Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Lo sceriffo di Nottingham

Con il governo Renzi lo Stato centrale continua la rapina, soprattutto al Nord: nel 2015 i quattro quinti delle nostre tasse sono finiti a Roma. E i territori virtuosi rischiano di essere azzoppati definitivamente dalla riforma. Un altro buon motivo per votare No

renzi_tasse_home

La tendenza all’accentramento che rischia di essere confermata con la vittoria del Sì e la revisione del Titolo V sull’autonomia delle Regioni è già in atto, ahinoi, a livello fiscale. Una dinamica per cui lo Stato si appropria dei soldi dei territori, in particolare del Nord, e li trattiene, senza restituire quanto ha preso in termini di servizi al cittadino. Alcuni lo chiamano residuo fiscale, altri rapina di Stato.

Il processo è ancora in corso, come confermano gli ultimi dati della Cgia di Mestre, secondo cui continuiamo a versare quasi l’80% delle tasse (per l’esattezza, il 78,8%) allo Stato centrale, sebbene Regioni ed enti locali si trovino a gestire oltre il 53% della spesa pubblica (e il dato è in crescita: nel 2012, ad esempio, versavamo il 77% delle tasse allo Stato). Questa sproporzione colpisce soprattutto alcune Regioni come il Veneto, che vanta ogni anno un residuo fiscale pari a quasi 20 miliardi: in sostanza, un terzo dei soldi versati a Roma non torneranno mai più ai veneti per affrontare le spese necessarie (a partire dai costi della Sanità, che pure là funziona…).

A ciò si aggiungono altri squilibri, a partire dal taglio netto dei trasferimenti dello Stato centrale agli enti locali (dal 2010 al 2015 ridottisi di circa 12 miliardi) fino all’impossibilità di spendere adeguatamente quei soldi, a causa degli assurdi vincoli del patto di stabilità. In sintesi, lo Stato prende i quattro-quinti delle tasse senza lasciarle nei territori, non restituisce quei soldi e, se pure li restituisce, impedisce di spenderli. E alcuni lo chiamano federalismo fiscale

Queste storture peraltro si inquadrano in uno scenario in cui le tasse non sono affatto diminuite, come recita la retorica renziana, ma al contrario aumentate. Anche qui i dati di due istituti giungono a supporto: sia la Cgia che l’Istat dimostrano che nel 2015 la Pa ha incassato, tra tasse e imposte, la bellezza di 712,1 miliardi di euro, in sostanza dieci miliardi in più rispetto all’anno precedente, e 9 miliardi in più rispetto al 2012, quando c’era Monti (l’aumento diventa addirittura di 31 miliardi rispetto ai 681 miliardi dell’ultimo anno di governo Berlusconi).

Un crescita continua del potere centrale e della sua fame di soldi che rischiava di essere confermata anche in termini di apparato. La riforma Madia della Pa, due giorni fa bocciata dalla Consulta, non riduceva la burocrazia, ma ne accentrava soltanto le funzioni. E infatti il vero vincitore della contesa, più che la Corte Costituzionale, è la Regione Veneto che aveva fatto ricorso, denunciando il vergognoso “centralismo sanitario” per cui i dirigenti sarebbero stati nominati direttamente dello Stato e non più dalle Regioni.

Ma a fronte di questa sconfitta, Renzi ha comunque pigiato il piede sull’acceleratore del centralismo, assicurando che – con la revisione del titolo V – il potere dei territori verrà finalmente azzoppato. No, con la riforma costituzionale, non nascerà uno Stato totalitario o una tirannia del premier. Ma si rafforzerà, in termini di potere e tasse, lo Stato Leviatano. E questo ci può bastare a scegliere il No.

Condividi questo articolo!

[wpca_cookie_allow_code level="4"]
[/wpca_cookie_allow_code]
di on 29 novembre 2016. Filed under Economia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

6 commenti a Lo sceriffo di Nottingham

  1. Padano Rispondi

    29 novembre 2016 at 09:35

    Ma come, Veneziani, è diventato leghista?
    Se la leggesse lo zio…

    • Luca Rispondi

      29 novembre 2016 at 14:44

      No, è solo un vero liberale che non rinnega la causa del nord. Al contrario di chi la causa del nord non la affronta più e per prender voti inizia ad essere assistenzialista.

  2. ultima spiaggia Rispondi

    29 novembre 2016 at 10:46

    Su questo venditore di pentole toscano è stato detto tutto. Mi preoccupa, invece, ciò che ha detto Odifreddi a proposito degli italiani: “Un popolo di coglioni al 90%”

    • Emilia Rispondi

      29 novembre 2016 at 12:06

      Si sbaglia. Ignoranti al 99%.

  3. Francesco_P Rispondi

    29 novembre 2016 at 15:11

    L’equità fiscale vista da Renzi & Compagni di merende.
    Le Regioni “virtuose” non procacciano abbastanza soldi per il sistema renzian-corporativo-feudale. Quindi bisogna rapinarle affinché distribuiscano i loro soldi agli statali, alle associazioni amiche, agli intellettuali di sinistra, alle partecipate inutili e a tutto il sistema di potere parassitario che governa la nazione. Pertanto Roma deve intervenire per ristabilire l’equità del contributo al sistema marcio.
    Ricordiamoci che il 16 dicembre ricorre il 243° anniversario del Boston Tea Party ovvero il fisco visto dalla nostra parte e non da quella dei parassiti.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *