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Il mainstream impazzito

Giuliani avrà un ruolo nell'esecutivo di Trump perché "disoccupato". Carson vuol "riscrivere i libri di scuola negando l'evoluzione" e Bannon, editore di un giornale ebraico e consigliere del Presidente, è diventato l'"antisemita". Il giornalista collettivo ha perso il controllo

carta stampataDurante gli Anni di piombo i comitati approvano le notizie da pubblicate. Chi li ha vissuti racconta anche di rotative fermate perché sul Corriere della Sera campeggiava un pezzo sgradito a certi compagni. L’idea di dover indottrinare, dirigere l’opinione sicuri di maneggiare il verbo non scandalizzava. Oggi buona parte della stampa nostrana ammanta una certa superiorità morale, un distacco dai fatti tale per cui certe verità sarebbero tali perché impacchettate con onestà, o giustezza della visione. Questi sono i diretti eredi di quegli anni, e mentono. A volte sapendo di mentire altre convinti di esser nella ragione, che è drammaticamente peggio. Le elezioni presidenziali americane in questo senso sono state illuminanti. Il mainstream internazionale ha dato il meglio (leggasi anche peggio) di sé. L’attuale Presidente degli Stati Uniti ha dovuto sfidare da solo i grandi clan americani, battendo sia i Bush che i Clinton. Pressoché l’intero Partito repubblicano. I giornalisti di mezzo mondo, s’è pagato quasi interamente la campagna elettorale e ha avuto contro l’establishment ad ogni livello. Ha vinto, democraticamente, con una forza che dovrebbe far tacere e riflettere.

Invece la colleganza ha perso la testa, il giornalista collettivo non ce la fa ad accettare quell’uomo libero, lontano dal politicamente corretto, incompatibile col bigino radical. Prima considerato un fantoccio incandidabile, poi un buffone a margine di una gara che non l’avrebbe visto arrivare in finale, ora il male assoluto dell’Occidente e del mondo. Trump, l’aveva detto un anno fa Maria Giovanna Maglie in splendida solitudine, non era e non è nulla di tutto questo. Ma quella fascia di democratici (?), tolleranti, amici dei diritti non lo accetta. Allora dopo il cartello contro la moglie del sessista Donald – rupe Melania, ovvero stuprate Melania – divulgano vere e proprie panzane alternate a letture folli della realtà. Ad esempio, la nomina di Steve Bannon a chief strategist di Donald Trump ha scatenato l’inferno. Il Fatto Quotidiano riprende quel che rimbalza trasversalmente su quasi tutte le testate, nostrane e no: con Bannon arriva ai vertici della più grande potenza mondiale un esponente della destra radicale – una galassia composta di sigle che vanno dai suprematisti bianchi ai gruppi di neo-nazi – fino a ora confinata principalmente allo spazio virtuale del web: organizzazioni unite dalla convinzione che “l’identità bianca” e la “civiltà occidentale” siano sotto attacco da parte della società multiculturale e dominata dalla political correctness. Prima di ghiacciarvi di paura riassumiamo velocemente di chi parliamo. Questo signore, Bannon, è l’editore di Breitbart News. Ovvero, il “noto antisemita”, edita un giornale fondato da un ebreo, con una sede a Gerusalemme, che difende Israele dai boicottatori del Bds, dichiaratamente filo-israeliano e attento a denunciare il neo-antisemitismo europeo.

