Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

L’infermiera e il medico killer. Il loro non era amore

Infermiera e medico killerChe poi chissà se loro erano convinti seriamente fosse amore. Comunque amore non era. Trattasi piuttosto di patologia ed estraneità all’irripetibilità dell’uomo. Non può essere «un’eccellente idea, oltretutto…» uccidere qualcuno, né il metodo scelto per cercare di deviare da sé i sospetti. Queste parole le aveva scritte un anno fa Leonardo Cazzaniga, anni sessanta, medico anestesista, alla sua amante Laura Taroni, quarantenne e infermiera. A luglio si confrontavano sul colpaccio di lei: aver fatto cremare il corpo del marito Massimo Guerra, morto quarantaseienne il 30 giugno 2013, e quello della madre che pare non gradisse la relazione tra i due. «Dalla cremazione non possono capire niente». L’idea sarà stata “eccellente”, il parlarne dopo decisamente meno brillante. Due che ritenevano di aver trovato il modo di mettere in scena «l’omicidio perfetto». Non è amore, è assenza di coscienza di sé e del mondo, di quanto valga una vita, di cosa siano gli affetti. Perché se poi, non bastasse, i tuoi figli vengono messi per mesi sotto protezione, per la precisione vengono protetti da te, vuol dire che non sei madre nel senso finito del termine.

Non è amore quello che li unisce, due che per mesi hanno pianificato degli omicidi e che non hanno accennato al pentimento, due che hanno avuto il coraggio di guardare negli occhi giorno dopo giorno le loro vittime ancora vive ma già tali. Al marito di lei, trovato morto «disteso sul divano nel salone vicino all’ingresso di casa» avevano fatto credere d’essere diabetico. Non lo era, falsificavano i reperti. Lei per mesi gli ha iniettato l’insulina che prima di ucciderlo lo ha spossato: gambe pesanti, sonnolenza e i dottori che non capivano cos’avesse. Due anni prima della morte, «gli antidepressivi per ottenere il calo della libido». Due che si vogliono lasciano, si scelgono, divorziano e stanno insieme, non ammazzano. Se è stato «eccezionale» cremare i corpi, è stato meno furbo dire al telefono «io ogni tanto ho questa voglia di… uccidere qualcuno». A unirli non era l’amore, l’amore non asseconda i deliri megalomani di un dottore che si fa chiamare «Dio» o «l’angelo della morte». Uno che riteneva di avere dato vita al «protocollo Cazzaniga», di poter dire «con questo paziente dispiego le mie ali dell’angelo della morte».

L’elenco delle sue vittime come riportato dal Corriere della Sera: “Angelo Lauria, 69 anni, malato di tumore, ucciso con una dose di Propofol cinque volte superiore al normale. Giuseppe Pancrazio Vergani, 71 anni, parkinson in fase avanzata, con una dose di morfina dieci volte oltre il consentito. E così è toccato anche a Luigia Lattuada, 77 anni, anche lei malata di tumore, e al signor Antonino Isgrò, che a 93 anni è andato al pronto soccorso solo con un femore rotto e ne è uscito in una cassa da morto. Ma i casi per i quali sono indagati sono almeno altri dieci”. Non era amore ma pochezza, miseria umana che per sentirsi qualcosa aveva bisogno di bullizzare i deboli, gli impotenti, gli ammalati. Meno di niente, due frustrati che incontrandosi si sono illusi di essere qualcosa.  Due che stavano si frequentavano, dice lei, già prima del matrimonio di lei incapaci però di scegliersi fino in fondo. Non era amore. Pure perché banalmente due così non sanno amare, non sono programmati per farlo, ignorano troppo della sfera umana, delle cose. Non bastasse la Taroni al figlio più grande diceva cose come «l’omicidio deve essere una cosa per cui non ti scoprono, se ti scoprono e vai in galera perdi anche la casa. L’omicidio perfetto è l’omicidio farmacologico…». E, parlando della nonna, «che non vuole essere cremata, e quindi da lì possono tirar fuori un sacco di cose… Non abbiamo neanche più i maiali….». Non abbiamo neanche più i maiali. Una che all’amante chiede se «i bambini sono un problema», come a dire che li si può far fuori se serve. Non è amore. Non sanno cosa sia. E noi non sappiamo cosa siano loro.

 

Condividi questo articolo!

di on 30 novembre 2016. Filed under Attualità. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Un commento a L’infermiera e il medico killer. Il loro non era amore

  1. cerberus Rispondi

    30 novembre 2016 at 21:17

    Sconcertante.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *