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L’unico che l’ha detta giusta su Castro è Donald

Mentre dilagano coccodrilli commossi in cui si ricordano i suoi ideali (falliti), l'unico a dire che ha oppresso e giustiziato il suo popolo è il neo-Presidente degli Stati Uniti che da quando s'è insediato non ne ha sbagliata una: "è morto un dittatore"

trump 4Il mio atteggiamento di fronte a Donald Trump è lo stesso che ha espresso Daniel Pipes, lo storico consigliere di Ronald Reagan, in un’intervista al Corriere della sera: il personaggio è imprevedibile, ma andrà giudicato sugli atti concreti di governo. Tanto che, aggiungo io, non è affatto escluso che egli, influenzato  anche dal glorioso partito di cui fa parte, possa arrivare ad annullare del tutto quelli che sono i i due punti critici, agli occhi di un liberale, del suo programma: l’isolazionismo politico (che in verità è iniziato già con Obama) e il protezionismo economico. Per intanto, un liberale non può non segnalare ottimisticamente il bel colpo inferto, con l’elezione di Trump, al “politicamente corretto”, cioè a quella che è attualmente la più forte tara della democrazia americana, l’insidia più grave ai valori cardine della libertà e della responsabilità individuale. Trump andrà giudicato sul concreto, pragmaticamente, dicevo. Per intanto prendiamo ulteriormente atto anche del fatto che il quarantacinquesimo presidente a stelle e strisce, non ancora insediatosi, in questi primi giorni di presidential transitinon, non ne sta sbagliando una. È come se, dismessa la maschera del politico acchiapaconsensi, avesse all’improvviso indossato quella dello statista. Non di uno statista qualsiasi ma di quel particolare Stato che nella sua storia ha dato una declinazione concreta ai valori della libertà e dell’individualità. Veramente da manuale, in tal senso, è stato il comunicato rilasciato dopo la morte di Fidel Castro.

Una dichiarazione che risalta se paragonata all’inaccettabile commento di Obama e della stragrande maggioranza dei leader mondiali (e al silenzio susseguioso di alcuni). Il presidente uscente, che aveva un po’ troppo frettolosamente riaperto i rapporti diplomatici con quella che continua ad essere una dittatura, ha infatti affermato che sarà la storia a giudicare il defunto leader cubano. Espressione ovvia, persino banale, se con questo si vuole intendere che gli storici del futuro apporteranno sempre nuovi elementi interpretativi. Assolutamente irresponsabile invece se si considera che vuole lasciare ad intendere che le stesse linee interpretative del giudizio storico potrebbe mutare. No, da questo punto di vista, la storia ha già fatto il suo lavoro e il suo giudizio è inappellabile: che quella castrista sia stata una feroce dittatura stanno a dimostrarlo i numeri: le percentuali degli esuli, degli imprigionati, dei messi a morte, per soli motivi concernenti le loro idee. Straordinaria e impeccabile è stata invece Assolutamente opportuna è la dichiarazione di Trump, che, messa al bando ogni ipocrisia, ha affermato che Castro è stato un dittatore brutale e che il regime da lui instaurato ha annullato le libertà politiche, economiche e intellettuali del popolo cubano. Oltre a sprofondarlo nella miseria. Trump ha poi aggiunto, come si conviene ad un vero statista, che comunque la sua amministrazione sarà vicina al popolo cubano se intraprenderà un cammino di prosperità e libertà. Che l’Occidente abbia ritrovato un leader che sappia parlare da leader, appunto, dell’Occidente, senza sensi di colpa e anzi con l’orgoglio di stare dalla parte giusta della storia? Staremo a vedere. Intanto, anche uno scettico come me non può non aprire una linea di credito al neopresidente.

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di on 28 novembre 2016. Filed under Editoriale. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

3 commenti a L’unico che l’ha detta giusta su Castro è Donald

  1. Milton Rispondi

    28 novembre 2016 at 17:51

    Mentre qui, in Italia, nessuno dei presunti “leaderini” del centrodestra ha il coraggio (ma forse manca loro anche il pensiero) di dichiarare le stesse evidenze: è morto un bieco dittatore che ha affamato il suo popolo e ne ha incarcerato ed ucciso chiunque dissentisse.

    In Francia, con un Fillon che si propone 500.000 posti pubblici in meno, sembra possibile un riscatto LIBERALE. Da noi per prendere voti si promette il contrario. Il default si avvicina.

  2. aurelio Rispondi

    28 novembre 2016 at 18:29

    Ma ne parlino con tutti i rifugiati scappati da Cuba o con le famiglie di tutti gli assassinati dal regime”rivoluzionario” che è diventato monarchia ed assolutismo.Un dittatore è un dittatore e andrebbe processato.Solo i suoi vicini di quadro politico lo rimpiangeranno il resto è becero giornalismo d’accatto. Trump ha ragione nella sua unicità anche di fronte alla morte di personaggi da giornale come il defunto.

  3. jan64 Rispondi

    29 novembre 2016 at 17:57

    Tutti bravi a fare i castristi col culo dei cubani.

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