Giovanna Botteri, inviata a New York per la Rai, l’ha anche detto: «A che serve il nostro lavoro da giornalisti se poi la gente vota diversamente». Inquietante? Sì. Specchio del perché nessuno, eccezion fatta di singole voci arginate come appestati ubriachi e con cui pochi oggi si scusano riconoscendo loro lucidità, c’aveva capito nulla, del Trump. Perché si raccontano i fatti che vorremmo, non quelli che sono. Pure perché le ideologie spesso impediscono di capire cosa avviene. E oggi, non paghi, si mistifica. Nessuno si scandalizza per i continui rimbrotti irriverenti propinati al neo-Presidente (alle spalle, a distanza, ché poi la faccenda faccia a faccia cambierà eccome). Si fa largo invece un corollario di micro episodi teoricamente figli dell’era trumpiana: una ragazza aggredita da sessisti, un nero cui viene detto “vai a raccogliere cotone, per te non c’è più posto”, mandrie di allupati che offendono le donne, musulmane che smettono di portare il velo per paura. Ci terremmo a ricordare ai colleghi, gli stessi che se avessero protestato i sostenitori di Trump avrebbero urlato “all’attacco alla democrazia”, che al momento il presidente in carica è ancora Barack Obama. Se stupratori e buzzurri esistono son tali dopo e durante il mandato del premio Nobel per la Pace, mica la sola elezione di Donald ha mutato gli animi e la società. Bufala dopo bufala. George Bush è un creazionista eppure non ha abolito l’aborto né limato le libertà di chi non la pensava come lui. Ma la possibile nomina di Ben Carson, 65 anni, neurochirurgo in pensione, all’Istruzione (pare che abbia rinunciato alla Sanità) è stata accolta come una bomba in un asilo nido. La cosa gravissima è che avrebbe detto di voler “valorizzare le radici cristiane”. Carson s’era presentato alle primarie repubblicane come  «l’uomo con la fede più salda di tutti i candidati». Ed eccolo l’allarme: vuole riscrivere i libri di scuola. In pratica per i media ambisce a cancellare la teoria dell’evoluzione. E fa già ridere così, non occorre commentarla.

Le università statunitensi sono territorio liberal e non hanno preso bene la sconfitta di Hillary. Mentre Trump ha chiuso la querelle sulle proteste contro la sua elezione (si fosse azzardato lui a non fare subito il discorso pubblico in favore del neo-eletto presidente immaginatevi il caos) con un «gente pagata per protestare? Non sono neanche presidente e già ho creato posti di lavoro», dagli atenei annunciano: istituiti centri di ascolto per gli studenti traumatizzati dalla vittoria del Donald, sono stati cancellati esami e regalati voti per “sedare” i ragazzi inferociti. In pratica fosse scoppiata una mina nei campus avrebbe fatto meno danni, vogliono farci credere.

E di fronte al sindaco che ha ripulito New York (applausi!) Rudolph Giuliani, di fronte all’ipotesi che a lui vengano dati gli Esteri o la Sicurezza, eccoli: lo nomina perché non ha lavoro. Vabbè, siamo alla camicia di forza.

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di on 17 novembre 2016. Filed under Dibattiti. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

12 commenti a Il mainstream impazzito

  1. Milton Rispondi

    16 novembre 2016 at 16:56

    Evviva Trump,
    già prima di essere in carica crea molti posti di lavoro:
    migliaia di dimostranti pagati per protestare conto la sua elezione !!!

  2. Francesco_P Rispondi

    16 novembre 2016 at 18:07

    Quello che il potere sinistrorso non accetta è che è cambiato il mondo. E’ cambiato da tempo, ma la Brexit e l’elezione di Trump lo hanno dimostrato in modo inconfutabile.
    Il blocco di potere della sinistra ha lanciato il classico “colpo di coda degli sconfitti”, rimasti fuori dal tempo.
    Junker, che dalla Torre di Babele di Bruxelles pronuncia la frase “ci vorranno due anni perché Trump capisca il mondo”, fa pena perché è lui a non aver capito che il mondo funziona in modo diverso.
    Certa stampa che dipende dai finanziamenti dalle élite della sinistra teme per il proprio ben pagato posto di lavoro.
    – – – –
    Per chi avesse un po’ di pazienza suggerisco questo articolo: http://nationalinterest.org/blog/the-buzz/the-arctic-the-first-stop-the-united-states-reset-russia-18409
    Quante ragioni perché si faccia il matrimonio di interessi fra USA e Russia. Solo che con gli attuali “fuori dal mondo” di Bruxelles rischiamo di essere esclusi dalla festa proprio noi europei, quelli che avrebbero più da guadagnare da un pragmatico processo di distensione e collaborazione. Ovviamente non ci guadagnerebbero coloro che si sono troppo esposti sulla Cina e sul M.O. o con altri business non proprio convenienti per la maggioranza delle imprese e degli uomini, come, ad esempio, il “carbon trading” e il solare.

