovo sia da illusi pensare che tutto sia trasparente, quando si ha a che fare con un personaggio come questo. Ci sono troppi legami tra le sue azioni ed i cambiamenti guidati avvenuti e che avvengono in mezzo mondo. In particolare i finanziamenti alle rivoluzioni colorate, giusto per citare le ultime.
          Il fatto che alla fine l’abbia spuntata Trump, non significa affatto che i brogli non ci siano stati.
          Piuttosto, ho il sospetto che Clinton, Soros &Co stiano preparandosi ad una rivoluzione colorata anche negli USA; in particolare trovo inquietante l’apparente calma con cui la Clinton ha ammesso la sconfitta, come se sapesse che i giochi non son finiti. Alcuni siti ipotizzano che il colore della protesta sobillata (e da cui la Clinton ancora non si è dissociata, per fortuna che ha ammesso la sconfitta) potrebbe essere il viola (purple), colore con cui la masnada si è presentata alla Clinton foundation nei giorni del dopovoto. Sercondo me, ci può stare… vedremo.

  6. step Rispondi

    11 novembre 2016 at 19:47

    Ho visto ora la maglietta “HillaryForPrison”: bellissima. Carino anche lo slogan STRONGER TO/GET/HER to prison… (pare che esista una vera e propria lista).

  7. Arcroyal Rispondi

    12 novembre 2016 at 02:01

    Mentre step si unisce alle tricoteuses Emilia e femine e ci fa capire una volta di più che il trumpismo con buona pace del direttore Sallusti ha ben poco a che fare con qualunque idea liberale ( ed invece avvicina sempre più l’America alle usanze moscovite ) aggiorno i dati del voto popolare. Secondo quanto riportavano poche ore fa CBS News, CNN e NBC News saremmo adesso a

    Hillary Rodham Clinton 60.467.245 voti
    Donald Trump 60.071.650 voti

    Quasi quattrocentomila voti in più per la “megera massona”.

    • step Rispondi

      12 novembre 2016 at 14:30

      Mi sa che dovrete farvene una ragione. È andata così. Più vi dimenate, più vi fate male, occhio che alla lunga la psiche ne risente… E poi chissà perché un libertario dovrebbe preferire la guerrafondaia Hillary a Trump (il quale Trump non sarà Rothbard ma è incomparabilmente meglio di un qualsiasi moralista dem).

      • Arcroyal Rispondi

        12 novembre 2016 at 16:32

        Un libertario si batte non solo per la libertà propria ma pure per quella degli altri. Hillary Clinton si è battuta per libici, curdi e siriani ed è sicuramente una combattente per la libertà. Tu non c’entri nulla con questi valori. Continua a pensare a te stesso e a Trump che vedete quanto andrete bene.

        • aquilone Rispondi

          13 novembre 2016 at 12:29

          Calmati Arc. questa è la democrazia. I votanti vanno dall’ultimo bifolco al professore di cattedra universitaria. Entrambi con “visioni” “preoccupazioni” “aspettative” “speranze” completamente diverse, spesso nettamente contrastanti. Alla fine il voto va accettato, bello o brutto che sia. Altrimenti torneremmo indietro di centinaia (anche meno) di anni quando le donne non votavano e/o quando votava solo la nobiltà o l’elite. A me francamente non piacerebbe che a votare il mio presidente fossero solo degli illuminati
          Accetta questo voto e spera piuttosto (o speriamo) che le cose vadano per il meglio. Vedrai che non saranno nere come immagini

          • Arcroyal

            13 novembre 2016 at 19:57

            Ecco, bravo, raccomanda ad Arcroyal di calmarsi quando qua sotto ci sono le Zambelli del Rocino girls che maramaldeggiano sulla perdente, emilia che invoca stermini di massa, step che sogna di ingabbiarla e buttare via le chiavi, e Franco C che schiera il plotone di esecuzione per la fucilazione alla schiena della ‘megera massona’ e dei suoi amichetti. Cioè, c’è la fotografia esatta di chi siano i trumpoidi italici e delle loro pulsioni bestiali, e aquilone nella sua perspicacia a chi raccomanda di bersi una camomilla? Ad Arcroyal, naturalmente, che si è permesso di esprimere tutto il suo schifo per il piazzale Loreto virtuale messo in scena qua sotto. Sei geniale, aquilone, hai proprio colto l’aria che tira.

            Quanto poi al “questa è la democrazia”, aggiorno i dati sulla conta dei voti popolari. Ad oggi, domenica 13 novembre siamo a

            Hillary Rodham Clinton 61,292,712 voti
            Donald Trump 60.565.143 voti.

            Vediamo se nella tua lungimiranza ti viene da fare qualche riflessione sui numeri nudi e crudi.

        • step Rispondi

          14 novembre 2016 at 15:02

          Tu sì che sei un vero liberale, un liberale “buono” (ma soprattutto realista…), mi hai fatto sgorgare lacrime di commozione.

  8. step Rispondi

    12 novembre 2016 at 15:04

    Puranche la vignetta di Krancic “not my president” non è male. Una voce dall’esterno: “De Niro rifiuta il verdetto delle urne e vuole trasferirsi in Italia”. Mattarella risponde: “Qui si troverà benissimo. Nessuno è stato eletto”. LOL

    • Franco C. Rispondi

      12 novembre 2016 at 20:10

      Vedrai che non si schioderà da casa sua, dicono tutti così. Del resto non abbiamo bisogno di questi personaggi perchè ne abbiamo gia, purtroppo, in abbondanza dei nostri.

  9. femine Rispondi

    14 novembre 2016 at 11:46

    Caro ineffabile ARCROYAL, poiché ho molto altro da fare abitualmente, leggo in ritardo i suoi commenti che ribadiscono la legittima sua opinione sul risultato delle recenti votazioni USA e nel contempo, però, palesa un malmostoso spregio per chi non è in linea con il suo pensiero ancorché arricchito da particolari storici dei quali esibisce la conoscenza a supporto della sua visione dei fatti, delle persone coinvolte e delle conseguenze provocate che per lei non sono discutibili. Così è la verità anche se non vi pare!
    Si capisce bene quanto dia fastidio che anche i poveri cristi possano votare e che con la loro zotica pancia possano dare un colpetto ogni tanto al circolo glamour dei super preparati e attrezzati intelligentoni ultra istruiti che mal sopporta l’esito della “democrazia”. La Clinton sì ha preso più voti in termini totali ma, appunto, secondo le regole elettorali USA(che è una nazione veramente federale), la vittoria per la presidenza di tutti va al candidato che ha preso più stati. Fosse accaduto il contrario ovvero perdente il Trump con voti popolari maggiori rispetto alla Clinton vincente si sarebbe rimarcato con altrettanta insistenza? Oh, no?
    Viva la libertà anche per lei di annoverarmi senza conoscermi quale tricoteuse per l’azzardo di avere un’opinione negativa ( e non da ora) sul clan Clinton.
    Buona giornata a tutti.

    • femine Rispondi

      14 novembre 2016 at 11:56

      Le mitiche borse del mondo hanno già superato la notizia che l’orrido Trump abbia vinto: stanno andando a vele spiegate anche oggi.

      • Ernesto Rispondi

        14 novembre 2016 at 14:11

        Tranne quella italiana, ovviamente. La dittatura comunista sperimentale.

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