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Se è radical-chic, allora non è razzismo

Una veduta di Capalbio

Una veduta di Capalbio

E che ci vuoi fare, è la mentalità radical chic. Sì, gli immigrati vanno accolti e integrati, ma non a casa mia. E soprattutto: se a rifiutare i profughi sono cumini cittadini, allora è razzismo gratuito; se invece a opporsi sono intellettuali, politici e menti illuminate, allora si tratta di una misura di buon senso, vantaggiosa per gli stessi migranti.

Lo strabismo sinistro si mostra anche stavolta che il prefetto di Grosseto ha deciso di venire incontro alle proteste del sindaco di Capalbio, meta radical-chiccosa per eccellenza, e del vippume che frequenta la cittadina toscana, contro l’invio di cinquanta profughi da accogliere entro l’autunno. La scorsa estate si erano levati gli scudi contro questa misura che pareva (dicevano loro) iniqua e sproporzionata rispetto ad altri Comuni più grandi, e così la Prefettura ha detto signorsì e, adducendo non meglio chiariti problemi di natura organizzativa, burocratica e giuridica (massì, chi più ne ha più ne metta), ha disposto il dietrofront e l’invio a Capalbio di non più di 13 migranti. Ché quelli, al massimo, il paese toscano riesce a sopportare, di più proprio no.

E allora pensi a quanto era accaduto a Gorino, dove comuni cittadini erano scesi in piazza per dire no all’accoglienza di una ventina di profughi, che avrebbe comportato la requisizione di un ostello, l’unico peraltro disponibile nel paese; ed erano piovute accuse di xenofobia, dai circoli benpensanti in primo luogo. E invece era un’esigenza pratica, praticissima in una frazione che vanta non più di 650 abitanti, molti di meno di quegli oltre 4mila di Capalbio, che si sono inorriditi all’arrivo di una cinquantina di profughi.

Ma, al di là delle proporzioni numeriche, ciò che colpisce è la differenza di approccio e giudizio sulla vicenda da parte dei giornaloni. Se a respingere i profughi è un normale paese, contadino, fatto di lavoratori, orrore, è razzismo, becera discriminazione, fatta da ignoranti e gente retrograda. Se a respingere quattro profughi su cinque è un paesello benestante, che vive di turismo d’élite, e di eventi culturali e mondani, allora è un provvedimento sacrosanto, anzi un atto intelligente, che vuole favorire la corretta integrazione dei migranti, poco alla volta…

Ma come, gli stessi intellettualoidi che hanno fatto le barricate a Capalbio sono quelli che, tra scritti e predicozzi tv, non fanno che celebrare il melting pot, la società multiculti, l’esigenza di costruire ponti e non erigere muri, e boldrinate e francescate varie… Poi, alla prova dei fatti, dicono sempre, molto democraticamente e in modo politicamente corretto: “Ma che vadano da un’altra parte”. In nome di alte ragioni giuridiche e burocratiche, mica per razzismo, ma va’…

Un tempo li si sarebbe chiamati “terzomondisti con il c… degli altri”.

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di on 24 novembre 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

2 commenti a Se è radical-chic, allora non è razzismo

  1. cerberus Rispondi

    24 novembre 2016 at 20:54

    La vicenda ridicola e ipocrita di Capalbio è il quadro realistico di questo paese. Noi (di capalbio) siamo noi e voi siete un cazzo,cari italioti succubi e pavidi.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    25 novembre 2016 at 10:25

    Ormai le prefetture sono diventate vere e proprie agenzie immobiliari.
    Chi ha un casa da vendere o affittare si rivolga direttamente al prefetto.

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