  3. Franco C. Rispondi

    16 novembre 2016 at 18:54

    Il costo di un giornale si aggira mediamente attorno ad 1 euro e quaranta cent per copia. In un anno comporta una spesa superiore a 500 euri.
    “A che serve il nostro lavoro da giornalisti se poi la gente vota diversamente”? si chiede la botteri.
    Rispondo senza esitazione: a niente. Visto e considerato che troppi giornalisti ci prendono in giro, il loro giornale se lo possono tenere. Mio nonno dopo averlo letto (a quell’ epoca i giornali erano l’ unica fonte di informazione ed erano del resto molto più seri) lo tagliava a quadrettoni e lo attaccava ad un chiodo vicino al cesso.
    Oggi siamo più “delicati” e non serve neanche per quello.
    Oggi preferiamo informarci con internet e quei 500 euri risparmiati li spendiamo in libri scelti da noi e non ci facciamo lavare il cervello da quattro deficienti. (oddio, fossero solo quattro sarebbe bello, purtroppo sono molti e molti di più).

    • Macx Rispondi

      17 novembre 2016 at 08:41

      Commento encomiabile!
      Buona giornata

  4. maboba Rispondi

    16 novembre 2016 at 19:14

    Fra le molte cose positive dell’elezione di Trump
    (quella più grande è l’allentamento, si spera, delle tensioni con la Russia, e di un eventuale conflitto che sarebbe stato catastrofico per tutto l’occidente cristiano di cui la stessa Russia è parte. Era questo il disegno di Ob(s)ama e forse anche di Bergoglio)
    c’è quello di aver portato in primo piano di fronte all’opinione pubblica la falsità e l’ipocrisia di tutto il mondo cosiddetto “progressista” che in realtà è profondamente elitario ed antipopolare. Ovvio che non ammettano di aver sbagliato e che non accettino la realtà diversa dalle loro cristallizzazioni mentali. Per loro vale purtroppo l’hegeliano … se la realtà non corrisponde all’ideale, tanto peggio per la realtà.

  5. ANGELA PISCITELLI Rispondi

    16 novembre 2016 at 21:16

    La demonizzazione dell’aversario-o più semplicemente di chi la pensa diversamente,parte da lontano ed è patrimonio genetico della”sinistra”;morto il marxismo,l’esercito degli opinionisti al caviale ha trasferito il suo ideario nel politicamente corretto. Girnalisti, teatranti, sedicenti scrittori,sono incapaci di autocritica perchè non esercitano il dubbio-che è la radice del pensiero,ma solo militanza profumatamente pagata e molto dorata,bendati dalla loro immane supponenza.C’è anche da dire che tanti di loro non esercitano per meriti-non ne hanno-ma unicamente per antiche e nuove lottizzazioni;certo il web li ha un po’ disorientati, giacchè l’offerta si è allargata ed il “popolo bue”(cioè noi non conformi)con un po’ di pazienza riesce a informarsi un po’ meglio, e poi quando puo’,vota secondo la sua testa, non certo con quella della Botteri.Comunque tutto questo non intacca la fulgida carriera degli opinionai:solo sono meno utili, come idioti.Tutto qui.

  6. cerberus Rispondi

    16 novembre 2016 at 21:28

    Spero che la Botteri si prenda un anno di riflessione,magari in India con qualche santone,così ce la leviamo dai cosiddetti.
    I progressisti sono sotto effetto post-traumatico dalla batosta chehanno preso,quindi sono dentro a un delirio tutto loro,fatto di fantasie nere ,degne della Quarta del Sordo.
    Per quanto riguarda i media blasonati ormai hanno raggiunto il ridicolo, si stanno attorcigliando in spirali negativiste, senza speranza.
    Che brutta cosa quando ti crolla un mito(vedi l’abbronzato & simili.)

  7. aquilone Rispondi

    16 novembre 2016 at 23:02

    Il riferimento alla signora Botteri è ciò che più mi ha colpito in questo articolo. Anche perchè, 15 anni fa, l’azienda (una banca) per la quale lavoravo, mi inserì in una funzione che a me proprio non piaceva e che ritetenevo aziendalmente del tutto inutile. Mansioni inutili (per lo meno a mio giudizio) come ce ne sono tante in tutte le grandi aziende, anche private, specie a quei tempi. Avrei potuto continuare a prendere il mio davvero lauto stipendio semplicemente scaldando una sedia. Ma no, feci le mie rimostranze, misi per iscritto le mie idee che sottoposi alla “superiorità”, ma non mi ascoltarono; mi licenziai e imparai a vivere di trading on line, allora nascente e per il quale già da qualche tempo cominciavo a nutrire una certa passione. Nel frattempo quella banca oggi non esiste più, assorbita in un’altra banca, a sua volta anch’essa assorbita da un’altra banca ancora, pena il fallimento. Sapete bene, immagino, qual’è la storia recente delle banche. Detto questo, inviterei la signora Botteri, se ritiene inutile il suo lavoro, di avere lo stesso coraggio: si licenzi e impari a fare un altro mestiere

  8. Andrea Rispondi

    17 novembre 2016 at 05:28

    Noi non siamo né contro Trump né a favore di Trump. Lo aspettiamo all’opera prima di giudicare. Piuttosto ci stupisce questo conformismo filotrumpiano di molti lettori dell’Intraprendente. Simili in questo ai compagni di strada del PCUS.
    Noi siamo e resteremo comunque dei liberali.

    • aquilone Rispondi

      17 novembre 2016 at 12:51

      Certo Andrea, hai perfettamente ragione, aspettiamo di vedere trump all’opera e poi si potrà giudicare. Il fatto che però qui ci si inebri per la sua vittoria è semplicemente perchè ha vinto nonostante avesse tutto il bel mondo di sinistra e di parasinista contro. Tutto qui, per il resto si vedrà. Intanto godiamocela sperando che non faccia trumpate

  9. lombardi-cerri Rispondi

    17 novembre 2016 at 06:58

    Vi ricordate quando , da bambini, con in testa un cappelluzzo fatto con un giornale opportunamente ripiegato dalla Mamma ed una spadina di legno fatta con due pezzi inchiodati opportunamente, comandavamo con tono iroso immaginari eserciti? Iroso perchè non si comportavano mai come volevamo noi.
    La vita, a poco a poco, ci ha ridimensionati, togliendoci più o meno dolcemente quel sogno.
    Loro invece sono riusciti a fermare il tempo a quell’età e, a mano a mano che la vita gli sbatte in faccia la dimostrazione del LORO fallimento, si incavolano sempre di più.
    Poveri bambini!

  10. adriano Rispondi

    17 novembre 2016 at 14:17

    Vedremo i fatti.Da altre parti si dice che Bannon sia criticato dalla comunità ebraica americana.E’ vero?Sui libri di scuola deve trovare spazio sia il creazionismo che l’evoluzione,spiegate dal punto di vista scientifico.I dogmi si trattano nell’ora di religione,per chi la fa.Sarei cauto nel dire che il mondo è cambiato.Ero convinto che Trump avrebbe perso perchè negli USA pensavo fosse già stata realizzata una diversa composizione sociale.Ha vinto ma la maggioranza di chi ha votato ha votato Clinton.Come dire che l’operazione di sostituzione dei popoli funziona.Là,fortunatamente,una legge elettorale intelligente ha impedito che prevalesse.Non credo possa ripetersi da noi se continuiamo a vendere il paese.

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